{"id":706,"date":"2013-05-19T16:53:27","date_gmt":"2013-05-19T16:53:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=706"},"modified":"2013-05-20T09:43:14","modified_gmt":"2013-05-20T09:43:14","slug":"obama-essere-nero-non-sia-una-scusa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2013\/05\/19\/obama-essere-nero-non-sia-una-scusa\/","title":{"rendered":"Obama rispolvera Martin Luther King"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/05\/Obama_Atlanta.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-708\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/05\/Obama_Atlanta-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/05\/Obama_Atlanta-300x168.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/05\/Obama_Atlanta.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Obama parla ad Atlanta, al <strong><a href=\"https:\/\/www.morehouse.edu\/\" target=\"_blank\">Morehouse College<\/a><\/strong>, il famoso ateneo dove studi\u00f2 l&#8217;uomo che ha dato la vita per i diritti civili: <em>&#8220;Qui, in questa universit\u00e0, <strong>Martin Luther King<\/strong> impar\u00f2 come cambiare l&#8217;America&#8221;<\/em>. Il presidente indossa la toga amaranto e parla ai neolaureati. Non nasconde una certa emozione, perch\u00e9 non ci sarebbe mai stato uno &#8220;yes we can&#8221; se non vi fosse stato lui, Martin Luther King. <em>&#8220;Qui \u00e8 cominciato quel cambiamento che ha portato uno di voi alla Casa Bianca. Questo luogo \u2013 prosegue Obama &#8211; insegn\u00f2 a Martin Luther King Jr, all&#8217;epoca solo un ragazzo, come forgiare il suo intelletto, rafforzare la sua anima, la disciplina, la compassione che poi avrebbe trasformato l&#8217;America. Qui lesse gli scritti di Gandhi, e la teoria della disobbedienza civile, la lotta non violenta. Qui trov\u00f2 i professori che lo incoraggiarono a guardare al mondo com&#8217;era e come avrebbe dovuto essere. Qui, come scrisse King pi\u00f9 tardi, impar\u00f2 che nessuno doveva avere pi\u00f9 paura&#8221;. <\/em>In questi discorsi, densi di retorica ma anche di valori profondi, Obama d\u00e0 sempre il meglio di s\u00e9.<\/p>\n<p>Il presidente ricorda che nell&#8217;America a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, immersa in una cultura che riteneva i neri inferiori, sottomessi, impauriti, <em>&#8220;il giovane King impar\u00f2 a rialzare la testa, sconfiggendo la paura, l&#8217;ingiustizia, il cinismo, aprendo le porte a tutti per nuove opportunit\u00e0. Da quel giorno \u2013 aggiunge Obama \u2013 i cuori, le leggi, tutto \u00e8 cambiato. Sino al punto che uno come voi \u00e8 diventato presidente degli Stati Uniti&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Ma quella di Obama non \u00e8 solo una rievocazione. Il suo \u00e8 un messaggio politico intergenerazionale: <em>&#8220;Quello che chiedo oggi a voi \u00e8 lo stesso che chiedo a tutti i neo-laureati, usate il vostro potere, la vostra forza per raggiungere qualcosa di pi\u00f9 grande di voi stessi&#8221;<\/em>. Un invito a pensare in grande, all&#8217;insegna dell&#8217;<strong><em>americam dream<\/em><\/strong>.\u00a0 Poi una stoccata, rivolta proprio alla comunit\u00e0 afroamericana: <em>&#8220;Quello che ho imparato negli ultimi anni \u00e8 che non c&#8217;\u00e9 pi\u00f9 spazio per scuse al livello razziale&#8221;<\/em>. Il presidente osserva che <em>&#8220;le scuse sono quegli strumenti cari agli incompetenti per costruire monumenti basati sul nulla&#8221;<\/em>. Obama precisa subito che non intende dire che <em>&#8220;il razzismo e i suoi pericoli sono svaniti del tutto&#8221;<\/em>. Ma che in un mondo <em>&#8220;sempre pi\u00f9 interconnesso, supercompetitivo, di fronte a un miliardo di ragazzi che vengono dalla Cina, dall&#8217;India e dal Brasile, nessuno ti dar\u00e0 pi\u00f9 qualcosa in pi\u00f9 di quanto tu te lo sia guadagnato studiando e lavorando duro&#8221;<\/em>. L&#8217;elogio della meritocrazia. Altro pilastro del sogno americano. <em>&#8220;Le discriminazioni che potete vivere voi possono essere le stesse che vivono i latinos, i gay, le donne sul posto di lavoro&#8221;<\/em>. Obama conclude il suo intervendo citando un famoso discorso di <strong>Steve Jobs<\/strong>. E assicura ai ragazzi che se saranno &#8220;affamati di sapere&#8221; (&#8220;Stay hungry, stay foolish&#8221;) nessuno &#8220;potr\u00e0 mai&#8221; fermarli. Un invito a non perdere mai la fiducia, a credere nei propri mezzi e a darsi da fare, sempre, per raggiungere i propri obiettivi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Obama parla ad Atlanta, al Morehouse College, il famoso ateneo dove studi\u00f2 l&#8217;uomo che ha dato la vita per i diritti civili: &#8220;Qui, in questa universit\u00e0, Martin Luther King impar\u00f2 come cambiare l&#8217;America&#8221;. Il presidente indossa la toga amaranto e parla ai neolaureati. Non nasconde una certa emozione, perch\u00e9 non ci sarebbe mai stato uno &#8220;yes we can&#8221; se non vi fosse stato lui, Martin Luther King. &#8220;Qui \u00e8 cominciato quel cambiamento che ha portato uno di voi alla Casa Bianca. Questo luogo \u2013 prosegue Obama &#8211; insegn\u00f2 a Martin Luther King Jr, all&#8217;epoca solo un ragazzo, come forgiare il [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2013\/05\/19\/obama-essere-nero-non-sia-una-scusa\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1011,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[87,18531],"tags":[29281,29282,16237,29280,146],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/706"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1011"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=706"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/706\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":710,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/706\/revisions\/710"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=706"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=706"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=706"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}