{"id":383,"date":"2018-01-27T18:11:08","date_gmt":"2018-01-27T17:11:08","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/?p=383"},"modified":"2018-01-27T18:11:19","modified_gmt":"2018-01-27T17:11:19","slug":"pillola-rossa-o-pillola-blu-come-il-cinema-ha-resuscitato-la-gnosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2018\/01\/27\/pillola-rossa-o-pillola-blu-come-il-cinema-ha-resuscitato-la-gnosi\/","title":{"rendered":"\u00abPillola rossa o pillola blu?\u00bb Come il cinema ha resuscitato la gnosi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/01\/V_for_Vendetta1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-386\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/01\/V_for_Vendetta1-206x300.jpg\" alt=\"V_for_Vendetta1\" width=\"206\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/01\/V_for_Vendetta1-206x300.jpg 206w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/01\/V_for_Vendetta1.jpg 585w\" sizes=\"(max-width: 206px) 100vw, 206px\" \/><\/a>\u00abPillola rossa o pillola blu?\u00bb \u00e8 l\u2019arcinota domanda posta da Morpheus a Neo in <strong><em>Matrix<\/em><\/strong>. Il film \u00e8 del 1999: quell\u2019anno esce anche <strong><em>eXistenZ<\/em><\/strong> di <strong>Cronenberg<\/strong>, affine al capolavoro dei fratelli <strong>Wachowski<\/strong> per tematiche e atmosfere, che ci parla sempre di una realt\u00e0 vera e una simulata. Al di l\u00e0 delle sfumature, a risuonare \u00e8 sempre la stessa domanda: come facciamo a sapere che il mondo in cui viviamo \u00e8 quello <em>vero<\/em>? I film escono a un anno dalla fine del XX secolo, rappresentandone in qualche modo l\u2019epilogo. Il martoriato \u201csecolo breve\u201d delle ideologie opta cos\u00ec per una via alternativa, proponendo all\u2019uomo una fuoriuscita dalla Storia: \u00abPillola rossa o pillola blu?\u00bb. Che in <em>Matrix<\/em> significa: continuare a vivere in un mondo irreale oppure svegliarsi alla vera vita? <strong>Mobilitato dalle teologie politiche e dai totalitarismi, \u00e8 ora l\u2019uomo a dover compiere una scelta<\/strong>, secondo un retaggio che affonda le proprie radici in un passato molto lontano e che ci costringe a guardare alla Storia in modo radicalmente diverso. E tutto questo avviene nei prodotti cosiddetti \u201cdi massa\u201d. Un paradosso? Fino a un certo punto.<\/p>\n<p>Lo storico delle religioni Mircea Eliade ci ha insegnato a trovare nelle produzioni contemporanee <em>patterns<\/em> di tipo spirituale, tracce di archetipi che si manifestano periodicamente, spesso riemergendo nei modi pi\u00f9 disparati e imprevedibili. \u00c8 lo stesso intento che anima <strong><em>Pillola rossa o Loggia Nera?<\/em><\/strong> di <strong>Paolo Riberi<\/strong>, appena uscito per <strong>Lindau<\/strong>, che sonda la Settima Arte in cerca di tematiche gnostiche, presenti in film e serie tv a volte secondo una precisa intenzione dei registi, altre un po\u2019 meno, riflettendo tematiche ben presenti nell\u2019Inconscio Collettivo. La chiave di volta \u00e8 l\u2019idea che le vecchie teorie della gnosi si affaccino oggi sul grande schermo: <strong>\u00abDopo un conflitto millenario con il cristianesimo, questo antico pensiero religioso trova spazio in molte opere cinematografiche\u00bb<\/strong>. Una mitologia nascosta \u2013 e nemmeno troppo bene \u2013 che si riflette in trame e personaggi, \u00abraccontata in maniera approfondita e sistematica, utilizzando<strong> i moderni linguaggi della fantascienza, del noir, del fantasy e persino dell\u2019horror\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>Non che ci\u00f2 sia appannaggio del cinema. Solo concentrandoci sulla letteratura \u201cdi genere\u201d, impossibile ignorare le tracce gnostiche presenti nei romanzi di <strong>Philip K. Dick<\/strong> e nella <em>trilogia cosmica<\/em> di <strong>C. S. Lewis<\/strong> (<em>Lontano dal pianeta silenzioso<\/em>, <em>Perelandra <\/em>e <em>Quell\u2019orribile forza<\/em>), con il suo sistema di divinit\u00e0 planetarie, cos\u00ec come in <strong><em>V per Vendetta<\/em><\/strong> di Alan Moore, che ha dichiarato: <strong>\u00abNel fumetto originale pu\u00f2 emergere qualche sfumatura di gnosticismo\u00bb<\/strong>. L\u2019anarchia di cui si parla nel fumetto \u2013 parola di Moore \u2013 ha anche <strong>\u00abun aspetto spirituale: ritenevo contenesse una grande carica di romanticismo, ed ero molto interessato all\u2019occulto e alle idee gnostiche\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/01\/Riberi_Lindau1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-387\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/01\/Riberi_Lindau1-200x300.jpg\" alt=\"Riberi_Lindau1\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/01\/Riberi_Lindau1-200x300.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/01\/Riberi_Lindau1.jpg 682w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Ma quali sono i principi fondamentali della gnosi, ereditati da film e serie tv? <em>In primis<\/em>, l\u2019esistenza di una pluralit\u00e0 di mondi e l\u2019idea che il nostro sia una prigione custodita da un Demiurgo e dai suoi subalterni, gli <strong>Arconti<\/strong>. Se l\u2019umanit\u00e0 ne \u00e8 generalmente all\u2019oscuro, diversamente vanno le cose per il prescelto gnostico, il quale, a seguito di rivelazioni spesso ottenute grazie a esperienze sovrannaturali, si risveglia al mondo vero, compiendo un cammino di liberazione interiore. Ecco i filtri usati da Riberi per elaborare un atlante della \u201cgnosi pop\u201d, una geografia alternativa che include alcuni tra i film pi\u00f9 visti degli ultimi vent\u2019anni: da <strong><em>Jupiter<\/em><\/strong> dei fratelli Wachowski a <strong><em>Dark City<\/em><\/strong>, da <strong><em>Donnie<\/em><\/strong><em> <strong>Darko<\/strong><\/em> a <strong><em>Ghost<\/em><\/strong><em> <strong>in the Shell<\/strong><\/em>, fino al visionario <strong><em>Eraserhead<\/em><\/strong> di David Lynch, dal \u201crisveglio\u201d degli androidi di <strong><em>Westworld<\/em><\/strong> allo stato sonnambulico di Jim Carrey-<strong>Truman<\/strong> (<em>True man<\/em>), ispirato al romanzo di Philip K. Dick <em>Tempo fuor di sesto<\/em>.<\/p>\n<p>Ma il piatto forte del libro \u00e8 sicuramente il capitolo dedicato alla temibile Loggia Nera che si affaccia nella sinistra cittadina di <strong>Twin Peaks<\/strong> raccontata da David Lynch e Mark Frost. Una sorta di non-luogo in cui esseri immateriali si spostano da un piano della realt\u00e0 all\u2019altro, insinuandosi nella mente degli ignari abitanti e costringendoli alle peggiori nefandezze, spesso utilizzando come medium elettricit\u00e0 o animali (\u00abI gufi non sono quel che sembrano\u00bb rivelava il Gigante al leggendario Dale Cooper, alter ego di Lynch stesso). Sono gerarchie di spiriti che ricordano (come ha scritto <strong>Roberto Manzocco<\/strong> nel suo purtroppo introvabile <strong><em>Twin Peaks e la filosofia<\/em><\/strong>) gli Arconti della gnosi. Si annidano nell\u2019oscurit\u00e0 delle foreste, ma possono essere visti da personaggi dotati di un certo occhio interiore \u2013 come la \u201cDonna Ceppo\u201d, che parla per conto di un pezzo di legno. In <em>Io vedo me stesso<\/em>, Lynch ha rivelato trattarsi di una medium, e quel pezzo di legno altro non \u00e8 che il suo \u201cspirito guida\u201d.<\/p>\n<p>Come sanno tutti i fan della serie, la cittadina di Twin Peaks \u00e8 in balia di due luoghi onirici, la <strong>Loggia Bianca<\/strong> e la <strong>Loggia Nera<\/strong> (la \u201cDimora del Limite Estremo\u201d ideata da Mark Frost, che s\u2019ispir\u00f2 agli studi di Dion Fortune), abitata da uno spettrale nano che danza e parla al contrario e dai <em>doppi<\/em> dei protagonisti. Sono luoghi nei quali si pu\u00f2 entrare attraverso varchi spazio-temporali aperti nei boschi che circondano Twin Peaks, e da cui escono oggetti (come il terribile anello di <strong><em>Fuoco cammina con me<\/em><\/strong>, prequel della serie), oppure animali e spiriti, appunto.