{"id":521,"date":"2019-02-27T07:57:31","date_gmt":"2019-02-27T06:57:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/?p=521"},"modified":"2019-02-27T07:57:31","modified_gmt":"2019-02-27T06:57:31","slug":"julius-evola-note-di-filosofia-dada","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2019\/02\/27\/julius-evola-note-di-filosofia-dada\/","title":{"rendered":"Julius Evola: \u00abNote di filosofia Dada\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2019\/02\/Evola_Teoria_Pratica.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-522\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2019\/02\/Evola_Teoria_Pratica-222x300.png\" alt=\"Evola_Teoria_Pratica\" width=\"222\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2019\/02\/Evola_Teoria_Pratica-222x300.png 222w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2019\/02\/Evola_Teoria_Pratica.png 586w\" sizes=\"(max-width: 222px) 100vw, 222px\" \/><\/a>\u00c8 appena uscita, per Edizioni Mediterranee,<\/em> <strong>Teoria e pratica dell\u2019arte d\u2019avanguardia<\/strong><em>, la raccolta completa di tutti gli scritti di Julius Evola dedicati al dadaismo, di cui egli fu uno dei pochi rappresentanti in Italia, prima di dedicarsi alle attivit\u00e0 per cui \u00e8 tutt\u2019ora noto. Un volume che colma una lacuna, raccogliendo per la prima volta il suo carteggio con <strong>Tristan Tzara<\/strong>, varie rarit\u00e0 bibliografiche, i manifesti teorici, gli articoli e i saggi, una selezione di opere pittoriche e le poesie (inclusi la raccolta <\/em>Ra\u00e2ga Blanda<em> e il poema a quattro voci <\/em>La parole obscure du paysage int\u00e9rieur<em>). Insieme, ovviamente a saggi, appendici e approfondimenti, a cura di Carlo Fabrizio Carli, Vitaldo Conte, Enrico Crispolti, Gianfranco de Turris, Dalmazio Frau, Emanuele La Rosa, Guido Andrea Pautasso, Andrea Scarabelli, Francesco Tedeschi ed Elisabetta Valento. In attesa della sua presentazione romana, che si terr\u00e0 <strong>gioved\u00ec 7 marzo, alle ore 18, presso la Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea<\/strong>, pubblichiamo qui, per gentile concessione dell\u2019Editore, queste <\/em>Note di filosofia Dada<em>, risalenti al 1919, il cui manoscritto fu mandato da Evola all\u2019artista dadaista Hans Richter (se ne conserva copia negli archivi dello Schiller National Museum di Marbach am Neckar).<\/em><\/p>\n<p>La bandiera che il vento agita, come bandiera non esiste. Occorre non accettare assolutamente nulla, diffidare, staccare la crocifissione. Io son Dio se <em>egoizzo<\/em>, se nego; l\u00e0 dove mi abbandono sono un bruto, una donna.<\/p>\n<p><strong>Accettar la vita significa abbandonarsi, abdicare: vigliaccheria.<\/strong> V\u2019\u00e8 una libert\u00e0 che \u00e8 la peggior schiavit\u00f9; vivere \u00e8 una non-esistenza: sentimento, pensiero, emozione, amore.<\/p>\n<p>Esiste una forza di gravitazione umana che, pertanto, esiste in quanto io la concepisco: l\u00e0 \u00e8 il male, l\u2019inconcepibile, l\u2019impuro; ma in noi esiste parimenti l\u2019altro potere, la possibilit\u00e0 di realizzare una gravitazione di <em>senso opposto<\/em>: l\u00e0 \u00e8 il nostro potere divino, la nostra <em>propriet\u00e0<\/em>. E la seconda forza arresta la caduta infinita che la prima impone; nell\u2019equilibrio tutte le cose divorano se stesse: da qui il caos, la morte, la disorganizzazione, la nostra vita e la nostra purit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Possedere, non essere posseduto.<\/strong> Io ho la logica e non la logica ha me; io ho pensiero e contradizione, non \u00e8 che tutto ci\u00f2 mi abbia. Non bisogna permettere mai ai figli e agli schiavi di divenire i padroni dei loro padroni. Ma sull\u2019incendio si schiude un fresco miracolo nell\u2019etere del secondo spazio. Io muoio perch\u00e9 non muoio.