papa-sindoneMi sono messa in fila, come una pellegrina, per vedere il sacro telo dove è impresso il corpo di Gesù crocifisso. Sì, anche io come le altre migliaia di fedeli in coda ogni giorno per pregare davanti alla Sindone esposta nella Cattedrale di Torino.

Avevo deciso di partecipare all’Ostensione fin quando era stato dato l’annuncio e, pochi giorni prima della visita del Papa, anche io mi sono recata pellegrina a Torino. L’accoglienza, in via dei Partigiani, nel cuore dei giardini reali. Da qui è partito il percorso che si è snocciolato lungo l’area che confina con la Cattedrale.

Difficile, durante il camminamento sotto alcuni tunnel e (pochi) pannelli, vivere momenti di preghiera e raccoglimento. Perché la gente in coda era davvero tanta e il chiacchiericcio inevitabilmente faceva da sfondo. Ho provato a cercare il silenzio, la concentrazione. Impossibile. I volontari che accompagnano il percorso invitavano al raccoglimento. Inutilmente.

Poi, tutto d’un tratto si arriva all’interno della Cattedrale e allora il silenzio diventa davvero potente. E protagonista. Tre minuti, tre minuti e mezzo al massimo, davanti a quel lenzuolo giallognolo lungo 4 metri e 41 cm e alto un metro e 11 cm.
Guardo, attenta e velocemente per non farmi sfuggire nemmeno un secondo di quel prezioso tempo, ogni particolare della Sindone. Le bruciature, gli aloni d’acqua, il volto del Cristo, le colate di sangue sulla fronte; le braccia incrociate e il chiodo piantato sul polso sinistro. E poi ancora, il sangue sul costato, le gambe, il dorso.

Mi fermo in preghiera davanti a quell’immagine sacra, accompagnata dalla voce di una volontaria che racconta la sofferenza di quell’uomo. Poi veniamo invitati ad uscire. La mia visita, breve ma densa di significato, è terminata.
Pochi giorni dopo arriva il Papa. Anche lui si ferma davanti a quel sacro telo; in silenzio, in preghiera, in meditazione, in adorazione. Lo tocca, quasi a toccare le sofferenze di ogni uomo che ancora oggi, sulla terra, vive la sua crocifissione.E mi sento in unione con il Papa.

Twitter: SereNere76

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