{"id":498,"date":"2018-12-22T06:50:59","date_gmt":"2018-12-22T05:50:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/?p=498"},"modified":"2018-12-22T06:50:59","modified_gmt":"2018-12-22T05:50:59","slug":"pessoa-politica-profezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2018\/12\/22\/pessoa-politica-profezia\/","title":{"rendered":"Pessoa = Politica + Profezia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/12\/Pessoa_Politica-e-Profezia.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-499\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/12\/Pessoa_Politica-e-Profezia-192x300.jpg\" alt=\"Pessoa_Politica e Profezia\" width=\"192\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/12\/Pessoa_Politica-e-Profezia-192x300.jpg 192w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/12\/Pessoa_Politica-e-Profezia.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 192px) 100vw, 192px\" \/><\/a>\u00abIl pi\u00f9 pericoloso (o il meno estetico) dei divertimenti inutili\u00bb: cos\u00ec, con una battuta lapidaria, <strong>Fernando Pessoa<\/strong> liquid\u00f2 la politica, quella politicante, per capirci, ma avrebbe potuto riferirsi benissimo anche a quella culturale, che distribuisce patentini ideologici a destra e a manca, pi\u00f9 preoccupata di operare selezioni all\u2019ingresso del pantheon della cosiddetta \u201ccultura ufficiale\u201d che indagare il senso nascosto di poeti e artisti. In Italia, nel corso dei decenni, Pessoa non \u00e8 sfuggito a puntigliose \u201criletture\u201d e a odiosi \u201cdistinguo\u201d, operati da chi \u00e8 incapace di cogliere l\u2019unit\u00e0 dietro la frammentariet\u00e0 di un carattere. Un esercizio molto utile per disintossicarsi da certe \u201cepurazioni\u201d \u00e8 la lettura di un\u2019antologia appena uscita per i tipi di <strong>Bietti<\/strong>, che raccoglie \u201cappunti e frammenti\u201d, come recita il sottotitolo, redatti tra il 1910 e il 1935 dal maestro dell\u2019eteronomia, in occasione dei centotrent\u2019anni dalla sua nascita. Stiamo parlando di <strong><em>Politica e profezia<\/em><\/strong> \u2013 curato da <strong>Brunello Natale De Cusatis<\/strong>, tra i maggiori lusitanisti italiani \u2013, libro che gi\u00e0 nel titolo raccoglie l\u2019ascissa e l\u2019ordinata di un\u2019equazione personale tesa tra la contemporaneit\u00e0 e il mito, le origini e il futuro, lo spazio e il tempo.<\/p>\n<p>Dalle sei sezioni del volume \u2013 tutte allestite, tradotte e curate da De Cusatis \u2013 emerge un Pessoa differente da quello tramandato e stereotipato che spopola da noi. Un pensatore libero e non allineato, che segu\u00ec \u2013 e con attenzione \u2013 le vicende politiche del suo tempo, facendosene interprete acuto e controcorrente. <strong>Anarca pi\u00f9 che anarchico, neopagano e aristocratico, esteta futurista<\/strong> come il suo Alvaro de Campos, <strong>anticomunista e antiliberale<\/strong>, allergico alle rivoluzioni nonch\u00e9 a ogni forma d\u2019ideologia irreggimentata e organizzata, detestava i partiti perennemente in lotta tra loro, nelle cui opposizioni vedeva un retaggio religioso, fanatici contro fanatici \u2013 anche perch\u00e9 il Portogallo dei primi decenni del Novecento, quello in cui visse lui, era tutta una collezione di cambi di governo e colpi di Stato, con esecutivi che duravano una manciata di giorni e altri stroncati sul nascere\u2026<\/p>\n<p>Impossibile catturarlo in <em>una<\/em> definizione, anche perch\u00e9 la sua era una \u201cvisione del mondo\u201d anzitutto <strong><em>metapolitica<\/em><\/strong>, improntata alla presenza del mito e del sacro nella realt\u00e0. Potremmo definirlo <strong>un <em>realista mitografico<\/em><\/strong>, che nel suo serrato confronto con la Storia vide emergere non \u201cfatti\u201d ma mitologie politiche e religioni secolarizzate. Per essere autenticamente realisti \u2013 sembra suggerirci Pessoa \u2013 occorre indagare il fondo metapolitico della politica, l\u2019essenza metastorica della storia. Un esempio? La <strong>Prima guerra mondiale<\/strong>, uno scontro non tra Stati o popoli ma tra due principi fondamentali: se il primo pone la Patria sopra la Civilt\u00e0, l\u2019altro afferma la superiorit\u00e0 della Civilt\u00e0 sulla Patria. Salvo poi auspicare una sintesi ideale (<em>metapolitica<\/em>, appunto) indicando nell\u2019opposizione tra le due istanze un effetto di superficie, che cela rapporti pi\u00f9 profondi:<\/p>\n<p><strong>\u00ab\u00c8 con la creazione di patrie forti e grandi che si crea una civilt\u00e0 grande. Allo stesso modo, \u00e8 con la creazione d\u2019individui forti che si crea uno Stato forte, \u00e8 con la creazione di una forte cultura che