{"id":125,"date":"2016-08-16T10:03:11","date_gmt":"2016-08-16T08:03:11","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/?p=125"},"modified":"2016-08-16T10:03:11","modified_gmt":"2016-08-16T08:03:11","slug":"bradbury-e-il-politicamente-corretto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2016\/08\/16\/bradbury-e-il-politicamente-corretto\/","title":{"rendered":"Bradbury e il \u00abpoliticamente corretto\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/08\/fahrenheit-fourfiveone.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-126\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/08\/fahrenheit-fourfiveone-181x300.jpg\" alt=\"fahrenheit-fourfiveone\" width=\"181\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/08\/fahrenheit-fourfiveone-181x300.jpg 181w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/08\/fahrenheit-fourfiveone-619x1024.jpg 619w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/08\/fahrenheit-fourfiveone.jpg 1236w\" sizes=\"(max-width: 181px) 100vw, 181px\" \/><\/a>Un uomo la cui carriera ha attraversato il Secolo Breve, che ha affrontato ogni genere letterario, in assoluta libert\u00e0. Un uomo che, nell\u2019avvicendarsi dei decenni, si \u00e8 sempre battuto contro ogni censura, letteraria e ideologica: questo \u00e8 stato Ray Bradbury. \u00c8 naturale che si sia scagliato in pi\u00f9 occasioni contro quella cappa opprimente e liberticida che risponde al nome di <em>politically correctnes<\/em>, la quale, esplosa in America, \u00e8 poi stata entusiasticamente importata in Europa, mietendo parecchie vittime nella letteratura come nel cinema (\u00e8 tornato recentemente sull\u2019argomento Maurizio Acerbi, nel suo acuminato pamphlet <em>Come sopravvivere al cinema di sinistra<\/em>). Anche perch\u00e9 quel politicamente corretto Bradbury l\u2019aveva descritto con decenni di anticipo nel suo capolavoro <em>Fahrenheit 451<\/em>. Quel romanzo distopico in cui i pompieri, al posto che spegnere incendi, li appiccano, bruciando i libri. E di bruciatori di libri il Novecento ne ha conosciuti parecchi\u2026 Non solo nazisti e comunisti, ma anche quelle cricche che si battono per la censura e il ritiro dei libri.<\/p>\n<p>Bradbury stesso l\u2019aveva raccontato nel 1996 a Ken Kelley, in un\u2019intervista uscita anni fa in italiano nel volume <em>Siamo noi i marziani<\/em>, edito da Bietti a cura di Gianfranco de Turris e Tania di Bernardo: \u00abA un certo punto\u00bb racconta lo scrittore, \u00abil capo dei pompieri descrive come le minoranze, una per una, tappino le bocche e le menti della gente, rievocando dei precedenti: gli ebrei odiavano Fagin e Shylock \u2013 bruciateli entrambi o, almeno, non menzionateli mai; ai neri non piaceva che il negro Jim stesse sulla zattera con Huck \u2013 bruciatelo, quantomeno nascondetelo; i gruppi conservatori, difensori del valore della famiglia, detestavano Oscar Wilde \u2013 tornatene nell\u2019armadio, Oscar; i comunisti odiavano la borghesia \u2013 fucilatela!\u00bb.<\/p>\n<p>Allora Bradbury criticava le maggioranze, il loro zittire ogni dissenso, ma le cose cambiano, e lui ne \u00e8 sempre pi\u00f9 cosciente. Se ne accorge, ad esempio, quando la critica progressista si abbatte su <em>Le avventure di Huckleberry Finn<\/em> di Mark Twain, definite scurrili e razziste per una parola, <em>nigger<\/em>. Ma lo sperimenta anche sulla propria pelle, allorch\u00e9 le militanti femministe del Vassar College gli chiedono d\u2019inserire pi\u00f9 personaggi femminili nelle <em>Cronache marziane<\/em>, o quando scopre che i partigiani dei diritti civili vorrebbero vedere pi\u00f9 personaggi di colore ne <em>L\u2019estate incantata<\/em>. Maggioranza e minoranza si uniscono, in una dittatura ideologica congiunta, una tenaglia che seleziona all\u2019ingresso le idee, organizzando congiure al silenzio o processi mediatici, con la complicit\u00e0 della cultura ufficiale. Bradbury, libertario come non mai, esplode: \u00abChe siate maggioranza o minoranza, piantatela! Che tutti quelli che vogliono dirmi cosa devo scrivere vadano al diavolo! La loro societ\u00e0 si frammenta in sottosezioni di minoranze che, in effetti, bruciano i libri, proibendone la lettura\u00bb. Quei gruppi che strumentalizzano il loro essere minoritari per affermarsi, esponenti\u00a0della <em>scuola del risentimento<\/em> denunciata dal grande critico letterario Harold Bloom, secondo il quale un poeta appartenente a qualsivoglia minoranza etnica, sociale o sessuale \u2013 pardon!, <em>di genere<\/em> \u2013 ha pi\u00f9 chance di un William Shakespeare. Aspetti che a Bradbury non interessano: un\u2019opera d\u2019arte non ha bisogno di giustificazioni che non siano estetiche. Ed \u00e8 la qualit\u00e0 del lavoro l\u2019unico aspetto che occorre considerare.