{"id":95,"date":"2013-01-05T16:56:14","date_gmt":"2013-01-05T16:56:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/?p=95"},"modified":"2013-01-05T17:08:10","modified_gmt":"2013-01-05T17:08:10","slug":"obama-firma-a-distanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/2013\/01\/05\/obama-firma-a-distanza\/","title":{"rendered":"Obama firma a distanza"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/01\/poligrafo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-96\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/01\/poligrafo-300x190.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"190\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/01\/poligrafo-300x190.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/sacchelli\/files\/2013\/01\/poligrafo.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>In un <strong><a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2013\/01\/05\/esteri\/la-penna-che-fa-la-firma-di-obama-7rujFa0xCEjsItLZGRPhSP\/pagina.html\" target=\"_blank\">articolo su <em>La Stampa<\/em><\/a><\/strong> Maurizio Molinari ha parlato della firma a distanza (7.676 km) che Obama ha fatto sulla legge che ha evitato agli Stati Uniti di cadere nel precipizio fiscale (fiscal cliff), dopo l&#8217;accordo in extremis raggiunto dal Congresso. Subito dopo l&#8217;accordo, infatti, Obama \u00e8 tornato alle Hawaii in vacanza con la famiglia, e per firmare la legge ha utilizzato la &#8220;<strong>robot pen<\/strong>&#8220;, una speciale macchina utilizzata per promulgare le leggi a distanza. Una pratica che negli Stati Uniti va avanti dal primi dell&#8217;Ottocento, quando alla Casa Bianca siedeva Thomas Jefferson. Nella sua casa di Monticello (Virginia), ho avuto modo di vedere il &#8220;<strong><a href=\"http:\/\/www.monticello.org\/site\/house-and-gardens\/polygraph\" target=\"_blank\">poligraph<\/a><\/strong>&#8221; (<strong><em>nella foto<\/em><\/strong>), una macchina che, utilizzando i principi del <strong><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pantografo_%28grafica%29\" target=\"_blank\">pantografo<\/a><\/strong>, permetteva allo statista americano di duplicare le missive che scriveva.<\/p>\n<p>Da essa deriv\u00f2 l&#8217;<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Autopen\" target=\"_blank\"><strong>autopen<\/strong><\/a>\u00a0 il modello originario della robot pen usata di recente da Obama. A realizzare il prototipo fu un ingegnere inglese, <strong><a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/John_Isaac_Hawkins\" target=\"_blank\">John Isaac Hawkins<\/a><\/strong>. Da allora quasi tutti i presidenti l&#8217;hanno utilizzata. Ma pi\u00f9 di una volta ci \u00e8 chiesti se fosse una procedura lecita. A chiudere una volta per tutte ogni dubbio \u00e8 stato il <strong>Dipartimento di Giustizia<\/strong> americano, nel 2005, riconoscendo il diritto del presidente americano di potersi muovere nel mondo senza dover stare necessariamente a Washington per firmare le leggi e i documenti ufficiali (<strong><a href=\"http:\/\/www.justice.gov\/olc\/2005\/opinion_07072005.pdf\" target=\"_blank\">leggi il documento<\/a><\/strong>). Cos\u00ec come la valigetta nucleare anche la robot pen \u00e8 protetta con la priorit\u00e0 massima dagli addetti alla sicurezza della Casa Bianca. Le ragioni sono ovvie. Impossessarsi di essa equivarrebbe a &#8220;clonare&#8221; il presidente. Con tutte le conseguenze del caso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>In un articolo su La Stampa Maurizio Molinari ha parlato della firma a distanza (7.676 km) che Obama ha fatto sulla legge che ha evitato agli Stati Uniti di cadere nel precipizio fiscale (fiscal cliff), dopo l&#8217;accordo in extremis raggiunto dal Congresso. Subito dopo l&#8217;accordo, infatti, Obama \u00e8 tornato alle Hawaii in vacanza con la famiglia, e per firmare la legge ha utilizzato la &#8220;robot pen&#8220;, una speciale macchina utilizzata per promulgare le leggi a distanza. Una pratica che negli Stati Uniti va avanti dal primi dell&#8217;Ottocento, quando alla Casa Bianca siedeva Thomas Jefferson. 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