{"id":234,"date":"2017-03-15T07:55:53","date_gmt":"2017-03-15T06:55:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/?p=234"},"modified":"2017-03-15T07:55:53","modified_gmt":"2017-03-15T06:55:53","slug":"howard-phillips-lovecraft-1937-2017-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2017\/03\/15\/howard-phillips-lovecraft-1937-2017-2\/","title":{"rendered":"Howard Phillips Lovecraft 1937-2017"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin: 0cm;margin-bottom: .0001pt;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: Cambria\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/03\/ill_lovecraft.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-231\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/03\/ill_lovecraft-208x300.jpg\" alt=\"ill_lovecraft\" width=\"208\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/03\/ill_lovecraft-208x300.jpg 208w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/03\/ill_lovecraft-709x1024.jpg 709w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/03\/ill_lovecraft.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><\/a>Sono ormai trascorsi ottant\u2019anni dalla morte di Howard Phillips Lovecraft, il maestro del canone horror contemporaneo scomparso il 15 marzo 1937. Ottant\u2019anni che hanno conosciuto una sua crescente popolarit\u00e0, che ha pervaso i settori della cultura \u201calta\u201d e \u201cbassa\u201d (se poi ha ancora senso questa distinzione). Lui, il Solitario di Providence, che in vita aveva visto pochissimi racconti pubblicati, \u00e8 diventato ideale sceneggiatore di film e maestro letterario, autore di fumetti e ispiratore di giochi di ruolo, nonch\u00e9 protagonista di racconti scritti da altri (valga come esempio<span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span><em><b><span style=\"font-family: Cambria\">Nel nome di HPL<\/span><\/b><\/em>, l\u2019antologia curata da Gianfranco de Turris cui hanno partecipato pi\u00f9 di venti autori con racconti, saggi e approfondimenti, di prossima pubblicazione per i tipi di<span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span><strong><span style=\"font-family: Cambria\">Watson Edizioni<\/span><\/strong>). Perch\u00e9 questa popolarit\u00e0?, verrebbe da chiedersi. Forse perch\u00e9 dietro alla sua narrativa c\u2019\u00e8 qualcosa di pi\u00f9 profondo, forse perch\u00e9 HPL non si \u00e8 limitato a creare storie \u201cdi successo\u201d ma \u00e8 riuscito a fissare su carta gli archetipi dell\u2019Inconscio Collettivo di cui ha parlato Carl Gustav Jung, a farsi interprete della Grande Memoria di William Butler Yeats, che supera le generazioni tramandando sempre gli stessi simboli.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm;margin-bottom: .0001pt;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: Cambria\">Lovecraft, insomma, ha dato voce agli incubi che popolano i lunghi sonni dell\u2019uomo moderno. E l\u2019ha fatto in modo sistematico, elaborando una sua personalissima filosofia. Parola di S. T. Joshi, il pi\u00f9 importante studioso lovecraftiano a livello mondiale, che nel suo fondamentale<span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span><em><b><span style=\"font-family: Cambria\">H. P. Lovecraft: The Decline of the West<\/span><\/b><\/em>, purtroppo inedito in italiano, scrive: \u00abLa narrativa di Lovecraft \u00e8 una declinazione del suo pensiero filosofico\u00bb. Un pensiero che descrive il passaggio \u00abdal dogmatismo, dal positivismo e dall\u2019ottimismo della scienza verso le indeterminatezze della relativit\u00e0 e del modernismo\u00bb. Nel segreto della sua biblioteca, anche se forse non lo sapeva ancora, un giovane scrittore stava ripetendo il giro di boa di una civilt\u00e0 intera.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm;margin-bottom: .0001pt;text-align: start\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: Cambria\">Fritz Leiber l\u2019ha chiamato \u00abCopernico letterario\u00bb, Jacques Bergier \u00abEdgar Poe cosmico\u00bb\u2026 HPL \u00e8 sempre stato affascinato dalle stelle. Da giovane \u2013 giovanissimo \u2013 durante le sue esplorazioni siderali scopr\u00ec quanto \u00e8 vasto il cosmo e quanto, rispetto ad esso, minuscolo e insignificante \u00e8 l\u2019essere umano. Decise di scriverci su, addirittura facendo di questo assunto uno dei suoi capisaldi: \u00abTutti i miei racconti si basano sulla fondamentale premessa che le leggi, gli interessi e le emozioni comuni agli esseri umani non abbiano