Di proprietà di Robert Erickson Il Granma era una imbarcazione di 19 mt, così battezzata per onorare la nonna: grandmother per gli americani significa appunto nonna. Era in grado di ospitare 20 di passaggeri compreso l’equipaggio, sarebbe piaciuta ad Hemingway una barca così ci avrebbe scritto un libro e chissà che per “Isole nella corrente” non si sia ispirato esattamente alla stessa storia di Fidel e compagni.
Allora questo Granma viene acquistato da Castro e Antonio del Conte che ne era in parte proprietario per 17.000 dollari è una bella barca solida ma piccolo per 80 rivoluzionari, armi, viveri e acqua, viene tolto tutto il superfluo si dovrà dormire e mangiare in piedi, i motori potenziati e nuovi serbatoi per l’acqua.

Finalmente il 25 novembre 1956 partirono da Tuxpan stato di Vera Cruz Messico il viaggio sarebbe dovuto durare 3 giorni in realtà dovuto alle difficoltà del mare al sovrappeso poterono sbarcare solo il 2 dicembre a Playa las Coloradas che non era neanche il punto dove altri rivoluzionari con mezzi di trasporto e armi li stavano aspettando, dovettero subire attacchi e imboscate dei soldati di Batista e quando finalmente lasciate le paludi di mangrovie raggiunsero la Sierra Maestra degli 82 che erano all’inizio erano rimasti in 20: Fidel li contò e esclamò “ora si che siamo una vera forza rivoluzionaria” ma comprese anche che senza un movimento di opinione internazionale la rivoluzione sarebbe fallita, ci pensò un giornalista Herbert Lionel Matthews che scriveva per il New York Times “Fidel Castro, il ribelle, leader della gioventù cubana, è vivo e sta lottando duramente e con successo nell’aspra e quasi impenetrabile roccaforte della Sierra Maestra, nell’estremità meridionale dell’isola.”

Così iniziava uno dei più conosciuti articolo di Herbert e senza dubbio il mondo intero si intenerì, si commosse per tanta passione e iniziò una grande opera di solidarietà che continua tuttora e che ha permesso a Cuba di esistere e resistere fino ad oggi.
Per Fidel e Raul Castro per Che Guevara e Camilo Cienfuegos per Ramiro Valdéz e Juan Almeida e centinaia di altri cubani il trionfo sarebbe arrivato dopo altri 2 anni di guerra: la notte del capodanno 1958/59 il sergente Fulgencio Batista, il feroce dittatore figlio di un povero coltivatore di canna da zucchero prese un aereo che lo portò a Miami, il Che e Camilo Cienfuegos avevano preso Santa Clara e la strada per l’Avana era libera e veloce.
Entrarono all’Avana accolti da un popolo finalmente libero e colmo di aspettative, la lunga lotta iniziata il 25 luglio 1953 era finita ora iniziava un difficile percorso che avrebbe avuto un altro nemico: gli Stati Uniti d’America ci saranno decine di attentati alla vita di Castro decine di atti terroristici, un tentativo di invasione nella baia dei porci e un embargo criminale che dura tuttora…..ma inutilmente, Fidel Castro morirà di vecchiaia nell’amore del popolo cubano, Il Che in Bolivia per mano della CIA e il Granma riposa nel Museo de la Revolucion all’Avana.

Tag: ,