{"id":346,"date":"2017-10-25T09:45:21","date_gmt":"2017-10-25T07:45:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/?p=346"},"modified":"2017-10-24T19:59:35","modified_gmt":"2017-10-24T17:59:35","slug":"colin-wilson-jacques-bergier-ovvero-la-congiura-della-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2017\/10\/25\/colin-wilson-jacques-bergier-ovvero-la-congiura-della-storia\/","title":{"rendered":"Colin Wilson &amp; Jacques Bergier. Ovvero, la congiura della Storia"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/10\/Wilson1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-347\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/10\/Wilson1-193x300.jpeg\" alt=\"Wilson1\" width=\"193\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/10\/Wilson1-193x300.jpeg 193w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/10\/Wilson1-660x1024.jpeg 660w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/10\/Wilson1.jpeg 1400w\" sizes=\"(max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/><\/a>\u00abLa nostra civilt\u00e0, <em>come ogni civilt\u00e0<\/em>, \u00e8 una congiura. Una miriade di minuscole divinit\u00e0 storna i nostri sguardi dal volto fantastico della realt\u00e0\u00bb.<\/strong> Cos\u00ec si apre <strong><em>L\u2019uomo eterno<\/em><\/strong> di Pauwels e Bergier, primo (e, di fatto, unico) di cinque volumi dedicati a una riforma dell\u2019uomo moderno. Sono tesi assai simili a quelle del romanzo <em>I parassiti della mente<\/em> di <strong>Colin Wilson<\/strong>, uscito nel 1977 per Fanucci e tornato in libreria \u2013 anzi, in edicola \u2013 in <strong>\u00abUrania collezione\u00bb<\/strong> pochi giorni fa, nella magistrale traduzione di Roberta Rambelli; una storia complicata e affascinante con al centro la \u00abtrappola della storia\u00bb, l\u2019idea che quest\u2019ultima sia determinata da fattori ben pi\u00f9 articolati di quelli che le nostre piccole menti razionaliste possono comprendere. Il libro era uscito in lingua originale nel 1976, esattamente vent\u2019anni dopo l\u2019opera pi\u00f9 famosa dello scrittore britannico, <em>The Outsider<\/em> (anch\u2019esso da poco in libreria grazie all\u2019impegno della casa editrice <strong>Atlantide<\/strong>, di Simone Caltabellota). <strong><em>The Outsider<\/em> <\/strong>\u00e8 una galleria di eccentrici, una collazione di personaggi sempre in anticipo sui tempi (o, meglio, <em>contemporanei<\/em> in un mondo indietro di uno o due secoli), interpreti del proprio tempo liberi da anestesie sociali o politiche. Ecco cosa un\u00ec un Nietzsche e un Dostoevskij, un Van Gogh e un Hemingway: l\u2019<em>outsider<\/em> di Colin Wilson \u00e8 tanto malato quanto il mondo circostante, ma a differenza dei contemporanei sa di esserlo. Il che, spesso, gli d\u00e0 parecchie noie. In un\u2019epoca che livella ogni difformit\u00e0, riducendo lo slancio geniale ai miasmi dello psicologismo o alle pastoie delle sociologie, questi personaggi non si arresero, e pagarono cara la fedelt\u00e0 al proprio destino. \u00c8 cos\u00ec, scrive Wilson, che si possono comprendere gli esiti tragici delle biografie di questi irregolari, da Shelley e Keats, da Poe a Beddoes, da H\u00f6lderlin a Hoffmann, fino a Schiller, Kleist, Lautr\u00e9amont\u2026<\/p>\n<p>E qui arriviamo a <strong><em>I parassiti della mente<\/em><\/strong>, romanzo scritto sotto l\u2019ascendente di <strong>H. P. Lovecraft<\/strong> (tra l\u2019altro, fu August Derleth in persona, amico del Solitario di Providence e fondatore della storica Arkham House, a suggerire a Colin Wilson di cimentarsi nella narrativa) e tutto concentrato su un anno alquanto bizzarro: il 1800. A partire dal XIX secolo si verifica un singolare cambiamento