“ La divisione internazionale del lavoro consiste che alcuni paesi si specializzano nel guadagnare e altri nel perdere. La nostra parte del mondo, che oggi chiamiamo America Latina, fu precoce: si specializzò nel perdere dai remoti tempi quando gli europei del Rinascimento attraversarono il mare e le annegarono i denti in gola. Passarono i secoli e l’ America Latina perfezionò le sue funzioni” “ Continuando ed esistendo al servizio delle necessità lontane, come fonte e riserva di petrolio e ferro, rame e carne, la frutta e il caffè”
Quando Edoardo Galeano scrisse Le vene aperte dell’ America Latina, io stavo da quelle parti e toccavo con mano le grandi verità del suo  libro. Iniziavano gli anni ottanta ed io viaggiavo tra il centro America e il Cono Sud, tra il “fochismo” del Salvador e Nicaragua e la dittatura di Pinochet in Cile. Tra le pallottole fornite (vendute) abbondantemente dagli Usa ai Contras, agli squadroni della morte e alla “tropas de elites” addestrate a Panama nella Scool of the Americas a Fort Gulick in nome della Dottrina di sicurezza nazionale. Visitai la grande miniera di rame a Chuchicamata, quella che Alliende, presidente socialista ed eletto democraticamente aveva avuto l’impudenza di nazionalizzare e
che segnò l’inizio della fine dell’esperienza di Unidad Popular: “Chile se pone pantalones largos” annuciò, mentre nelle stanze segrete della
Cia e nelle cancellerie Europee era iniziata l’operazione di destabilizzazzione di quello Stato giovane, entusiasta e generoso. Già, giovane
ed entusiasta, si dipingevano murales sulle rive del Mapocho, nascevano giornali e si cantava con gli Inti Illimani e con la voce di Violeta
Parra e Victor Jara a cui spezzarano le mani e uccisero con 44 pallottole nello stadio di Santiago, in quello stadio Fidel Castro, nella sua
caraibica visita al paese, aveva intuito i pericoli e le manovre rappresentate dai poteri della borghesia internazionale, in quello stadio che nel
settembre del 1973 fu la tomba di migliaia di cileni, quello stadio che raccolse 45.000 evangelici nel 1988 e Giovanni Paolo II nel 1987. Durò
poco l’utopia di Unidad Popular, formatasi nel settembre del 1970 veniva eliminata nel settembre del 1973 con un golpe militare.

La politica dei colpi di stato voluta dagli Usa è stata efficace, dopo la dottrina Momroe elaborata nel 1923 e che si può sintetizzare nell’espressione “L’America agli Americani” gli Stati Uniti iniziarono un intensa opera di colonizzazzione e occupazione del continente latino-americano, con le armi e la diplomazia della corruzione abbattendo governi e regimi regolarmente eletti, distruggendo movimenti rivoluzionari e uccidendone i leaders: dal Rio Bravo (Messico) al Mar de la Plata (Argentina) le ingerenze dei militari e dei banchieri Usa è
comprovata: 1948 Venezuela, 1954 Paraguay, 1954 Guatemala, 1963 Repubblica Dominicana, 1964 Brasile, 1966 e 1977 Argentina, 1971 Bolivia, 1973 Cile e Uruguay, 1979 El Salvador 1989 Panama, 1992 Perù, 2004 Haiti e 2009 Honduras senza contare il terrorismo omicida nei confronti di Cuba e poi Iran, Iraq, Afganistan, il Viet Nam ecc.
Nel Corano si parla del banano come una pianta del Paradiso ma per i paesi del Centro America è stato ed è piuttosto una pianta infernale, (sono stato in una piantagione bananera in Colombia ospite della guerriglia del ELN, il sole sorge presto e così un caldo feroce e l’odore di frutta marcia, centinaia di lavoratori sudano e bevono birra ghiacciata mentre dall’alba trasportano i caschi di banane pesanti fino a 50/60 Kl, una bananiera israeliana attende il carico nel golfo del Darien al confine con Panama) “In Europa e Stati Uniti la gente aveva cominciato a mangiare banane, cosi che si distrussero foreste attraverso l’ America Centrale per seminare banani costruire ferrovie per trasportare banane, e ogni anno di più le navi della Great White Fleet andavano verso il nord pieni di banane” ” così Dos Passos parla di Minor Keith padre della United Fruit e “divoratore di paesi”
In Colombia nel 1928 iniziò un grande sciopero nelle piantagioni della costa atlantica i lavoratori furono “aniquilados” a balazos” davanti ad
una stazione ferroviaria. Le banane come il caffè erano un affare nord americano e per i nord americani, tutto questo fino al 1929 con la
grande crisi e il crack della borsa di NY…..

Continua

Le foto sono state scattate in Cile © ivo saglietti

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