{"id":160,"date":"2016-10-10T13:51:15","date_gmt":"2016-10-10T11:51:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/?p=160"},"modified":"2016-10-10T13:51:15","modified_gmt":"2016-10-10T11:51:15","slug":"dylan-dog-trentanni-a-indagare-il-nostro-orrore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2016\/10\/10\/dylan-dog-trentanni-a-indagare-il-nostro-orrore\/","title":{"rendered":"Dylan Dog, trent&#8217;anni a indagare il nostro orrore"},"content":{"rendered":"<p>Al numero 7 di Craven Road, dalla fine del 1986, vive un detective molto singolare. Ora, a Londra di Craven Road ce ne sono due, la pi\u00f9 centrale sta a Westmister: in ogni caso, per trovarlo basta seguire il suono del suo campanello, un urlo acutissimo. Fa niente se ad aprire ci sar\u00e0 il suo assistente, vestito da Groucho Marx, le cui battute terribili costringerebbero alla fuga il cliente pi\u00f9 ostinato.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/10\/dd2.gif\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-165\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/10\/dd2-300x278.gif\" alt=\"dd2\" width=\"300\" height=\"278\" \/><\/a>Anche se vive in Inghilterra, questo detective \u00e8 italianissimo: stiamo parlando, ovviamente, di Dylan Dog, l\u2019eroe bonelliano che da tre decadi ha scelto di confrontarsi con l\u2019orrore del nostro tempo. I suoi albi sono tra i pi\u00f9 venduti in Italia e, come altri fumetti bonelliani, continuano a resistere, nel corso degli anni, alle mode generazionali. Per fortuna Sergio Bonelli non si scoraggi\u00f2 di fronte al flop iniziale della serie (poche migliaia di copie al mese per circa un anno), ma continu\u00f2, con inguaribile ottimismo e caparbiet\u00e0, a produrla. Il tempo gli diede ragione.<\/p>\n<p>Il Nostro \u00e8 un detective, insomma, che per\u00f2 si occupa di occulto e soprannaturale. E non \u00e8 certo il primo: tra i suoi predecessori il pi\u00f9 famoso \u00e8 John Silence, l\u2019esploratore dell\u2019ignoto partorito dalla penna di Algernoon Blackwood, associato alla esoterica Golden Dawn, cui aderirono altri scrittori, come Arthur Machen e Edward Bulwer-Lytton, ma anche Aleister Crowley (indimenticabile il suo <em>Moonchild<\/em>), Bram Stoker e William Butler Yeats. In barba a chi crede che la letteratura si esaurisca nel realismo a tutti i costi\u2026<\/p>\n<p>Ma il nostro investigatore \u00e8 molto pi\u00f9 <em>pop<\/em>: ha le fattezze di Rupert Everett, tanto per cominciare \u2013 e proprio su richiesta del suo creatore, Tiziano Sclavi. E l\u2019attore ricambier\u00e0 il favore nel 1994, interpretando un personaggio analogo\u00a0nel film <em>Dellamorte Dellamore<\/em> di Michele Soavi, la pellicola decisamente pi\u00f9 dylandoghiana \u2013 o dylaniata, come si dice tra i fan \u2013 tra quelle a lui dedicate apparse sul grande schermo.<\/p>\n<p>Ora, quando la cultura \u201calta\u201d si trova di fronte a universi come quello dei fumetti, spesso la reazione non va oltre un sopracciglio inarcato. I fumetti come letteratura di serie b, svago per adolescenti ritardati o adulti rimasti bambini\u2026 Forse potr\u00e0 valere per altre produzioni del genere, ma come giudicare cos\u00ec storie spesso coltissime, che ripropongono, sia nelle trame che in citazioni, elementi di giganti della letteratura come Agatha Christie, Mary Shelley e Edgar Poe, Stephen King e Howard Phillips Lovecraft? Come ha recentemente scritto Matteo Fais su \u00abl\u2019Intellettuale Dissidente\u00bb, la silhouette dell\u2019investigatore di Craven Road (omaggio degli autori al Wes Craven di <em>Nightmare<\/em>) non sfigura accanto a quelle di altri classici.<\/p>\n<p>Ma il messaggio di questo <em>Old Boy<\/em> \u00e8 anzitutto esistenziale, formativo: da quando ha lasciato la polizia e ha cominciato a indagare per conto proprio, ha scoperto che spesso l\u2019orrore non abita lontani castelli o lande desolate ma si annida nella quotidianit\u00e0, nelle\u00a0grigie uniformi degli impiegati della City o dietro le tendine delle case londinesi. Ovunque, anche negli interstizi della realt\u00e0; come Jorge Luis Borges, che trov\u00f2 il suo <em>Aleph<\/em> in un sottoscala. Basta solamente superare le apparenze, la superficie delle cose, la normalit\u00e0 borghese.