{"id":143,"date":"2016-09-12T08:48:39","date_gmt":"2016-09-12T06:48:39","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/?p=143"},"modified":"2016-09-12T08:48:39","modified_gmt":"2016-09-12T06:48:39","slug":"linferno-dei-buoni-sentimenti-stroncature-editoriali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2016\/09\/12\/linferno-dei-buoni-sentimenti-stroncature-editoriali\/","title":{"rendered":"L&#8217;inferno dei buoni sentimenti. Stroncature editoriali"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/09\/1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-144\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/09\/1-300x169.jpg\" alt=\"1\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/09\/1-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/09\/1.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00c8 quando ti capitano tra le mani libri come quelli di Giorgio Manganelli che ti rendi conto dello stato agonizzante in cui versa l\u2019italica cultura attuale. Qualche tempo fa Adelphi ha raccolto in un volumetto il fascicolo editoriale del critico. <em>Estrosit\u00e0 rigorose di un consulente editoriale<\/em> \u00e8 un testo\u00a0aureo, ma anche disperato, nelle cui\u00a0pagine seguiamo l\u2019iter di un libro, dalla sua scelta alla pubblicazione. Una delle sezioni pi\u00f9 interessanti \u00e8 quella che contiene le schede che Manganelli compilava. Il critico, infatti, leggeva testi \u2013 inediti oppure in lingua straniera \u2013 per diverse case editrici: Einaudi, Garzanti, Adelphi, Mondadori, Feltrinelli\u2026 Leggeva e valutava tutto quel che gli passavano. Alcuni dei volumi che passavano sulla sua scrivania erano giudicati positivamente, altri un po\u2019 meno. Di alcuni consigliava la traduzione, ad altri raccomandava garbatamente l\u2019oblio.<\/p>\n<p>Molte delle sue stroncature sono fantastiche, senza appello. L\u2019eleganza con cui sgonfia certi palloni gonfiati, la libert\u00e0 con cui demolisce i luoghi comuni letterari\u2026 A leggerle bene, per\u00f2, colpisce un altro aspetto: oggi tutte le ragioni addotte da Manganelli sarebbero altrettante motivazioni che spingerebbero a pubblicare questi libri, presso una realt\u00e0 editoriale che spesso e volentieri \u2013 ma non sempre, come dimostrano luminose eccezioni \u2013 sacrifica la qualit\u00e0 alla quantit\u00e0, l\u2019estetica all\u2019economia. Eccone alcune, assai colorite \u2013 non riportiamo il titolo del volume, ch\u00e9 si dice il peccato ma non il peccatore.<\/p>\n<p>\u00abLettura ferroviaria, da treni accelerati, novembrini. No.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAssai leggibile, il libro non ha alcuna consistenza letteraria. Scritto con agilit\u00e0 giornalistica, \u00e8 un tipico bene da rapido consumo. \u00c8 passabilmente divertente, avendo tempo da buttar via.\u00bb<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 una raccolta di saggi occasionali, che sanno di rivista accademica, di contributo. E i saggi non sono abbastanza estrosi e autonomi per reggere a una lettura non specialistica. Direi di no\u00bb<\/p>\n<p>\u00abRomanzo lesbico-trotskista, molto educativo e nobilmente progressista. Al diavolo.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abQuesta storia di un adolescente che si fa prete \u00e8 abbastanza privata e locale\u2026 inoltre la produzione di adolescenti perplessi ha raggiunto un\u2019entit\u00e0 allarmante.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abUn romanzetto, ma indubbiamente un romanzetto di classe. L\u2019inizio fa sperare cose notevoli, poi l\u2019autrice si abbandona alle insidie dei buoni sentimenti, e ne vien fuori un libro onestamente didattico, grondante nobilt\u00e0 d\u2019animo, pieno di sofferenza e amore. Scritto con garbo, riesce leggibile e irritante.