validit\u00e0 n\u00e9 significato nella vastit\u00e0 del cosmo\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm;margin-bottom: .0001pt;text-align: start\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: Cambria\">Prima di solcare gli abissi siderali, meglio dimenticarsi dell\u2019umanit\u00e0, specie per quella sua fastidiosa abitudine di considerarsi il centro del cosmo. Non incontreremo alieni benevoli (magari quelli antropomorfizzati di parecchi film di fantascienza), molto pi\u00f9 probabilmente ci imbatteremo in orrori senza nome, esseri talmente al di l\u00e0 della nostra comprensione da risultarci fatale il loro incontro. Yog-Sothoth, Azathoth, Shub-Niggurath\u2026 soprannaturali, ultra-euclidei, al di l\u00e0 delle tre dimensioni, mai mostrati ma sempre e solo suggeriti, come avviene in altri capolavori tra cui<span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span><em><b><span style=\"font-family: Cambria\">Il re in giallo<\/span><\/b><\/em><span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span>di Robert Chambers, che Lovecraft conosceva bene e che qualche anno fa ha ispirato una magnifica stagione di<span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span><em><b><span style=\"font-family: Cambria\">True Detective<\/span><\/b><\/em><span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span>(la prima, ovviamente).<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm;margin-bottom: .0001pt;text-align: start\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: Cambria\">Mentre l\u2019universo ribolle di una malvagit\u00e0 priva di scopo, l\u2019uomo immagina di poterne interpretare il senso, ma non \u00e8 che una pia illusione: \u00abSe esistesse veramente un principio organizzatore, un insieme di norme o uno scopo finale, non potremmo mai sperare di comprenderne nemmeno una minima parte, poich\u00e9 la natura pi\u00f9 profonda del cosmo \u00e8 costituita da un complesso di energia ribollente di cui la mente umana non potr\u00e0 mai formarsi un\u2019idea nemmeno approssimativa\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm;margin-bottom: .0001pt;text-align: start\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: Cambria\">Di fronte a questi esseri<span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span><em><span style=\"font-family: Cambria\">cosmicamente indifferenti<\/span><\/em>, ammonisce Lovecraft, \u00e8 meglio non farsi troppe domande\u2026 Meglio rimanere ignoranti, vivere in quelle illusioni che garantiscono una certa salvezza dai Demoni dell\u2019Altrove. Le utili finzioni di positivismo, antropocentrismo e progressismo (che Lovecraft sovranamente disprezzava) possono addirittura essere salvifiche. Se si manca di una preparazione adeguata per comprendere, trattenere, e per cos\u00ec dire metabolizzare ci\u00f2 che sta al di l\u00e0 del Velo di Maya, oltre lo specchio, allora la pazzia o il suicidio sono i soli esiti. \u00c8 il destino di molti personaggi dei suoi racconti, spesso scienziati ottimisti e baldanzosi la cui ragione viene annebbiata e oscurata da quelle creature ch\u2019essi stessi hanno risvegliato. Le leggi naturali non sono tutto, anzi: \u00abIl vero racconto sovrannaturale deve contenere una maligna e peculiare sospensione o sconfitta di quelle immutabili leggi di Natura che costituiscono la nostra sola difesa contro gli assalti del caos e i demoni dello spazio insondabile\u00bb. Quando Lovecraft scrive queste righe, sa bene che sta facendo i conti con la scienza, una scienza della quale si era sempre appassionato, d\u2019altra parte.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm;margin-bottom: .0001pt;text-align: start\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: Cambria\">La sua \u00e8<span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span><strong><span style=\"font-family: Cambria\">una rivoluzione copernicana della letteratura<\/span><\/strong>, che cerca di aprirla al nuovo ambiente cosmico in cui l\u2019uomo si \u00e8 trovato a vivere. Sembra infatti che i nipoti di Copernico siano ancora tolemaici: ecco perch\u00e9 occorrono nuovi miti, che cantino la nuova condizione della modernit\u00e0, la tragedia di un uomo che ha spalancato gli abissi siderali ma non \u00e8 stato in grado di esplorarli senza perdere il lume della ragione. Quella lovecraftiana \u00e8 l\u2019epica di un uomo che ha perso il proprio luogo naturale, ma che deve specchiarsi in questo nuovo cosmo. Per essere contemporaneo di se stesso, vivendo attivamente il proprio tempo.