nella razza umana. Nasce l\u2019<em>uomo romantico<\/em>, col suo afflato sovraumano verso un\u2019esistenza superiore. Un tipo che sarebbe stato guardato con sospetto in altri momenti della storia: i Romantici <strong>\u00absono come i marinai greci che udivano il canto delle sirene, e preferivano gettarsi tra i flutti piuttosto che tornare al mondo scialbo dell\u2019esistenza quotidiana\u00bb<\/strong>. Avendo sperimentato fugaci squarci d\u2019assoluto, si dimostravano incapaci di far ritorno tra gli uomini, cui lasciavano la noiosa incombenza di stare coi piedi per terra. <strong>\u00abQuanto al vivere, ci penseranno i nostri servitori\u00bb<\/strong> fa dire Villiers de l\u2019Isle-Adam a uno dei suoi personaggi. Ben pi\u00f9 del noto <em>Albatros<\/em> baudelairiano, \u00e8 lui a incarnare lo spirito di un\u2019epoca che si volle superiore al presente, alla Storia.<\/p>\n<p><strong>E il XIX secolo si vendic\u00f2, condannando il genio <\/strong>(che, secondo Wilson, ammonta allo 0,5% della popolazione) <strong>all\u2019isolamento<\/strong>. Ma perch\u00e9, tutt\u2019a un tratto, la poesia, l\u2019arte e la scienza cessano di dialogare con la civilt\u00e0? Perch\u00e9 non si pu\u00f2 operare per l\u2019umanit\u00e0 che nella solitudine dei laboratori, tra l\u2019incomprensione dei pi\u00f9? \u00c8 proprio qui che l\u2019<em>outsider<\/em> si addentra nei domini dei <em>parassiti della mente<\/em>. I quali, scrive Wilson, dall\u2019Ottocento infestano la psicologia occidentale, opponendosi al suo sviluppo, propagando ovunque ansie e depressioni. <strong>Un endemico vampirismo psichico che ha colto una civilt\u00e0 intera.<\/strong><\/p>\n<p>Un tempo, anche se non sempre ne era cosciente, l\u2019uomo possedeva la forza per scacciarli. Non che prima della modernit\u00e0 le cose andassero benissimo: sennonch\u00e9, a fronte delle tragedie della Storia, \u00abl\u2019ottimismo dell\u2019uomo e il suo potere di autorinnovamento erano cos\u00ec enormi che il caos lo stimolava a nuove imprese\u00bb. Successivamente, tuttavia, qualcosa sembra cambiare: <strong>\u00abCi troviamo in un\u2019era di tenebra, in cui gli uomini di genio non creano pi\u00f9 come divinit\u00e0. Sembrano invece lottare nella stretta di una piovra invisibile. Incomincia il secolo dei suicidi, l\u2019era della disfatta e delle nevrosi\u00bb<\/strong>. Per quale ragione \u00e8 venuta meno la facolt\u00e0 di autorinnovamento del genere umano? Proprio per questi vampiri della mente, che Wilson chiama <em>tsathogguani<\/em> (omaggio a <strong>Clark Ashton Smith<\/strong>, amico e corrispondente di Lovecraft nonch\u00e9 inventore dell\u2019oscura divinit\u00e0 <em>Tsathoggua<\/em>, che entr\u00f2 a far parte del panteon dei <strong><em>Miti di Cthulhu<\/em><\/strong>), i quali colpiscono tutti, ma soprattutto gli uomini di genio, che potrebbero condurre l\u2019umanit\u00e0 a un miglioramento repentino. Sotto il loro giogo, la storia diventa un ininterrotto incubo collettivo: <strong>\u00abNella storia dell\u2019arte e della letteratura, a partire dal 1780, noi vediamo i risultati della battaglia contro i vampiri della mente. Gli artisti che si rifiutavano di predicare il vangelo del pessimismo e della svalutazione della vita venivano annientati\u00bb<\/strong>. Un autentico cancro cerebrale ha bloccato lo sviluppo spirituale dell\u2019uomo, spingendo il progresso in una direzione esclusivamente materiale. E nel \u201cmigliore dei mondi possibili\u201d l\u2019uomo \u00e8 divorato dalle ansie, dal \u201c<strong>disagio della civilt\u00e0<\/strong>\u201d di freudiana memoria.