{"id":929,"date":"2013-06-25T14:09:18","date_gmt":"2013-06-25T14:09:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=929"},"modified":"2013-06-25T18:41:41","modified_gmt":"2013-06-25T18:41:41","slug":"la-guerra-fredda-non-e-morta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2013\/06\/25\/la-guerra-fredda-non-e-morta\/","title":{"rendered":"La Guerra fredda non \u00e8 morta"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/06\/Obama_Snowden.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-930\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/06\/Obama_Snowden-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/06\/Obama_Snowden-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/06\/Obama_Snowden.jpg 380w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La Guerra fredda non \u00e8 morta con il crollo del Muro di Berlino. Si combatte ancora, a colpi di attacchi informatici e controllo delle informazioni. I protagonisti principali sono gli Stati Uniti e la Cina. Nel mezzo c&#8217;\u00e8 anche la Russia. Gli stati europei, cos\u00ec come tutti gli altri, contano poco o nulla. <strong>Barack Obama<\/strong> dice che l&#8217;America far\u00e0 di tutto per assicurare Edward Snowden, la talpa del &#8220;datagate&#8221;, alla giustizia. Ma Washington nel giro di poco tempo rimedia ben due schiaffi: una dalla Cina, l&#8217;altro dalla Russia. Snowden per ora dorme sonni tranquilli (o quasi) e resta a Mosca, in attesa di trasferirsi chiss\u00e0 dove.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Il ministro degli esteri russo <strong>Serghiei Lavrov<\/strong> respinge al mittente le accuse di Washington sul &#8216;datagate&#8217;: <em>&#8220;Assolutamente infondate e inaccettabili i tentativi di accusare la Russia di violare le leggi americane, quasi in un complotto&#8221;<\/em>. Il capo della diplomazia di Mosca ha poi ribadito che i russi non hanno <em>&#8220;nulla a che fare con Snowden, con le sue relazioni con il dipartimento Usa della giustizia o i suoi movimenti intorno al mondo&#8221;<\/em>. Snowden <em>&#8220;ha scelto la sua rotta da solo, noi abbiamo saputo dai mass media&#8221;<\/em>, ha aggiunto, precisando che la talpa del datagate <em>&#8220;non ha superato il confine russo&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Intanto il segretario di Stato Usa, <strong>John Kerry<\/strong>, chiede alla Russia di mantenere la &#8220;calma&#8221; e di consegnare agli Stati Uniti Edward Snowden, ricercato per spionaggio, precisando che Washington non cerca lo &#8220;scontro&#8221;. Kerry, in visita in Arabia Saudita, sottolinea che la consegna dell&#8217;ex dipendente della Nsa statunitense \u00e8 una questione di rispetto della legge.<\/p>\n<p>Anche Pechino si difende. <em>&#8220;Non \u00e8 stato sensato da parte degli Stati Uniti mettere in discussione la gestione di Hong Kong della questione. Una gestione in linea con le leggi vigenti&#8221;<\/em>, ha detto la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying.<em> &#8220;Le accuse contro il governo di Pechino sono senza fondamento. La Cina questo non lo pu\u00f2 accettare&#8221;<\/em>, ha aggiunto. A proposito della &#8216;fuga&#8217; di Snowden il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, aveva accusato Pechino di <em>&#8220;non aver onorato i patti&#8221;<\/em>, mentre il portavoce del dipartimento di Stato ha parlato di una &#8220;seria battuta d&#8217;arresto&#8221; nelle relazioni tra Usa e Cina. Molto duro il giudizio sulla Cina dell&#8217;ex segretario di Stato Usa, <strong>Hillary Clinton<\/strong>: <em>&#8220;Questo tipo di azioni non solo sono dannose per i rapporti tra Stati Uniti e Cina, ma fissano anche un cattivo precedente&#8221;<\/em>, che potrebbe ripercuotersi sugli <em>&#8220;intricati accordi internazionali su come i Paesi rispettano le leggi, e in particolare i trattati di estradizione&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Il braccio di ferro va avanti. Con una breve dichiarazione <strong>Vladimir Putin<\/strong> gela gli Stati Uniti: <em>&#8220;Snowden \u00e8 un uomo libero, non ha commesso crimini in Russia&#8221;<\/em>. Poi aggiunge: <em>&#8220;Prima sceglier\u00e0 la propria destinazione meglio sar\u00e0&#8221;<\/em>. Fa capire che Mosca non vuole avere a che fare con la talpa. Ma neanche intende consegnarlo agli americani. E assicura: <em>&#8220;I servizi segreti russi non hanno mai avuto contatti con lui&#8221;.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Guerra fredda non \u00e8 morta con il crollo del Muro di Berlino. Si combatte ancora, a colpi di attacchi informatici e controllo delle informazioni. I protagonisti principali sono gli Stati Uniti e la Cina. Nel mezzo c&#8217;\u00e8 anche la Russia. Gli stati europei, cos\u00ec come tutti gli altri, contano poco o nulla. Barack Obama dice che l&#8217;America far\u00e0 di tutto per assicurare Edward Snowden, la talpa del &#8220;datagate&#8221;, alla giustizia. Ma Washington nel giro di poco tempo rimedia ben due schiaffi: una dalla Cina, l&#8217;altro dalla Russia. 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