<\/p>\n<p>Prima di infestare tutti gli ambiti della cosiddetta cultura alta, tra l\u2019altro, il <em>politicamente corretto<\/em> nacque nelle universit\u00e0 statunitensi. Che ne pensava il poeta della fantascienza, che struttur\u00f2 la propria formazione sulle biblioteche e su letture liberissime, invece che attaccarsi alla gonnella del guru accademico di turno? Semplicissimo: \u00abUna gran balla. Non si pu\u00f2 andare in giro con la pericolosa intenzione di dire a un\u2019universit\u00e0 cosa debba o non debba insegnare. I membri dei consigli di facolt\u00e0 che si conformano a questa linea non sono altro che degli stupidi bigotti! Ogni volta che una cosa del genere salta fuori, bisognerebbe gridare: <em>Idioti!<\/em>, e rimetterli al loro posto\u00bb. La stessa correttezza che aveva condotto gli atenei ad abbassare i requisiti di ammissione ai corsi di Laurea, cos\u00ec facilitando l\u2019accesso anche agli studenti meno qualificati\u2026 Il parere di Bradbury? \u00abL\u2019intera idea dell\u2019istruzione universitaria viene negata\u2026 L\u2019istruzione \u00e8 una pura faccenda di apprendimento: non possiamo pi\u00f9 permetterci di lasciare che dei dannati politici la inquinino. Lasciamo l\u2019inquinamento ai politici\u00bb. L\u2019aveva detto ridendo, nel 1996, parlando della cosiddetta \u00abdiscriminazione positiva\u00bb nelle facolt\u00e0 umanistiche, ma non avrebbe riso affatto vedendo lo stato attuale degli atenei, che hanno capillarmente messo in pratica quello che lui scherniva.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/08\/fahrenheit-451-img-m2c2f3df2dd76d9f2c2ffd39797d92ee8.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-129\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/08\/fahrenheit-451-img-m2c2f3df2dd76d9f2c2ffd39797d92ee8-300x196.jpg\" alt=\"fahrenheit-451--img-m2c2f3df2dd76d9f2c2ffd39797d92ee8\" width=\"300\" height=\"196\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/08\/fahrenheit-451-img-m2c2f3df2dd76d9f2c2ffd39797d92ee8-300x196.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/08\/fahrenheit-451-img-m2c2f3df2dd76d9f2c2ffd39797d92ee8-1024x669.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/08\/fahrenheit-451-img-m2c2f3df2dd76d9f2c2ffd39797d92ee8.jpg 1181w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>E poi, i luogotenenti del <em>pol cor<\/em>, \u00abi gelidi, marmorei intellettuali di New York\u00bb, esponenti di una cultura ufficiale sempre pi\u00f9 chiusa e autoreferenziale\u2026 quelli che leggevano le sue opere alzando il sopracciglio, giudicandole poco impegnate, di pura evasione\u2026 roba da ragazzetti incapaci di crescere o da adulti rimasti bambini\u2026 Bradbury ne ha anche per loro, palloni gonfiati dall\u2019informazione: \u00abOgni volta che sfoglio il <em>New York Review of Books<\/em> non faccio che trovarci snob! Una settimana, Susan Sontag scrive su Norman Podhoretz, la successiva \u00e8 Podhoretz a scrivere sulla Sontag. Quella dopo ci sar\u00e0 una recensione dei loro ultimi romanzi, e poi\u2026 tutta la faccenda \u00e8 cos\u00ec incestuosa che non pu\u00f2 che portare all\u2019autodistruzione\u00bb. Sono loro a dettare le mode, il canone (con la minuscola), sono loro a scegliere quali argomenti \u00e8 opportuno trattare per sbancare al botteghino o rimpinguare i diritti d\u2019autore. Fieramente indipendente, Bradbury non si piega. Lui, che nella sua vita ha sperimentato generi letterari diversi, cimentandosi nella prosa come nella poesia, nel teatro come nella televisione, seguendo sempre la propria ispirazione senza piegarsi alle voghe o alle ortodossie del momento: \u00ab\u00c8 un modo di fare da bugiardi, traditori, truffatori e imbroglioni: plasmare la propria opera imitando quelle altrui, adeguarsi ai gusti letterari o intellettuali, modellare le proprie opinioni politiche in base a ci\u00f2 che dicono gli altri\u00bb. \u00c8 lapidario: \u00abSe si bada al gusto del proprio tempo per trovare la propria direzione, si \u00e8 gi\u00e0 morti\u00bb. Un <em>inattuale<\/em>.