viene stabilita una forte disciplina\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>Furono insomma i miti della modernit\u00e0 a incuriosire questo singolare politologo, che dietro a ogni ideologia vide nient\u2019altro che una religione secolarizzata: basta comprendere quale essa sia per avere un\u2019idea delle dinamiche sociali in atto. \u00c8 un modello di \u201cteologia politica\u201d portato avanti da autori come <strong>Carl Schmitt, Juan Donoso Cort\u00e9s e Joseph de Maistre<\/strong>, tra gli altri. La gi\u00e0 citata Grande Guerra non fa eccezione. Dietro schieramenti e alleanze balugina qualcos\u2019altro, e Pessoa non ha timore di affermarlo, parlando (con toni che oggi verrebbero definiti <em>politicamente<\/em> <em>scorrettissimi<\/em>) di un conflitto essenzialmente religioso:\u00a0<strong>\u00abNella civilt\u00e0 moderna combattono corpo a corpo, per la prima volta, in modo chiaro, le forze pagane risorgenti e le forze cristiane decadenti\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/12\/Pessoa_MdA.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-501\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/12\/Pessoa_MdA-300x169.png\" alt=\"Pessoa_MdA\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/12\/Pessoa_MdA-300x169.png 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/12\/Pessoa_MdA.png 776w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Di origine squisitamente nietzschiana e neopagana, le sue critiche al cristianesimo si saldano all\u2019analisi \u2013 e alla critica \u2013 della modernit\u00e0, nei cui fenomeni, quasi senza eccezione, risiedono tracce di \u201ccristismo\u201d. <em>In primis<\/em> nella <strong>Rivoluzione francese<\/strong>, che della modernit\u00e0 \u00e8 in qualche modo la madrelingua, la matrice storica e ideologica. <strong>Un fenomeno del tutto cristiano<\/strong>, basato sui principi di libert\u00e0, ugualit\u00e0 e fraternit\u00e0, declinati in uno strenuo (e fallimentare) tentativo di migliorare la Storia e l\u2019uomo, realizzando una sorta di Paradiso terrestre proiettato nella storia. Sennonch\u00e9, una volta calati sulla terra, i principi del cristianesimo non sempre reggono alla prova del fuoco, e spesso vengono infranti dai diretti interessati, come dimostrano le carneficine orchestrate dai partigiani di questi stessi valori. In passato dai cristiani (le cui persecuzioni nei confronti dei cosiddetti \u201cpagani\u201d, aggiungiamo noi, sono tra i tab\u00f9 meglio custoditi dal \u201cculturalmente corretto\u201d), nei tempi pi\u00f9 recenti dai sedicenti \u201crivoluzionari\u201d. Errori di percorso? Applicazioni errate? Null\u2019affatto: il malinteso \u00e8 intrinseco ai principi stessi che, scrive Pessoa, \u00absono antagonistici all\u2019esistenza sociale, e applicarli, realmente e davvero, vorrebbe dire distruggere la societ\u00e0\u00bb. Ma lo stesso discorso si applica al democratismo:\u00a0<strong>\u00abTutto il fanatismo, tutta l\u2019intolleranza, tutta la confusione mentale, la sentimentalit\u00e0 morbosa dei democratici, ben mostrano la base ossessivamente religiosa del suo sistema\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>Nemmeno il bolscevismo \u2013 il quale, leggiamo in <em>Politica e profezia<\/em>, dietro una patina rivoluzionaria possiede un animo reazionario come pochi altri \u2013 sfugge a quest\u2019analisi, con tutti i suoi dogmi, che in realt\u00e0 si riducono a due: il <em>libero arbitrio<\/em>, l\u2019idea che sia l\u2019uomo a regolare gli orologi della Storia, che sia cio\u00e8 chiamato a redimere i peccati del mondo con le sue forze, senza concorso esterno, e il <em>miracolo<\/em>, secondo cui \u00e8 possibile \u00abcostruire una societ\u00e0 fuori dall\u2019egoismo, dalla vanit\u00e0, dalla cupidigia umane \u2013 fonti di tutto il progresso e di tutta la vita sociale\u00bb, sospendendo cos\u00ec le leggi naturali. Due postulati, ancora una volta, di derivazione cristiana. Se le cose stanno cos\u00ec, dunque, l\u2019opposizione tra cristianesimo e comunismo \u00e8 una specie di guerra civile, una scaramuccia tutta interna al monoteismo: <strong>\u00abL\u2019odio feroce del bolscevismo contro il Cristianesimo<\/strong> <strong>\u00e8 l\u2019odio di [\u2026] una religione contro<\/strong> <strong>l\u2019altra\u00bb.<\/strong> Per poi non parlare della lotta di classe, prosecuzione delle guerre religiose con altri mezzi.