lombardiScoop o sgarbo al Papa? Anticipazione o volontà di distruggere e sminuire il messaggio del Pontefice? La pubblicazione della bozza dell’Enciclica firmata da Papa Francesco dal titolo “Laudato, si’” tre giorni prima della sua diffusione ha aperto un forte dibattito sul confine tra professione e rispetto della deontologia e dell’etica professionale.

A pubblicare il testo della Lettera sui temi ambientali – che viene presentata in Vaticano il 18 giugno – è stato il giornalista vaticanista di lungo corso Sandro Magister sul sito dell’Espresso. Un gesto che ha provocato forte irritazione in Vaticano che ha immediatamente applicato gravi sanzioni contro Magister, a cui è stato revocato l’accredito in sala stampa “a tempo indeterminato”.

Molti lettori mi hanno chiesto come funziona l’embargo in Vaticano e come ci si comporta di fronte alla pubblicazione di testi, omelie e pronunciamenti del Papa. Al momento della richiesta di accredito presso la sala stampa della Santa Sede viene fatto firmare un foglio in cui si accettano le condizioni deontologiche richieste dal Vaticano e in cui ci si impegna a rispettare la regola dell’embargo, ovvero la pubblicazione e diffusione del testo solamente dopo il suo pronunciamento e/o diffusione. Si legge sul sito del Vaticano: “Potrà essere causa di ritiro della tessera o di annullamento dell’accreditamento, il non rispetto dell’embargo nella diffusione delle informazioni rese note con questa clausola e l’utilizzo abusivo della tessera di accreditamento”.
Il testo si considera sotto embargo dal momento in cui viene annunciata la sua data di pubblicazione e di presentazione.

Ora, ci possono essere delle situazioni in cui la sala stampa vaticana, per agevolare il lavoro dei giornalisti, decida di diffondere il testo in anticipo. Il caso dell’Enciclica è per far sì che un testo così ampio e approfondito venga meditato e studiato con attenzione. Ma quando ciò avviene, il giornalista è tenuto a rispettare la regola dell’embargo. Si ricordano casi importanti in cui la sala stampa ha deciso di distribuire in anticipo i testi ufficiali: il testamento di Giovanni Paolo II, alcune Encicliche di Benedetto XVI, i libri di Ratzinger.
Non è stato il caso dell’Enciclica “Laudato, sì”. In questa occasione la sala stampa della Santa Sede non ha distribuito le copie della Lettera, che avverrà solamente il 18 giugno, alle 9 di mattina, con richiesta di pubblicazione dalle 11.30 in poi, ovvero all’inizio della conferenza stampa di presentazione del testo.
Non è tuttavia da escludere – e abbiamo conferme – che alcune copie di “Laudato, si’”, girassero tra i colleghi per uno studio più approfondito e per una più corretta diffusione della stessa. Ma nessuno ha violato l’embargo.
Sandro Magister, invece, ha deciso di pubblicare integralmente l’Enciclica, violando così l’embargo a dispetto di tutti i suoi colleghi.

Ora le domande sono altre: chi ha fornito il testo di “Laudato, si’” a Magister? Per quale motivo? (nessuna ‘fonte’ fa niente senza avere nulla in cambio). È forse una mossa della fronda dei conservatori in Curia e di coloro che criticano il Papa per il suo coraggio e le sue tesi che potrebbero scatenare forti opposizioni in alcuni ambienti americani per ciò che è contenuto nella Enciclica?
Insomma il giallo di un nuovo Vatileaks (ovvero la fuga di notizie in Vaticano) si infittisce. Ma il lettore, probabilmente, avrebbe atteso volentieri la diffusione ‘ufficiale’ del testo dell’Enciclica, senza anticipazioni, bozze non finali, e passaggi intermedi. Voi che ne dite?

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