<\/p>\n<p>Anche perch\u00e9 il raggio di azione di questi esseri (ad onta di quanto propagandato da certo complottismo) non \u00e8 di natura socio-politica ma <em>interiore<\/em>: <strong>assediano la roccaforte del nostro Io<\/strong>, che non \u00e8 chiuso in se stesso ma aperto verso l\u2019alto e il basso, ci dice Wilson, ripetendo una sapienza comune a tradizioni assai eterogenee. Nulla di strano, insomma, non fosse per il fatto che a partire dall\u2019Ottocento \u00abl\u2019io inferiore dell\u2019uomo sembra ricevere un sostegno artificiale dall\u2019esterno\u00bb. E questo sostegno non si elimina con mezzi materiali, ma tramite un rinnovamento interiore. I romantici del XIX secolo affermavano a ragion veduta che gli uomini sono simili a d\u00e8i e dispongono di forze che normalmente ignorano. Ed essere simili agli d\u00e8i significa dominare le circostanze, senza esserne schiavi. Ebbene, se l\u2019uomo se ne liberasse per un solo istante, <strong>\u00absi renderebbe conto all\u2019improvviso di avere poteri interiori al cui confronto la bomba all\u2019idrogeno fa la figura di una candela\u00bb<\/strong>. Diventerebbe <strong>\u00abun abitatore del mondo della mente, cos\u00ec come ora \u00e8 un abitatore della Terra\u00bb<\/strong>, navigherebbe nei propri domini interiori come gli antichi esploratori si gettavano a capofitto in territori sconosciuti, <strong>\u00abscoprirebbe di avere molti \u201cio\u201d e comprenderebbe che i suoi \u201cio\u201d superiori sono ci\u00f2 che i suoi antenati avrebbero chiamato divinit\u00e0\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>Una prospettiva grandiosa, bench\u00e9 non priva di tratti chiaroscurali. Come sembrano adombrare queste pagine, siamo davvero certi che l\u2019umanit\u00e0 sia pronta a compiere questo balzo in avanti? In caso negativo, l\u2019azione dei parassiti potrebbe essere addirittura salvifica, mantenendo in essere la finzione della civilt\u00e0. <strong>\u00abLa civilt\u00e0 \u00e8 una congiura\u00bb, \u00abla storia \u00e8 una trappola\u00bb<\/strong>: d\u2019accordo, ma quanti saprebbero <em>metabolizzare<\/em> tale conoscenza?<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/10\/Bergier_Thule.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-348\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/10\/Bergier_Thule-300x257.jpg\" alt=\"Bergier_Thule\" width=\"300\" height=\"257\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/10\/Bergier_Thule-300x257.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2017\/10\/Bergier_Thule.jpg 457w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Quando, nel 2000, scrisse <strong><em>Il grande libro dei misteri irrisolti<\/em><\/strong>, imponente atlante dell\u2019Immaginario, Colin Wilson si rifece dichiaratamente alle idee di <strong>Jacques Bergier<\/strong> relative alla nascita e al declino delle antiche civilt\u00e0. Esse si sarebbero estinte avendo sviluppato una tecnologia elevatissima, che si sarebbe poi ritorta contro di loro. Un\u2019idea dal valore epistemologico zoppicante ma dalla straordinaria portata etica che Bergier aveva\u00a0approfondito in un altro studio, <strong><em>I libri maledetti<\/em><\/strong>. I protagonisti del saggio sono i sinistri <strong>Uomini in Nero<\/strong>, che dagli inizi della storia \u2013 e non dalla modernit\u00e0, come i <em>tsathogguani<\/em> di Wilson \u2013 intervengono appena l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 in procinto di compiere un salto evolutivo. Anch\u2019essi, come i vampiri psicologici wilsoniani, sono avversi a geni e visionari. La loro setta, tanto per fare qualche esempio, sta dietro al saccheggio della biblioteca di Alessandria e all\u2019Inquisizione, alle iconoclastie di tutti i tempi e al rogo del \u201cmago\u201d <strong>Giordano Bruno<\/strong> (in cui qualche buontempone continua a vedere un martire del \u201cprogresso della scienza\u201d), ai fal\u00f2 nazisti dei libri e alle censure sovietiche, al fato che colse nel corso dei secoli i possessori del famoso Libro di Toth e alla distruzione della leggendaria <strong><em>Steganografia<\/em><\/strong> dell\u2019abbate <strong>Tritemio<\/strong> (sembra che lo storico delle religioni <strong>Ioan Petru Culianu<\/strong> ci stesse lavorando, nei giorni prima del suo efferato omicidio, per mano tuttora ignota, nei bagni dell\u2019Universit\u00e0 di Chicago\u2026).