{"id":185,"date":"2016-11-29T08:10:33","date_gmt":"2016-11-29T07:10:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/?p=185"},"modified":"2016-11-29T08:15:53","modified_gmt":"2016-11-29T07:15:53","slug":"il-sistema-che-uccide-la-memoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2016\/11\/29\/il-sistema-che-uccide-la-memoria\/","title":{"rendered":"Il Sistema che uccide la Memoria"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/11\/domq02.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-186\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/11\/domq02-300x188.jpg\" alt=\"domq02\" width=\"300\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/11\/domq02-300x188.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/11\/domq02-1024x640.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/11\/domq02.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00abSe dire Occidente, occidentale, significa qualcosa, il suo significato \u00e8 Memoria storica.\u00bb \u00c8 il bilancio stilato da Guido Ceronetti nel suo ultimo libretto adelphiano, <em>Per non dimenticare la memoria<\/em>, un piccolo trattato da tenere sempre in tasca, specie laddove impazzano surrogati telematici virtuali, che finiscono per sostituire la realt\u00e0 stessa. \u00c8 il terrificante Impero della Rete, che seleziona \u2013 e spesso revisiona \u2013 il nostro passato, precipitandoci in un eterno presente, inveramento del sinistro appello di Gor\u2019kij: \u00abBisogna togliere la memoria dal capo della gente. Per colpa sua il male cresce\u00bb. E non \u00e8 che un piccolo esempio, scrive Ceronetti, di quella <em>stalinizzazione<\/em> del pensiero che atrofizza la memoria, \u00ablepre instancabile nel fuggire\u00bb la cui perdita \u00e8 sempre in agguato.<\/p>\n<p>La E-memoria denunciata in questo pamphlet non \u00e8 <em>reale<\/em>. Ci spoglia della nostra umanit\u00e0 per trasformarci in utenti, <em>tabulae rasae<\/em> formattabili e resettabili. Gli uomini nuovi del miracolo finanzcapitalista denunciato da Luciano Gallino, gli atomi divorati dal <em>Sistema che uccide i popoli<\/em> di Guillaume Faye, i perfetti cittadini del mondo <em>global<\/em> che ci vuole disponibili, versatili, privi di asprezze e asperit\u00e0, spigoli e particolarit\u00e0, e che vede nel passato dei popoli un fardello di cui liberarsi. In fondo, l\u2019uomo senza qualit\u00e0 che oggi si muove continuamente, al pari dei flussi del capitale, non ha bisogno di passato. E nemmeno di futuro. Gli basta un presente avulso dal divenire, scandito da tweet e facebook, enciclopedie virtuali e <em>opinion leader<\/em>, maschere dietro le quali \u00ababita con la sua maschera di poltroneria la faccia oscura del reziario catturatore e uccisore della memoria autentica\u00bb. Il fruitore della E-Memoria, cinico, pratico e disincantato, si sente a casa propria a New York come a Shangai. Dunque, da nessuna parte. Troppo occupato ad amministrare e ottimizzare e sezionare il presente, non sa che farsene del passato.<\/p>\n<p>Eppure, scrive Ceronetti, la memoria \u00e8 legata a tutta una serie di altre facolt\u00e0, tasselli fondamentali del nostro essere uomini. Atrofizzate la memoria e metterete al bando anche la vista e l\u2019udito (trinomio che costitu\u00ec il titolo di un meraviglioso libro di Piero Buscaroli), insieme all\u2019estetica e alla bellezza: \u00abRumori urbani e perdita grave di memoria musicale delle madri che abitualmente cantavano in casa e sui balconi, orripilanti Sanremi riecheggiati da milioni di teleschermi, cantautori gonfiati di decibel, hanno reso stonati dall\u2019infanzia alla vecchiaia gli Italiani\u00bb. \u00c8 l\u2019autopsia di una civilt\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/11\/3026cf3f50841596e9c033e45f5e693c_w240_h_mw_mh_cs_cx_cy.