{"id":612,"date":"2013-04-30T19:19:53","date_gmt":"2013-04-30T19:19:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=612"},"modified":"2013-04-30T19:45:29","modified_gmt":"2013-04-30T19:45:29","slug":"recensioni-anche-sulle-prigioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2013\/04\/30\/recensioni-anche-sulle-prigioni\/","title":{"rendered":"Recensioni anche sulle prigioni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/04\/Prigione.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-613\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/04\/Prigione-300x212.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/04\/Prigione-300x212.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/04\/Prigione.jpg 606w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>In un&#8217;epoca in cui si d\u00e0 un voto a tutto, dai ristoranti agli alberghi, dalle universit\u00e0 agli ospedali, dalle vacanze low cost ai resort extra lusso, in America un popolare motore di ricerca (<strong><a href=\"http:\/\/www.yelp.com\/\" target=\"_blank\">Yelp<\/a><\/strong>) ha recensito anche le prigioni. Ne parla in un articolo il <strong><a href=\"http:\/\/www.washingtonpost.com\/national\/with-few-other-outlets-for-complaints-inmates-review-prisons-on-yelp\/2013\/04\/27\/59cc3440-9e24-11e2-a2db-efc5298a95e1_story.html\" target=\"_blank\">Washington Post<\/a><\/strong>. In rete si possono trovare commenti sulla pulizia delle celle, la qualit\u00e0 del cibo, problemi sulla sicurezza o maltrattamenti da parte delle guardie. Un membro di <strong><a href=\"http:\/\/www.aclu.org\/\" target=\"_blank\">American Civil Liberties Union<\/a><\/strong>, associazione per i diritti civili, apprezza questa nuova realt\u00e0: <em>&#8220;Tutto ci\u00f2 che permette di aumentare la consapevolezza pubblica sulle condizioni dei detenuti nelle prigioni statunitensi \u00e8 un buon segno&#8221;.<\/em> Questa stranezza, che noi europei potremmo altezzosamente definire la solita americanata, ha un indubbio merito: contribuisce a rendere <em>&#8220;trasparente un sistema che non lo \u00e8 affatto&#8221;<\/em>, come sottolinea l&#8217;avvocato californiano Robert Miller. E Yelp cosa dice di fronte a tanto clamore? Per ora no comment. Si limita a ricordare che gli utenti sono liberi di scrivere <strong>recensioni<\/strong> su qualsiasi tipo di attivit\u00e0 che abbia una sede, purch\u00e9 si rispettino le regole stabilite dal sito.<br \/>\nMa che senso ha una recensione carceraria? Solitamente si recensiscono locali, servizi o prodotti cui un cliente-consumatore pu\u00f2 essere interessato. Per invogliarlo o consigliarlo a fare, o meno, una certa scelta. Un carcere si pu\u00f2 scegliere? E c&#8217;\u00e8 qualcuno che pu\u00f2 essere interessato a entrarci e a starci per un certo numero di anni? Dunque, che senso ha? Certo, se l&#8217;idea \u00e8 quella di rendere pi\u00f9 trasparente un mondo che solitamente non lo \u00e8, ben vengano le recensioni sulle prigioni. Nel caso delle carceri gestite dai private (<strong><a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Private_prison\" target=\"_blank\">in America ce ne sono<\/a><\/strong>) la recensione potrebbe avere un senso: mostrare ai cittadini che il denaro pubblico \u00e8 stato speso bene nella gestione di un servizio di pubblica utilit\u00e0 affidato all&#8217;esterno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>In un&#8217;epoca in cui si d\u00e0 un voto a tutto, dai ristoranti agli alberghi, dalle universit\u00e0 agli ospedali, dalle vacanze low cost ai resort extra lusso, in America un popolare motore di ricerca (Yelp) ha recensito anche le prigioni. Ne parla in un articolo il Washington Post. In rete si possono trovare commenti sulla pulizia delle celle, la qualit\u00e0 del cibo, problemi sulla sicurezza o maltrattamenti da parte delle guardie. 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