{"id":315,"date":"2017-09-13T16:04:33","date_gmt":"2017-09-13T14:04:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/?p=315"},"modified":"2017-09-13T16:04:33","modified_gmt":"2017-09-13T14:04:33","slug":"il-futurismo-esoterico-dei-cosmisti-russi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2017\/09\/13\/il-futurismo-esoterico-dei-cosmisti-russi\/","title":{"rendered":"Il futurismo esoterico dei cosmisti russi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/09\/Cosmisti3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-316\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/09\/Cosmisti3-300x194.jpg\" alt=\"Cosmisti3\" width=\"300\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/09\/Cosmisti3-300x194.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/09\/Cosmisti3.jpg 615w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Pi\u00f9 che un territorio, la Russia \u00e8 una <em>visione del mondo<\/em>, la corrispondenza formulata da Nikolaj Aleksandrovi\u010d Berdjaev tra <strong>geografia fisica e geografia spirituale<\/strong>, la vittoria dell\u2019immensit\u00e0, della vaghezza e dell\u2019imponenza, Giano bifronte tra un paganesimo dionisiaco e l\u2019ortodossia. La Russia \u00e8 un mistero custodito nei monasteri e nei deserti notturni, \u00e8 l\u2019enigma stesso di questa congiunzione, che si riverbera a livello antropologico cos\u00ec come politico-sociale. Da un lato, scriveva Berdjaev, \u00abdispotismo e ipertrofia dello Stato, dall\u2019altro anarchismo e sregolatezza; da una parte crudelt\u00e0 e inclinazione alla violenza, dall\u2019altra benevolenza e umanit\u00e0; da una parte <strong>individualismo<\/strong> e consapevolezza elevata della personalit\u00e0, dall\u2019altra <strong>collettivismo impersonale<\/strong>; da un lato nazionalismo ed elogio dell\u2019individuo, dall\u2019altra universalismo e ideale dell\u2019<strong>uomo universale<\/strong>; da una parte spirito religioso <strong>escatologico<\/strong> e <strong>messianico<\/strong>, dall\u2019altra una devozione che si esprime nell\u2019esteriorit\u00e0; da un lato la ricerca di Dio, dall\u2019altro un ateismo militante; <strong>da un lato schiavit\u00f9, dall\u2019altro rivolta<\/strong>\u00bb. Ad ogni modo, conclude il filosofo, \u00abla Russia non \u00e8 mai stata borghese\u00bb.<\/p>\n<p>Fu da una geografia spirituale di questo tipo che nacquero i protagonisti di questa storia, poco conosciuta in Italia. A loro \u00e8 dedicato il volume di <strong>George M. Young <\/strong>appena uscito per <strong>Tre Editori<\/strong> nella traduzione \u2013 magistrale \u2013 di Alessandro Zabini. <strong><em>I cosmisti russi<\/em><\/strong> \u00e8 dedicato ai vari esponenti (eterogenei in maniera disarmante) di una temperie culturale unica nel suo genere. Qualche esempio: \u00abNikolaj F\u00ebdorov, bibliotecario eccentrico e pensatore religioso; Vladimir Solov\u2019\u00ebv, poeta mistico e filosofo idealista; Nikolaj Umov, fisico e conferenziere leggendario; Konstantin Ciolkovskij, pioniere del volo spaziale e scrittore teosofico; Vladimir Vernadskij, geochimico\u00bb. E poi Florenskij e Berdjaev, filosofi e mistici, cosmonauti e asceti, dagli esponenti della filosofia russa ottocentesca all\u2019\u00e9lite degli scienziati sovietici.