{"id":450,"date":"2018-07-13T15:28:11","date_gmt":"2018-07-13T13:28:11","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/?p=450"},"modified":"2018-07-13T15:28:11","modified_gmt":"2018-07-13T13:28:11","slug":"il-barone-ungern-e-il-cuore-di-tenebra-dellasia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2018\/07\/13\/il-barone-ungern-e-il-cuore-di-tenebra-dellasia\/","title":{"rendered":"Il barone Ungern e il cuore di tenebra dell\u2019Asia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/07\/Ungern_Pratt.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-452\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/07\/Ungern_Pratt-300x189.jpg\" alt=\"Ungern_Pratt\" width=\"300\" height=\"189\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/07\/Ungern_Pratt-300x189.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/07\/Ungern_Pratt.jpg 572w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ripercorrere la vita del barone Ungern von \u0160ternberg \u00e8 un po\u2019 come risalire il fiume alla ricerca del Kurtz di <strong><em>Cuore di tenebra<\/em><\/strong>. A unire il <strong>\u00abDio della guerra\u00bb<\/strong> e il colonnello conradiano \u00e8 tutta una <em>visione del mondo<\/em>, l\u2019idea di sperimentare un piano del reale differente interrogando la sorte, combattendo una personalissima guerra anche nei ranghi altrui, a muto convegno di forze ancestrali che, come la lava al di sotto della crosta terrestre, periodicamente riaffiorano, sussurrandoci quanto sia vano e scialbo il concetto di \u201ccivilt\u00e0\u201d. Ad accomunare Kurtz e Ungern \u00e8 questo <em>timor panico<\/em>, nonch\u00e9 l\u2019idea di un destino individuale che, se percorso <em>fino in fondo<\/em>, si apre alle vastit\u00e0 della Storia, captandone le linee direttrici: non resta allora che interpretare, come antichi aruspici, il corso dei secoli, e magari forzarli un po\u2019, modernissimi rivoluzionari in un mondo di ombre \u2013 le loro, le nostre. Di carne l\u2019uno, di carta l\u2019altro (differenza del tutto trascurabile) il loro impatto sull\u2019immaginario contemporaneo \u00e8 stato ed \u00e8 notevole. Se, nella celebre pellicola di Coppola, Kurtz\/Brando \u00e8 finito in Vietnam, su Ungern sono usciti nel corso degli anni parecchi libri, anche in italiano, da <em>Il dio della guerra <\/em>di <strong>Jean Mabire <\/strong>a <em>Il signore terribile <\/em>di Mehmet Frugis, fino al meno interessante <em>Il barone sanguinario <\/em>di Vladimir Pozner. Il Barone (di volta in volta \u00abpazzo\u00bb, \u00absanguinario\u00bb, \u00abnero\u00bb e chi ne ha pi\u00f9 ne metta, a rimpolpare la logorrea aggettivale di certa critica) \u00e8 uno di quegli sconfitti che periodicamente torna a infestare l\u2019immaginario collettivo, spesso raggiungendo lidi inaspettati. C\u2019\u00e8 chi vince nello spazio, e chi nel tempo.<\/p>\n<p>La sua figura ha affascinato molti, moltissimi, tra cui (in ordine sparso e senz\u2019ansie di esaustivit\u00e0) il <strong>Custine<\/strong> delle <em>Lettere dalla Russia<\/em>, che il genio eretico di <strong>Piero Buscaroli<\/strong> \u2013 ben prima di Adelphi \u2013 volle inserire nella collana La Torre d\u2019Avorio di F\u00f2gola. Tra i \u201cmostri sacri\u201d di Eduard Limonov (assieme a de Sade, Lenin, Mao, Freud e altri), lo troviamo anche nei fumetti, ad esempio in <em>Corte Sconta detta Arcana<\/em> di <strong>Hugo Pratt<\/strong> (uscito su \u00abLinus\u00bb nel 1974) e nel recente <strong><em>Ungern Khan. Il dio della guerra<\/em><\/strong> di Crisse, edito da Ferrogallico. Come tutti i miti, Ungern si \u00e8 staccato pian piano dalla realt\u00e0 storica per raggiungere quella archetipica, quella che non si esaurisce nel puro movimento. Se n\u2019era accorto <strong>Jacques Bergier<\/strong>, che nella sua autobiografia spirituale, <em>Je ne suis pas une