<\/p>\n<p>Sembra di sentire il suo amico Walt Disney (cui fu molto legato, tanto che per Disneyland progett\u00f2 lo Spaceship Earth dell\u2019EPCOT), che una volta disse a Oriana Fallaci, in una delle sue interviste pi\u00f9 intense: \u00abAh, io non posso soffrire gli intellettuali. Sono pericolosi; vivono fuori dalla natura o non ne tengono conto. Io, tutte le volte che parlo con un intellettuale, sento il bisogno irresistibile di scaraventarlo in mezzo alla giungla perch\u00e9 si tolga dal capo le sue stupide ideologie\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 lo spirito del tempo \u2013 del loro tempo, che, <em>mutatis mutandis<\/em>, \u00e8 anche il nostro \u2013 quello contro cui combatterono Ray e Walt. Uno spirito il cui prototipo, afferma Bradbury nel fatidico 1968 in un\u2019intervista rilasciata a <em>Phalanx<\/em>, \u00e8 \u00abil romanzo di New York, quello dell\u2019intellettuale ebreo semiomosessuale di quarantanove anni, pieno di s\u00e9 e del suo QI. Il suo problema \u00e8: divorzier\u00e0? Andr\u00e0 a vivere con la sua amante o con il ragazzo in fondo al corridoio? Ma, soprattutto, \u00e8 ebreo, il che gli crea problemi; oppure \u00e8 di colore, e questo gliene crea ancora di pi\u00f9\u00bb. Tutte cose che a Bradbury, semplicemente, non interessavano. Era pi\u00f9 risoluto nel cantare la stagione incantata della giovinezza (in <em>Dandelion wine<\/em> e nella <em>Fine dell\u2019estate<\/em>) o nel denunciare la censura operata dai media, appunto in <em>Fahrenheit<\/em>, o nel creare mitologie nuove con le sue esplorazioni fantascientifiche. Sono questi gli unici antidoti al <em>politicamente corretto<\/em> dilagante, al buonismo a mano armata. Leggere per credere: \u00abIl bisogno di avventura \u00e8 costante e, ancora una volta, viene snobbato dagli intellettuali che, in questo modo, non fanno che tarpare le ali ai propri figli. Ma non si possono uccidere i sogni. Il dovere sociale deve nascere dal vivere con un certo senso dello stile, dell\u2019avventura e del romanticismo\u00bb. Immenso Bradbury, con le sue opere ci ha insegnato a vivere questi sogni nell\u2019epoca del disincanto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un uomo la cui carriera ha attraversato il Secolo Breve, che ha affrontato ogni genere letterario, in assoluta libert\u00e0. Un uomo che, nell\u2019avvicendarsi dei decenni, si \u00e8 sempre battuto contro ogni censura, letteraria e ideologica: questo \u00e8 stato Ray Bradbury. \u00c8 naturale che si sia scagliato in pi\u00f9 occasioni contro quella cappa opprimente e liberticida che risponde al nome di politically correctnes, la quale, esplosa in America, \u00e8 poi stata entusiasticamente importata in Europa, mietendo parecchie vittime nella letteratura come nel cinema (\u00e8 tornato recentemente sull\u2019argomento Maurizio Acerbi, nel suo acuminato pamphlet Come sopravvivere al cinema di sinistra). Anche perch\u00e9 [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2016\/08\/16\/bradbury-e-il-politicamente-corretto\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1084,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[191088,10813,7500,64],"tags":[191103,87515,191102,43794,39248],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/125"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1084"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=125"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/125\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":131,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/125\/revisions\/131"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=125"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=125"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=125"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}