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-187\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/11\/3026cf3f50841596e9c033e45f5e693c_w240_h_mw_mh_cs_cx_cy-182x300.jpg\" alt=\"3026cf3f50841596e9c033e45f5e693c_w240_h_mw_mh_cs_cx_cy\" width=\"182\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/11\/3026cf3f50841596e9c033e45f5e693c_w240_h_mw_mh_cs_cx_cy-182x300.jpg 182w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/11\/3026cf3f50841596e9c033e45f5e693c_w240_h_mw_mh_cs_cx_cy.jpg 240w\" sizes=\"(max-width: 182px) 100vw, 182px\" \/><\/a>Assieme alla memoria si perde il senso del sacro. Certo, il rito \u00e8 ripetizione dell\u2019origine, attualizzazione dell\u2019<em>illud tempus <\/em>che precede la caduta nella storia (come scrisse Mircea Eliade), ma sempre tramite opportune formule che \u00e8 bene ricordare. Furibondo, il pamphlet denuncia la liquidazione del latino messa in atto dal Concilio Vaticano Secondo \u2013 la stessa che fece inorridire Cristina Campo. Meglio essere <em>democrat<\/em>, con riti e sermoni alla portata di tutti\u2026 Ma quale religione si \u00e8 mai curata che i fedeli comprendessero i rituali, appannaggio semmai di chi li celebra, del sacerdote che si fa <em>pontefice<\/em> (<em>ponte<\/em>) tra uomo e dio? Ultimo Baluardo: Benedetto XVI, che il 7 luglio 2007 prova a reintrodurre nelle liturgie la lingua madre del cattolicesimo \u2013 <em>una tantum<\/em>, s\u2019intende \u2013 e incontra \u00abl\u2019ostilit\u00e0 radicale del basso clero, che non vuol saperne di apprendere un rituale che i preti credevano sparito per sempre, beati del loro volgare di bestemmia\u00bb. Un passo ulteriore verso la desacralizzazione di un culto \u2013 e, insieme, di una civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Ma quando la memoria, \u00abrievocazione perpetua del vissuto\u00bb, tocca il suo nadir, viene meno il senso tragico della vita e della storia. \u00abPi\u00f9 una societ\u00e0 \u00e8 illiberale e meno si ritragga dall\u2019accennare al suo destino di morte, pi\u00f9 ferocemente rimuove il tragico e la morte, tanto pi\u00f9 si spoglia della realt\u00e0 stessa della condizione umana.\u00bb Una perdita irreparabile, giacch\u00e9 con la perdita del tragico viene meno non solo il senso della vita stessa ma anche il miracolo del riscatto, \u00abil dono della compassione\u00bb, che spalanca squarci d\u2019assoluto finanche nelle ore pi\u00f9 buie della storia.<\/p>\n<p>Che fare, dunque? Agire a livello individuale, combattere l\u2019atrofia indotta dai dispositivi della E-memoria praticando la lettura e la rilettura, tornando a scrivere lettere, immaginandosi mittenti e destinatari. Nell\u2019astrazione del nostro tempo, riscoprire la <em>concretezza<\/em>. \u00abIl vento, sciagura, tira tutto verso la semplificazione e l\u2019uniformazione grafica e parlata, e passa di l\u00e0 il genocidio alfabetico, dell\u2019alfabeto in cui viviamo e siamo. Cuneiforme \u00e8 l\u2019alfabeto dell\u2019asservimento umano. Il Cuneo! Non hai scampo, se in principio non era il Logos ma il Chiodo\u00bb. A perdere la memoria si perde la propria umanit\u00e0, ci avverte Ceronetti, e senza memoria non c\u2019\u00e8 Occidente. Speriamo solo non sia troppo tardi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abSe dire Occidente, occidentale, significa qualcosa, il suo significato \u00e8 Memoria storica.\u00bb \u00c8 il bilancio stilato da Guido Ceronetti nel suo ultimo libretto adelphiano, Per non dimenticare la memoria, un piccolo trattato da tenere sempre in tasca, specie laddove impazzano surrogati telematici virtuali, che finiscono per sostituire la realt\u00e0 stessa. \u00c8 il terrificante Impero della Rete, che seleziona \u2013 e spesso revisiona \u2013 il nostro passato, precipitandoci in un eterno presente, inveramento del sinistro appello di Gor\u2019kij: \u00abBisogna togliere la memoria dal capo della gente. Per colpa sua il male cresce\u00bb. 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