{"id":43,"date":"2016-05-11T10:12:55","date_gmt":"2016-05-11T08:12:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/?p=43"},"modified":"2016-05-11T11:35:44","modified_gmt":"2016-05-11T09:35:44","slug":"saint-exupery-lessenziale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2016\/05\/11\/saint-exupery-lessenziale\/","title":{"rendered":"Saint-Exup\u00e9ry: l&#8217;essenziale&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>\u00abL\u2019essenziale \u00e8 invisibile agli occhi\u2026\u00bb Sono le parole pi\u00f9 famose di uno dei capolavori della letteratura novecentesca, un <em>evergreen<\/em> che a distanza di decenni non cessa di essere letto, da adulti e ragazzi. Da quando nel 2014 sono scaduti i diritti di Saint Exup\u00e9ry, un diluvio di volumi ha sommerso le librerie. Se non altro, \u00e8 stata una buona occasione per conoscere le altre sue opere, spesso eclissate da <em>Il piccolo principe<\/em>: lo scrittore-aviatore era molto pi\u00f9 di un narratore per bambini, era un fine intellettuale dotato di una <em>visione del mondo<\/em> solida e strutturata, dai risvolti spesso inaspettati.<\/p>\n<p>Annoverato da Stenio Solinas tra i suoi \u201ccompagni di solitudine\u201d, Saint-Ex \u2013 cos\u00ec lo chiamavano i suoi amici \u2013 era anzitutto un uomo d\u2019<em>azione<\/em>. Che si metteva alla macchina da scrivere solo per fare in modo che quest\u2019azione non finisse mai. \u00abNon vuole scrivere nulla che la sua vita non garantisca\u00bb disse Roger Caillois, mentre Malraux vide in lui la fusione di azione e letteratura.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/05\/St-Exupery-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-33\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/05\/St-Exupery-1-300x269.jpg\" alt=\"St-Exupery-1\" width=\"300\" height=\"269\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/05\/St-Exupery-1-300x269.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/05\/St-Exupery-1.jpg 940w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il pilota, lo scrittore\u2026 allora l\u2019aviazione non era puro automatismo ma anzitutto un gesto eroico, la forzatura dei propri limiti. Ad alta quota era possibile vivere esperienze straordinarie, affrontare il proprio io, ogni decollo era una discesa nell\u2019abisso. \u00abEroi moderni\u00bb li ha definiti Bernard Marck nella sua biografia dell\u2019autore del <em>Piccolo principe<\/em>. Eroi come Jean Mermoz, amico di Saint-Ex, con cui lavor\u00f2 nella Aerol\u00ednas Argentinas, inabissatosi nell\u2019Atlantico il 7 dicembre 1936 a bordo del suo Lat\u00e9co\u00e8re 300 \u201cCroix du Sud\u201d. Nel 1924, all\u2019esame di ammissione come pilota postale, si prodig\u00f2 in pericolosissime circonvoluzioni aeree, sperando d\u2019impressionare il commissario d\u2019esame, che gli rispose, sprezzante: \u00abNon abbiamo bisogno di acrobati, ma di conducenti d\u2019autobus\u00bb. Merzoz gli diede il contentino: <em>ovviamente<\/em> pass\u00f2 l\u2019esame. Lo spirito di quel tipo di aviazione sta in aneddoti come questo, la ricerca del \u00abcarattere sacro dell\u2019avventura\u00bb di cui Saint-Ex parler\u00e0 in <em>Volo di notte<\/em>, che batte sulle carlinghe e frusta gli aeroplani, di quota in quota, nel segno del \u00abmisterioso lavor\u00eco di una carne viva\u00bb.