{"id":104,"date":"2016-06-28T09:40:30","date_gmt":"2016-06-28T07:40:30","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/?p=104"},"modified":"2016-06-28T09:40:38","modified_gmt":"2016-06-28T07:40:38","slug":"evola-43-45-intervista-a-gianfranco-de-turris-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2016\/06\/28\/evola-43-45-intervista-a-gianfranco-de-turris-2\/","title":{"rendered":"Evola &#8217;43-&#8217;45. Intervista a Gianfranco de Turris"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/06\/Gianfranco-de-Turris.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-99\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/06\/Gianfranco-de-Turris-225x300.jpg\" alt=\"Gianfranco de Turris\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/06\/Gianfranco-de-Turris-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/06\/Gianfranco-de-Turris.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>\u00c8 appena uscito per Mursia, firmato da Gianfranco de Turris,<\/em><em>\u00a0<\/em>Julius Evola. Un filosofo in guerra<em>. Il sottotitolo,<\/em><em>\u00a0<\/em>1943-1945<em>, dovrebbe accendere qualche spia nei lettori del pensatore romano, essendo il periodo pi\u00f9 misterioso della sua vita, quello di cui ha parlato di meno, con pi\u00f9 lacune da un punto di vista biografico. Ora, finalmente, questo saggio ci svela ci\u00f2 che fece in quegli anni, i viaggi in Italia ed Europa, la permanenza al Quartier Generale di Hitler e i nove mesi a Roma \u00abcitt\u00e0 aperta\u00bb, i rapporti con l\u2019SD e il soggiorno a Vienna per studiare documenti massonici, il bombardamento in cui decise di saggiare il destino, interrogando tacitamente la sorte\u2026 Una trama che si sviluppa in un continente messo a ferro e fuoco da un conflitto mondiale, ricostruita con una minuzia storiografica esemplare: enorme la mole dei documenti citati, assieme a interviste e testimonianze personali. Ne abbiamo discusso con l\u2019autore, domandandogli anzitutto quale sia stata la genesi di questo testo.<\/em><\/p>\n<p>Il mio libro ha origine da una conferenza, tenuta a Milano alla fine degli anni Novanta, dedicata agli uomini della Repubblica Sociale, poi pubblicata in volume. Anche se Evola non pu\u00f2 essere considerato in senso vero e proprio un \u201cuomo della RSI\u201d, ho scritto quel che si sapeva allora, sulla base dei suoi articoli pubblicati sul \u00abPopolo Italiano\u00bb e riuniti sotto il titolo\u00a0<em>Con Mussolini al Quartier Generale di Hitler<\/em>. Ho usato queste fonti come filo conduttore, aggiungendo altri particolari. In seguito, nel 2001, ne ho pubblicata una versione migliorata \u2013 ma non troppo \u2013 sulla rivista \u00abNuova Storia Contemporanea\u00bb di Francesco Perfetti. Da quel momento in poi, non ho mai smesso di raccogliere materiale.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Come si \u00e8 mosso attraverso questo immenso<\/em><em>\u00a0<\/em>corpus<em>\u00a0<\/em><em>di fonti?<\/em><\/p>\n<p>Sono state le parole di Evola a orientarmi, quel che diceva e che\u00a0<em>non<\/em>\u00a0diceva, ci\u00f2 cui alludeva in quelle che possiamo chiamare le sue \u2013\u00a0<em>pochissime<\/em>\u00a0\u2013 memorie. Ho messo insieme un mosaico d\u2019informazioni e riferimenti \u2013 spesso indiretti \u2013 tratti da libri italiani e stranieri, insieme a testimonianze di persone che l\u2019avevano conosciuto o che erano in contatto con altri protagonisti di questa storia. Ma spesso, devo dire, si \u00e8 trattato anche di colpi di fortuna!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Le testimonianze raccolte hanno sostanzialmente confermato quel che si sapeva di lui in quegli anni, cruciali per l\u2019Europa?