{"id":696,"date":"2013-05-16T09:19:35","date_gmt":"2013-05-16T09:19:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=696"},"modified":"2013-05-16T09:20:17","modified_gmt":"2013-05-16T09:20:17","slug":"usa-scandalo-fisco-cade-la-prima-testa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2013\/05\/16\/usa-scandalo-fisco-cade-la-prima-testa\/","title":{"rendered":"Usa, scandalo fisco: cade la prima testa"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/05\/Obama_Irs.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-697\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/05\/Obama_Irs-300x190.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"190\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/05\/Obama_Irs-300x190.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/05\/Obama_Irs-1024x649.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Lo scandalo dei controlli del fisco dettati da motivazioni politiche continua a tenere banco negli Stati Uniti. Dopo la pubblicazione del rapporto dell&#8217;Ispettorato generale del Tesoro, Obama corre ai ripari e manda a casa il capo dell&#8217;<strong>Agenzia delle entrate<\/strong> (Irs), Steven Miller.<em> &#8220;Gli americani hanno ragione a essere<\/em><em> arrabbiati, io stesso sono arrabbiato&#8221;<\/em>, tuona l&#8217;inquilino della Casa Bianca dopo un faccia a faccia, molto teso, con il segretario al Tesoro, Jack Lew. <em>&#8220;Far\u00f2 tutto quanto \u00e8 in mio potere per assicurami che non accada si ripeta chiamando a rispondere (dell\u2019accaduto) i responsabili e avviando nuovi controlli e nuove misure di salvaguardia&#8221;.<\/em> Al &#8220;rumore&#8221; della prima testa tagliata arrivano gli applausi dei repubblicani, ma c&#8217;\u00e8 gi\u00e0 chi definisce Miller un <strong>&#8220;capro espiatorio&#8221;<\/strong>. Su indicazione di Obama, Lew ha chiesto e &#8220;accettato&#8221; la rinuncia del commissario ad interim, che dirigeva di fatto l\u2019agenzia dal novembre dell\u2019anno scorso e che, secondo la stampa americana, era al corrente delle pratiche dei controlli politicizzati dal maggio 2012. In un messaggio ai suoi collaboratori Miller ha detto che <em>&#8220;c\u2019\u00e8 un bisogno forte e immediato di ricostruire la fiducia del pubblico nell\u2019agenzia delle imposte del Paese&#8221;<\/em>. Baster\u00e0 a chiudere la polemica? Obama, molto preoccupato, insiste: <em>&#8220;Non tollerer\u00f2 questo tipo di comportamento in nessuna agenzia, ma soprattutto nell\u2019Irs, considerato il potere di cui dispone e la portata (del suo lavoro) in tutte le nostre vite&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>A placare la rabbia della destra potrebbe essere una notizia pubblicata da <strong>Bloomberg<\/strong>: l\u2019Internal Revenue Service (Irs) avrebbe preso di mira non solo i gruppi politici conservatori che chiedevano l\u2019esenzione dal pagamento delle tasse, ritardando l\u2019iter delle loro pratiche e chiedendo informazioni non necessarie, ma anche almeno tre organizzazioni democratiche che tentavano di farsi riconoscere lo status di non-profit. Ad uno di questi gruppi, <strong>Emerge America<\/strong>, fu negata l\u2019esenzione del pagamento delle tasse. Anche <strong>Progress Texas<\/strong> e <strong>Clean Elections Texas<\/strong> hanno ricevuto lo stesso trattamento dei movimenti del Tea Party. I movimenti vicini alla destra ingiustamente vessati, per\u00f2, sono alcune centinaia. Quelli vicini alla sinistra per ora si contano sulle dita di una mano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Lo scandalo dei controlli del fisco dettati da motivazioni politiche continua a tenere banco negli Stati Uniti. 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