<\/p>\n<p>Corruzione: anche lo stesso sentire \u00e8 corruzione infinita, <strong>v\u2019\u00e8 una volutt\u00e0 e un\u2019ebbrezza indicibili nella corruzione<\/strong>: e l\u00e0 \u00e8 la nostra umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 che cerca \u00e8 malato; la ricerca \u00e8 isterismo; la ricerca ci svia gli occhi. Chi cerca non trova mai, perch\u00e9 egli prova che \u00e8 fuggito e che i suoi sensi son chiusi. L\u2019uomo urla alla superficie e scaglia i suoi occhi nel cielo. La verit\u00e0 \u00e8 la scusa dell\u2019attivit\u00e0: la scusa per\u00f2 pu\u00f2 chiamarsi anche bene, [\u2026] Umanit\u00e0, libert\u00e0, conoscenza; ma tutto questo \u00e8 nulla per <strong>l\u2019attivit\u00e0 che vuole solamente affermare se stessa<\/strong>, il puro movimento senza causa n\u00e9 fine, impulso, materia, oscurit\u00e0 senza nome, piacere, follia: gravitazione che muove in circolo. Tutto il resto serve per l\u2019ubriachezza del mercato: fuochi maleodoranti che degli escrementi freddi e delle croste alimentano. Ricerca!<\/p>\n<p>Estinzione delle seti: finch\u00e9, alla fine [cadr\u00e0] al fondo della tenebra esteriore <strong>il fardello oscuro e carnale della nostra umanit\u00e0<\/strong>. Rinchiudere in s\u00e9 stessa ogni necessit\u00e0. <em>Ich habe meine Sache auf nichts gestellt<\/em>. Il grande silenzio.<\/p>\n<p>Vi fu un giovane dio sbarcato in una metropoli per la prima volta: [ne]l fissare \/ <em>e pel fissare<\/em> \/ non trov\u00f2 che enormi costruzioni di cartone freddo, deserte, senza luce n\u00e9 uomini n\u00e9 anima. Ogni forza era morta, decomposta; [nel cir]colo d\u2019inerzia, sopravvivevano gli schemi scientifici delle forme in uno stu[por]e senza fine. Ed egli calm\u00f2 in segni magnetici e in giuochi limpidi [la] terribile congestione in potenza che urlava in questa vita senza vita: ca[pr]iccio.<\/p>\n<p>La filosofia pu\u00f2 essere una buona arma contro se stessa, e anche la logica. Perch\u00e9 <em>io<\/em>, non posso toccare nulla: che tutto in s\u00e9 stesso, trovi la propria [di]struzione. <strong>Noi inoculiamo nel nostro sangue il germe della decomposizione<\/strong>, poi ce ne andiamo. La conoscenza \u00e8 anch\u2019essa un\u2019arma: conoscere \u00e8 uccidere. <strong>Umanit\u00e0: occorre in[ce]ndiarla, devastarla con noi stessi.<\/strong><\/p>\n<p>Tutte le cose, al difuori, s\u2019illuminano di colpo, poi esse si precipitano in [&#8230;]ntro e divengono vento. Oh, mie care amiche! Tutto quel che esiste in noi deve esser contradittorio; \u00e8 questa la condizione d\u2019essere della pratica presso un\u2019esistenza astratta. Dada \u00e8 contradittorio, e per questo non \u00e8 contradittorio. E io voglio essere in contradizione con me stesso sino al punto di dimostrarmi che non lo sono affatto.<\/p>\n<p><strong>Io so quel che faccio. Io sono in malafede. Io sono assoluto. <\/strong>Spingo la corrente dal mare al monte. L\u2019uomo esiste realmente solo quando fa un lavoro negativo. Occorre dissolver tutto in attrito.<\/p>\n<p><strong>Bisogna disprezzare l\u2019amore e le donne. <\/strong>Bisogna passarsene di tutto. La superficialit\u00e0 \u00e8 una cosa molto profonda. Io sono molto mondano. <strong>Prendere un t\u00e8 con eleganza \u00e8 pi\u00f9 morale che far dell\u2019arte.<\/strong><\/p>\n<p>Schiantare tutti i ponti: esser incomprensibile a priori. <strong>Volere freddamente, chirurgicamente, sempre.<\/strong> Coscienza Morte ecc. ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><em>J. Evola<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 appena uscita, per Edizioni Mediterranee, Teoria e pratica dell\u2019arte d\u2019avanguardia, la raccolta completa di tutti gli scritti di Julius Evola dedicati al dadaismo, di cui egli fu uno dei pochi rappresentanti in Italia, prima di dedicarsi alle attivit\u00e0 per cui \u00e8 tutt\u2019ora noto. 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