{"id":370,"date":"2018-01-15T09:00:20","date_gmt":"2018-01-15T08:00:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/?p=370"},"modified":"2018-01-15T09:17:35","modified_gmt":"2018-01-15T08:17:35","slug":"esce-zothique-nuova-rivista-di-letteratura-differente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2018\/01\/15\/esce-zothique-nuova-rivista-di-letteratura-differente\/","title":{"rendered":"Esce \u00abZothique\u00bb, nuova rivista di \u201cletteratura differente\u201d"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/01\/Zothique_Cover_11.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-380\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/01\/Zothique_Cover_11-200x300.jpg\" alt=\"Zothique_Cover_1\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/01\/Zothique_Cover_11-200x300.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/01\/Zothique_Cover_11-682x1024.jpg 682w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/01\/Zothique_Cover_11.jpg 1066w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Vi sono autori, disse una volta <strong>Arthur Conan Doyle<\/strong>, che \u00abhanno varcato la porta magica\u00bb: l\u2019hanno attraversata, invitando i lettori a far lo stesso, insegnandoci che accanto al nostro prosaico mondo quotidiano ve ne\u00a0possono essere molti altri, di natura <em>differente<\/em>. All\u2019inizio del Novecento, su alcune riviste <em>pulp<\/em> americane fu coniata una curiosa espressione per qualificare opere letterarie eccentriche e fuori dagli schemi, che non si esaurivano nei generi codificati: <em>letteratura differente<\/em>. Guardato nella migliore delle ipotesi con un sopracciglio inarcato dagli esponenti della cosiddetta \u201ccultura alta\u201d, accademica e para-accademica, tutta imbevuta di realismo a tutti i costi, il fantastico gode oggi di ottima salute: basti pensare, tra le altre cose, al successo di serie tv come <strong><em>Dark<\/em><\/strong>, <strong><em>Stranger Things<\/em><\/strong>, <strong><em>Twin Peaks<\/em><\/strong> e altre analoghe, ma anche ai lavori di coraggiose piccole case editrici che si cimentano in edizioni assai accurate e sofisticate, riproponendo rarit\u00e0 oppure \u201cclassici\u201d del fantastico con una cura che molto avrebbe da insegnare a certa editoria generalista. Iniziative come <strong>il Palindromo e Hypnos, \u00abUrania\u00bb e Cliqot, Providence Press e Solfanelli<\/strong>\u00a0(solo per fare qualche esempio) sono la\u00a0concreta testimonianza della possibilit\u00e0 di trattare questo tipo di letteratura con seriet\u00e0 e competenza, senza relegarla a svago per adulti ritardati o bambini malcresciuti.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio per questo che va salutato con entusiasmo il primo numero di <strong>\u00abZothique. Rivista di cultura fantastica &amp; weird\u00bb<\/strong>, diretta e curata dall\u2019infaticabile <strong>Pietro Guarriello<\/strong>, punto di riferimento per gli amanti del <em>weird<\/em> in Italia (info e ordini: <em>studilovecraft@yahoo.it<\/em>). Pubblicate dalla mitica Dagon Press, le duecento pagine complessive di \u00abZothique\u00bb (nome mutuato da <strong>Clark Ashton Smith<\/strong>, appena tornato in libreria grazie all\u2019impegno di Giuseppe Lippi) contengono sia scritti generali \u2013 per cos\u00ec dire, panoramici \u2013 dedicati al genere di cui stiamo parlando sia autentiche chicche presentate per la prima volta al pubblico italiano.