<\/p>\n<p>A unirli \u00e8 il <em>cosmismo<\/em>, un atteggiamento pi\u00f9 che una corrente vera e propria, un crocevia di esperienze e ricerche che spaziano <strong>dal futurismo esoterico al pragmatismo trascendentale<\/strong>, dal realismo magico al materialismo idealistico, dall\u2019umanesimo al <strong>transumanesimo<\/strong>. Ossimori, si dir\u00e0. Ma solo per noi: il cosmismo \u00e8 il miracolo di una sintesi che l\u2019Occidente conobbe per l\u2019ultima volta nel Rinascimento (successivamente fu resuscitata da personalit\u00e0 isolate, le cui vite attendono ancora di essere raccolte in un\u2019unica <strong>enciclopedia del <em>realismo magico<\/em><\/strong>) ma che in Russia ha fatto scuola per pi\u00f9 di due secoli, continuando a ossessionare i contemporanei. I cosmisti non sono realt\u00e0 di ieri ma esistono tutt\u2019ora, costituendo forse il miglior distillato dello spirito russo, un antidoto eurasiatico all\u2019occidentalizzazione mondiale e alla colonizzazione atlantista delle coscienze.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>Dio divenne uomo affinch\u00e9 l\u2019uomo potesse diventare Dio<\/strong>\u00bb recita un antico adagio: \u00e8 forse la quintessenza della prospettiva cosmista. Superomismo allo stato puro, ma anzitutto <em>superomismo<\/em> <em>magico<\/em>. \u00c8 l\u2019idea che la materia non possa prescindere dallo spirito e viceversa: se il progresso prescinde dallo sviluppo spirituale conduce a disastri, laddove la sola spiritualit\u00e0 svincolata da elementi pratici genera un\u2019alienazione senza pari. <strong>Realismo e magia<\/strong>, <strong>tecnica ed esoterismo<\/strong>, insomma: il cosmismo fu il tentativo <strong>archeofuturista<\/strong> di riunire gli opposti, in vista dell\u2019ampliamento dei confini dell\u2019essere umano, fino alle stelle.<\/p>\n<p>Un tentativo all\u2019insegna della <em>pratica<\/em>. Se la modernit\u00e0 ha coltivato un divario incolmabile tra teoria e pratica, scienze dello spirito e scienze della materia, nel pensiero cosmista la portata di ogni scoperta \u00e8 misurata dalla trasformazione \u2013 non solo materiale, ovviamente \u2013 che \u00e8 in grado di propiziare. Ogni <em>-logia<\/em> deve diventare <em>-urgia<\/em>, ogni disciplina astratta una via di liberazione, secondo un\u2019ottica <em>totale<\/em> che prescrive la mobilitazione di tutte le discipline, dalla tecnica all\u2019arte, per realizzare la <strong>trasmutazione del S\u00e9<\/strong> un tempo tentata dall\u2019esoterismo operativo. Basilare (come ovunque nell\u2019esoterismo occidentale, secondo la celebre tesi di Antoine Faivre) \u00e8 la connessione analogica tra alto e basso, <strong>microcosmo e macrocosmo<\/strong>. Conoscendo i legami simpatetici che legano ogni ente al tutto \u00e8 possibile manipolare la natura (<em>vincolarla<\/em>, come scrisse Giordano Bruno nel <strong><em>De vinculis in genere<\/em><\/strong>), trasformando l\u2019operatore in <em>pi\u00f9-che-uomo<\/em>.<\/p>\n<p>Solo cos\u00ec ha luogo l\u2019espansione integrale cui \u00e8 chiamata l\u2019umanit\u00e0. Un\u2019espansione <em>materiale<\/em>, nelle profondit\u00e0 del cosmo, e <em>spirituale<\/em>, vale a dire la costruzione ermetica della propria personalit\u00e0. A differenza dell\u2019individuo moderno, chiuso in s\u00e9 stesso, l\u2019uomo cosmista si trascende: <strong><em>individualmente<\/em><\/strong>, riunendo tutte le proprie antinomie interiori; <strong><em>socialmente<\/em><\/strong>, coltivando quelle relazioni, verticali e orizzontali, che vanno a costituire il tessuto sociale, smembrato dall\u2019individualismo e dall\u2019utilitarismo capitalista; <strong><em>cosmicamente<\/em><\/strong>, infine, ricongiungendosi con l\u2019universo, operando una profonda rivoluzione copernicana nelle coscienze (ragion per cui la cosmonautica sar\u00e0 naturale sviluppo del pensiero cosmista). Se la nostra, come diceva <strong>J. R. R. Tolkien<\/strong>, \u00e8 \u00ab<strong>un\u2019era di mezzi migliori per fini peggiori<\/strong>\u00bb, allora occorre solamente mutare mentalit\u00e0, ricalibrare il tiro, restituendoci al cosmo e realizzando cos\u00ec la nostra pi\u00f9 intima essenza.