Antonius le chiede se veramente ha incontrato il Diavolo “voglio incontrarlo anch’io” “perchè” risponde la ragazza “voglio domandargli di Dio.
Lui sicuramente deve saperne più di ogni altro” è il momento del dubbio, profondo nel cuore del cavaliere e incerto negli occhi della ragazza torturata dall’inquisizione, Antonius non incontrerà il Diavolo e non avrà risposte la ragazza finirà sul rogo innocente e consapevole della sua
innocenza, “ perchè le avete rotto i polsi” “chiedetelo al Monaco” risponde il soldato, il monaco si volta e scopre il suo volto è la Morte “
Perchè non la smetti di fare domande tanto nessuno ti risponde” Il volto della giovane nei primi piani è molto bello, ricorda Giovanna nel film di Dryer e c’è una immensa pietà in Jons, che le versa un pò d’acqua nella bocca e nel primo piano di Antonius che le chiude gli occhi mentre le fiamme del rogo accendono la notte, la sequenza si chiude con un dialogo rabbioso tra Jons e il cavaliere tra il nulla e la volontà di
sapere di Antonius, la carovana riparte mentre la giovane si accascia. E un uome muore di peste nel buio della foresta senza aiuti e tra grida
di terrore.
Ricomincia la partita a scacchi e uno degli attori scopre chi è l’avversario del cavaliere “ dobbiamo cercare di andarcene dice alla compagna”, la Morte colpisce la regina bianca e Antonius maldestramente urta la scacchiera rovesciando i pezzi “non preoccuparti ricordo
benissimo dove stavamo e ti devo dare una notizia interessante: scacco matto”
La carovana riparte, il commento sonoro e la musica si fa intensa e aggressiva come il B&N, nel bosco scuro un vento forte tra fulmini e raffiche di acqua è l’annuncio della fine: la giovane coppia di attori è terrorizzata “E’ l’angelo dell’abisso e le sue ali sono nere” il cambio di sequenza è rapido, brutale scopre un mare in tempesta e la colonna, cavaliere in testa che sale un pendio ripido verso il castello, i fulmini si fanno più frequenti e illuminano per un istante un ingresso, davanti ad un fuoco acceso una donna, la moglie si volta e un lieve sorriso appare sul volto del cavaliere “sono tornato e sono un pò stanco” è magica la carezza della donna sul voto di Antonius in controcampo: “E quando l’agnello aperse il settimo sigillo si fece nel cielo un profondo silenzio e vidi sette angeli che stavano dinnanzi a Dio e furono date a loro sette trombe” all’ improvviso si sentono dei colpi alla porta è Jons che va ad aprire e mentre la moglie continua la lettura della Bibbia un carrelo indietro mostra le figure che si voltano una ad una verso un’ombra nera gli attori si dispongono come su di un palcoscenico e si presentano dando il benvenuto alla Morte, il cavaliere si rivolge a Dio Jons alla sua arroganza rabbiosa, la giovane si inginocchia e dice sorridente e luminosa “l’ora è venuta” uno stacco e rivediamo la coppia di giovani attori oramai in salvo, è l’alba, il cavallo e il carro si stagliano di fronte al mare immobile, ora la luce è bella, sparito il B&N feroce, in primo piano il giovane osserva, chiama la moglie “li vedo laggiù contro quelle nuvole nere sono tutti assieme e la morte austera li invita a danzare vuole che si tengano per mano, in testa a tutti la Morte con la falce e la clessidra” “tu sempre con le tue visioni” gli dice la moglie e si incamminano verso la loro semplice vita.
Il Settimo Sigillo Ingmar Bergman B&N 96 Mn 1957

Tag: ,