Oggi si producono nel mondo 10.500.000 Tn di caffè, manco a dirlo il primo paese come quantità è il Brasile 3.500.000 Tn poi Vietnam, Indonesia, Colombia ecc. Il Brasile ha un raccolto medio di 32.000.000 di sacchi (un sacco=60Kg)
Le origini del caffè datano 3000 anni, e vanno cercate nella regione di Kaffa Etiopia di lì passarono attraverso lo stretto di Ormuz nello Yemen, diffondendosi poi in tutto il mondo Arabo, in Italia arrivò verso il 1615 grazie ai commercianti veneziani e ad un contratto con i Turchi sconfitti nella battaglia di Lepanto la domenica del 7 ottobre 1571.

E’ una delle merci più scambiate assieme al petrolio ed acciaio ed è gestito da una ventina di compagnie sparse nel mondo.
Il successo del caffè e la rapida espansione del suo consumo in Europa e negli Usa causò e giustificò l’utilizzo di milioni di schiavi “importati” inizialmente e soprattutto dall’Africa occidentale, con la fine della tratta voluta dall’Inghilterra nel 1807, gli africani furono sostituiti
prima dai cinesi, poi dagli indiani e in ultimo da europei poveri.

Oggi nessuno può garantirci che nel fondo di quella tazzina che ogni mattina gustiamo non ci siano grandi squilibri sociali, la stessa Nestlè ha dichiarato di non essere sicura che dietro le loro importazioni non esistano condizioni di lavoro simili alla schiavitù. In Brasile, maggiore
esportatore di caffè, (40%) i lavoratori non hanno contratto, non hanno protezioni contro l’uso di pesticidi utilizzati in grande quantità e vivono in condizioni di precarietà estrema.

Feci un lavoro in Brasile per una grande compania italiana, naturalmente ero “embedded” e tutto era seducente, ordinato e pulito ma chiacchierando con i lavoratori qualcosa usciva: P.es scoprii che il loro salario copriva a malapena quanto io spendevo in caffè ogni mese: con
100/150 € di stipendio non si fanno studiare I figli, non si va in vacanza, non si compra una casa e non si va dal medico.

Anni fa durante un lungo viaggio in Colombia cercai di visitare una fazenda, avevo parlato con il direttore della piantagione che mi aveva autorizzato, (da li viene il caffè di una nota ditta italiana) mi accolsero uomini armati, in divisa e a cavallo che mi cacciarono minacciosi,
quando ritelefonai al direttore si mostrò stupito: forse erano guerriglieri delle Farc, mi disse., ma io sapevo che le Farc stavano molto più lontano, ritorni mi consigliò ma io evitai.

E a proposito dei pesticidi, il Terbufos è un insetticida estremamente tossico legale in Brasile e vietato in Europa primo per importazione. Quando si ammalano i lavoratori perdono ogni diritto, non esistono sussidi quello che rimane è la fame. E chissà quanto di Terbufos e
glicosati rimane nelle nostre quotidiane 4 tazzine?

Il caffè si può consumare espresso, ristretto, lungo, macchiato, schiumato, corretto alla grappa o all’anice, poi c’è il caffè americano, moldavo e messicano, la moretta di Fano, il ponce e il resentin, caffè alla valdostana, café du campagnard, doppio lungo, doppio ristretto e per l’estate abbiamo caffè freddo o shakerato, per finire cappuccino e cornetto tipica colazione italoromana. ecc.

 

©del testo Ivo Saglietti
©delle foto Ivo Saglietti

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