{"id":213,"date":"2017-01-26T11:20:28","date_gmt":"2017-01-26T10:20:28","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/?p=213"},"modified":"2017-01-26T11:44:49","modified_gmt":"2017-01-26T10:44:49","slug":"mircea-eliade-mito-e-sacro-a-teatro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2017\/01\/26\/mircea-eliade-mito-e-sacro-a-teatro\/","title":{"rendered":"Mircea Eliade: mito e sacro a teatro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/01\/Eliade1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-215\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/01\/Eliade1-300x203.jpg\" alt=\"Eliade1\" width=\"300\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/01\/Eliade1-300x203.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/01\/Eliade1-1024x691.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/01\/Eliade1.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nella corso della sua vita Mircea Eliade si \u00e8 cimentato con generi letterari diversi, dalla diaristica alla narrativa, dalla saggistica alle interviste\u2026 Vi ha sempre impresso il proprio sigillo, la propria visione del mondo. Se ne era accorto il grande Vintil\u0103 Horia, altro protagonista dell\u2019esilio romeno del tormentato Novecento: \u00abNei romanzi e nei racconti Mircea Eliade ha realizzato ci\u00f2 che, su un piano diverso, ha fatto nelle sue ricerche di storia delle religioni\u00bb. Tra le pubblicazioni in lingua italiana di Eliade mancavano all\u2019appello quasi tutte quelle drammaturgiche. A colmare questa lacuna \u00e8 <em>Tutto il teatro. 1939-1970<\/em> (Edizioni Bietti, Milano 2016), raccolta di cinque pi\u00e8ce che nulla hanno da invidiare alle altre opere dello storico delle religioni \u2013 il quale, tra l\u2019altro, di teatro aveva gi\u00e0 parlato ne <em>La foresta proibita<\/em>, <em>Incognito a Buchenwald<\/em> e soprattutto <em>Diciannove rose<\/em>.<\/p>\n<p>A orientare <em>Ifigenia<\/em>, <em>Uomini e pietre<\/em>, <em>1241<\/em>, <em>Avventura<\/em> <em>spirituale<\/em> e <em>La<\/em> <em>colonna<\/em> <em>infinita<\/em> sono gli stessi principi che troviamo ovunque nella sua produzione: <em>in primis<\/em> il camuffamento del sacro nel profano, l\u2019idea cio\u00e8 che <em>qualunque<\/em> <em>cosa<\/em> sia sacra, anche in quelle epoche che il sacro apparentemente hanno reciso. \u00abOgni arte \u00e8 uno strumento della contemplazione\u00bb dice il Constantin Br\u00e2ncu\u015fi della <em>Colonna infinita<\/em>. Quello di Eliade \u00e8 un teatro molto diverso da quello impegnato o realista: il proscenio \u00e8 la versione moderna di uno scenario rituale, filiazione diretta di mito e rito. Nel mondo in cui Dio \u00e8 morto, Eliade propone un\u2019arte anagogica, trascendente, che parta dal profano e lo reintegri nel sacro. Ultimo obiettivo: il risveglio dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>\u00c8 in quest\u2019ottica che Eliade riscrive <em>Ifigenia<\/em>: poco importa che la sua \u201cversione\u201d sia distante anni luce da quella di Euripide. \u00c8 un mito, e come tale appartiene all\u2019eternit\u00e0 \u2013 lo scrive lui stesso nella prefazione al testo del 1951 \u2013 al pari di Ifigenia, immortalata dal suo sacrificio: \u00abLa mia tomba non sar\u00e0 sulla terra! L\u2019anima di Ifigenia far\u00e0 trionfare e durare un\u2019altra cosa, molto pi\u00f9 preziosa, di un altro mondo\u00bb.<\/p>\n<p>Diverso lo scenario di <em>Uomini e pietre<\/em> (ispirato al capitolo del <em>Trattato di storia delle religioni<\/em> dedicato al simbolismo delle pietre): le viscere della terra, una grotta, un percorso che allude alla discesa agli inferi, \u00abun inabissamento fino all\u2019ultimo livello della coscienza e della vita cosmica\u2026\u00bb. Un <em>iter<\/em> che conduce a un\u2019iniziazione, \u00abun rinnovamento totale dell\u2019essere umano\u00bb. Il linguaggio naufraga, la ragione rivela la propria insufficienza: spetta dunque all\u2019arte compiere il miracolo, spingendosi \u00abal limite ultimo della coscienza, fino al limite ultimo della vita stessa\u00bb.<\/p>\n<p>A cimentarsi in questa prova sono Petru\u015f, il razionalista, indagatore della natura, lo scettico umanista, e Alexandru, il poeta, alfiere di quel misticismo romantico che nella natura non vede un oggetto da dissezionare ma la fonte dello stupore, del sacro. Ad accompagnarli troviamo l\u2019incorporea Ariadna, anagramma di Arianna, signora del labirinto. Le due anime affrontano l\u2019abisso, procedendo nell\u2019oscurit\u00e0 di cunicoli sempre pi\u00f9 stretti, al baluginio di una lampada di fronte a cui prendono forma e si dileguano apparizioni fantasmatiche. Ma Alexandru e Petru\u015f sono due maschere dello stesso autore, scrive Cicorta\u015f nella sua introduzione. Non si pu\u00f2 prescindere da nessuno dei due. Realismo e magia non sono da contrapporre \u2013 semmai, da sintetizzare.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/01\/Eliade2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-214\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/01\/Eliade2-193x300.jpg\" alt=\"Eliade2\" width=\"193\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/01\/Eliade2-193x300.jpg 193w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/01\/Eliade2.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/><\/a>Una splendida immagine di questa unione \u00e8 <em>La colonna infinita<\/em>, dedicata all\u2019omonima opera di Constantin Br\u00e2ncu\u015fi (unico personaggio reale della drammaturgia di Eliade). Quella realizzata dallo scultore \u00e8 \u00abil pilastro del Cielo\u00bb, simbolo del centro spirituale (analogo a quello dell\u2019albero e della montagna) e dell\u2019<em>axis mundi<\/em>, che unisce i piani dell\u2019essere, terra e cielo, realt\u00e0 superiori e inferiori. Ma prima di arrampicarsi sulla colonna bisogna affrontare il sottosuolo \u2013 a livello simbolico, montagna e caverna sono speculari \u2013 in completa solitudine. Perch\u00e9 \u00e8 nella solitudine della discesa e dell\u2019ascesa che si ripete il miracolo della nascita e della morte, delle primavere e degli autunni, delle nascite e delle morti del cosmo. A custodire questo segreto \u00e8 Dedalo l\u2019oscuro, artefice delle ali di Icaro ma anche del labirinto \u2013 un labirinto al centro del quale, ammonisce Br\u00e2ncu\u015fi, non c\u2019\u00e8 il Minotauro ma il nostro Io. \u00c8 la sua presenza a guidare la discesa negli inferi, prima di giungere alla colonna, al pilastro solare.<\/p>\n<p>Quella colonna che \u2013 sembra suggerire Eliade \u2013 attende anche l\u2019uomo moderno, perso nelle spire del labirinto e incapace di vedere, oltre la notte della caverna, la luce del S\u00e9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nella corso della sua vita Mircea Eliade si \u00e8 cimentato con generi letterari diversi, dalla diaristica alla narrativa, dalla saggistica alle interviste\u2026 Vi ha sempre impresso il proprio sigillo, la propria visione del mondo. 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