Il bambino trascinato via dalla scuola. La zia che filma la scena urlando a squarciagola. La polizia che si scusa per la propria palese inadeguatezza. Web e tv che ritrasmettono il filmato come in un gioco di specchi. Milioni di persone che twittano sull’onda dell’emozione. Giornalisti invitati in tivù per commentare che premettono di non sapere nulla della vicenda, evidentemente non hanno avuto né tempo (né voglia) di pretendere da sé un surplus di informazioni per capire ed (eventualmente) azzardare un giudizio. Sui giornali impazzano commenti e una parola nuova, <cento volte più infida della sindrome di Stoccolma>, come scrive […]