papa-enciclicaLa sfida di Papa Francesco al terrorismo passa per il viaggio in Africa: Kenya, Uganda e Repubblica centrafricana, tre tappe importanti e delicate sul piano della sicurezza. È la prima volta di Bergoglio nella terra rossa africana.

E’ deciso, Papa Francesco, a recarsi in tutti e tre i Paesi, nonostante gli allarmi lanciati da più parti (servizi segreti francesi in primis) con la richiesta di annullare almeno l’ultima delle tre tappe, quella a Bangui, nella capitale centrafricana. Sarà invece la più significativa; perché il Pontefice intende dare il via al Giubileo della Misericordia proprio dalla terra martoriata del Centrafrica e aprire la porta santa della Cattedrale di Bangui.

Niente auto blindate, né giubbotti anti-proiettili. Bergoglio va avanti sulla propria strada, e in Africa si muoverà con auto scoperte e senza timori nel cercare l’abbraccio con la popolazione. Tuttavia l’allarme sicurezza resta alto. “Stiamo monitorando la situazione giorno dopo giorno – ha precisato padre Federico Lombardi – il comandante della Gendarmeria Vaticana, Domenico Giani, è già in Africa da alcuni giorni e ci aspetta a Nairobi. Il Papa desidera fortemente andare in Centrafrica e per il momento tutto rimane confermato. Speriamo che si possa svolgere tutto come programmato”.

L’aereo papale è partito questa mattina (25 novembre) alle 8 in punto. A bordo, Bergoglio ha salutato i giornalisti. “Vado con gioia a trovare i keniani, gli ugandesi e i fratelli della Repubblica Centrafricana. Vi ringrazio per tutto quello che farete perché questo viaggio dia i frutti migliori, siano materiali che spirituali. E così mi piacerebbe salutarvi uno per uno”.

E a bordo dell’aereo papale, riferiscono i giornalisti presenti, il Papa ha scherzato: “Sono più preoccupato per le zanzare, che per gli attacchi terroristici”.

Twitter: SereNere76

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