{"id":5199,"date":"2021-04-12T12:18:32","date_gmt":"2021-04-12T12:18:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=5199"},"modified":"2021-04-12T12:29:40","modified_gmt":"2021-04-12T12:29:40","slug":"la-nave-di-filippo-mazzei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2021\/04\/12\/la-nave-di-filippo-mazzei\/","title":{"rendered":"La nave di Filippo Mazzei&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2012\/12\/FilippoMazzei_ritratto.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-28\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2012\/12\/FilippoMazzei_ritratto-300x145.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"145\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2012\/12\/FilippoMazzei_ritratto-300x145.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2012\/12\/FilippoMazzei_ritratto.jpg 620w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La nave con cui <strong>Filippo Mazzei<\/strong> raggiunse l&#8217;America, salpando dal porto di Livorno era la Triumph: una tre alberi da 220 tonnellate nata come nave da guerra della Marina militare britannica e poi acquistata da un armatore, William Rogers, che la trasform\u00f2 in mercantile. Proveniente da Lisbona con un carico di zucchero, arriv\u00f2 a Livorno il 3 agosto 1773. Vi rimase un mese, per alcuni lavori di sistemazione e per raccogliere il carico di Mazzei, deciso ad avventurarsi in Virginia per aprire un&#8217;azienda agricola, come consigliato dai suoi amici Thomas Jefferson e Benjamin Franklin.<\/p>\n<p>Interessante soffermarsi sul <strong>carico<\/strong> che Mazzei fece stivare sulla <strong>Triumph<\/strong>: centinaia di piantine di olivo e talee di vite, sacchi di granturco da semina, orci d&#8217;olio, piccole botti di legno contenenti malvasia e vinsanto, forme di formaggio, numerose pezze di stoffa, scarpe e vestiti, vari tipi di indumenti, attrezzi per lavorare la terra (vanghe, zappe, aratri, pennati, erpici). Poi materiale per coltivare lo spirito: libri e carta da musica. Tra i volumi c&#8217;erano diverse copie del <em>Dei delitti e delle pene<\/em> (di Cesare Beccaria), stampate a Livorno.\u00a0 A bordo della nave c&#8217;erano solo due animali, due pecore. Uno dei problemi principali, a bordo della Triumph, era l&#8217;acqua dolce: dodici botti dovevano bastare per tutto il viaggio, trenta giorni circa, non solo per bere ma anche per annaffiare le piantine.<\/p>\n<p>Anche se ancora oggi poco conosciuto al grande pubblico, Filippo Mazzei partecip\u00f2 attivamente alla <strong>guerra d&#8217;indipendenza<\/strong> americana come mediatore per l&#8217;acquisto di armi per la Virginia, e dagli storici \u00e8 ritenuto uno dei padri della Dichiarazione d&#8217;Indipendenza americana, in quanto amico stretto dei primi cinque presidenti statunitensi: George Washington, John Adams, James Madison, James Monroe e soprattutto Thomas Jefferson, di cui fu vicino di casa, ispiratore, socio in affari e con cui rimase in contatto epistolare fino alla morte.<\/p>\n<p>Sostenitore della cultura liberale, illuminista e repubblicana, in Europa cos\u00ec come in America, Mazzei\u00a0 fu precursore di molte conquiste legate alle democrazie moderne, in ambito giuridico e istituzionale ma anche in materia economica e commerciale. Fu inoltre testimone privilegiato della rivoluzione francese, come rappresentante presso la Corona di Francia del re di Polonia Stanislao Poniatowski.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La nave con cui Filippo Mazzei raggiunse l&#8217;America, salpando dal porto di Livorno era la Triumph: una tre alberi da 220 tonnellate nata come nave da guerra della Marina militare britannica e poi acquistata da un armatore, William Rogers, che la trasform\u00f2 in mercantile. Proveniente da Lisbona con un carico di zucchero, arriv\u00f2 a Livorno il 3 agosto 1773. Vi rimase un mese, per alcuni lavori di sistemazione e per raccogliere il carico di Mazzei, deciso ad avventurarsi in Virginia per aprire un&#8217;azienda agricola, come consigliato dai suoi amici Thomas Jefferson e Benjamin Franklin. 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