{"id":570,"date":"2019-11-24T16:12:52","date_gmt":"2019-11-24T15:12:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/?p=570"},"modified":"2019-11-25T17:58:56","modified_gmt":"2019-11-25T16:58:56","slug":"jacques-bergier-come-nacque-il-mattino-dei-maghi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2019\/11\/24\/jacques-bergier-come-nacque-il-mattino-dei-maghi\/","title":{"rendered":"Jacques Bergier: \u00abCome nacque \u201cIl mattino dei maghi\u201d\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2019\/11\/Jacques-Bergier_-Io-non-sono-leggenda.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-571\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2019\/11\/Jacques-Bergier_-Io-non-sono-leggenda-197x300.png\" alt=\"Jacques-Bergier_-Io-non-sono-leggenda\" width=\"197\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2019\/11\/Jacques-Bergier_-Io-non-sono-leggenda-197x300.png 197w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2019\/11\/Jacques-Bergier_-Io-non-sono-leggenda.png 484w\" sizes=\"(max-width: 197px) 100vw, 197px\" \/><\/a>\u00c8 appena uscita, per <strong>Edizioni Bietti<\/strong>, la traduzione italiana di <\/em><strong>Io non sono leggenda<\/strong><em>, l\u2019autobiografia di Jacques Bergier, il mitico autore de <\/em>Il mattino dei maghi<em>, manifesto del \u201crealismo fantastico\u201d scritto a quattro mani con Louis Pauwels e pubblicato da Gallimard nel 1960. L\u2019edizione dell\u2019autobiografia dell\u2019\u201c<strong>Amante dell\u2019Insolito e Scriba dei Miracoli<\/strong>\u201d (come lui stesso aveva fatto scrivere sul suo biglietto da visita) comprende vari materiali aggiuntivi, molti dei quali pubblicati in prima edizione mondiale. Oltre a un ricordo dell\u2019autore ad opera di Sebastiano Fusco, che lo incontr\u00f2 in varie occasioni, il volumetto contiene un ricco apparato di note, un capitolo tagliato nell\u2019edizione francese (Retz, 1977) e il progetto editoriale di una delle opere che avrebbe dovuto costituire il seguito di un libro epocale come pochi altri. Per gentile concessione dell\u2019editore, pubblichiamo qui un estratto del capitolo di <\/em>Io non sono leggenda<em> dedicato all\u2019incontro tra <strong>Jacques Bergier e Louis Pauwels \u2013 il primo, scienziato e fisico comunista, il secondo, amante della spiritualit\u00e0 e discepolo di Gurdjieff, nonch\u00e9 uomo di destra \u2013<\/strong> contenente anche informazioni su come nacque <\/em>Il mattino dei maghi<em>, nonch\u00e9 sulle reazioni \u201ca caldo\u201d del pubblico di fronte alla sua comparsa.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><em>A.S.<\/em><\/p>\n<p>Non sempre riesco a decifrare le tracce del futuro. Mi capita di fare previsioni con una tale esattezza che sfiora il paradosso temporale, ma spesso ci\u00f2 non succede. <strong>Quando incontrai Louis Pauwels, nel 1959, non avrei mai immaginato che ci\u00f2 avrebbe cambiato molte vite<\/strong>. Grazie agli studi di cui ho gi\u00e0 parlato, entrai in contatto con l\u2019alchimista Ren\u00e9 Alleau, che mi present\u00f2 Pauwels. Ci\u00f2 che mi colp\u00ec \u2013 e continua a colpirmi \u2013 \u00e8 la sua curiosit\u00e0. Pauwels \u00e8 di una curiosit\u00e0 indomita, una disposizione naturale frequente tra i russi e gli europei dell\u2019Est ma molto rara in un europeo occidentale.<\/p>\n<p>Quando lo conobbi, aveva appena concluso <em>Monsieur Gurdjieff<\/em>. Ci scambiammo riflessioni e idee, e progettammo un\u2019opera che non avrebbe mai visto la luce: uno studio globale sulle societ\u00e0 segrete. Tale progetto \u2013 come scoprimmo solo dopo \u2013 era del tutto impossibile, per il semplice fatto che se una societ\u00e0 \u00e8 davvero segreta \u00e8 impossibile studiarla.<\/p>\n<p>Il progetto mor\u00ec dunque di morte naturale, ma io e Pauwels continuammo a collaborare. Andavo da lui, a Mesnil, e <strong>passavamo intere giornate a parlare, dopodich\u00e9 si svegliava alle quattro del mattino e cominciava a dattiloscrivere le nostre conversazioni<\/strong>. Tale metodo \u2013 che usiamo tuttora \u2013 \u00e8 anche alla base del suo libro <em>L\u2019ammirevole Blumroch. Ovvero, la colazione del superuomo<\/em>. Tutto parte da uno scambio di riflessioni e informazioni. Mi duole non aver conservato i fascicoli che costituivano il punto di partenza delle mie storie, ma non potevo prevedere che i nostri lavori sarebbero stati analizzati e commentati da cima a fondo. Alcuni di questi fascicoli si trovano a casa di Pauwels, altri nella camera blindata del ristorante Quick-\u00c9lys\u00e9es (Champs-\u00c9lys\u00e9es, 114), che funge da magazzino, ma purtroppo la maggior parte di essi \u00e8 andata perduta.