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm;margin-bottom: .0001pt;text-align: start\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: Cambria\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/03\/Howard_Phillips_Lovecraft.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-232\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/03\/Howard_Phillips_Lovecraft-203x300.jpg\" alt=\"Howard_Phillips_Lovecraft\" width=\"203\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/03\/Howard_Phillips_Lovecraft-203x300.jpg 203w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/03\/Howard_Phillips_Lovecraft.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 203px) 100vw, 203px\" \/><\/a>Un tempo che, detto in tutta franchezza, il Nostro detestava cordialmente. Nelle moltissime lettere che mandava ad amici e corrispondenti, troviamo precisi indizi di quanto doveva ripugnargli il Ventesimo Secolo. Lui, esteta, amante del bello, cultore di un\u2019aristocrazia diversa da quella legata al denaro, esiliato nel<span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span><em><span style=\"font-family: Cambria\">saeculus horribilis<\/span><\/em>, il Novecento, nella \u00abrovina del moderno\u00bb. Qualche stralcio della sua corrispondenza pu\u00f2 fare chiarezza. La democrazia? \u00abUn falso idolo, un semplice slogan, un\u2019illusione delle classi inferiori, dei visionari e delle civilt\u00e0 morenti\u00bb, che \u00abnasce dalla deificazione del concetto astratto di \u201cgiustizia\u201d e dalla volgare moderna devozione alla quantit\u00e0 in opposizione alla qualit\u00e0. Una volta che la democrazia diverr\u00e0 il principio guida, non potr\u00e0 fare altro che danni alla civilt\u00e0. [\u2026] Democrazia significa decadenza.\u00bb Le masse? Insiemi di \u00abrozzi animali\u00bb. L\u2019uguaglianza? \u00abUna chimera.\u00bb La tecnica? \u00abCi corrode come un cancro. [\u2026] Nasce da una mentalit\u00e0 squallida, ristretta, e si nutre del veleno della schiavit\u00f9 industriale e del lusso materiale.\u00bb La civilt\u00e0 moderna \u00abtramuta in virt\u00f9 un insieme di valori assolutamente sterili \u2013 la velocit\u00e0, la quantit\u00e0, il lavoro fine a se stesso, la ricchezza materiale, l\u2019ostentazione, ecc.; disprezza le relazioni che normalmente la memoria instaura con l\u2019ambiente e le tradizioni, promuove l\u2019omologazione\u00bb. Al mondo moderno preferiva quello classico: \u00abPenso che la cultura antica, con la sua difesa dei valori qualitativi in contrapposizione a quelli quantitativi, rappresenti un bene che va difeso \u2013 forse la sola cosa al mondo per cui valga la pena lottare \u2013 ma non credo che questa lotta avr\u00e0 successo\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm;margin-bottom: .0001pt;text-align: start\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: Cambria\">Ma Lovecraft odiava il presente soprattutto perch\u00e9 era contemporaneo del futuro. E capiva che la letteratura pi\u00f9 adeguata a descrivere questo futuro era quella fantastica. Una letteratura non mimetica, che non si limita a rappresentare il reale ma ne indaga il fondo ignoto. Una letteratura che non cerca il fantastico oltre il mondo ma nelle sue viscere, nei suoi scantinati e nei sotterranei del visibile. Una letteratura che narra l\u2019irruzione dell\u2019Altrove nel nostro rassicurante mondo moderno, attraverso le \u00abfenditure della Grande Muraglia\u00bb di cui ha parlato Ren\u00e9 Gu\u00e9non ne<span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span><em><b><span style=\"font-family: Cambria\">Il Regno della Quantit\u00e0 e i Segni dei Tempi<\/span><\/b><\/em>, degli anni Cinquanta.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm;margin-bottom: .0001pt;text-align: start\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: Cambria\">Non \u00e8 stato di certo il primo: Gustav Meyrink, ne<span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span><em><b><span style=\"font-family: Cambria\">Il Domenicano bianco<\/span><\/b><\/em>, descrive una seduta spiritica nella quale viene evocato uno spirito che semina follia tra le masse. \u00c8 la terribile Testa della Medusa che, come la Gorgone, tutto pietrifica. Arthur Machen, ne<span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span><em><b><span style=\"font-family: Cambria\">Il grande Dio Pan<\/span><\/b><\/em>, descrive un esperimento durante il quale irrompe lo spirito dell\u2019antica divinit\u00e0 pagana, lasciando dietro di s\u00e9 una scia di morti e infestando la Londra dell\u2019Ottocento. Oppure quell\u2019artista incontrato da<span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span><strong><span style=\"font-family: Cambria\">John Silence<\/span><\/strong>, l\u2019investigatore dell\u2019occulto creato da Algernoon Blackwood, il quale, attraverso l\u2019uso di sostanze stupefacenti, consente a oscure entit\u00e0 di altre dimensioni di entrare nella nostra.