1024px-Medjugorje_crossIn molti si aspettavano una parola di Papa Francesco su Medjugorje, in occasione della visita compiuta da Bergoglio a Sarajevo sabato 6 giugno. Non è arrivata durante i suoi discorsi ufficiali, ma il Pontefice argentino ha parlato dell’“affaire” durante l’incontro con i giornalisti nel volo di ritorno da Sarajevo a Roma.

“Siamo lì lì per prendere delle decisioni”, ha detto Papa Francesco interrogato da un giornalista croato, ricordando che Benedetto XVI aveva creato una commissione presieduta dal cardinale Camillo Ruini sul tema. “La Commissione ha fatto un bel lavoro, un bel lavoro”, ha aggiunto il pontefice.
Ora il dossier è sulla scrivania del cardinale Muller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede che dovrà realizzare una apposita riunione per discutere del riconoscimento o meno delle apparizioni a Medjugorje. Ma l’ultima parola spetta al Papa, che già a fine giugno potrebbe far conoscere la sua decisione.

Il Vaticano non si è ancora espresso ufficialmente sul riconoscimento delle apparizioni che, secondo sei veggenti, avvengono da 34 anni nel santuario bosniaco, affollato ogni giorno da migliaia di pellegrini. “La Vergine mi ha scelto per essere suo strumento, uno strumento nelle sue mani”, racconta Ivan Dragicevic, uno dei veggenti -. “Credetemi, non è facile parlare con Maria tutti i giorni”.

Intervistato dal Corriere della Sera, il cardinale Ruini ha spiegato: “Non so quale sarà il giudizio conclusivo. Noi abbiamo fatto solo un proposta articolata, dopodiché sarà la Congregazione per la Dottrina della Fede a prendere le decisioni che poi saranno presentate al Papa: l’ultima parola, com’è naturale, sarà quella del Santo Padre”. Che il cardinale Ruini parli di una “proposta articolata” – scrive il Corriere della Sera – significa quantomeno che nella “proposta” della commissione non esiste un “no” secco. Il Sismografo, un blog specializzato di questioni vaticane, scrive tuttavia che la soprannaturalità “non ha superato la verifica ecclesiastica” e si prevede un “verdetto negativo” e Medjugorje rimarrebbe “una realtà non riconosciuta ufficialmente”.

Dal 24 giugno del 1981, Vicka Ivanković, Mirijana Dragičević, Marija Pavlović, Ivan Dragičević, Ivanka Ivanković e Jakov Čolo (che allora avevano tra 10 e 16 anni) affermano di ricevere apparizioni di Maria, che si presenterebbe con il titolo di “Regina della Pace”.
La posizione della Chiesa è in fase di analisi e studio. Nel 2007 il cardinale Tarcisio Bertone disse che tutto era rinviato “alla dichiarazione di Zara del 1991, che lascia la porta aperta a future indagini”. I vescovi dell’allora Jugoslavia, riuniti a Zara, emisero così una dichiarazione congiunta nella quale si affermava: “Sulla base di quanto finora si è potuto investigare, non si può affermare che abbiamo a che fare con apparizioni e rivelazioni soprannaturali”.
Tuttavia le indagini sono proseguite e nel marzo del 2010, il Vaticano ha istituito una Commissione internazionale di inchiesta presieduta dal cardinale Ruini.
Entro fine giugno, è atteso l’ultimo atto di Papa Francesco.

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