<\/p>\n<p>Mentre <em>Il mattino dei maghi<\/em> cresceva, ci accorgemmo che la sua struttura era altrettanto bizzarra e unica: vi avevamo inserito lunghe citazioni, ma anche storie di pura immaginazione \u2013 cosa che, per quanto ne so, non \u00e8 mai stata fatta da nessuno. Quando ci mettemmo alla ricerca di un titolo, io proposi <em>Approcci generali<\/em>, che per\u00f2 avrebbe generato confusione, avendo un taglio, per cos\u00ec dire, umoristico. Suggerii allora <strong><em>Il Graal e la Galassia<\/em><\/strong>, ma Claude Gallimard, futuro editore dell\u2019opera, ci fece notare che <strong>pochissimi sapevano cosa fossero il Graal e le galassie<\/strong> (<strong>e come dargli torto, pensando ai lettori di Sartre e Gide?<\/strong>). Fu Pauwels a trovare <em>Il mattino dei maghi<\/em>, titolo definitivo del libro, che usc\u00ec nel 1960.<\/p>\n<p>La sua pubblicazione ha suscitato numerose reazioni. Jean Paulhan e Raymond Queneau mi dissero che, se avessero letto il manoscritto, per consentirne la pubblicazione l\u2019editore sarebbe dovuto passare sul loro cadavere.<\/p>\n<p>Impossibile ricordare tutti gli attacchi. Un integralista (l\u2019estrema destra della Chiesa cattolica) scrisse un libro in cui dimostrava che <em>Il mattino dei maghi<\/em> ci era stato dettato da Satana in persona. Comunisti e uomini di sinistra pubblicarono studi dimostrando che era una macchinazione per distogliere il popolo francese dai veri problemi. Un autore tedesco di fantascienza, Walter Ermsting, spieg\u00f2 che il libro ci era stato trasmesso telepaticamente dal sistema solare di Altair. Quanta immaginazione\u2026!<\/p>\n<p>Lavorando con Louis Pauwels forse non avr\u00f2 penetrato i grandi segreti cosmici, ma ho imparato due cose. Anzitutto, che un non-scienziato pu\u00f2 essere un uomo valido e degno di amicizia; prima di conoscerlo, consideravo questa tipologia al di sotto del livello umano. In secondo luogo, il nostro rapporto mi ha insegnato l\u2019importanza dello stile. <strong>L\u2019enorme successo de <em>Il mattino dei maghi<\/em> \u00e8 dovuto in gran parte allo stile di Pauwels.<\/strong> Per quanto mi riguarda, non nutro l\u2019ambizione di essere uno scrittore, ma so di avere un gran talento nel raccontare storie. Quando discutevo con Pauwels, gli parlavo come se mi trovassi davanti al fuoco del campo coi miei compagni di lotta, o nei campi di concentramento cogli altri deportati.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2019\/11\/Matin-Magiciens.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-572\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2019\/11\/Matin-Magiciens-200x300.jpeg\" alt=\"Matin-Magiciens\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2019\/11\/Matin-Magiciens-200x300.jpeg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2019\/11\/Matin-Magiciens-683x1024.jpeg 683w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2019\/11\/Matin-Magiciens.jpeg 1366w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Di recente, agli inizi del 1976, ho esaminato l\u2019ultima edizione de <em>Il mattino dei maghi<\/em>. Il novantadue per cento dei fatti indicati all\u2019interno del libro \u00e8 esatto; purtroppo non siamo riusciti a verificare la restante parte, essendo coperta dal segreto militare: ebbene, la veridicit\u00e0 del nostro libro \u00e8 superiore a quella di qualsiasi altra opera scientifica contemporanea. L\u2019esattezza dei migliori libri scientifici non supera in media il cinquanta per cento, vale dire che <em>un fatto su due \u00e8 falso<\/em>. Nemmeno i dubbi degli scienziati cambiano nulla. Quando sono al potere, come gli antropologi nella Germania hitleriana o Lyssenko nella Russia di Stalin, spediscono chi contraddice le loro teorie nei campi, inverando le parole di Max Planck: <strong>\u00abLa verit\u00e0 non trionfa mai, ma i suoi avversari hanno il brutto difetto di morire sempre\u00bb<\/strong>. Non amo affatto il termine \u201cdivulgazione\u201d e credo sia impossibile \u201cdivulgare senza volgarizzare\u201d, come recita il motto di una nota casa editrice. Ma si pu\u00f2 certamente spiegare, anche se ci\u00f2 implica un tradimento: infatti, <strong>il solo linguaggio della verit\u00e0 \u00e8 di tipo matematico, e la matematica non pu\u00f2 essere