Roma, largo del Nazareno, dieci di sera. Guardare Bersani all’uscita dal “caminetto” scongelatore (obbiettivo fallito) è anche il colpo d’occhio che fa capire lo stato in cui versa il Pd. Al di là di tutte le analisi politologiche già svolte (tutte corrette, ma anche insufficienti a dare il senso della realtà concreta). Per un partito denominato con l’aggettivo più pleonastico nell’universo dei Paesi occidentali, cioè “democratico“, lo scandalo è sentire il segretario uscente esser costretto a precisare: “Eleggeremo un segretario non precostituito, siamo in democrazia, eh…”.
Certo, siamo in democrazia. Ma l’excusatio non petita ha un solo significato paradossale: che finora nel Pd i segretari erano stati tutti “precostituiti” e la sbandierata democrazia interna soltanto una parola vuota, un velo ipocrita sulle vergognose pudenda del gruppo dirigente. Ciò che sta venendo finalmente allo scoperto – e che muta la natura profonda di quell’aggregazione di interessi – è che fino a oggi il gruppo dei dirigenti di derivazione post-comunista, uniti ai residuati bellici del mondo post-democristiano, si sono succeduti uno dopo l’altro soltanto per salvare se stessi e la propria cadrega. Con quella foglia di fico delle primarie, o delle baruffe tra capatàz a uso e consumo dei media plaudenti, che servivano soltanto a indurre gli elettori “non di destra” e “non di sinistra” a perpetuare il potere dei medesimi personaggi. Spinti, dalla loro bramosia così come dalla loro scadente caratura, a sbiadire sempre più in una melassa indigeribile e miserrima. Tanto che persino il ricorso alle primarie è diventato il modo più facile (spesso non indolore) per decidere. Essendo essi indecisi a tutto.
Ulteriore prova ne sia l’attuale appoggio che il mondo degli ex dc sta concedendo ai sodali già post-comunisti. Sia la Bindi, da me interpellata riservatamente, sia Fioroni in una dichiarazione pubblica, si sono espressi in questi termini sull’identikit del futuro segretario: “Che sia di garanzia, certo, ma è fondamentale che venga dal mondo dei Ds. Con il governo Letta loro ora stanno ‘soffrendo’ e devono essere coperti”.
Ecco a che cosa è ridotto quello che fu il partito dei lavoratori, oggi. A una “coperta“. E lì sotto, l’orgia del potere.

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