<\/p>\n<p>Vi sono cose che non dovrebbero essere conosciute e il compito degli Uomini in Nero sarebbe d\u2019interdire all\u2019umanit\u00e0 di correre verso la propria distruzione. \u00c8 interessante notare come quest\u2019idea abbia attraversato letterature di ogni latitudine e longitudine, dal <strong><em>Grande Inquisitore<\/em><\/strong> raccontato da Ivan <strong>Karamazov<\/strong> a suo fratello Aleksej ai <strong>Nove Ignoti<\/strong> dell\u2019omonimo romanzo di Talbot Mundy (uscito a puntate sulla rivista \u00abAdventure\u00bb nel 1923), membri di una setta creata nel I secolo a. C. dall\u2019imperatore Ashoka, guardiani di un sapere raccolto in nove libri che risulterebbe nocivo all\u2019umanit\u00e0 se cadesse nelle mani sbagliate. Sino a giungere alla letteratura \u2013 pi\u00f9 specifica \u2013 dedicata al Re del Mondo e affini (<strong>Gu\u00e9non, Ossendowski, Saint-Yves d\u2019Alveydre, Bulwer-Lytton<\/strong> e via dicendo). Un inno all\u2019oscurantismo pi\u00f9 intransigente? Null\u2019affatto. Anche perch\u00e9 gli Uomini in Nero andarono a trovare ripetutamente lo stesso Bergier, nel corso di parecchie conferenze organizzate dalla rivista <strong>\u00abPlan\u00e8te\u00bb<\/strong> ove si discettava di passato e futuro, materialismo e magia, tecnica e spiritualit\u00e0, fisica quantistica e metastoria. E, bench\u00e9 non necessariamente di nero vestiti, anche allo scrivente \u00e8 capitato di avvertirne la presenza in convegni animati dalla volont\u00e0 di superare gli steccati usualmente posti tra i saperi\u2026<\/p>\n<p>Quella degli <em>Uomini in nero<\/em> e dei <em>parassiti della mente<\/em> \u00e8 una visione del mondo basata sulla riduzione dell\u2019uomo alla sua sola dimensione materiale, alle bassezze della vita quotidiana e alla prosaicit\u00e0 di una vita orizzontale, <em>tra i nostri simili<\/em>: <strong>\u00abIl pi\u00f9 grande problema umano \u00e8 che siamo tutti legati al presente\u00bb<\/strong> ammonisce Wilson. Accennando a una via di uscita: riconquistare il proprio io, portando quegli sporadici squarci di libert\u00e0 ed immortalit\u00e0 conosciuti dai romantici, dagli <em>outsider<\/em>, a condizione normale. Al riparo dai vampiri della mente, insomma: <strong>\u00abQuando l\u2019uomo perde il contatto con il suo essere interiore, la sua profondit\u00e0 istintiva, si trova prigioniero nel mondo della coscienza, cio\u00e8 <em>nel mondo degli altri<\/em>\u00bb.<\/strong> Ricordate la famosa sentenza aristotelica secondo cui <em>l\u2019uomo \u00e8 un animale politico<\/em>? <strong>\u00abUna delle pi\u00f9 grandi menzogne della storia umana. Infatti, ogni uomo ha pi\u00f9 cose in comune con le montagne e persino con le stelle che con gli altri uomini\u00bb.<\/strong> Una sapienza da custodire preziosamente, per tornare a essere presenti a s\u00e9 stessi, decolonizzando una volta per tutte il proprio immaginario.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abLa nostra civilt\u00e0, come ogni civilt\u00e0, \u00e8 una congiura. Una miriade di minuscole divinit\u00e0 storna i nostri sguardi dal volto fantastico della realt\u00e0\u00bb. 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