{"id":526,"date":"2019-03-26T10:12:07","date_gmt":"2019-03-26T09:12:07","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/?p=526"},"modified":"2019-03-26T10:12:07","modified_gmt":"2019-03-26T09:12:07","slug":"due-secoli-di-misteri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2019\/03\/26\/due-secoli-di-misteri\/","title":{"rendered":"Due secoli di misteri"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2019\/03\/Simona-Cigliana-Due-secoli-di-fantasmi.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-528\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2019\/03\/Simona-Cigliana-Due-secoli-di-fantasmi-212x300.png\" alt=\"Simona Cigliana - Due secoli di fantasmi\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2019\/03\/Simona-Cigliana-Due-secoli-di-fantasmi-212x300.png 212w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2019\/03\/Simona-Cigliana-Due-secoli-di-fantasmi.png 550w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a>\u00abIl mondo, oggi, \u00e8 senza mistero!\u00bb<\/strong> esclamava Marcellin Berthelot ne <em>Les origines de l\u2019alchimie<\/em>, celebrando i trionfi del razionalismo ottocentesco. Era il 1885. Solo un anno prima, nel capolavoro <em>L\u2019antico regime e la rivoluzione<\/em>, <strong>Alexis de Tocqueville<\/strong> diceva qualcosa di ben diverso: \u00abI tempi in cui tutte le scienze divengono pi\u00f9 positive \u00e8 quello stesso in cui tutto ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 vago, inspiegabile, meno fondato sull\u2019esperienza e sulla ragione si sviluppa e turba maggiormente gli animi\u00bb. Gli stessi toni usati dal romanziere Joris-Karl Huysmans nel 1881, in <em>L\u00e0-bas<\/em>: <strong>\u00abQuando il materialismo impera, risorge la magia\u00bb<\/strong>. Composte a una manciata di anni le une dalle altre, le tre citazioni denunciano una compresenza, ingombrante per la storiografia ufficiale, che per\u00f2 ha stregato generazioni di studiosi, intenzionati a farla finita una volta per tutte con la vulgata secondo cui le \u201cmagnifiche sorti e progressive\u201d scalzerebbero esoterismo, occultismo e affini. Studiosi come Giorgio Galli, che ha mostrato come in pieno positivismo un nugolo di tradizioni alternative continui a mantenersi, riaffiorando spesso negli ambienti e secondo le modalit\u00e0 pi\u00f9 inaspettate. Alla bibliografia sull\u2019argomento si aggiunge ora il monumentale studio di <strong>Simona Cigliana, <em>Due secoli di fantasmi<\/em>,<\/strong> uscito dieci anni fa per Fazi e ora riproposto da <strong>Edizioni Mediterranee<\/strong> in una nuova versione ampliata e aggiornata.<\/p>\n<p>I duecento anni evocati nel titolo coprono i secoli XIX e XX, Giano bifronte di scienza e occultismo, tecnica e spiritismo, razionalismo e metapsichica. Come spiegare quest\u2019ambivalenza? Dire genericamente che l\u2019umanit\u00e0 ha sempre nutrito il desiderio di mettersi in contatto con l\u2019<em>oltre<\/em> non basta, e per due ragioni. Anzitutto, perch\u00e9 molti sono i modi di sviluppare \u201cavvicinamenti\u201d (J\u00fcnger) con l\u2019Altrove. In secondo luogo, perch\u00e9 i due secoli in questione hanno visto il trionfo della modernit\u00e0, di <strong>una Dea Ragione che nutre la malcelata ambizione di eliminare questo <em>oltre<\/em><\/strong>, o comunque non se ne occupa, limitandosi a razionalizzare e catalogare l\u2019aldiqu\u00e0. Tuttavia, come nota l\u2019Autrice, le cose sono ben pi\u00f9 complesse:<\/p>\n<p><strong>\u00abI periodi in cui, in nome della ragione, si sono voluti rigettare i retaggi della superstizione, proclamandosi deterministi e materialisti, sono spesso quelli in cui si assiste a inaspettati revival di spiritismo. [\u2026] Sollevando il velo che la storiografia ufficiale ha steso su questa area eterodossa, si scoprir\u00e0 che spiritismo, occultismo