<\/p>\n<p>Qualcuno, soprattutto in Italia, ha ben pensato di arruolare Pessoa e la sua opera tra le fila del cosiddetto <strong>\u201cpensiero debole\u201d<\/strong>, facendo delle sue citazioni santini con cui condire vecchi e nuovi esistenzialismi. Per evitare equivoci di questo tipo, consigliamo la lettura di frammenti come questo, auspici di una riforma spirituale, prima che materiale, del Portogallo contemporaneo:<\/p>\n<p><strong>\u00abOpera pagana, opera anti-umanitaria, opera di trascendenza ed elevazione, attraverso quella crudelt\u00e0 verso noi stessi che lo spirito di Nietzsche, in un momento di lucidit\u00e0, vide essere la base di tutto il sentimento dell\u2019impero. Creare in Portogallo il sentimento di una missione civilizzatrice! [\u2026] Grande e difficile \u00e8 spazzare gli ideali democratici, umanitari e utilitaristici. La grande opera anti-cristiana (anti-cristiana in tutto: anti-democratica, anti-cattolica, anti-monarchica), tuttavia, dev\u2019essere compiuta. Poveri noi se non realizziamo la missione divina di Colui che ci situ\u00f2 all\u2019Occidente dell\u2019Europa. [\u2026] Dopo la conquista dei mari deve arrivare quella delle anime\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>Di fronte alla crisi in cui versava la contemporaneit\u00e0, prima di affidarsi a questa o quella formula politica \u2013 con luminose eccezioni, tuttavia \u2013 Pessoa auspicava che il Portogallo trovasse un <em>proprio<\/em> mito, una <em>propria<\/em> meta-narrazione fondante. <strong>Nazionalista mistico<\/strong>, era persuaso che l\u2019animo lusitano disponesse di una carica trascendente:<\/p>\n<p><strong>\u00ab<\/strong><strong>Che il Portogallo prenda coscienza di se stesso. Che rifiuti gli elementi estranei. Metta da parte Roma e la sua religione. Si affidi alla propria anima. In essa incontrer\u00e0 la tradizione dei romanzi cavallereschi, dove passa, vicina o remota, la Tradizione Segreta del Cristianesimo, la Successione Super-Apostolica, la Cerca del Santo Graal. [\u2026] Buttiamo via questo fardello di Tenebre e sconforto che da secoli pesa, ora pi\u00f9 ora meno, sulle nostre intelligenze e decisioni. Non abbiamo bisogno dei sette colli di Roma: anche qui, a Lisbona, abbiamo sette colli. Edifichiamo su questi la nostra Chiesa\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/12\/Pessoa_Crespo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-500\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/12\/Pessoa_Crespo-199x300.jpg\" alt=\"ARCH_GALLI_IMPERO_ANTIM_1b\" width=\"199\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/12\/Pessoa_Crespo-199x300.jpg 199w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/12\/Pessoa_Crespo-679x1024.jpg 679w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2018\/12\/Pessoa_Crespo.jpg 689w\" sizes=\"(max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><\/a>In fondo, \u00e8 in queste parole che si saldano le tante anime di una vita plurale come quella di Fernando Pessoa (riprendendo il titolo della biografia scritta da <strong>\u00c1ngel Crespo <\/strong>e uscita in Italia sempre a cura di Brunello De Cusatis, qualche anno fa). Se \u00e8 vero che tutta la modernit\u00e0 \u00e8 intessuta di miti \u2013 anche quando li vorrebbe risolutamente negare \u2013 allora \u00e8 con i miti stessi che bisogna rispondere. <strong>Miti da ricreare interiormente, per poi proiettarli al di fuori, favorendo la rinascita di una civilt\u00e0 agonizzante.<\/strong> Che si chiamino Don Sebastiano o Quinto Impero, che i suoi alfieri siano un Bandarra o un Vieira, poco importa: l\u2019importante \u00e8 custodire quest\u2019essenza mitografica, l\u2019unica capace di riunire <em>azione<\/em> e <em>contemplazione<\/em>, anche nel cuore notturno della storia. Cosa che Pessoa fece, se \u00e8 vero che \u00e8 nella <strong>sintesi di <em>azione<\/em> e <em>contemplazione<\/em>, mito e modernit\u00e0, politica e profezia,<\/strong> che risiede, secondo De Cusatis, l\u2019essenza pi\u00f9 intima di un poeta che reag\u00ec alla crisi del XX secolo edificando il suo impero interiore, sui sette colli di Lisbona carezzati dalla brezza atlantica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abIl pi\u00f9 pericoloso (o il meno estetico) dei divertimenti inutili\u00bb: cos\u00ec, con una battuta lapidaria, Fernando Pessoa liquid\u00f2 la politica, quella politicante, per capirci, ma avrebbe potuto riferirsi benissimo anche a quella culturale, che distribuisce patentini ideologici a destra e a manca, pi\u00f9 preoccupata di operare selezioni all\u2019ingresso del pantheon della cosiddetta \u201ccultura ufficiale\u201d che indagare il senso nascosto di poeti e artisti. In Italia, nel corso dei decenni, Pessoa non \u00e8 sfuggito a puntigliose \u201criletture\u201d e a odiosi \u201cdistinguo\u201d, operati da chi \u00e8 incapace di cogliere l\u2019unit\u00e0 dietro la frammentariet\u00e0 di un carattere. 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