l\u00e9gende<\/em>, nel terzo capitolo evoc\u00f2<\/p>\n<p><strong>\u00abi cavalieri liberi del barone Ungern von Sternberg, che sognava di ricostituire in Asia l\u2019impero di Gengis Khan. Un giorno sal\u00ec a cavallo e disse ai suoi: \u201cVado su Alpha Centauri\u201d. Nessuno lo vide mai pi\u00f9\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>Ma chi era Roman F\u00ebdorovi\u010d Ungern von \u0160ternberg? Nato a Graz nel 1886, aristocratico di origini tedesche avvicinatosi al buddhismo, ebbro di sogni euroasiatici e fucilato dai bolscevichi nel 1921, fu uno di <strong>\u00abquei personaggi del XX secolo che fecero il ben noto percorso durante il quale il cavaliere errante si trasforma in bandito da strada, il sognatore in boia e il mistico in dottrinario\u00bb<\/strong>. A scrivere queste parole \u00e8 <strong>Leonid Juzefovi\u010d<\/strong>, autore della monumentale biografia \u2013 per cui vale la pena spendere il termine <em>definitiva<\/em> \u2013 edita da <strong>Mediterranee<\/strong> nella traduzione di Paolo Imperio, <strong><em>Il Barone Ungern. Vita del Khan delle steppe<\/em><\/strong>. Una puntuale ed esaustiva ricostruzione della vita e del contesto storico nel quale oper\u00f2 il protagonista di questa storia, ricca di dati e testimonianze di prima mano.<\/p>\n<p>Quell\u2019uomo, che scelse di partecipare e forzare il volgere dei tempi, vi compare in tutte le sue sfaccettature, dalla Prima guerra mondiale, che lo trov\u00f2 nella Galizia polacca a combattere contro turchi e austriaci. Nella Grande Guerra vide l\u2019opportunit\u00e0 di una <strong>rigenerazione del mondo<\/strong> \u2013 nell\u2019ottima compagnia, se \u00e8 per questo, d\u2019insospettabili come Sigmund Freud e Thomas Mann \u2013 nonch\u00e9 la fine della borghesia occidentale, a cui scelse di giurare vendetta. Anche perch\u00e9, pi\u00f9 che la posta in gioco, a lui interessava la dimensione avventurosa della guerra, il suo aspetto, per cos\u00ec dire, \u201cludico\u201d. A prescindere da cause e finalit\u00e0, insomma, l\u2019importante \u00e8 non deporre le armi. D\u2019altronde, dir\u00e0 tempo dopo, liquidando una volta per tutte la faccenda, <strong>\u00ab\u00e8 soltanto ora, negli ultimi trent\u2019anni, che si combatte per un\u2019idea\u00bb<\/strong>. Ungern insegue la guerra come altri vezzeggiavano la pace, il vino o le donne, e questo sembra non piacere a molti suoi commilitoni: alcuni temono addirittura gli venga assegnata una promozione\u2026<\/p>\n<p>Croce di San Giorgio, dopo la <em>rivoluzione di febbraio<\/em> del 1917 viene spedito nell\u2019Estremo Oriente, collocandosi nel mezzo del complesso scacchiere di quegli anni contro tutto e contro tutti, insieme all\u2019ataman cosacco Sem\u00ebnov. In un mondo che guarda verso altri lidi, si dichiara fedele agli Zar, adepto di un culto appena rovesciato. <strong>\u00abLa pi\u00f9 alta incarnazione dell\u2019idea di Zarismo \u00e8 nel collegamento della divinit\u00e0 con il potere umano\u00bb<\/strong> dir\u00e0 sotto interrogatorio, ribadendo una concezione <em>anagogica<\/em> della regalit\u00e0. Ma a chi fare riferimento per restaurarla? Secondo solo alle battute di caccia, lo sport prediletto dagli aristocratici \u00e8 il regicidio; per quanto riguarda la borghesia, neanche a parlarne. Il bolscevismo? Una teologia politica tra le altre. La Terza Internazionale? \u00c8 nata tremila anni fa e risponde al nome di Babilonia. I rivoluzionari? Dei posseduti. Cosa pensasse della rivoluzione ce lo dice anche <strong>Ferdinand Ossendowski<\/strong> nel suo <em>Bestie, uomini e d\u00e8i<\/em>, sempre edito da Mediterranee, che contiene un lungo dialogo dell\u2019autore con il Barone, nella citt\u00e0 di Urga (l\u2019attuale Ulan Bator). Ne citiamo solo un estratto:<\/p>\n<p><strong>\u00abNei testi buddhisti leggiamo apocalittiche profezie relative all\u2019epoca in