ed esoterismo, con il loro corredo di spiritualit\u00e0 alternative, hanno esercitato una durevole e pervasiva interazione con la cultura dell\u2019Occidente\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>Oggi siamo soliti considerare \u2013 scioccamente \u2013 scienza e mistero come irriducibili a un comune denominatore, ma le cose non sono sempre state cos\u00ec. Alla fine del XIX secolo, ad esempio, molti erano i legami tra questi due approcci al reale. Ebbene, dopo aver indagato e catalogato lo scibile umano, <strong>la scienza era giunta a un punto di non ritorno, al confine oltre cui si estende il Grande Ignoto<\/strong>. Non pot\u00e9 far altro che sbirciarci dentro, scoprendo qualcosa che nemmeno il pi\u00f9 irriducibile tra i positivisti avrebbe mai potuto sospettare: <strong>\u00abAccanto a un mondo visibile ne esisteva un altro invisibile\u00bb<\/strong>, entrambi<\/p>\n<p><strong>\u00abconcomitanti, coesistenti l\u2019uno a fianco dell\u2019altro, pervasi da una quantit\u00e0 di energie che ancora non si era ben in grado di descrivere ma di cui si potevano osservare i portentosi effetti. La nostra \u201csolida\u201d materia cominciava anch\u2019essa ad apparire come qualcosa di pi\u00f9 complesso che una ganga di elementi inerti, e si rilevava permeabile a tanti diversi tipi di forze sottili\u2026\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>Ne nacque una babele di scoperte ed esplorazioni, che sconvolse le tradizionali divisioni dei saperi: lo stesso spiritismo si assegn\u00f2 un carattere scientifico, divenendo una disciplina sperimentale basata su una visione meccanicista dell\u2019anima assolutamente in linea con lo spirito dei tempi, materialista come pochissimi altri. Una visione estesa alla stessa tecnica: se i dispositivi meccanici amplificavano le facolt\u00e0 materiali umane, lo spiritismo avrebbe fatto lo stesso a livello psichico\u2026<\/p>\n<p>Tra l\u2019altro, se lo spiritismo adotta le modalit\u00e0 dell\u2019analisi scientifica, mutuando il linguaggio di una disciplina di cui scalfisce l\u2019assetto dogmatico, <strong>la scienza stessa<\/strong> sembra abbandonare il proprio statuto sperimentale, costituendosi come <strong>un vero e proprio mito<\/strong>, imbattendosi in sentieri alternativi e denunciando implicitamente l\u2019insufficienza di un metodo d\u2019indagine esclusivamente razionale. Un caso emblematico \u00e8 costituito da <strong>Auguste Comte<\/strong>, alfiere del razionalismo pi\u00f9 intransigente, che aveva esclamato: <strong>\u00abTra cinquant\u2019anni gli scienziati predicheranno il positivismo a N\u00f4tre-Dame!\u00bb<\/strong>. Eppure, come ricorda Cigliana, lui stesso aveva dato il cattivo esempio, finendo per fondare una vera e propria religione positiva, in cui Dio era sostituito da un Grande Essere, i rituali e i sacramenti dal metodo scientifico, i sacerdoti dagli scienziati e via dicendo. A proposito, la nuova religione di Comte aveva anche una madonna \u2013 sua moglie \u2013 e ovviamente un pontefice \u2013 lui stesso\u2026<\/p>\n<p>Questa compresenza chiaroscurale proietta la sua ombra lunga anche sulla politica. Nell\u2019arco della modernit\u00e0 non esiste fenomeno politico immune al fascino dell\u2019occulto: se <strong>Giorgio Galli<\/strong> ha parlato dell\u2019esoterismo sotto il nazionalsocialismo, ma anche sotto liberalismo e democrazia (soprattutto ne\u00a0<em>La politica e i maghi<\/em>, del 1995),\u00a0<strong>Francesco Dimitri<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>ha scritto\u00a0<em>Comunismo magico<\/em>\u00a0(2004) e\u00a0<strong>Gianfranco de Turris<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>ha curato un volume collettaneo dal significativo\u00a0 titolo <em>Esoterismo e fascismo<\/em>\u00a0(2006). Ebbene, Simona Cigliana declina questo <em>modus