<\/p>\n<p>Capostipite ideale di questa scuola fu <strong>Nikolaj F\u00ebdorovi\u010d F\u00ebdorov<\/strong> (1829-1903), che visse immerso nell\u2019ossessione della morte, nella totale incapacit\u00e0 di comprendere come la vita dovesse finire. Dedic\u00f2 tutte le sue energie a ideare procedimenti per sconfiggerla, fino a postulare addirittura la resurrezione dei morti come compito pi\u00f9 elevato dell\u2019umanit\u00e0 nuova. La resurrezione, nelle sue pagine, cess\u00f2 cos\u00ec di essere un dogma per diventare un problema scientifico, dal fondo tuttavia spirituale: se il cosmo soggiace alla decomposizione organica, scrisse F\u00ebdorov, spetta a noi agire in senso contrario, realizzando cos\u00ec la nostra natura divina. <em>Solve et coagula<\/em>. Un compito che dovrebbe ricongiungere Paesi ed eserciti, uniti contro la natura, madre spietata.<\/p>\n<p><strong>\u00abLa resurrezione\u00bb <\/strong>scrisse nella <em>Filosofia dell\u2019Opera comune<\/em>, il suo capolavoro,<strong> \u00absar\u00e0 opera non di un miracolo, ma di conoscenza e lavoro comune. Quel giorno atteso, quel giorno bramato nel corso delle \u00e8re, sar\u00e0 l\u2019ordine di Dio e l\u2019adempimento dell\u2019uomo.\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>Una missione universale non basata su idee democratiche n\u00e9 su ipotetiche Societ\u00e0 delle Nazioni ma condotta sotto l\u2019egida di <strong>un autocrate ortodosso russo<\/strong>, rappresentante di una religione la cui indiscussa superiorit\u00e0 deriverebbe dalla centralit\u00e0 della resurrezione in essa. Ma se il cristianesimo ortodosso colloca la risurrezione alla fine della storia, per F\u00ebdorov essa \u00e8 possibile <em>qui e ora<\/em>. Si realizza cos\u00ec il paradiso sulla terra \u2013 idea che in forma secolarizzata avrebbe caratterizzato il successivo marxismo, come messo a fuoco da una certa eretica filosofia della storia, e che spinse il filosofo Adriano Tilgher a scrivere:\u00a0<strong>\u00abNon si capisce nulla del pensiero di Marx se non lo<\/strong> <strong>si vede come una sintesi di natura essenzialmente religiosa e messianica\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/09\/Cosmisti1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-318\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/09\/Cosmisti1-207x300.jpg\" alt=\"Cosmisti1\" width=\"207\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/09\/Cosmisti1-207x300.jpg 207w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/09\/Cosmisti1.jpg 663w\" sizes=\"(max-width: 207px) 100vw, 207px\" \/><\/a>Ma Nikolaj F\u00ebdorovi\u010d F\u00ebdorov, sopra ogni cosa, comp\u00ec lo sforzo titanico di riunire scienza e spiritualit\u00e0, azione e contemplazione. I suoi successori si sarebbero fatti portavoce di una delle due istanze, declinandosi in cosmisti \u201creligiosi\u201d e \u201cscientifici\u201d, ma lui fu entrambe le cose. Quando <strong>Dostoevskij<\/strong> scopr\u00ec le sue idee, gli scrisse: \u00abPermettetemi di dire che in sostanza sono completamente d\u2019accordo. Le ho lette come se fossero mie\u00bb. E le inser\u00ec nei <strong><em>Fratelli Karamazov<\/em><\/strong>, capolavoro del gigantismo russo di cui sopra. \u00c8 su uno sfondo cosmista che si stagliano personaggi come il Raskol\u2019nikov di <strong><em>Delitto e castigo<\/em><\/strong> e i Karamazov, maestri del nietzschiano <em>nichilismo attivo<\/em>, titani e orfani di Dio sempre in procinto di crollare, avanguardie di un\u2019umanit\u00e0 futura. Fu Dostoevskij stesso a parlare di F\u00ebdorov a Solov\u2019\u00ebv, il quale si disse in linea con le idee del maestro cosmista. Idem per <strong>Tolstoj<\/strong>, che dichiar\u00f2: \u00abSe non avessi la mia stessa dottrina, diverrei seguace di quella di Nikolaj F\u00ebdorovi\u010d\u00bb. Una simpatia, tuttavia, null\u2019affatto corrisposta. Una volta, in biblioteca, vedendo i volumi ammassati Tolstoj esclam\u00f2: \u00abBisognerebbe bruciarli tutti!