cui comincer\u00e0 la guerra tra gli spiriti buoni e quelli maligni. Allora si scatener\u00e0 la Maledizione sconosciuta che travolger\u00e0 il mondo, distruggendo la civilt\u00e0, annientando tutti i popoli. La sua arma \u00e8 la rivoluzione. Durante ogni rivoluzione, l\u2019intelligenza creatrice che si fonda sul passato viene sostituita dalla giovane forza bruta del distruttore. L\u2019uomo verr\u00e0 allontanato da tutto ci\u00f2 che \u00e8 divino e spirituale\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>Intanto, in Russia infuria la guerra civile tra Rossi e Bianchi: la capitolazione dei secondi \u00e8 ormai questione di mesi. Cos\u00ec, abbandona la Russia ma non si accoda agli altri comandanti che riparano in Europa. Ha sete di Oriente e sceglie la Mongolia, in cui si reca con un manipolo di volontari che costituiscono la sua Divisione di cavalleria. Vi giunge nel 1921: da due anni il paese \u00e8 occupato dall\u2019esercito cinese, e il suo capo spirituale, il <strong>Bogd Kan<\/strong>, ottavo Buddha reincarnato, \u00e8 agli arresti domiciliari a Urga.\u00a0Dopo aver chiesto un pronostico ai lama, con forze di gran lunga inferiori ai difensori, attacca e conquista la citt\u00e0, liberando il Bogd Kan ed espellendo dalla Mongolia le truppe cinesi. \u00c8 il febbraio del 1921.<\/p>\n<p>Nominato Kan, i Mongoli guardano a lui come una figura circonfusa dei misteri pi\u00f9 insondabili: \u00e8 anzi da quel momento in poi che si va formando intorno a Ungern un\u2019aura mitologica, con tanto di poteri soprannaturali, invulnerabilit\u00e0 e invisibilit\u00e0 (concessa per intercessione di alcuni spiriti con cui \u00e8 in contatto). <strong>Si dice che di notte cavalchi in valli e steppe accarezzate dagli ululati dei lupi e ricoperte da ossa umane<\/strong> (una variante lo vuole invece a bordo di una carrozza senza cavalli, scagliata nell\u2019oscurit\u00e0), si mormora che parli con i gufi, animali psicopompi per eccellenza. Il \u00abDio della Guerra\u00bb sperimenta l\u2019ebbrezza \u2013 molto russa prima che nietzschiana, molto superominista, molto Raskol\u2019nikov \u2013 di essere <strong>al di l\u00e0 del bene e del male<\/strong>. Non lesina \u2013 come non ha mai lesinato \u2013 in punizioni e torture, talune di una crudelt\u00e0 spaventosa: d\u2019altronde, non c\u2019\u00e8 tempo per la morale, quando ci si trova nell\u2019occhio del ciclone che <em>solvet saeclum in favilla<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/07\/Ungern_Medit.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-451\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/07\/Ungern_Medit-213x300.jpg\" alt=\"??????????????\" width=\"213\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/07\/Ungern_Medit-213x300.jpg 213w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/07\/Ungern_Medit.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 213px) 100vw, 213px\" \/><\/a>Agli inizi del marzo 1921, la Mongolia viene proclamata monarchia indipendente. Temuto per la sua efferatezza (\u00abnon era un sadico per natura\u00bb scrive Juzefovi\u010d, <strong>\u00abma un ideologo della violenza come ultima risorsa capace di poter ragionare con un\u2019umanit\u00e0 decaduta\u00bb<\/strong>) e ammirato per i suoi innegabili successi militari, la sua ombra si proietta sul futuro, dando il <em>la<\/em> a una leggenda che nemmeno la morte s\u2019incaricher\u00e0 di estinguere. Si dice sia la reincarnazione di Gengis Khan: \u00e8 suo, tra l\u2019altro, l\u2019anello che porta al dito, di rubino, con uno <em>swastika<\/em>, simbolo del rapporto tra <em>uno<\/em> e <em>molteplice<\/em> (dopo la sua morte verr\u00e0 sequestrato da Bljucher e passer\u00e0 poi a \u017dukov). A questo proposito, \u00e8 molto interessante la testimonianza di <strong>George Roerich<\/strong>, figlio del pi\u00f9 famoso Nikolaj, pittore