<\/em><\/p>\n<p>In genere hanno confermato tutto: i viaggi, gli incontri, gli spostamenti\u2026 Le uniche cose che sono state smentite sono tutte le leggende metropolitane, come, ad esempio, la questione della sua paralisi agli arti inferiori, avvenuta durante il famoso bombardamento a Vienna, che secondo alcuni aveva avuto invece origini \u201cmagiche\u201d\u2026! Ricordo che lui stesso rideva di queste dicerie\u2026 Ebbene, alcuni dei documenti rintracciati (come le lettere a Walter Heinrich che Hans Thomas Hakl mi ha messo a disposizione, insieme al rapporto medico allegato) hanno finalmente smentito tutto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Ma che ci faceva Evola a Rastenburg, al Quartier Generale di Hitler? E con il Duce, per giunta?<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/06\/Evola-GdT1.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-100\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/06\/Evola-GdT1-249x300.png\" alt=\"Evola GdT1\" width=\"249\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/06\/Evola-GdT1-249x300.png 249w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/06\/Evola-GdT1.png 533w\" sizes=\"(max-width: 249px) 100vw, 249px\" \/><\/a>Evola parte da Roma alla fine dell\u2019agosto 1943, con un gruppo di persone di cui non ha mai fatto il nome. Viaggia verso Berlino, per render conto ai tedeschi della situazione effettiva del Paese, ancora sotto il governo Badoglio. In Germania c\u2019erano due tendenze: chi credeva in Badoglio, come il Ministero degli Esteri, e chi no, come l\u2019SD e le SS. Questo contrasto impediva ai tedeschi di prendere qualsiasi decisione. Ebbene, Evola arriva in Germania, va a Berlino, parla con chi deve parlare. A quel punto, scopre che Giovanni Preziosi lo sta cercando, e va nella cittadina in cui risiede. Intanto, gli altri membri del gruppo tornano in Italia: quando decide di fare lo stesso, \u00e8 l\u20198 settembre. Voleva partire il 9, ma la notte precedente sente l\u2019annuncio dell\u2019armistizio. Viene chiesto a lui e a Preziosi di parlare in radio, a nome di chi non intende sottoscrivere l\u2019armistizio. L\u2019annuncio non ha luogo, anche se alcuni storici affermano il contrario. I due vengono trasportati in aereo a Rastenburg, dove, mimetizzato in un bosco, c\u2019\u00e8 il Quartier Generale di Hitler. Vi giungono probabilmente il 9. Nel frattempo, Mussolini viene liberato dai paracadutisti di Student e dalle SS di Skorzeny e, dopo una o due tappe, arriva a Rastenburg, dove incontra una serie di personalit\u00e0 che si trovano sul luogo, tra cui il figlio Vittorio, Pavolini, Buffarini Guidi e Farinacci. Tra l\u2019arrivo di Evola e Preziosi e la liberazione di Mussolini hanno luogo, come ampiamente documentato da storici come Attilio Tamaro, lunghe conversazioni su cosa si debba fare con l\u2019Italia, ipotesi di governi diversi da contrapporre alla resa e al Regno del Sud, che si sarebbe creato di l\u00ec a poco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Di questo incontro rimane la celebre scatola di sigari firmata dopo una serata di festeggiamenti da quasi tutti i presenti, poi conservata dal filosofo romano e riportata nel libro (\u00a9Fondazione J. Evola, qui riprodotta per gentile concessione).<\/em><\/p>\n<p>I presenti \u2013 che risiedevano, assieme ad altre personalit\u00e0 italiane, nei vagoni di un treno, scrive Evola, \u00abimmobile\u00bb come la situazione politica del momento \u2013 firmarono una scatola di cubani\u00a0<em>Walter E. Beger<\/em>, a ricordo del loro incontro. Dall\u2019alto in basso le firme sono: Giovanni Preziosi, un nome tedesco incomprensibile, Alessandro Pavolini, Orio Ruberti, Cesare Rivelli, Ugo Valla, Angelo Vecchio Verderame, J. Evola, uno sconosciuto A. Zinay, Vittorio Mussolini e Renato Ricci. Manca la firma di Farinacci, in quel momento assente poich\u00e9, scrive Evola, convocato dal Duce in udienza