\u00bb. Stizzito, Nikolaj gli afferr\u00f2 la testa e sbrait\u00f2: \u00abHo incontrato molti stupidi a questo mondo, ma mai nessuno come voi!\u00bb.<\/p>\n<p>Aneddotica a parte, la <em>Filosofia dell\u2019Opera comune<\/em> (pubblicata postuma nel 1906-1913) rimane un grandioso sforzo di sintetizzare azione e contemplazione, <strong>Oriente e Occidente<\/strong>, Asia ed Europa, nonch\u00e9 esplicitazione del compito destinale russo, <strong>terzo volto di Giano <\/strong>da un punto di vista<strong> geopolitico e spirituale<\/strong>. Lo zar avrebbe ricoperto il ruolo, assegnatogli divinamente, di padre di tutti i popoli; Mosca sarebbe diventata la <strong>Terza \u2013 e ultima \u2013 Roma<\/strong>.<\/p>\n<p>Dal passato al presente, insomma, andata e ritorno. A questa diade Nikolaj aggiunse il futuro. Ma senza indulgere in nessun modo ai dogmi del progressismo ottocentesco:<\/p>\n<p><strong>\u00abSe la stagnazione \u00e8 morte e la regressione non \u00e8 paradiso, il progresso \u00e8 un autentico inferno.\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>E questo perch\u00e9 il reale progresso \u00e8 quello che unisce il lato destro e il lato sinistro del sapere, uomo e universo, micro e macro. Nulla a che vedere con il progresso materialista, il quale non pu\u00f2 attagliarsi alla complessit\u00e0 dell\u2019uomo, che appartiene simultaneamente a diversi piani dell\u2019essere ed \u00e8 l\u2019attore principale dell\u2019<strong><em>evoluzione attiva<\/em><\/strong>, principio che prescrive la partecipazione al destino del cosmo, nella persuasione che la razza umana non costituisca l\u2019apice dell\u2019evoluzione ma che, al contrario, si situi su un asse che \u00e8 nostro compito percorrere, ascendendo.<\/p>\n<p>Lo stesso asse su cui si colloca la fusione di razionalit\u00e0 e misticismo che \u00e8 l\u2019apice della realizzazione umana secondo <strong>Vladimir Sergeevi\u010d Solov\u2019\u00ebv<\/strong>, cosmista diurno e notturno che tent\u00f2 di trasformare le idee di F\u00ebdorov in un compiuto sistema metafisico. Una realizzazione <em>ultra-umana<\/em>, che abbraccia la religiosit\u00e0 senza esaurirvisi e trasforma l\u2019uomo e il mondo, inaugurando una nuova era terrestre. Questa sintesi ultima \u00e8 basata sulla \u00abattivit\u00e0 congiunta della vita e dell\u2019umanit\u00e0 per la trasformazione di quest\u2019ultima da carnale, o naturale, a spirituale e divina. Nella sua intera struttura, il mondo riunito sar\u00e0 una immagine completa, verosimigliante del Dio Trino\u00bb. Scopo ultimo del rinnovamento \u00e8 l\u2019unione con il Cristo immortale, qui inteso come l\u2019<em>uomo trascendentale <\/em>di cui ha parlato <strong>Ren\u00e9 Gu\u00e9non<\/strong>, che commuta <em>tutte<\/em> le proprie potenzialit\u00e0 in attualit\u00e0, situandosi al centro della croce, o l\u2019<em>uomo eterno <\/em>a cui <strong>Jacques Bergier<\/strong> e <strong>Louis Pauwels<\/strong> hanno dedicato l\u2019omonimo studio.