metafisico delle altezze himalayane:\u00a0<strong>\u00abLui per i Mongoli non \u00e8 morto\u2026 nelle canzoni mongole il Barone dorme lontano dalla portata dei mortali, rifugiato nelle profondit\u00e0 del Tibet, nel Regno di Shambala. Il giorno predestinato questo potente Bator, grande come una montagna, risvegliato, agiter\u00e0 il mondo. Le sue imprese partiranno dalla Mongolia radunando sotto la sua bandiera i popoli e gli porteranno gloria e onore senza precedenti\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p><em>Ex Oriente lux<\/em> recita l\u2019antica sentenza. Era anche il motto del Barone, per cui la Mongolia non rappresentava che una prima tappa; le sue ambizioni erano pi\u00f9 ampie. Riconquistato l\u2019Oriente, avrebbe fatto lo stesso con l\u2019Occidente, in una lunga guerra dal retrogusto escatologico che avrebbe liberato la Russia e poi l\u2019Europa <em>da se stesse<\/em>. Un grandioso quanto utopistico progetto dal respiro eurasiatico: l\u2019Occidente declinante, precipitato in quel nuovo Medioevo che siamo soliti chiamare <em>modernit\u00e0<\/em>, avrebbe ricevuto nuova linfa. Fu proprio con l\u2019idea di sparigliare le carte, <strong>rovesciando la bussola della Storia, facendo sorgere il sole ad Ovest<\/strong>, che nel 1921, con quattromila soldati, prov\u00f2 a invadere la Russia sovietica, certo dell\u2019appoggio delle popolazioni siberiane. Dopo qualche barlume di vittoria, la catastrofe fu totale, e un tradimento perpetrato dai suoi stessi uomini dett\u00f2 il passo agli eventi successivi.<\/p>\n<p>Catturato dai bolscevichi, fu processato pubblicamente il 15 settembre 1921 a Novonikolaievsk (l\u2019attuale Novosibirsk) e fucilato lo stesso giorno, eletto a simbolo del peggio di quel passato. Di ci\u00f2 che gli accadde dopo l\u2019arresto c\u2019\u00e8 poco da dire, salvo i suoi interrogatori, durante i quali espose la sua <em>visione del mondo<\/em>. Una sola cosa: poco prima che il plotone facesse fuoco \u2013 consegnando le sue spoglie ad Alpha Centauri, <strong>a<\/strong><strong>l firmamento di ci\u00f2 che resiste allo scorrere del tempo<\/strong> \u2013 ingoi\u00f2 la croce di San Giorgio assegnatagli tanti anni e tante vite prima, per salvarla dalle mani rapaci dei boia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ripercorrere la vita del barone Ungern von \u0160ternberg \u00e8 un po\u2019 come risalire il fiume alla ricerca del Kurtz di Cuore di tenebra. A unire il \u00abDio della guerra\u00bb e il colonnello conradiano \u00e8 tutta una visione del mondo, l\u2019idea di sperimentare un piano del reale differente interrogando la sorte, combattendo una personalissima guerra anche nei ranghi altrui, a muto convegno di forze ancestrali che, come la lava al di sotto della crosta terrestre, periodicamente riaffiorano, sussurrandoci quanto sia vano e scialbo il concetto di \u201ccivilt\u00e0\u201d. Ad accomunare Kurtz e Ungern \u00e8 questo timor panico, nonch\u00e9 l\u2019idea di un destino [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2018\/07\/13\/il-barone-ungern-e-il-cuore-di-tenebra-dellasia\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1084,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[191088,64,8992],"tags":[282697,282701,329721,191159,329532,282698],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/450"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1084"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=450"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/450\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":454,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/450\/revisions\/454"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=450"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=450"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=450"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}