{"id":155,"date":"2016-09-28T15:57:29","date_gmt":"2016-09-28T13:57:29","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/?p=155"},"modified":"2016-09-28T15:57:29","modified_gmt":"2016-09-28T13:57:29","slug":"il-testo-implicito-di-nicolas-gomez-davila","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2016\/09\/28\/il-testo-implicito-di-nicolas-gomez-davila\/","title":{"rendered":"Il testo implicito di Nicol\u00e1s G\u00f3mez D\u00e1vila"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/09\/acredgb2011.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-156\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/09\/acredgb2011-300x201.jpg\" alt=\"acredgb2011\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/09\/acredgb2011-300x201.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/09\/acredgb2011.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nel magma post-moderno che avviluppa il nostro tempo ci sono autori che non si arrendono, proponendo per la crisi in cui viviamo soluzioni antiche e nuove a un tempo, capaci di farsi carico di un\u2019eredit\u00e0 spirituale e intellettuale, proiettandola per\u00f2 nel futuro, come proposta sempre nuova. Uno di questi \u00e8 Nicol\u00e1s G\u00f3mez D\u00e1vila, stilista del Verbo creatore, maestro dell\u2019aforisma graffiante e chirurgico, i cui pensieri sono un\u2019autentica oasi nel deserto. Un deserto che cresce, come scrisse Nietzsche pi\u00f9 di un secolo fa, e che non ha smesso di crescere. \u00abUn angelo prigioniero nel suo tempo\u00bb l\u2019aveva chiamato il compianto Franco Volpi, che aveva curato, per Adelphi, parte dei suoi <em>Escolios<\/em>, usciti nel 2001 e nel 2007 come <em>In margine a un testo implicito<\/em> e <em>Tra poche parole<\/em>. Recentissime, invece, le sue <em>Notas<\/em>, appena pubblicate da Circolo Proudhon, giovane casa editrice legata a <em>Intellettuale Dissidente<\/em>. Curati da un gruppo di giovani studiosi, i due volumi sono la traccia fulminea di un autore che seppe, con acume e lucidit\u00e0, destreggiarsi tra le Scilla e le Cariddi del nostro tempo. Distillando, come scrivono i curatori, una filosofia dell\u2019avvenire, raccordo tra tradizione classica e quella moderna. Un\u2019alternativa concreta alla barbarie del nostro tempo, orfano degli d\u00e8i e sradicato.<\/p>\n<p><em>Speculum Europae<\/em>, dalla sua Colombia si rivolse al Vecchio Mondo, ripercorrendone la storia, indossandone le maschere. Lui, formatosi giovanissimo a Parigi, che nel 1949 comp\u00ec un lunghissimo viaggio attraverso un\u2019Europa appena uscita da due conflitti mondiali. Attraversare il Vecchio Continente, avrebbe scritto nelle <em>Notas<\/em>, \u00ab\u00e8 come visitare una casa nella quale i domestici ci mostrano le sale vuote in cui vi furono feste meravigliose\u00bb. Eppure, la sua opera \u00e8 il compendio di tutta la migliore cultura europea, letteraria come filosofica.<\/p>\n<p>Una vita interamente dedicata a lettura e scrittura, trascorsa in una biblioteca labirintica e colma di rarit\u00e0, in cui spesso rimaneva sino a notte inoltrata. Immerso nei suoi libri, aborriva la lettura dei giornali, non guardava la televisione, detestava l\u2019attualit\u00e0 e rifiut\u00f2 parecchie cariche politiche che gli vennero offerte, dall\u2019uno come dall\u2019altro governo. La sua vocazione era tutta l\u00ec \u2013 che farsene di riconoscimenti pubblici? Se <em>la vita \u00e8 un sogno<\/em> \u2013 e lo \u00e8, statene pur certi \u2013 allora \u00e8 meglio percorrere le gallerie notturne dell\u2019esistenza in cerca di \u00abimmagini luminose che il sonno fa sorgere al di l\u00e0 del torrente della vita, come simboli dell\u2019essere possibile che in noi dorme e che il nostro fervente amore anela. Tutti siamo la promessa di qualcosa di pi\u00f9 alto\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/09\/14495359_1618317878461750_8172475548725681842_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-157\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/09\/14495359_1618317878461750_8172475548725681842_n-181x300.jpg\" alt=\"14495359_1618317878461750_8172475548725681842_n\" width=\"181\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/09\/14495359_1618317878461750_8172475548725681842_n-181x300.jpg 181w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/09\/14495359_1618317878461750_8172475548725681842_n.jpg 530w\" sizes=\"(max-width: 181px) 100vw, 181px\" \/><\/a>Come restituire queste immagini? Attraverso trattati filosofici? Meglio gli aforismi. Le sue opere sono rivelatrici: <em>Escolios a un testo