{"id":5583,"date":"2025-04-07T16:13:00","date_gmt":"2025-04-07T16:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=5583"},"modified":"2025-04-07T16:23:39","modified_gmt":"2025-04-07T16:23:39","slug":"reagan-e-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2025\/04\/07\/reagan-e-trump\/","title":{"rendered":"Reagan e Trump"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2025\/04\/Reagan_1987.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5584\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2025\/04\/Reagan_1987-300x216.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2025\/04\/Reagan_1987-300x216.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2025\/04\/Reagan_1987.jpg 747w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ronald Reagan<\/strong> non \u00e8 un nome qualunque nel Pantheon della destra americana. Ecco cosa diceva a proposito dei dazi: &#8220;Dovremmo stare attenti ai demagoghi pronti a dichiarare una guerra commerciale contro i nostri amici, indebolendo la nostra economia, la nostra sicurezza nazionale e l\u2019intero mondo libero, il tutto mentre sventolano cinicamente la bandiera americana&#8221;.<\/p>\n<p>E ancora: &#8220;Le guerre commerciali costruite sui dazi danneggiano tutti. All\u2019inizio possono sembrare un atto patriottico, ma quello che avviene sul lungo termine \u00e8 disastroso: ancora pi\u00f9 dazi, fallimenti a catena e milioni di posti di lavoro persi\u201d.<\/p>\n<p>Reagan non era un Nobel per l&#8217;economia, ma aveva capito bene certi meccanismi, a partire dalla conseguenze di certe decisioni prese dai suoi predecessori negli anni della Grande Depressione, quando l\u2019aumento delle tariffe peggior\u00f2 la crisi economica \u00e8 imped\u00ec la ricrescita. I convincimenti di Reagan furono alla base della nascita del <strong>Nafta<\/strong> (Accordo nordamericano per il libero scambio\u201d) con Messico e Canada, portato a compimento dal suo sccessore alla Casa Bianca, George H. W. Bush.<\/p>\n<p>Le parole e le idee di Reagan sono tornate oggi di estrema attualit\u00e0, in funzione anti Trump. Ma non vengono rispolverate strumentalmente solo dai democratici quanto anche da una parte dei repubblicani, quelli rimasti fedeli alla visione liberista e anti protezionista del partito dell&#8217;Elefante.<\/p>\n<p>Ovviamente non si possono paragonare gli anni Ottanta con i tempi nostri, ma le basi dell&#8217;economia restano quelle.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=5t5QK03KXPc&amp;t=95s\">GUARDA IL DISCORSO DI REAGAN DEL 1987<\/a><\/strong><\/p>\n<p>Facciamo un passo indietro. In un discorso in Pennsylvania nel 2016, durante la campagna elettorale, Trump cit\u00f2 Reagan ricordando che l&#8217;ex presidente aveva tassato le moto provenienti dal Giappone (al 49%) e i semiconduttori del 100%. Come a voler sottolineare: se lo ha fatto lui perch\u00e9 non dovrei farlo anche io? In verit\u00e0 vi sono delle differenze importanti.<\/p>\n<p>La rivista <strong>The Atlantic<\/strong> nel 2018 scrisse che <a href=\"https:\/\/www.theatlantic.com\/business\/archive\/2018\/06\/trump-tariffs\/562550\/\">Trump non era Reagan:<\/a> &#8220;Le azioni di Reagan erano pi\u00f9 mirate e ha anche promosso alcune politiche di libero scambio insieme a loro, tra cui la proposta di un mercato comune nordamericano. Forse pi\u00f9 importante \u00e8 il fatto che, secondo un recente studio, non sono state davvero le tariffe, ma un&#8217;altra politica pi\u00f9 complessiva, ad aiutare le aziende statunitensi a competere in un&#8217;economia globale: la modifica del codice fiscale da parte di Reagan nel 1981, che ha istituito il credito d&#8217;imposta federale per la ricerca e la sperimentazione per sovvenzionare l&#8217;innovazione&#8230;. Negli anni &#8217;80 questo stimolo ha spinto le aziende a innovare e a recuperare terreno rispetto ai loro concorrenti stranieri.. Nella seconda met\u00e0 degli anni &#8217;70 la produttivit\u00e0 manifatturiera degli Stati Uniti era in ritardo rispetto a quella di altre economie avanzate e la concorrenza tecnologica di Giappone, Germania e Francia stava aumentando. Mentre i cittadini statunitensi avevano depositato il 70% delle domande di brevetto negli Stati Uniti nel 1975, quella quota era scesa a quasi il 60% entro il 1981&#8221;.<\/p>\n<p>Ggli Stati Uniti avrebbero potuto isolarsi dall&#8217;economia mondiale, e pensare solo ai propri interessi, invece decisero\u00a0 di &#8220;sovvenzionare le loro industrie in modo piuttosto forte&#8221;. La concorrenza internazionale, secondo Akcigit e i suoi colleghi, ha due campi da gioco: il mercato interno di un&#8217;azienda e i suoi mercati esteri. Nelle economie aperte, le aziende devono prima impegnarsi molto per migliorare la loro produttivit\u00e0 e la qualit\u00e0 dei beni, altrimenti saranno vulnerabili ai concorrenti stranieri che invadono il loro territorio. In secondo luogo, le grandi aziende possono guadagnare quote nei mercati esteri.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">&#8220;In assenza di tariffe, i sussidi per la ricerca e lo sviluppo incoraggeranno le aziende a fare investimenti a lungo termine per migliorare la loro posizione competitiva in patria e all&#8217;estero, hanno scoperto i ricercatori. Dopo la creazione dei crediti d&#8217;imposta federali e statali per la ricerca e lo sviluppo, le aziende statunitensi hanno iniziato a recuperare terreno rispetto alle loro controparti straniere; l&#8217;intensit\u00e0 della loro spesa per la ricerca \u00e8 aumentata e, dopo aver continuato a scendere per alcuni anni, la loro quota di domande di brevetto \u00e8 rimbalzata a met\u00e0 degli anni &#8217;90 a oltre il 60%&#8221;.<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Qualcuno oggi potrebbe dire che The Atlantic \u00e8 una rivista liberal marcatamente anti Trump. Pu\u00f2 essere, ma cita Reagan, che non era di sinistra ed \u00e8 sempre stato un totem per il Partito Repubblicano. Quindi il discorso \u00e8 complesso e non si pu\u00f2 ridurre la questione dazi a un semplicistico e inutile &#8220;tifo&#8221; pro o contro Trump.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ronald Reagan non \u00e8 un nome qualunque nel Pantheon della destra americana. Ecco cosa diceva a proposito dei dazi: &#8220;Dovremmo stare attenti ai demagoghi pronti a dichiarare una guerra commerciale contro i nostri amici, indebolendo la nostra economia, la nostra sicurezza nazionale e l\u2019intero mondo libero, il tutto mentre sventolano cinicamente la bandiera americana&#8221;. E ancora: &#8220;Le guerre commerciali costruite sui dazi danneggiano tutti. 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