operandi<\/em>, utilizzando come chiave di volta lo spiritismo, nella nascita del radicalismo socialista. Se, ad esempio, nel 1848 il <strong><em>Manifesto del partito comunista<\/em><\/strong> usava in modo assai disinvolto metafore riferite al mondo degli spiriti (lo \u00abspettro che si aggira per l\u2019Europa\u00bb, le \u00abevocazioni\u00bb, gli \u00abapprendisti stregoni\u00bb\u2026), meno noto \u00e8 che <strong>Friedrich Engels<\/strong> s\u2019interessava al fenomeno dello spiritismo, conducendo addirittura esperimenti sul magnetismo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2019\/03\/Mesmerismo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-530\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2019\/03\/Mesmerismo-300x235.jpg\" alt=\"Mesmerismo\" width=\"300\" height=\"235\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2019\/03\/Mesmerismo-300x235.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2019\/03\/Mesmerismo.jpg 907w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Lo stesso accadr\u00e0 ad altri protagonisti della \u201ccontestazione\u201d, che non vedranno contraddizione alcuna nell\u2019occuparsi di spiritismo <em>e<\/em> di politica. Anche perch\u00e9, \u00e8 bene ricordarlo, lo spiritismo era in qualche modo conforme agli ideali della nuova politica, improntati a un progresso indefinito, figlio dell\u2019idea di una perfettibilit\u00e0 umana di stampo pi\u00f9 religioso e messianico che scientifico. Qualche esempio? A Parigi le riunioni della Societ\u00e0 Teosofica di <strong>Madame Blavatsky<\/strong> (che, tra l\u2019altro, <strong>fu in contatto epistolare con Garibaldi<\/strong>, nominato nel 1863 presidente onorario di una societ\u00e0 spiritica veneziana) si tenevano nella redazione della <em>Revue Socialiste<\/em> di Louis Dramard, a sua volta membro del circolo occultistico della \u201cStella Celeste\u201d. Ma s\u2019interessarono di spiritismo anche Robert Dale Owen, figlio dell\u2019utopista Robert Owen, tra i fondatori del Movimento Cooperativo Inglese e della lega delle Trade Unions, \u00aba sua volta assidua presenza, <em>post mortem<\/em>, ai tavoli di varie sedute medianiche, tra cui quelle di George Sexton, leader della Social Democratic Federation, ovvero dell\u2019ala marxista del movimento laburista\u00bb. Nemmeno in Italia le cose erano differenti, se pensiamo al caso paradigmatico di <strong>Giuseppe Mazzini<\/strong>, persuaso che ogni vita individuale facesse parte di un\u2019esistenza ben pi\u00f9 ampia e che la lotta politica andasse inserita in ciclicit\u00e0 pi\u00f9 estese:<\/p>\n<p><strong>\u00abLa nostra missione non \u00e8 conchiusa. [\u2026] Essa sale di secolo in secolo verso fati che ci sono ignoti: cerca la propria legge della quale noi possediamo soltanto le prime linee. D\u2019iniziazione in iniziazione, attraverso la serie delle incarnazioni successive essa purifica e amplia la formola del Sagrificio\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>Se dalla politica ci spostiamo alle arti, le cose non cambiano, e la lista degli scrittori, poeti, compositori e drammaturgi che s\u2019interessarono all\u2019occultismo \u00e8 copiosa. Anche in questo caso, ci limiteremo a qualche esempio tratto dalla imponente rassegna stilata in <em>Due secoli di fantasmi<\/em>. Se non \u00e8 un mistero il fatto che <strong>August Strindberg<\/strong> si dedicasse all\u2019alchimia (cos\u00ec come, pi\u00f9 avanti, <strong>Antonin Artaud<\/strong>), se sono note le \u201ctendenze occultiste\u201d di un Papini o un Prezzolini, un\u2019occhiata alla lista dei membri della <strong>Society for Psychical Research<\/strong> londinese \u2013 la cui succursale americana fu fondata dal pragmatista William James, fratello dello scrittore Henry \u2013 far\u00e0 emergere nomi di \u201cinsospettabili\u201d come <strong>Lewis Carroll, Robert Louis Stevenson, Carl Gustav Jung, Pierre e Marie Curie, Cesare Lombroso, Charles Richet, Henri Bergson<\/strong> (la cui sorella, Moira, era membro dell\u2019Hermetic Order of the Golden Dawn) <strong>e John Ruskin<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Sigmund Freud<\/strong> pensava di candidarvisi in qualit\u00e0 di \u201cmembro corrispondente\u201d, come scrisse a <strong>Carl Gustav Jung<\/strong> il 17 febbraio 1911. Come noto, d\u2019altronde, il padre della psicanalisi utilizzava l\u2019ipnosi e assistette ad esperimenti medianici. E a proposito della telepatia scrisse nella sua lezione dedicata a <em>Sogno e occultismo<\/em> che era un \u00abdono fisiologico\u00bb, la componente residuale di \u00abun mezzo originario, arcaico di comunicazione tra gli individui\u00bb. Sopraffatta nel corso dell\u2019evoluzione da altre facolt\u00e0, non \u00e8 escluso che potesse essere rimasta, in forma latente, in alcuni individui: <strong>\u00abChiss\u00e0 che il metodo pi\u00f9 antico non sia rimasto sullo sfondo e si affermi ancora in certe condizioni\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>Della Societ\u00e0 era membro anche <strong>Arthur Conan Doyle<\/strong>. Se \u00e8 per questo, il celebre padre di Sherlock Holmes, l\u2019investigatore paladino della razionalit\u00e0 e della logica deduttiva, era stato nominato presidente della London Spiritualist Alliance ed era tra i finanziatori del settimanale spiritista <em>Light<\/em>. Vicino alla Societ\u00e0 Teosofica di Londra, difese la causa spiritista, propagandandola in mezzo mondo, e fu autore, nel 1926, di una <em>Storia dello spiritismo<\/em> in due volumi. Iniziato alla massoneria presso la <strong>Phoenix Lodge di Porthsmouth<\/strong> (legata alla <strong>Societas Rosicruciana in Anglia<\/strong>, progenitrice della Golden Dawn), il mago di Baker Street negli anni Venti sostenne sulla stampa l\u2019autenticit\u00e0 delle fotografie che ritraevano Elsie Wright e Frances Griffiths alle prese con piccole fate alate.<\/p>\n<p>Tra gli \u201cinsospettabili\u201d citati da Simona Cigliana ricordiamo anche <strong>Alessandro Manzoni<\/strong>, che assistette alle esibizioni del mentalista Auguste Lassaigne e a casa sua organizz\u00f2 performance di vari mesmerizzatori, come Charles Lafontaine e Domenico ed Emma Zanardelli. Utilizzarono l\u2019occultismo a fine narrativo <strong>Giovanni Verga<\/strong> e ovviamente gli <strong>Scapigliati<\/strong>, Arrigo e Camillo Boito e Igino Tarchetti, ma anche <strong>Luigi Pirandello<\/strong>, che nelle sue opere cit\u00f2 spesso autori legati alla ricerca psichica. <strong>Luigi Capuana<\/strong>, da parte sua, eseguir\u00e0 esperimenti di magnetizzazione, nello spiritismo vedr\u00e0 \u00abla religione dell\u2019et\u00e0 della scienza\u00bb e scriver\u00e0 <em>Spiritismo?<\/em> (1884) e <em>Mondo occulto<\/em> (1894).<\/p>\n<p>Sempre in ambito artistico, impossibile non ricordare <strong>Erik Satie<\/strong>, legato all\u2019Ordine Cabbalistico della Rosa+Croce, da cui trasse ispirazione nella stesura di molti suoi brani. Una piccola curiosit\u00e0: assieme ai lavori di <strong>Arnold Sch\u00f6nberg<\/strong>, le sue composizioni fecero da sfondo a varie serate romane organizzate dall\u2019allora avanguardista <strong>Julius Evola<\/strong>, teorico di un \u201cdadaismo metafisico\u201d (apprezzato molto da Tristan Tzara, con cui era in contatto) aperto alla trascendenza e non ai miasmi dell\u2019inconscio freudiano. Per poi giungere a <strong>Edvard Munch<\/strong>, al lituano Mikalojus Konstantinas \u010ciurlonis, a Kandinsky, a Mondrian (per la cronaca, membro della Societ\u00e0 Teosofica) e al movimento di <strong>Filippo Tommaso Marinetti<\/strong>, le cui aperture al sovrannaturale sono state documentate sempre da Cigliana nell\u2019imprescindibile <strong><em>Futurismo esoterico<\/em><\/strong> (2002).