Se un Marziano piombasse sul mondo, un Marziano dotato proprio di poteri marziani, e dunque in grado di vedere la globalità delle cose in uno sguardo che abbracci il tutto, proprio tutto, salvo il mistero che è in ognuna delle cose del creato, vedrebbe il mondo per così com’è.

Vedrebbe  maree di formiche umane perennemente agitate che rosicchiano la terra come se fosse un’enorme forma di cacio.

Vedrebbe il cacio soffrire questo germe, sapendo che non è uno di quei vermi che gli danno sapore o pregio, ma piuttosto una muffa che alla lunga lo farà marcire. Ma poi ne riderebbe, perché i tempi della muffa sono totalmente diversi da quelli del cacio, e dunque chi vive male la muffa sono le formiche umane che l’hanno generata.

Vedrebbe che ci sono formiche umane in perenne migrazione verso i luoghi nei quali si trova più facilmente il cibo: molte cadono prima di arrivarci, ma quelle che ci arrivano prendono il posto di quelle che hanno fatto di tutte per farle cadere. Ed è stato inutile farle cadere, perché poi chi vive male sono le formiche umane che non vogliono le migranti, capaci di adattarsi perché sono più forti e più disperate.

Vedrebbe qualche omino bianco o nero dannarsi per mettere pace tra le formiche umane che sembrano impazzite. Ma non può farlo più di tanto perché altrimenti sbranerebbero anche lui.

Vedrebbe – ma lo diciamo perché siamo di parte, perché al Marziano tra le cose che ha visto questa sembrerebbe la più irrilevante – uno Stivale stipato di formiche umane tra le più furbe o stupide, che è poi lo stesso. In questo formicaio distrutto dalla voracità delle formiche umane, vedrebbe agitarsi soltanto pochissimi omini saggi, di color bianco o nero. Ne vedrebbe poi uno con la barba che lo fa persino ridere, perché parla agitandosi a comando, e ha una torma di formichine entusiaste che ormai lo seguono, finiscono tutte in un gran pozzo nero, ma ci vanno lo stesso anche se si divertono meno di un tempo. Ne vedrebbe un altro che si diverte assai meno di un tempo, anche perché ha fatto il suo tempo. E un altro ancora, tale e quale a Garganella (anche su Marte si leggono i Puffi, da bambini): con i suoi discorsi strampalati gli induce il sorriso, ma dietro di lui scorge le stesse formichine fameliche che, provenendo da destra o sinistra, hanno già rosicchiato lo Stivale.

E’ stato a quel punto, proprio in quel preciso istante, che il Marziano ha inforcato gli occhiali scuri per non vedere. E ha spinto il piede – sì, anche i Marziani hanno un piede, di forma assai bizzarra – sull’acceleratore.

 

 

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