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/01\/Twin_Peaks1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-385\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/01\/Twin_Peaks1-300x150.jpg\" alt=\"SHERILYN FENN, KYLE MACLAUGHLIN\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/01\/Twin_Peaks1-300x150.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/01\/Twin_Peaks1-1024x512.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/01\/Twin_Peaks1.jpg 2000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ma Loggia Bianca e Loggia Nera sono precedute da una Stanza Rossa: per chi abbia dimestichezza con l\u2019<strong>Alchimia<\/strong>, inutile segnalare come questi siano i colori che simboleggiano i tre stadi dell\u2019Arte Regia, <em>nigredo<\/em>, <em>albedo<\/em> e <em>rubedo<\/em>\u2026 Nella prima fase \u2013 l\u2019Opera al Nero, la Notte dell\u2019Anima che folgor\u00f2 <strong>Carl Gustav Jung<\/strong> \u2013 avviene la dissoluzione dell\u2019individualit\u00e0, la disgregazione delle certezze. Ebbene, nella Loggia Nera ogni personaggio incontra la propria parte oscura \u2013 l\u2019ombra, direbbe sempre Jung. Con la quale occorre riconciliarsi. Parola di David Lynch: <strong>\u00abRaggiungere lo spirito divino attraverso la conoscenza della combinazione degli opposti. \u00c8 questo il nostro viaggio\u00bb<\/strong>. Interpretazioni azzardate? Basterebbe dare un\u2019occhiata al curriculum dei due registi di <em>Twin Peaks<\/em>\u2026 <strong>David Lynch<\/strong> pratica la Meditazione Trascendentale, creata e portata in Occidente da Maharishi Mahesh Yogi (il guru dei <strong>Beatles<\/strong>, per capirci). Una pratica non priva di legami con le sue varie attivit\u00e0, come ha rivelato lui stesso:<\/p>\n<p><strong>\u00abIl programma di Meditazione Trascendentale che pratico da anni ha svolto un ruolo fondamentale per il mio lavoro nell\u2019ambito del cinema e della pittura e di ogni sfera della mia vita; \u00e8 stato un modo per immergermi in acque sempre pi\u00f9 profonde\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>Quanto a <strong>Mark Frost<\/strong>, studioso di teosofia, \u00e8 autore di due romanzi piuttosto bizzarri. Il protagonista di <strong><em>The List of Seven<\/em><\/strong>, uscito nel 1993, \u00e8 nientemeno che Arthur Conan Doyle: nel libro incontra personaggi come <strong>Bram Stoker<\/strong>, legato alla <em>Golden Dawn<\/em>, ed <strong>Helena Petrovna Blavatsky<\/strong>, la discussa fondatrice del movimento teosofico. I personaggi s\u2019imbattono in un complotto occulto volto a influenzare magicamente personalit\u00e0 politiche, al fine di operare stravolgimenti su scala mondiale. \u00c8 sempre il detective di Baker Street il protagonista del secondo romanzo di Frost, <strong><em>The Six Messiahs<\/em><\/strong> (1996), solo che stavolta si reca in America alla ricerca di una misteriosa \u201cTorre Nera\u201d, i cui sinistri abitanti sognano di distruggere Dio e far resuscitare la \u201cBestia\u201d che s\u2019impadronir\u00e0 del mondo.<\/p>\n<p>Sono tutte tracce che ci consentono di cercare nelle serie tv e nei prodotti di massa componenti <em>altre<\/em>, che non cessano di stregare l\u2019immaginario contemporaneo, specie nello scenario virtuale-internettiano che imperversa nel XXI secolo. Partendo sempre dalla stessa domanda: <strong>\u00abPillola rossa o pillola blu?\u00bb<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abPillola rossa o pillola blu?\u00bb \u00e8 l\u2019arcinota domanda posta da Morpheus a Neo in Matrix. Il film \u00e8 del 1999: quell\u2019anno esce anche eXistenZ di Cronenberg, affine al capolavoro dei fratelli Wachowski per tematiche e atmosfere, che ci parla sempre di una realt\u00e0 vera e una simulata. Al di l\u00e0 delle sfumature, a risuonare \u00e8 sempre la stessa domanda: come facciamo a sapere che il mondo in cui viviamo \u00e8 quello vero? I film escono a un anno dalla fine del XX secolo, rappresentandone in qualche modo l\u2019epilogo. 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