benedettoUn’intervista a tutto campo quella che il prefetto della Casa pontificia e segretario di Papa Benedetto XVI ha rilasciato a BenEssere la salute con l’anima (in edicola il 24 marzo), con foto inedite delle sue escursioni sui monti abruzzesi. “Mi tengo in forma con passeggiate ed escursioni sul Velino o sul Gran Sasso”, dichiara monsignor Gänswein, che ammette le sue due “debolezze”: “Sono molto goloso di dolci e ho una limitata quantità di pazienza. Ma mi sforzo costantemente per migliorare”.

Gänswein ripercorre i 21 anni di collaborazione con il Papa emerito, senza tralasciare la tristezza per le accuse “infondate mosse al Pontefice”, lo sbalordimento per la rinuncia di Benedetto XVI, il dolore per lo scandalo di Vatileaks. E afferma: “Ad aprile, Papa Benedetto XVI compie 89 anni: è come una candela che, lentamente e serenamente, si spegne, come avviene a molti di noi. È sereno, in pace con Dio, con se stesso e il mondo. È interessato a tutto e conserva il suo humor fine e sottile, con il quale sa “dare sale”. Ha conservato una grande passione per i felini. Nei nostri giardini, vivono Contessa e Zorro, due gatti che spesso vengono a ‘salutare’ il Papa emerito”.

L’arcivescovo tedesco parla del suo equilibrio interiore sapientemente trovato tra corpo e anima: “Il vero segreto per rimanere in forma è vivere un’esistenza ordinata, sia fisicamente, sia spiritualmente, e avere una bussola da seguire, con tutte le difficoltà e i fallimenti umani che ovviamente ci sono”. Una volta al mese, con alcuni amici sacerdoti, si reca in Abruzzo, per compiere escursioni o per sciare. Da piccolo, il suo sogno era quello di diventare come Beckenbauer. Oggi, che ha meno tempo di praticare sport, conserva però intatti i suoi insegnamenti: “Giocare in squadra ti insegna l’importanza delle regole e l’esigenza di rispettarle”.

“Mi hanno addolorato i numerosi attacchi a Papa Benedetto – prosegue il segretario personale del Pontefice emerito – quante volte ho dovuto sentire e leggere che Ratzinger non ha reagito in modo soddisfacente contro la pedofilia, mentre è stato proprio lui, già da cardinale, a iniziare a combatterla. Quante critiche, accuse e calunnie infondate nei suoi confronti anche in altre fattispecie! Ciò mi ha fatto male. Poi, c’è stato il caso Vatileaks: mi sono sentito personalmente colpito, perché fui io a dare piena fiducia a una persona che l’ha tradita senza scrupoli”.

Caso unico nella storia della Chiesa, l’arcivescovo tedesco collabora contemporaneamente con due Papi. Di loro dice: “Sono diversi nei loro caratteri, nelle personalità e anche nel modo di comunicare e di relazionarsi. Per me, vivere con Papa Francesco è uno stimolo: lui cerca il contatto diretto, persino fisico, accarezza e si lascia accarezzare, superando così le distanze personali. Papa Benedetto, invece, è più riservato: accarezza con le parole, piuttosto che con gli abbracci. Sono due personalità differenti, ma la cosa più importante è che sono entrambi autentici, non cercano di ‘copiare’ nessuno”. Un ultimo pensiero è sulla rinuncia di Benedetto: “Lo sapevo già da molto tempo, la sua non è stata una decisione improvvisa, ma maturata gradualmente e accuratamente. Per me, è stato faticoso digerire questa decisione e mantenere il segreto“. Ha provato a fargli cambiare idea, ammette: “Ho cercato di ‘remare contro’ e ho fatto alcune proposte pratiche per facilitare l’esercizio del suo ministero petrino. Ma mi sono arreso, quando ho capito che Benedetto non mi aveva confidato un suo pensiero ipotetico, ma una decisione definitiva”. Oggi, come sta Benedetto? “È un uomo anziano, certo, ma è lucidissimo; purtroppo, il camminare è diventato faticoso, per questo usa un deambulatore. Mantiene una corrispondenza abbastanza ampia, ma non scrive più libri, si limita a dettare lettere alla sua segretaria. Volutamente conduce una vita da monaco, ma non è per niente isolato: prega, legge, sente musica, riceve visite, suona il pianoforte”.

Twitter: SereNere76

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