{"id":5375,"date":"2023-01-10T18:02:56","date_gmt":"2023-01-10T18:02:56","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=5375"},"modified":"2023-01-10T20:27:31","modified_gmt":"2023-01-10T20:27:31","slug":"mccarthy-chi-ha-vinto-davvero-a-washington","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2023\/01\/10\/mccarthy-chi-ha-vinto-davvero-a-washington\/","title":{"rendered":"McCarthy, chi ha vinto davvero a Washington"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2023\/01\/AYWLUbr5TXn1cIYZe_z4_ANSA-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5376\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2023\/01\/AYWLUbr5TXn1cIYZe_z4_ANSA-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2023\/01\/AYWLUbr5TXn1cIYZe_z4_ANSA-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2023\/01\/AYWLUbr5TXn1cIYZe_z4_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2023\/01\/AYWLUbr5TXn1cIYZe_z4_ANSA-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2023\/01\/AYWLUbr5TXn1cIYZe_z4_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2023\/01\/AYWLUbr5TXn1cIYZe_z4_ANSA-2048x1365.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>In un <a href=\"https:\/\/www.nicolaporro.it\/atlanticoquotidiano\/quotidiano\/esteri\/le-due-anime-dei-repubblicani-verso-la-resa-dei-conti-guerra-aperta-alluniparty\/\">articolo pubblicato sul sito Atlantico<\/a> Luca Bocci spiega molto bene ci\u00f2 che \u00e8 accaduto a Washington nei giorni scorsi, dove <strong>Kevin McCarthy<\/strong> ha faticato non poco per essere eletto Speaker della Camera. I Repubblicani avevano la maggioranza, eppure ci sono volute quindici votazioni. Pensate, una fatica simile per nominare lo Speaker non si registrava dal 1859.<\/p>\n<p>A rompere le uova nel paniere, in seno al Gop, la spaccatura tra due delle anime del partito: da un lato i fedelissimi di Trump, dall&#8217;altra l&#8217;ala pi\u00f9 intransigente guidata in primis da <strong>Matt Gaetz<\/strong>, oltre che da Laurent Boebert. Non c&#8217;erano differenze ideologiche o di programma, si badi bene, pi\u00f9 che altro a dividere le due fazioni \u00e8 stata una lotta di potere. E, sembrer\u00e0 strano, \u00e8 un segno di vitalit\u00e0 per il Gop: finch\u00e9 ci si scontra e si discute \u00e8 segno che il partito non \u00e8 sdraiato o peggio morto.<\/p>\n<p>Per ottenere l&#8217;agognata carica McCarthy ha dovuto ingoiare il rospo che prevede, tra le altre cose, la possibilit\u00e0 di essere mandato a casa in qualsiasi momento (baster\u00e0 la richiesta di un solo deputato perch\u00e9 si voti la sfiducia), pi\u00f9 un terzo dei seggi del Rules Committee (commissione che controlla i lavori della Camera) all\u2019ala pi\u00f9 conservatrice del partito.<\/p>\n<p>&#8220;Matt Gaetz &#8211; scrive Bocci &#8211; \u00a0il <strong>nuovo eroe della base<\/strong>, ha rimandato al mittente le pressioni dell\u2019ex presidente (Trump, ndr), che nelle ultime ore prima del voto finale si sarebbe attaccato al telefono provando a convincere i ribelli. Alla fine, per\u00f2, per risolvere lo stallo l\u2019RNC \u00e8 stato costretto a\u00a0cedere a quasi tutte le richieste\u00a0del\u00a0<em>Freedom Caucus<\/em>, una disfatta per chi pensava di essere ancora in grado di mettere tutti in linea alzando la voce&#8221;.<\/p>\n<p>Non \u00e8 bastato alzare la voce, dunque. E si \u00e8 imposto il <strong><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Freedom_Caucus\">Freedom Caucus<\/a><\/strong>. Questi &#8220;zotici trinariciuti&#8221; (come vengono definiti in modo sprezzante, non solo dai democratici) riusciranno a condizionare in modo forte anche le prossime elezioni primarie con cui si decider\u00e0 il candidato del Gop per la presidenza nel 2024? Vedremo. La sfida potrebbe essere decisamente interessante.<\/p>\n<h2>Il primo giorno di McCarthy<\/h2>\n<p>Appena insediatosi lo Speaker della Camera i Repubblicani hanno rispettato una promessa fatta agli elettori: stop alla spesa per finanziare le assunzioni dell&#8217;Agenzia del fisco nei prossimi dieci anni, come era stato stabilito per legge dai Democratici nel 2022. Il testo \u00e8 passato con 221 voti a favore e 210 contrari, ma ora al Senato i Dem lo respingeranno quasi di sicuro. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 un dettaglio molto importante, che si legge dal numero: 221 voti sono uno in meno di quelli che i conservatori hanno a disposizione. La maggioranza del Gop alla Camera, dunque, resta risicatissima. E neanche una misura cos\u00ec forte, simbolicamente, \u00e8 servita a riunire tutti i Repubblicani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Foto: Ansa<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; In un articolo pubblicato sul sito Atlantico Luca Bocci spiega molto bene ci\u00f2 che \u00e8 accaduto a Washington nei giorni scorsi, dove Kevin McCarthy ha faticato non poco per essere eletto Speaker della Camera. I Repubblicani avevano la maggioranza, eppure ci sono volute quindici votazioni. Pensate, una fatica simile per nominare lo Speaker non si registrava dal 1859. A rompere le uova nel paniere, in seno al Gop, la spaccatura tra due delle anime del partito: da un lato i fedelissimi di Trump, dall&#8217;altra l&#8217;ala pi\u00f9 intransigente guidata in primis da Matt Gaetz, oltre che da Laurent Boebert. 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