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2019\/03\/Daniel-Dunglas-Home.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-529\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2019\/03\/Daniel-Dunglas-Home-212x300.jpg\" alt=\"Daniel Dunglas Home\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2019\/03\/Daniel-Dunglas-Home-212x300.jpg 212w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2019\/03\/Daniel-Dunglas-Home.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a>La metapsichica influenz\u00f2 i surrealisti, estendendo il proprio raggio d\u2019azione anche sulla danza, l\u2019architettura, la fotografia e il teatro. Per poi non parlare del cinema, la cui visualit\u00e0 offr\u00ec al sovrannaturale un nuovo supporto, dando vita a centinaia di pellicole dedicate all\u2019occulto. Se n\u2019era accorto Abel Gance, secondo cui \u00abtutte le leggende, tutte le mitologie e tutti i miti, tutti i fondatori di religioni, anzi tutte le religioni [\u2026] aspettano la loro resurrezione nel film\u00bb. Ma anche Antonin Artaud, che scrisse:\u00a0<strong>\u00abIl cinema \u00e8 essenzialmente rivelatore di una vita occulta [\u2026] La nostra epoca \u00e8 assai propizia per gli stregoni e per i santi, pi\u00f9 propizia di quanto non sia mai stata. Tutto un mondo intangibile prende corpo, cerca di venire alla luce. [\u2026] Se il cinema non vien fatto per tradurre i sogni o tutto ci\u00f2 che nella veglia \u00e8 in comunicazione con il Regno dei sogni, allora non ha senso\u00bb.\u00a0<\/strong><em>Antonin le Fou <\/em>\u2013 cos\u00ec lo presentava <strong>Ren\u00e9 Daumal<\/strong> nel suo capolavoro <em>La grande bevuta<\/em> \u2013 aveva colto qualcosa di essenziale, esaustivamente restituito dalle pagine di <em>Due secoli di fantasmi<\/em>: ben lungi dall\u2019essere disumanizzante, la tecnica pu\u00f2 far risorgere la magia, tornando a riaccordare l\u2019umanit\u00e0 moderna a un patrimonio ben pi\u00f9 antico, che nemmeno il pi\u00f9 assoluto tra i materialismi \u00e8 in grado di cancellare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abIl mondo, oggi, \u00e8 senza mistero!\u00bb esclamava Marcellin Berthelot ne Les origines de l\u2019alchimie, celebrando i trionfi del razionalismo ottocentesco. Era il 1885. Solo un anno prima, nel capolavoro L\u2019antico regime e la rivoluzione, Alexis de Tocqueville diceva qualcosa di ben diverso: \u00abI tempi in cui tutte le scienze divengono pi\u00f9 positive \u00e8 quello stesso in cui tutto ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 vago, inspiegabile, meno fondato sull\u2019esperienza e sulla ragione si sviluppa e turba maggiormente gli animi\u00bb. Gli stessi toni usati dal romanziere Joris-Karl Huysmans nel 1881, in L\u00e0-bas: \u00abQuando il materialismo impera, risorge la magia\u00bb. Composte a una manciata [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2019\/03\/26\/due-secoli-di-misteri\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1084,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[16568,170693,7500,8992],"tags":[371197,326012,43753,371201,371198,282697,371202,2018,317261,261,371200,371195,299964],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/526"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1084"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=526"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/526\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":532,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/526\/revisions\/532"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=526"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=526"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=526"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}