<\/p>\n<p>Aspetti colti da molti, come Ernst J\u00fcnger, che nel suo <em>Boschetto 125<\/em> descrive una serata con questi eroi dell\u2019aria. Ne rimane sconvolto: in loro vede \u00abil saluto di una vita nuova, misteriosa e pericolosa\u00bb. \u00c8 come se avessero compreso qualcosa di pi\u00f9 del mondo, di un secolo che, \u00abal di sotto della sua fredda superficie, arde di prodigi e di segreti\u00bb. Una casta, antica e moderna, che interpreta lo spirito del tempo facendosene protagonista. \u00c8 in loro che il Novecento si riconoscer\u00e0, in tutta la sua fiammeggiante cupezza. Han giurato vendetta al culto borghese della tranquillit\u00e0: \u00abLa lotta \u00e8 la loro grande passione, la voglia di sfidare il destino, di essere il destino. Nella loro arditezza si celebra lo\u00a0sposalizio tra lo spirito dell\u2019antica cavalleria e la rigorosa freddezza delle nostre forme di lavoro\u00bb.<\/p>\n<p>Il 3 settembre 1939 Saint-Ex si arruola nell\u2019<em>Arm\u00e9e de l\u2019air<\/em>. In realt\u00e0 \u00e8 un pacifista convinto, che vede nella guerra un pessimo surrogato dell\u2019avventura, ma deve\u00a0difendere il suo Paese \u2013 da Francese non pu\u00f2 tirarsi indietro. Ma non \u00e8 proprio in forma ed \u00e8 piuttosto in l\u00e0 con gli anni: viene inserito in una squadriglia di ricognizione aerea. Il 22 maggio 1940 si libra nei cieli di Arras. Un\u2019esperienza trasfigurante: \u00abAbbiamo visto fiammeggiare la Francia\u00bb scriver\u00e0 in <em>Pilota di guerra<\/em>, forse il suo libro pi\u00f9 bello e intenso, \u00ababbiamo visto risplendere il mare. Siamo invecchiati ad alta quota. Ci siamo gettati nell\u2019incendio. Abbiamo sacrificato tutto. Abbiamo imparato su noi stessi pi\u00f9 di quello che avremmo imparato in dieci anni di meditazioni\u00bb.<\/p>\n<p>Sotto il fuoco della contraerea la vita si riaccende in ogni istante, bruciando la percezione del pericolo. Altro che ebbrezza del combattimento, \u00ab\u00e8 l\u2019ebbrezza della vita! Eh! Quelli che tirano laggi\u00f9, se l\u2019immaginano di forgiarci?\u00bb. La coscienza si desta a contatto con la morte. In preda a una frenesia che strappa l\u2019uomo alla maledizione di una vita tranquilla e mediocre, il suo mitragliere si abbandona a rivelazioni: \u00abEh! Caro mio&#8230; avresti da girare un bel pezzo per trovare una cosa simile nella vita civile&#8230;\u00bb. Risvegli ad alta quota.<\/p>\n<p>Intanto, intorno a lui va in scena la commedia di un Novecento nato stanco: una Belle \u00c9poque, due Guerre Mondiali, un\u2019Europa sempre pi\u00f9 prostrata e agonizzante\u2026 Il futuro ha un volto terribile, un\u2019anima <em>tecnica<\/em>. Una tecnica che si appresta a celebrare terribili baccanali. Il mondo intero si tecnicizza, inarrestabile. Il Nostro ci riflette su, senza indugiare in pessimismi n\u00e9 ottimismi: non \u00e8 un progressista, ma nemmeno rimpiange i bei tempi andati. Se la tecnica ci fa paura, scrive, la colpa \u00e8 nostra, perch\u00e9 siamo incapaci di ascoltarne la voce. Siamo antiquati a noi stessi, scriveranno i \u201crealisti magici\u201d Louis Pawels e Jacques Bergier nel loro <em>Mattino dei maghi<\/em>. Saint-Ex li anticipa: \u00abAdoperiamo, per capire il mondo di oggi, una lingua che si form\u00f2 per il mondo di ieri\u00bb, \u00absiamo emigranti che non si sono ancora fondati una patria\u00bb. La citazione \u00e8 tratta da <em>Terra degli uomini<\/em>, capolavoro premiato dall\u2019Acad\u00e9mie Fran\u00e7aise e definito da Brasillach \u00abil limite eroico in cui l\u2019uomo si distingue dalla bestia\u00bb. Solo un eretico poteva comprendere un eretico. Cosa che non fecero altri benpensanti, che lo accusarono di essere un militarista esteta della violenza, ostracizzandolo a destra e a manca perch\u00e9 non scelse n\u00e9 Vichy n\u00e9 De Gaulle, ma la Francia.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/05\/0300771h-13.