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm;margin-bottom: .0001pt;text-align: start\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: Cambria\">Non sono esempi scelti a caso: Machen, Meyrink e Blackwood sono infatti tra le maggiori fonti ispiratrici di Lovecraft, che li cita nel suo saggio<span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span><em><span style=\"font-family: Cambria\">Supernatural Horror in Literature<\/span><\/em><span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span>(scritto nel 1925 e pubblicato due anni dopo, ma rivisto fino alla fine dei suoi giorni, tanto che l\u2019ultima revisione risale al 1936, un anno prima della sua scomparsa). Sono tra l\u2019altro \u2013 ma questo ci porterebbe molto lontano \u2013 autori \u201cesoterici\u201d (Machen e Blackwood facevano parte dell\u2019<em><b><span style=\"font-family: Cambria\">Hermetic Order of the Golden Dawn<\/span><\/b><\/em>, Meyrink della<span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span><em><b><span style=\"font-family: Cambria\">Societas Rosicruciana in Anglia<\/span><\/b><\/em>), al pari di molti altri beniamini lovecraftiani, tra cui Bram Stoker e William Butler Yeats.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm;margin-bottom: .0001pt;text-align: start\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: Cambria\">Le fenditure, le porte aperte sull\u2019Ignoto attendono insomma dei poeti, cantori del volto nascosto di una modernit\u00e0 \u201cliquida\u201d che ha rinunciato alle certezze della \u201csolidit\u00e0\u201d materialista e meccanicista, ma non ne ha trovate altre. Lovecraft, dal canto suo, aveva individuato un modo del tutto personale di resistere ai demoni che infestavano l\u2019Immaginario Collettivo del suo tempo. Non a caso, in una delle sue lettere si defin\u00ec \u00abuno scrittore horror amante del passato e della tradizione\u00bb. Che significa? \u00c8 lui stesso a spiegarcelo: \u00abQuesto sfondo di tradizioni su cui vanno misurati gli enti e gli eventi dell\u2019esperienza \u00e8 l\u2019unica cosa che conferisca loro l\u2019illusione di un significato, un valore, un interesse drammatico in un cosmo che alla radice \u00e8 tutto privo di scopo\u00bb. Se il meccanicismo \u2013 di cui Lovecraft era un convinto sostenitore \u2013 afferma che non vi \u00e8 scopo nelle cose, nel mondo, nel cosmo, allora l\u2019unico significato che \u00e8 possibile assegnare alla vita \u00e8 quello legato alle grandi civilt\u00e0: \u00abPer questo \u2013 continua HPL \u2013 io pratico e predico un conservatorismo estremo nell\u2019arte, nella societ\u00e0 e nella politica, come unico modo per sfuggire [\u2026] alla disperazione e alla confusione di una lotta senza guida n\u00e9 regole in un caos non celato da veli\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm;margin-bottom: .0001pt;text-align: start\"><span style=\"font-size: 14.0pt;font-family: Cambria\">Ecco perch\u00e9 adorava quei luoghi nei quali sopravvivevano le vestigia di civilt\u00e0. A New York, che egli conobbe durante il suo sfortunato matrimonio con Sonia Green, oppose la sua Providence.<span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span><strong><span style=\"font-family: Cambria\">\u00abI am Providence\u00bb<\/span><\/strong><span class=\"apple-converted-space\">\u00a0<\/span>possono leggere i visitatori che si arrischiano a cercare la tomba di questo Esploratore dell\u2019Ignoto, innamorato e terrorizzato dalle vastit\u00e0 siderali, luogo naturale dell\u2019uomo moderno.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sono ormai trascorsi ottant\u2019anni dalla morte di Howard Phillips Lovecraft, il maestro del canone horror contemporaneo scomparso il 15 marzo 1937. Ottant\u2019anni che hanno conosciuto una sua crescente popolarit\u00e0, che ha pervaso i settori della cultura \u201calta\u201d e \u201cbassa\u201d (se poi ha ancora senso questa distinzione). 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