<\/p>\n<p>Allo zenit spirituale del cosmismo brilla la stella di <strong>Pavel Aleksandrovi\u010d Florenskij<\/strong>, il \u00abLeonardo russo\u00bb, ambizioso fautore, come scrive George M. Young, di \u00abuna visione globale del mondo che conciliasse scienza, religione e arte, ragione e fede, tradizione ortodossa e taumaturgia avveniristica\u00bb. Florenskij amava la <strong>matematica<\/strong>, con cui si sarebbe potuta costituire una nuova mistica all\u2019altezza dei tempi. Arruolato in vari progetti sovietici, rimase fino alla fine dei suoi giorni innamorato del Medioevo russo. Era affascinato in particolare dalle <strong>icone<\/strong> (\u00abteologia illustrata\u00bb, nella magnifica definizione del principe Eugene Trubetskoy), che vedeva come <strong>portali spalancati sull\u2019Altrove<\/strong>, modelli appartenenti alla realt\u00e0 divina e a quella umana, mezzi per la verticalizzazione dell\u2019esistenza, per la trasfigurazione della carne in spirito. Ma lui stesso era vivente finestra tra due mondi. Se Philip K. Dick aveva dichiarato di possedere un alter ego vissuto ai tempi di San Paolo, Florenskij ne aveva due o tre, in giro per la storia e i piani dell\u2019essere. Un uomo irriducibile a un solo piano della realt\u00e0, che partecip\u00f2 a varie iniziative sovietiche, come gi\u00e0 detto, mantenendo al contempo un perenne distacco interiore:<\/p>\n<p><strong>\u00abSembrava osservare il bolscevismo da un\u2019altezza mistica, come fosse una fase necessaria del progetto.\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>Una fase che un bel giorno decise di fare a meno di lui, giustiziandolo nei pressi di Leningrado l\u20198 dicembre 1937.<\/p>\n<p>Affine a Florenskij, un altro gigante del pensiero cosmista fu il travagliato <strong>Berdjaev<\/strong>, che rinneg\u00f2 il proprio retaggio aristocratico per diventare marxista, rifiut\u00f2 il marxismo per diventare cristiano e smise di essere cristiano per \u00ababbracciare una futura vita cristiana attiva basata sulla libert\u00e0 e sulla facolt\u00e0 creatrice\u00bb. In lui l\u2019<em>Homo mysticus <\/em>ebbe la meglio sull\u2019<em>Homo religiosus<\/em>, come scrive Young. Fu tra l\u2019altro lui a dividere la storia umana in tre epoche: della Legge (Vecchio Testamento), della Redenzione (Nuovo Testamento) e una terza che avrebbe realizzato le premesse delle precedenti. Una tripartizione molto antica, in realt\u00e0, ma che in Berdjaev assume tratti specifici. \u00c8 infatti l\u2019ultima epoca che vedr\u00e0 il trionfo della <em>facolt\u00e0 creatrice<\/em>. Una facolt\u00e0 ben diversa da quella che pervade ovunque la mentalit\u00e0 moderna, preda di pruriti ideologici e di un\u2019ossessione dell\u2019autorialit\u00e0 senza pari. Irriducibile a ogni categorizzazione estetica, letteraria o materiale, l\u2019atto creativo \u00e8 anzitutto ontologico:<\/p>\n<p><strong>\u00abCreer\u00e0 nuovi esseri anzich\u00e9 valori culturali, continuer\u00e0 la creazione, riveler\u00e0 l\u2019aspetto della natura umana al Creatore. La letteratura sar\u00e0 di nuovo essere. L\u2019arte sar\u00e0 trasformata in teurgia, la filosofia in teosofia, la societ\u00e0 in teocrazia.\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>Questa la facolt\u00e0 che restituir\u00e0 all\u2019uomo la propria grandezza, perduta quando l\u2019Eternit\u00e0 decise di tuffarsi nella Storia. \u00c8 una soteriologia immanente al processo storico e non relegata alla fine dei tempi. Un\u2019escatologia realizzabile qui e ora.