impl\u00edcito<\/em> (1977), <em>Nuevos escolios a un testo impl\u00edcito<\/em> (1986), <em>Sucesivos escolios a un testo impl\u00edcito<\/em> (1992)\u2026 Pensieri che sono glosse a testi mai scritti o ancora da scrivere, commenti che questi testi suggeriscono, al lettore che sappia intravederli. Una questione di vocazione e onest\u00e0 (\u00abci\u00f2 che non \u00e8 frammento \u00e8 inganno\u00bb), ma forse anche di elezione. Sta al lettore sintonizzarsi su quel <em>testo implicito<\/em>, autentica costante dello scrittore colombiano: se non \u00e8 in grado di farlo, che nemmeno legga questi libri, che nemmeno affronti quella che \u00e8 \u00abl\u2019espressione verbale pi\u00f9 discreta e pi\u00f9 vicina al silenzio\u00bb. Ecco il segreto di uno stilismo acuto, affine a quello di altri grandi interpreti dell\u2019aforisma, come Rivarol e Cioran, La Rouchefoucauld e Montaigne, Artaud e Pascal.<\/p>\n<p>\u00c8 a questo fulmineo baluginio dell\u2019Essere che D\u00e1vila affida il proprio canto. In un mondo di macerie porta avanti, <em>vox clamantis in deserto<\/em>, una verit\u00e0 antica, antichissima, che denuncia l\u2019industrializzazione, la massificazione, l\u2019omologazione degli spiriti, i Vangeli laici politici. Un reazionario, come si defin\u00ec lui stesso, in senso per\u00f2 assoluto, nel segno del rifiuto totale di un mondo in cui nulla va conservato. Meglio lavorare sull\u2019uomo: \u00abLa maggioranza degli uomini non sono che delle prove o dei meri tentativi. La nostra vita \u00e8 un esperimento destinato al disastro\u00bb. A salvare l\u2019uomo non \u00e8 la morale o la politica, semmai l\u2019estetica, apice di ogni filosofia. E la bellezza non \u00e8 \u201csoggettiva\u201d, come si suol dire, ma \u00e8 insita nelle cose, incastonata nel mondo, \u00absimbolo immobile della mo\u00adbilit\u00e0. La bellezza \u00e8 quello che crea in noi l\u2019unit\u00e0\u00bb. Una bellezza la cui valenza \u00e8 addirittura teogonica: \u00abQuando la bellezza si rivela, da qualche parte nasce un dio\u00bb. Definizioni che basterebbero a squalificare parecchie delle produzioni artistiche del nostro tempo\u2026<\/p>\n<p>Era naturale che uno spirito simile rifiutasse le derive ultrademocratiche come quelle totalitarie, le mistiche delle collettivit\u00e0 o del sangue, optando per un\u2019aristocrazia naturale ma non biologica, basata sullo sviluppo intellettuale. Era implicito nelle premesse. Leggere per credere: \u00abIl mio essere si compie solo nella rigida vetta dell\u2019idea o nella bassa e soffocante valle dell\u2019e\u00adrotismo. La meditazione pi\u00f9 astratta sullo spi\u00adrito, le sue norme, i suoi princ\u00ecpi, o la tiepida selva dei gesti voluttuosi. Mi commuove solo l\u2019alba pallida che mi trova disperato davanti a un problema insolubile o a un corpo inviolabi\u00adle, che non tradisce neppure la sua complicit\u00e0\u00bb. Siamo la promessa \u2013 ma anche la traccia \u2013 di qualcosa di pi\u00f9 alto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nel magma post-moderno che avviluppa il nostro tempo ci sono autori che non si arrendono, proponendo per la crisi in cui viviamo soluzioni antiche e nuove a un tempo, capaci di farsi carico di un\u2019eredit\u00e0 spirituale e intellettuale, proiettandola per\u00f2 nel futuro, come proposta sempre nuova. Uno di questi \u00e8 Nicol\u00e1s G\u00f3mez D\u00e1vila, stilista del Verbo creatore, maestro dell\u2019aforisma graffiante e chirurgico, i cui pensieri sono un\u2019autentica oasi nel deserto. Un deserto che cresce, come scrisse Nietzsche pi\u00f9 di un secolo fa, e che non ha smesso di crescere. \u00abUn angelo prigioniero nel suo tempo\u00bb l\u2019aveva chiamato il compianto Franco [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2016\/09\/28\/il-testo-implicito-di-nicolas-gomez-davila\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1084,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[191088,7500,8992],"tags":[191120,191121,22042,191123,16092],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/155"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1084"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=155"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/155\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":158,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/155\/revisions\/158"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=155"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=155"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=155"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}