espressa a parole<\/strong>. Mi sono dovuto sforzare parecchio per inserire ne <em>Il mattino dei maghi<\/em> una sola formula matematica. Anche Jacques Monod ce l\u2019ha fatta, nella sua celebre opera <em>Il caso e la necessit\u00e0<\/em>, antitesi (o antidoto?) de <em>Il mattino dei maghi<\/em>. Tuttavia, se \u00e8 giusto difendere ci\u00f2 che si crede vero, bisogna essere anche capaci di evitare l\u2019errore. Ebbene, l\u2019unica formula inserita da Monod nel suo libro \u00e8 sbagliata\u2026<\/p>\n<p>Sono convinto che gli aspetti pi\u00f9 favolosi del mondo possano essere formulati solo a partire dalla matematica, ma che sia altrettanto necessario parlarne con uomini come Pauwels, dotati di una certa dote poetica. Ho avuto un\u2019esperienza analoga \u2013 piuttosto deludente \u2013 con il cineasta Alain Resnais, a cui ho esposto le teorie matematiche moderne sul tempo. Non ci ha capito nulla, ma qualcosa \u00e8 passato, generando film come <strong><em>L\u2019anno scorso a Marienbad<\/em><\/strong>, in cui un uomo incontra una donna ben prima di averla vista, e <strong><em>Je t\u2019aime, je t\u2019aime<\/em><\/strong>, storia di un viaggiatore nel tempo che orbita sempre intorno a un istante (la sua destinazione), prima di fermarsi.<\/p>\n<p>Lavorare con Pauwels \u00e8 piacevole. \u00c8 al tempo stesso entusiasta e critico \u2013 il solo atteggiamento possibile quando, come disse Talbot Mundy, si attraversano <strong>frontiere in cui \u00abgli avvenimenti, come le sentinelle, aprono il fuoco senza preavviso\u00bb<\/strong>. Ecco perch\u00e9 ne <em>Il mattino dei maghi<\/em> non si trovano (e solo Dio sa quante ne abbiamo vagliate!) truffe come dischi volanti, astrologia, radioestesia, ectoplasmi, guaritori filippini\u2026 <strong>I nostri emulatori non hanno avuto la stessa onest\u00e0, ma non possiamo farci nulla.<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 difficile spiegare come mai io e lui non abbiamo mai litigato, cosa che accade spesso durante le collaborazioni. Penso sia dovuto al fatto che la nostra relazione non \u00e8 competitiva. Ci\u00f2 che interessa a me non importa a lui, e viceversa, facendo s\u00ec che la nostra sia una visione binoculare dell\u2019universo, a cui teniamo parecchio (come noto, lo sguardo binoculare \u00e8 reso possibile dalla distanza che separa gli occhi). Per continuare con questa metafora, potrei dire che <strong>il nostro sguardo intercetta radiazioni che di norma l\u2019occhio non percepisce. Risiede qui il nucleo del <em>realismo fantastico<\/em>.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019espressione risale allo scrittore belga Franz Hellens e si applica perfettamente al nostro percorso \u2013 anche se tengo a precisare che non \u00e8 una filosofia in senso vero e proprio, quanto piuttosto un atteggiamento di fronte alle cose. \u00c8 infatti impossibile, al contrario di quanto ripetuto giorno e notte dagli sciocchi, \u201caderire\u201d al realismo fantastico. A questo proposito, ricordo sempre l\u2019aneddoto del segretario di Darwin.<\/p>\n<p>\u00abSignore\u00bb gli disse, \u00abc\u2019\u00e8 qui una che ha letto la sua opera. Vorrebbe dirle che ha finalmente accettato l\u2019universo!\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abAlla buon\u2019ora!\u00bb tagli\u00f2 corto Darwin.<\/p>\n<p><strong>Il <em>realismo fantastico<\/em> rende l\u2019universo pi\u00f9 gradevole, ma \u00e8 impossibile che dia i natali a una religione o una filosofia. <\/strong><em>Il mattino dei maghi<\/em> usc\u00ec nel 1960. Allo stato attuale delle cose, gli manca solo l\u2019indice dei nomi. Ma Pauwels e io non ne possiamo davvero pi\u00f9. Io credevo che l\u2019opera passasse inosservata. Pauwels, pi\u00f9 ottimista, sperava di raggiungere le mille copie. Entrambi avevamo fatto male i conti\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 appena uscita, per Edizioni Bietti, la traduzione italiana di Io non sono leggenda, l\u2019autobiografia di Jacques Bergier, il mitico autore de Il mattino dei maghi, manifesto del \u201crealismo fantastico\u201d scritto a quattro mani con Louis Pauwels e pubblicato da Gallimard nel 1960. L\u2019edizione dell\u2019autobiografia dell\u2019\u201cAmante dell\u2019Insolito e Scriba dei Miracoli\u201d (come lui stesso aveva fatto scrivere sul suo biglietto da visita) comprende vari materiali aggiuntivi, molti dei quali pubblicati in prima edizione mondiale. 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