<\/p>\n<p>Dopo la morte di F\u00ebdorov, furono tre le generazioni d\u2019intellettuali che scelsero di raccoglierne il testimone: la prima agli inizi del XX secolo; la seconda nei primi anni Venti; infine, una terza dopo gli anni Ottanta, tutt\u2019ora attiva. Come gi\u00e0 accennato, vi furono cosmisti \u201creligiosi\u201d e \u201cscientifici\u201d. In epoca sovietica i primi ebbero un rapporto difficile con il potere. Molti furono imbarcati sulla cosiddetta \u201c<strong>nave dei filosofi<\/strong>\u201d, che nel 1922 li esili\u00f2 permanentemente, altri scelsero di rimanere e furono perseguitati, censurati o liquidati <em>tout court<\/em>. Se i cosmisti \u201creligiosi\u201d dovettero attendere il disfacimento dell\u2019Urss per riemergere, i cosmisti \u201cscientifici\u201d non furono invece riconosciuti come \u201cnemici del popolo\u201d, poich\u00e9 i loro studi, in qualche modo, \u201cfunzionavano\u201d praticamente. Anzi, si trovarono addirittura a collaborare con il potere, che d\u2019altra parte si profuse in piroette ideologiche per negare quali fossero le radici di quelle conquiste tecniche. L\u2019<strong>Urss<\/strong>, insomma, si ferm\u00f2 ai frutti del loro sapere, senza giungere alle radici. Le quali erano, tanto per cambiare, metafisiche.<\/p>\n<p>Furono in effetti molti i cosmisti che declinarono le idee di F\u00ebdorov nei domini delle scienze applicate.<\/p>\n<p><strong>Sergej Nikolaevi\u010d Bulgakov<\/strong>, ad esempio, prov\u00f2 a trasformare l\u2019economia in scienza spirituale, inserendosi tra i molti economisti eretici che non sarebbe sconsigliabile rileggere oggi, nel bel mezzo del naufragio del capitale. Spregiatore del denaro (sulla scorta dello stesso F\u00ebdorov, ossessionato dall\u2019idea di morire con qualche spicciolo in tasca), Bulgakov propose <strong>un paradigma alternativo a marxismo e capitalismo<\/strong>, rei ai suoi occhi di aver spersonalizzato l\u2019umanit\u00e0. Osannato all\u2019ombra dei due blocchi, Stella rossa e Stella bianca, il lavoro non era per lui una semplice attivit\u00e0 pratica, ma una forza cosmogonica capace di creare mondi (una visione simile a quella di <strong>Ernst J\u00fcnger<\/strong>, che in molti equivocarono, tra cui Oswald Spengler e Carl Schmitt) e soprattutto rimarginare la ferita da cui ha avuto inizio la storia, emendando la cacciata dall\u2019Eden.<\/p>\n<p>Ma uno degli esempi pi\u00f9 luminosi \u00e8 certamente <strong>Konstantin \u0116duardovi\u010d Ciolkovskij<\/strong>, padre della cosmonautica innamorato di <strong>Jules Verne<\/strong> e a sua volta autore di romanzi fantascientifici. Ciolkovskij realizz\u00f2 un\u2019infinit\u00e0 di modelli di razzi spaziali e stese importanti relazioni che contribuirono alla realizzazione dello Sputnik 1. \u00ab<strong>L\u2019eccentrico di Kaluga, che nel percorrere in bicicletta i sentieri polverosi dei villaggi aveva progettato spedizioni interplanetarie<\/strong>\u00bb, divenne eroe nazionale sotto l\u2019Unione Sovietica, che si serv\u00ec di lui nella stessa misura in cui lui stesso sfrutt\u00f2 l\u2019Urss. Affascinato da <strong>scienza<\/strong>, <strong>gnosi<\/strong> e <strong>teosofia<\/strong>, oggetto di culto tra gli adepti della New Age, aveva una personalissima visione del cosmo. Un cosmo vivente e dotato d\u2019intelligenza, secondo diverse gradazioni e gerarchie: se nelle realt\u00e0 inferiori la materia ha la meglio sullo spirito, ascendendo la scala universale \u00e8 lo spirito a orientarla. All\u2019apice, lo spirito fuoriesce dalla materia, fondendosi ai raggi di energia cosmica. Ecco il retroscena magico di questo singolarissimo scienziato, volutamente taciuto dai suoi committenti: se progett\u00f2 razzi spaziali era perch\u00e9 credeva che l\u2019apice della realizzazione cosmica non si trovasse sulla Terra.