\u00bb<\/p>\n<p>\u00ab\u201cProfondo\u201d, \u201cnobilmente umano\u201d, \u201cpsicologicamente caldo\u201d, \u201cmoralmente problematico\u201d: in breve, una roba noiosa, presuntuosa, che fa pensare ad una vocazione intellettuale sbagliata, ad un tentativo, da scoraggiare con affettuosa fermezza, di dire \u201ccose intelligenti\u201d.\u00bb<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/09\/2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-145\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/09\/2-300x159.jpg\" alt=\"2\" width=\"300\" height=\"159\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/09\/2-300x159.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/09\/2.jpg 580w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il povero Manganelli non poteva certo saperlo, ma queste schede oggi sarebbero state <em>accettate<\/em>, e i libri <em>pubblicati<\/em>. A pochi decenni da quelle deliziose sparate, ad esempio, cosa direbbe oggi un consulente editoriale di fronte a una lettura da treno, \u201cnovembrina\u201d? Da fare, poich\u00e9 vicina ai problemi comuni, e con un discreto mercato, dato il numero dei pendolari\u2026 (Tra l\u2019altro, novembre viene prima di dicembre, mese d\u2019oro per le librerie\u2026) Il tipico \u201cbene da rapido consumo\u201d? Perfetto per le nuove generazioni, gi\u00e0 da tempo avvezze a una cultura in pillole e culturalmente anestetizzate a suon di sms e tweet. La raccolta di saggi accademici? Fattibile, a patto che poi venga acquistata da uno o pi\u00f9 professori oppure adottata in qualche corso universitario e comprata di conseguenza da un paio di centinaia di studenti, senza riserva di fotocopia. Il romanzetto lesbico-trotskista? Perfetto per svegliare l\u2019opinione pubblica, sensibilizzandola alla causa di qualche minoranza, da sostenere a suon di euro in ossequio al <em>politicamente corretto<\/em>. Considerando il numero di \u201cadolescenti perplessi\u201d, poi, non \u00e8 difficile indovinare come anche la successiva stroncatura possa essere redenta entro il catalogo di qualche casa editrice. E che dire, infine, di \u201cbuoni sentimenti\u201d, \u201conestamente didattico\u201d, \u201cnobilt\u00e0 d\u2019animo\u201d, \u201cpieno di sofferenza e amore\u201d, \u201cprofondo\u201d, \u201cnobilmente umano\u201d, \u201cpsicologicamente caldo\u201d, \u201cmoralmente problematico\u201d, parole d\u2019ordine di un\u2019epoca votata a un mellifluo buonismo? \u00c8 l\u2019inferno dei buoni sentimenti, in cui naufraga l\u2019editoria nostrana.<\/p>\n<p>L\u2019avrebbe mai indovinato il nostro consulente editoriale che tutte le sue stroncature avrebbero descritto ottimamente lo stato attuale della cultura <em>mainstream<\/em>? Non c\u2019\u00e8 dubbio: tra le <em>estrosit\u00e0<\/em> di Manganelli i giovani consulenti editoriali potranno pescare a piene mani, per continuare a inondare di volumi i gi\u00e0 satolli scaffali delle librerie. Peccato, poi, se non potranno vedere pubblicate che le sue stroncature. Segni dei tempi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 quando ti capitano tra le mani libri come quelli di Giorgio Manganelli che ti rendi conto dello stato agonizzante in cui versa l\u2019italica cultura attuale. Qualche tempo fa Adelphi ha raccolto in un volumetto il fascicolo editoriale del critico. Estrosit\u00e0 rigorose di un consulente editoriale \u00e8 un testo\u00a0aureo, ma anche disperato, nelle cui\u00a0pagine seguiamo l\u2019iter di un libro, dalla sua scelta alla pubblicazione. Una delle sezioni pi\u00f9 interessanti \u00e8 quella che contiene le schede che Manganelli compilava. 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