<\/p>\n<p>Questo ha imparato Dylan Dog, eroe moderno, anzi antimoderno, che ha paura di prendere l\u2019aereo e non usa il cellulare, che alle email preferisce le lettere, alla realt\u00e0 virtuale quella reale, fatta di cose e persone. Un eroe che non \u201ccondividerebbe\u201d su Facebook le proprie esperienze ma le affida, armato di penna d\u2019oca e calamaio, alle pagine ingiallite del suo diario, al baluginio di una vecchissima lampada. Un eroe che non crede nello strapotere del denaro e non ha paura di lavorare gratis, specie se a chiederglielo sono clienti bisognosi. E non \u00e8 che navighi nell\u2019oro\u2026 E nemmeno \u00e8 infatuato dalle armi: usa una vecchia pistola, che di volta in volta gli lancia Groucho, inseparabile Sancho Panza nelle sue esplorazioni dell\u2019ignoto. L\u2019ha trovata, giovanissimo, in una grotta, assieme a uno dei suoi amori perduti, Marina Kimball (la cui storia \u00e8 raccontata in uno dei numeri pi\u00f9 belli di sempre, <em>Il lungo addio<\/em>).<\/p>\n<p>Ma, soprattutto, Dylan \u00e8 nemico delle verit\u00e0 assolute ed eroe del dubbio, ai giudizi lapidari preferisce solitarie meditazioni, magari accompagnate dal suo clarinetto e dal <em>Trillo del Diavolo<\/em> di Tartini. Un eroe che risolve i casi non affidandosi alle prove del Dna o a tecnologie avanzatissime ma arrendendosi a improvvise intuizioni, fulminei colpi di genio che lo raggiungono mentre costruisce il veliero che troneggia sulla sua scrivania. Un modellino che, a distanza di tanti anni, non ha mai completato. E che forse mai finir\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/10\/tumblr_mcgcrcT1oq1rxjk1ho1_500.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-162\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/10\/tumblr_mcgcrcT1oq1rxjk1ho1_500-300x281.jpg\" alt=\"tumblr_mcgcrcT1oq1rxjk1ho1_500\" width=\"300\" height=\"281\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/10\/tumblr_mcgcrcT1oq1rxjk1ho1_500-300x281.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/10\/tumblr_mcgcrcT1oq1rxjk1ho1_500.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Un antieroe, insomma, le cui indagini affrontano tutte le questioni fondamentali della modernit\u00e0: dalla prepotenza della burocrazia (tanto da essersi immaginato un Inferno fatto di contabili e grigi funzionari, condannati a sbrigare pratiche per l\u2019eternit\u00e0) al rapporto con il diverso e la diversit\u00e0 (si veda l\u2019indimenticabile <em>Johnny Freak<\/em>); dall\u2019invadenza della tecnica alla politica politicante, spesso ritratta senza peli sulla lingua, nei suoi aspetti deteriori; dalla salvaguardia del patrimonio naturale di fronte agli sfaceli dell\u2019industrializzazione selvaggia ai pericoli connessi alla scienza, fino alla critica dei totalitarismi.<\/p>\n<p>Nel 1996, a un decennio dal mitico primo albo <em>La notte dei morti viventi<\/em>, Claudio Villa (bonelliano dal 1982 e autore dello studio sull\u2019immagine di Dylan Dog) ha realizzato, su <em>Le vie dei colori<\/em> di Claudio Baglioni, una striscia in cui le parole visionarie della canzone si animano intorno a Dylan Dog. Disponibile su <em>youtube<\/em>, \u00e8 forse il tributo pi\u00f9 bello all\u2019anima di questo moderno avventuriero, i cui sogni hanno accompagnato e continuano ad accompagnare generazioni di lettori. La storia parte dalla calma notturna di un appartamento, per poi spingersi oltre il muro del sonno, al di l\u00e0 della stessa fantasia. E infine tornare l\u00e0 dove \u00e8 partita. L\u2019abbiamo gi\u00e0 detto: l\u2019<em>Aleph<\/em> si trova anche nei sottoscala. Basta saperlo intravedere, senza fermarsi alla realt\u00e0 materiale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Al numero 7 di Craven Road, dalla fine del 1986, vive un detective molto singolare. Ora, a Londra di Craven Road ce ne sono due, la pi\u00f9 centrale sta a Westmister: in ogni caso, per trovarlo basta seguire il suono del suo campanello, un urlo acutissimo. Fa niente se ad aprire ci sar\u00e0 il suo assistente, vestito da Groucho Marx, le cui battute terribili costringerebbero alla fuga il cliente pi\u00f9 ostinato. Anche se vive in Inghilterra, questo detective \u00e8 italianissimo: stiamo parlando, ovviamente, di Dylan Dog, l\u2019eroe bonelliano che da tre decadi ha scelto di confrontarsi con l\u2019orrore del nostro [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2016\/10\/10\/dylan-dog-trentanni-a-indagare-il-nostro-orrore\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1084,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[170693,13691,10392],"tags":[191130,74772,32911,191127],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/160"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1084"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=160"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/160\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":166,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/160\/revisions\/166"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=160"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=160"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=160"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}