<\/p>\n<p>Per poi non parlare di <strong>Vladimir Ivanovi\u010d Vernadskij<\/strong>, che si pose l\u2019arduo compito di guidare l\u2019umanit\u00e0 dalla <em>biosfera<\/em> alla <strong><em>noosfera<\/em><\/strong>. Persuaso che non vi fosse contraddizione alcuna tra scienza e spiritualit\u00e0, in un periodo in cui le accademie erano spesso ostaggio dell\u2019ideologia si batt\u00e9 per la libert\u00e0 della ricerca. E, in base ai principi della sua visione metapolitica, non ebbe alcuna difficolt\u00e0 a giudicare innaturali e contro natura tanto il <strong>bolscevismo<\/strong>, nel suo ossequio forzato dei popoli e lo sprezzo delle persone colte, quanto il <strong>nazionalsocialismo<\/strong>, con la sua aberrante dottrina della razza.<\/p>\n<p>Sotto il comunismo queste correnti s\u2019inabissarono, ma solo apparentemente, come documentato da Francesco Dimitri nel suo (purtroppo introvabile) <strong><em>Comunismo magico<\/em><\/strong>. Oggi sappiamo che <em>tutti<\/em> i totalitarismi del XX secolo ebbero un retroscena esoterico. Ebbene, il comunismo non fece eccezione, si dimostr\u00f2 una realt\u00e0 pi\u00f9 ambigua di quanto non apparisse in superficie, se \u00e8 vero, come racconta Young, che <strong>Ejzenstejn<\/strong> era vicino a idee rosacrociane e dirigeva \u00abuna \u201ccerchia gnostica\u201d di adepti, tutti prestigiosi esponenti della cinematografia e delle arti visive sovietiche\u00bb. E che, anche se \u00abdedic\u00f2 non poche delle sue energie a tentare di sradicare ogni \u201csuperstizione\u201d, come egli stesso definiva la religione, <strong>Stalin<\/strong> era un uomo estremamente superstizioso secondo <strong>Dmitrij \u0160ostakovi\u010d<\/strong>\u00bb. Anche perch\u00e9 era un ex seminarista.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>Quando il materialismo impera, risorge la magia<\/strong>\u00bb scrisse Huysmans. Ed ecco che l\u2019<em>immortalismo <\/em>propugnato dai cosmisti si trasforma in <em>teurgia prometeica<\/em>. Quella dei cercatori di Dio riunitisi intorno a <strong>Dmitrij Sergeevi\u010d Mere\u017ekovskij<\/strong>, ad esempio, ansiosi di creare un nuovo Eden sulla Terra, esploratori di discipline disparate tra cui le matematiche non euclidee e la psicologia del profondo, la fisica subatomica e la metafisica di Ouspensky, antropologia e linguistica\u2026 Una sintesi che produsse risultati inaspettati e la cui originalit\u00e0 attende ancora di essere studiata da un punto di vista scientifico.<\/p>\n<p>\u00c8 sempre la sintesi tra realismo e magia a farsi sentire in queste correnti, che giunsero a influenzare l\u2019opera futurista-suprematista-cosmista di Aleksej Kru\u010denych <strong><em>La vittoria sul Sole<\/em><\/strong> o il <strong><em>Mysterium<\/em><\/strong> di <strong>Skrjabin<\/strong>, wagneriana opera d\u2019arte che, come racconta Young, avrebbe dovuto essere eseguita<\/p>\n<p><strong>\u00abai piedi dell\u2019Himalaya, senza spettatori, esclusivamente con partecipanti, nel corso di sette giorni, in un crescendo cosmico che si sarebbe concluso con la fine del mondo e della razza umana, seguita dall\u2019avvento di una specie sovrumana superiore.