<\/p>\n<p>Nel primo gruppo troviamo ampie ricognizioni nella letteratura fantastica, autentiche esplorazioni dell\u2019Immaginario Collettivo. Ne \u00e8 un esempio il magnifico <strong><em>Elogio della letteratura fantastica<\/em><\/strong> di Luca Rasponi, dedicato a fantasy, horror e fantascienza, nonch\u00e9 al loro singolare successo nel XX secolo, che ha seguito vie ben pi\u00f9 <em>materiali<\/em>, seppellendo il fantastico sotto una distesa di macerie. <strong><em>I mezzi migliori per i fini peggiori<\/em><\/strong>, aveva sunteggiato Tolkien. Per un singolare paradosso \u2013 solo apparente, per\u00f2: checch\u00e9 ne dicano sociologi e psicologi, <strong>l\u2019uomo \u00e8 un essere <em>a pi\u00f9 dimensioni<\/em><\/strong>, e spesso \u00e8 possibile evadere anche dalle camere della morte \u2013 in un secolo martoriato da due Guerre mondiali \u00e8 stata coltivata anche la letteratura fantastica. Che non \u00e8 per nulla un\u2019evasione dal mondo, ma l\u2019invito a guardare la <em>nostra<\/em> realt\u00e0 con occhi nuovi. <strong>La pressione esercitata dalla Storia ci ha insomma spinto a esplorare altre dimensioni<\/strong>, da cui siamo tornati pi\u00f9 rinfrancati, forse anche pi\u00f9 <em>etici<\/em>.<\/p>\n<p>Corredano i saggi di cui sopra autentiche perle editoriali, tra cui uno speciale tutto dedicato allo scrittore horror <strong>Hanns Heinz Ewers<\/strong>, con saggi e approfondimenti, insieme a tre suoi racconti inediti, un inedito di Mary Fortune (in barba a chi dice che questi generi\u00a0siano solo \u201cmaschili\u201d\u2026) e, soprattutto, il fondamentale saggio di <strong>Arthur Machen <em>L\u2019occultismo in letteratura<\/em><\/strong>, uscito su \u00abLiterature\u00bb il 18 febbraio 1899 e qui tradotto per la prima volta in italiano. Avverso a scienza e materialismo, Machen si era sempre interessato a quegli archetipi dell\u2019Inconscio Collettivo presenti anche nell\u2019Inghilterra del suo tempo:<\/p>\n<p><strong>\u00abSappiamo che tali credenze erano affatto peculiari all\u2019egiziano e all\u2019accadiano dei tempi preistorici, essendo in grado di tracciare attraverso i secoli quella convinzione di un mondo occulto che si trova poco al di l\u00e0 del mondo dei sensi. Probabilmente ai giorni nostri, nelle nostre sobrie strade londinesi, ci sono tanti credenti e studiosi di magia, bianca e nera, come ce n\u2019erano nei paurosi giardini pensili di Babilonia\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>Oltre a questi contributi, il periodico della Dagon Press ospita saggi, schede e approfondimenti, curati da Pietro Guarriello e Cesare Buttabuoni, dedicati al panorama editoriale fantastico italiano e straniero. <strong>La <em>letteratura differente<\/em> gode di ottima salute<\/strong>, dicevamo, e riviste come questa stanno a dimostrarlo, indispensabili manuali rivolti non solo agli amanti del genere, ma anche a chi crede che esso possa costituire un\u2019alternativa valida anche oggi, sottoscrivendo le parole del grande G. K. Chesterton, secondo cui\u00a0<strong>\u00able fiabe sono pi\u00f9 che vere: non solo perch\u00e9 ci dicono che i draghi esistono, ma perch\u00e9 affermano che possono essere sconfitti\u00bb<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Vi sono autori, disse una volta Arthur Conan Doyle, che \u00abhanno varcato la porta magica\u00bb: l\u2019hanno attraversata, invitando i lettori a far lo stesso, insegnandoci che accanto al nostro prosaico mondo quotidiano ve ne\u00a0possono essere molti altri, di natura differente. All\u2019inizio del Novecento, su alcune riviste pulp americane fu coniata una curiosa espressione per qualificare opere letterarie eccentriche e fuori dagli schemi, che non si esaurivano nei generi codificati: letteratura differente. 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