papa-blogL’Islam condanni in modo chiaro il terrorismo. Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, chiede a gran voce che “il mondo islamico”, che è spesso “frammentato”, innalzi una “voce unica e chiara di condanna totale di questo terrorismo”. “Capisco che non è facile – ammonisce il porporato – ma credo che le persone di buona volontà all’interno di questo mondo religioso possano farcela”. Bagnasco rifiuta la soluzione del ricorso alle armi, perché – dice – “non si deve rispondere con violenza a violenza”. “Dobbiamo dire no alla guerra, altrimenti rischiamo una guerra santa”, ribadisce il numero uno dei vescovi, proponendo piuttosto come soluzione un “embargo planetario verso i tanti Paesi che fanno affari, acquistando petrolio o vendendo armi con i Paesi del terrore”.

Parole forti sono arrivate anche dal Papa che, alla messa a Santa Marta, ha parlato di “maledizione” verso coloro che causano e vogliono la violenza: “Sono maledetti, sono delinquenti”. Un anatema rivolto a chi sceglie la via delle armi anziché quella del negoziato. “Cosa rimane di una guerra – si chiede Bergoglio – di questa che noi stiamo vivendo adesso?. Rimangono rovine, migliaia di bambini senza educazione, tanti morti innocenti: tanti! E tanti soldi nelle tasche dei trafficanti di armi”.

Il grido di Francesco è forte: “Il mondo ritrovi la strada della pace proprio alla porta di questo giubileo della misericordia”. Parla di “stragi inutili” e avverte: “Dappertutto c’è la guerra, oggi, c’è l’odio. Arriviamo persino a consolarci dicendo: ‘Eh sì, è un bombardamento, ma grazie a Dio sono stati uccisi soltanto venti bambini!’. Oppure ci diciamo: ‘Non sono morte tante persone, tanti sono rapiti’. Ma così anche il nostro modo di pensare diviene pazzo”.

Francesco condanna i trafficanti di armi e coloro che sostengono la guerra per pure ragioni economiche. “Facciamo armi, così l’economia si bilancia un po’, e andiamo avanti con il nostro interesse. Coloro che operano la guerra, che fanno le guerre, sono maledetti, sono delinquenti”. La guerra, ribadisce il Pontefice, “si può giustificare — fra virgolette — con tante, tante ragioni. Ma quando tutto il mondo, come è oggi, è in guerra — tutto il mondo! — è una guerra mondiale a pezzi: qui, là, là, dappertutto. E non c’è giustificazione”. “Siamo vicini al Natale – conclude Jorge Mario Bergoglio – ci saranno luci, ci saranno feste, alberi luminosi, anche presepi… tutto truccato: il mondo continua a fare la guerra, a fare le guerre. Il mondo non ha compreso la strada della pace”.

In una conferenza stampa in Vaticano, padre Federico Lombardi ha confermato al momento le tre tappe del viaggio del Papa in Africa – Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana – dal 25 al 30 novembre. Invariata, finora, resta anche la tappa a Bangui, nonostante i problemi di sicurezza dell’ex colonia francese. Gli attentati di Parigi, ha detto il portavoce vaticano, non hanno modificato il programma del viaggio. “Il Papa vuole portare un messaggio di pace e riconciliazione” a un paese marcato da molte “violenze”. Francesco “desidera andare in Centrafrica, il programma rimane, ci orientiamo tutti in questo senso”, ha confermato Lombardi, sottolineando tuttavia che “come ogni persona saggia monitoriamo la situazione, poi si prenderanno le decisioni che possono rendersi necessarie nel caso ci sia qualcosa di particolare o di imprevisto. Il capo della gendarmeria vaticana, Domenico Giani, farà un sopralluogo per verificare le condizioni di sicurezza. Speriamo che trovi una buona situazione e che il Paese ci dia il benvenuto”.

Twitter: SereNere76

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