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-35\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/05\/0300771h-13-216x300.jpg\" alt=\"0300771h-13\" width=\"216\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/05\/0300771h-13-216x300.jpg 216w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2016\/05\/0300771h-13.jpg 327w\" sizes=\"(max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/><\/a>Saint-Ex era un antimoderno, basta leggere i suoi ricchissimi <em>Taccuini<\/em>. Detestava il capitalismo selvaggio, fondato sulla peggiore delle aristocrazie, quella del denaro, ma anche il classismo marxista, i dogmi della Collettivit\u00e0 quantitativa, che ci hanno fatto precipitare in un \u00abformicaio basato sulla somma degli individui\u00bb. Incatenano i destini dei popoli alle leggi della materia, dimenticandosi la loro anima, la loro dimensione spirituale. Ecco ci\u00f2 che negano il comunismo sovietico e il sogno americano, il cui obiettivo congiunto \u00e8 la produzione di un uomo automatizzato, asettico e irreggimentato, sonnambulico e seriale. Per poi non parlare della democrazia, regno di un \u00abindividuo miserabile\u00bb. Sono tutte maschere di un potere che rovescia una divinit\u00e0 per eleggerne un\u2019altra, rade al suolo un tempio per erigerne uno pi\u00f9 spietato, lo Stato laico e secolarizzato: \u00abSono spaventato dalla difficolt\u00e0 di fare derivare l\u2019autorit\u00e0 da qualcosa che non sia Dio. Il seme si getta dall\u2019alto\u00bb.<\/p>\n<p>Altro che stella rossa o stella bianca: la politica \u00abha senso soltanto per servire una certezza spirituale\u00bb. Nel buio dei primi decenni del XX secolo, in mezzo alla militarizzazione selvaggia del pianeta, il Nostro fissa le stelle. Occorre restituire agli uomini, scriver\u00e0 in una lettera aperta ai generali, un significato <em>spirituale<\/em>, l\u2019unico in grado di fondare uno spirito comunitario non basato sulla sopraffazione reciproca, dell\u2019oro come dell\u2019acciaio.<\/p>\n<p>Se la fratellanza degli illuministi \u00e8 fallita, occorre fondarne un\u2019altra, metafisica, aprendo l\u2019uomo verso l\u2019<em>alto<\/em>. Allora scompariranno gli individui e apparir\u00e0 l\u2019<em>Uomo<\/em>, \u00abmisura comune dei popoli e delle razze\u00bb. Sar\u00e0 lui ad attraversare il meridiano zero, il nichilismo, instaurando una nuova epoca, al riparo dalla barbarie cui hanno condotto le <em>magnifiche sorti e progressive<\/em>. L\u2019individuo? \u00abNon \u00e8 che una strada. Importa solo l\u2019Uomo che la percorre e la supera\u00bb leggiamo in <em>Pilota di Guerra<\/em>. Le civilt\u00e0? \u00abCamminamenti che aprono all\u2019uomo la sua vastit\u00e0 interiore\u00bb. Pi\u00f9 chiaro di cos\u00ec\u2026<\/p>\n<p>Conta solo ci\u00f2 che permette all\u2019uomo di tornare alla sua vera patria, che supera questo mondo ma questo mondo abbraccia, nobilitandolo e nobilitandoci. Lo spirito \u00e8 tutto. \u00c8 alla luce di queste idee che andrebbero rilette le parole sussurrate dalla volpe al fanciullo dai capelli d\u2019oro: \u00abL\u2019essenziale \u00e8 invisibile agli occhi\u00bb\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abL\u2019essenziale \u00e8 invisibile agli occhi\u2026\u00bb Sono le parole pi\u00f9 famose di uno dei capolavori della letteratura novecentesca, un evergreen che a distanza di decenni non cessa di essere letto, da adulti e ragazzi. Da quando nel 2014 sono scaduti i diritti di Saint Exup\u00e9ry, un diluvio di volumi ha sommerso le librerie. Se non altro, \u00e8 stata una buona occasione per conoscere le altre sue opere, spesso eclissate da Il piccolo principe: lo scrittore-aviatore era molto pi\u00f9 di un narratore per bambini, era un fine intellettuale dotato di una visione del mondo solida e strutturata, dai risvolti spesso inaspettati. 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