privata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Un altro documento molto particolare \u00e8 quello selezionato per la copertina\u2026<\/em><\/p>\n<p>Questa immagine \u00e8 stata scelta perch\u00e9 \u00e8 quella pi\u00f9 singolare, e sicuramente colpisce il lettore, per un libro di questo genere. Di solito \u00e8 poco riprodotta: \u00e8 una delle molte scattate il pomeriggio del 20 luglio 1944, dopo l\u2019attentato di von Stauffenberg, avvenuto la mattina. Per un insieme di casualit\u00e0 della storia \u2013 dimostrazione del fatto che nulla \u00e8 gi\u00e0 scritto \u2013 l\u2019attentato del conte non raggiunse il suo scopo. Nella foto, oltre al Duce e al Fu\u0308hrer si distinguono Bormann, G\u00f6ring e l\u2019ammiraglio D\u00f6nitz. Alle sue spalle, in terza fila, si scorge il profilo di un uomo in borghese con i calzoni alla zuava, cos\u00ec sembra. Dalla Germania, anni fa, giunse la segnalazione che secondo alcuni si trattava di Julius Evola. Guardandolo bene, in effetti, \u00e8 impossibile non notare una qualche vaga somiglianza \u2013 i capelli, il naso, eccetera eccetera \u2013 ma un esame dei fatti pratici dimostra che \u00e8 impossibile. Il 20 luglio Evola era a Vienna, sotto falso nome. Ciononostante, si tratta di un\u2019immagine molto curiosa, che analizzo nel libro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Quanto rimane ancora da scoprire sulla vita di Evola di quegli anni?<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/06\/Evola-GdT2.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-98\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/06\/Evola-GdT2-203x300.png\" alt=\"Evola GdT2\" width=\"203\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/06\/Evola-GdT2-203x300.png 203w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/06\/Evola-GdT2.png 532w\" sizes=\"(max-width: 203px) 100vw, 203px\" \/><\/a>Poich\u00e9 di testimoni diretti non ne esistono pi\u00f9, occorre basarsi su materiali di archivio, pubblici o privati. Ad esempio, le lettere di Evola a Heinrich di cui ho gi\u00e0 parlato, venute alla luce solo nel 2014, che hanno rivelato la data del bombardamento che l\u2019ha travolto, il nome falso che aveva a Vienna e altre cose. Ma si pu\u00f2 anche andare per induzione, integrando le lacune di alcuni documenti usandone altri. Certo, di cose da scoprire ce ne sono ancora. Ad esempio, se si riuscisse ad avere \u2013 ma penso siano andate distrutte o perdute \u2013 le lettere di Evola a Goffredo Pistoni, potremmo sicuramente avere dettagli aggiuntivi. Oppure le missive che il filosofo scriveva ai suoi amici quando era in ospedale: alcune le abbiamo recuperate, molte no. Altro non credo ci sia: ad esempio, da dove potrebbero mai uscire dettagli del viaggio che fece da Roma a Firenze e poi da Firenze a Verona, dopo l\u2019arrivo degli Alleati? E cosa fece esattamente nella citt\u00e0 scaligera?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Un mistero destinato a restare tale, insomma\u2026<\/em><\/p>\n<p>Sar\u00e0 sempre cos\u00ec, proprio perch\u00e9 non ci sono fonti dirette su tutta questa vicenda, che pu\u00f2 essere rischiarata solo a partire da deduzioni. Nelle linee generali e complessive, per\u00f2, i fatti accaduti sono questi. Non credo che altre acquisizioni possano modificare sostanzialmente questa ricostruzione, che mi ha impegnato per anni ma che finalmente getta luce su uno dei periodi pi\u00f9 enigmatici della vita di Julius Evola. Se il mio libro, pur con tutte le sue ipotesi, servisse a stimolare ricordi, indicazioni, nuove deduzioni, avrebbe gi\u00e0 assolto parte del suo compito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 appena uscito per Mursia, firmato da Gianfranco de Turris,\u00a0Julius Evola. Un filosofo in guerra. 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