\u00bb<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/09\/Cosmisti2_Roerich.gif\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-317\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/09\/Cosmisti2_Roerich-300x193.gif\" alt=\"Cosmisti2_Roerich\" width=\"300\" height=\"193\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/09\/Cosmisti2_Roerich-300x193.gif 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/09\/Cosmisti2_Roerich-1024x658.gif 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Sempre cosmista fu <strong>Aleksandr Bogdanov<\/strong>, rivale di Lenin prima della rivoluzione e autore nel 1908 del romanzo <strong><em>La stella rossa<\/em><\/strong>. Ben prima dei fascisti di Corrado Guzzanti, uno scienziato sovietico si reca su Marte, trovandovi una societ\u00e0 utopistica, egualitaria e armoniosa. Oltre a prolifico scrittore di fantascienza, Bogdanov fu autore del monumentale <em>Tektology<\/em>, pubblicato in tre volumi che finirono per anticipare l\u2019analisi di sistema e la cibernetica. Tutti questi autori erano convinti che la storia dell\u2019umanit\u00e0 si articolasse in tre fasi successive: <strong><em>tellurica<\/em><\/strong>, limitata al nostro pianeta; <strong><em>solare<\/em><\/strong>, estesa al sistema che include la Terra; <strong><em>siderale<\/em><\/strong>, ampliata a tutto l\u2019universo. E concepirono la sfida all\u2019Ignoto come un processo ascendente da realizzarsi attraverso la scienza e la tecnica, ma anche la disciplina ascetica. Un messaggio di origine intimamente russa, ma provvisto di elementi universali.<\/p>\n<p>Ma la galleria di ritratti de <em>I cosmisti russi<\/em> \u00e8 anzitutto un inno all\u2019immaginazione creatrice, che testimonia l\u2019esistenza di momenti in cui <strong>il reale e il fantastico <\/strong>cessano di essere antitetici, convolando a nozze e generando esperienze estatiche che infrangono <strong>le barriere della nostra prigione euclidea<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>La magia non \u00e8 scienza del passato. \u00c8 scienza del futuro<\/strong>\u00bb ha scritto a ragione Colin Wilson. Parole su cui occorre meditare ripercorrendo le vicende di questi singolari autori, che videro nel materialismo e nella spiritualit\u00e0 due momenti da sintetizzare, <strong>realisti magici in viaggio verso un cosmo interiore<\/strong>. Quel cosmo che attende l\u2019umanit\u00e0 futura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Pi\u00f9 che un territorio, la Russia \u00e8 una visione del mondo, la corrispondenza formulata da Nikolaj Aleksandrovi\u010d Berdjaev tra geografia fisica e geografia spirituale, la vittoria dell\u2019immensit\u00e0, della vaghezza e dell\u2019imponenza, Giano bifronte tra un paganesimo dionisiaco e l\u2019ortodossia. La Russia \u00e8 un mistero custodito nei monasteri e nei deserti notturni, \u00e8 l\u2019enigma stesso di questa congiunzione, che si riverbera a livello antropologico cos\u00ec come politico-sociale. Da un lato, scriveva Berdjaev, \u00abdispotismo e ipertrofia dello Stato, dall\u2019altro anarchismo e sregolatezza; da una parte crudelt\u00e0 e inclinazione alla violenza, dall\u2019altra benevolenza e umanit\u00e0; da una parte individualismo e consapevolezza elevata della [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2017\/09\/13\/il-futurismo-esoterico-dei-cosmisti-russi\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1084,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[191088,10813,64,8992],"tags":[191246,266133,7614,191241,266909,80233,266512,191243],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/315"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1084"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=315"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/315\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":319,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/315\/revisions\/319"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=315"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=315"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=315"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}