{"id":577,"date":"2020-01-21T15:08:23","date_gmt":"2020-01-21T14:08:23","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/?p=577"},"modified":"2020-01-21T15:08:23","modified_gmt":"2020-01-21T14:08:23","slug":"libri-che-uccidono-alchimia-ed-energia-atomica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2020\/01\/21\/libri-che-uccidono-alchimia-ed-energia-atomica\/","title":{"rendered":"Libri che uccidono, alchimia ed energia atomica"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/01\/Voyages-en-Kale\u0301idoskope.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-579\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/01\/Voyages-en-Kale\u0301idoskope-189x300.png\" alt=\"Voyages en Kale\u0301idoskope\" width=\"189\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/01\/Voyages-en-Kale\u0301idoskope-189x300.png 189w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/01\/Voyages-en-Kale\u0301idoskope.png 504w\" sizes=\"(max-width: 189px) 100vw, 189px\" \/><\/a>La sera del <strong>21 marzo 1919<\/strong>, a Parigi viene presentato un singolare poema in prosa dadaista, dal titolo <strong><em>Voyages en Kal\u00e9idoskope<\/em><\/strong>. Pubblicato cinque mesi prima dalla casa editrice di Georges Cres e tutt\u2019ora inedito in italiano, \u00e8 firmato da <strong>Irene Hillel-Erlanger<\/strong>, poetessa ebrea gi\u00e0 autrice di varie antologie con lo pseudonimo di Claude Lorrey nonch\u00e9 collaboratrice di Germaine Dulac, regista del cinema muto francese. Nata il 30 giugno 1878, era tra le promotrici del neonato movimento dadaista, amica di Breton e Aragon (si vocifera, tra l\u2019altro, che il racconto erotico, firmato dal secondo, <em>Le con d\u2019Ir\u00e8ne<\/em>, fosse dedicato proprio a lei\u2026). Sta di fatto che, come racconta <strong>Serge Hutin<\/strong> nel suo libro <strong><em>Governi occulti e societ\u00e0 segrete<\/em><\/strong>, tradotto negli anni Settanta all\u2019interno della mitica collana di Mediterranee \u201cla Biblioteca dei Misteri\u201d, durante quel cocktail, dopo aver distribuito copie omaggio del libro ai giornalisti e agli amici presenti, <strong>l\u2019autrice muore per una singolare intossicazione da ostriche<\/strong>. Nessun altro invitato registra il bench\u00e9 minimo malessere; in compenso, il giorno dopo <strong>qualcuno acquista <em>tutte<\/em> le copie in circolazione del <em>Voyages<\/em>, facendolo cos\u00ec sparire dalle librerie<\/strong>.<\/p>\n<p>La trama del <em>prose-poem<\/em> \u00e8, in realt\u00e0, molto semplice: sintetizzando chimicamente misteriosi fluidi e metalli, <strong>lo scienziato e occultista Joel Joze mette a punto un caleidoscopio capace di rivelare la natura nascosta delle cose<\/strong>. Cos\u00ec come nella <em>Fosca<\/em> del nostro Iginio Ugo Tarchetti, Joel \u00e8 infatuato di due donne: la Contessa Vera, stella della Parigi notturna, spregiudicata e crudele, e la pi\u00f9 discreta Grace, che indossa sempre un velo. Lo scienziato sceglie ovviamente la prima, che per\u00f2 lo riduce sul lastrico, fino a quando viene a salvarlo Grace. Quando questa si toglie finalmente il velo, Joel scopre che lei e Vera sono in realt\u00e0 sorelle, per cos\u00ec dire due emanazioni della stessa persona. La prima \u00e8 il tempo, la seconda l\u2019eternit\u00e0; l\u2019una \u00e8 la realt\u00e0, l\u2019altra la verit\u00e0.<\/p>\n<p>Incastonato in fronte, celato dal velo, Grace porta un diamante bianco, che nel corso della tenzone ingaggiata con la rivale genera <strong>un\u2019immane quantit\u00e0 di forza \u201csottile\u201d<\/strong> (una sinistra anticipazione dell\u2019energia atomica?), <strong>radendo al suolo l\u2019intera Ville Lumi\u00e8re<\/strong>. Una trama singolare, che secondo molti celerebbe tracce ermetiche dalla prima all\u2019ultima pagina, su come preparare la Pietra dei Filosofi, portando a compimento la Grande Opera. Difficile dire se l\u2019autrice si occupasse operativamente di <strong>alchimia<\/strong> \u2013 certo \u00e8 che conosceva quell\u2019ambiente, assai florido nella Belle \u00c9poque. Fu molto probabilmente da queste frequentazioni che nacque quello che \u00e8 e rimane un autentico <strong><em>testo a chiave<\/em><\/strong>. D\u2019altronde, nel dicembre 1919, tre mesi prima di morire, sulla rivista <em>Literature<\/em> lei stessa aveva offerto una chiave di lettura, scrivendo che \u00abenigmi e segni si trovano ovunque. Basta solo saperli leggere\u00bb.<\/p>\n<p>Col passare degli anni, dopo quel cocktail fatale nessuno parl\u00f2 pi\u00f9 di lei. Fino al 1945, quando <strong>Eugen Canseliet<\/strong>, discepolo dell\u2019enigmatico <strong>Fulcanelli<\/strong>, scrisse nei <em>Due luoghi alchemici<\/em> di aver ricevuto dal suo maestro il compito di recuperare copia di quel testo. Come noto, uno dei dettami alchemici prescrive il cosiddetto \u201csegreto iniziatico\u201d, ossia di non rivelare mai ai profani gli enigmi dell\u2019Ars Regia. E quel libro pullula di enigmi cifrati, tra cui un termometro che secondo alcuni indicherebbe il \u201csegreto alchemico delle temperature\u201d. <strong>Che qualcuno avesse voluto punire l\u2019autrice, avvelenandola e incaricandosi poi di ritirare tutte le copie del libro incriminato dalla circolazione?<\/strong> O che lei stessa avesse voluto lanciare un monito agli apprendisti stregoni dell\u2019era atomica, anticipando di un paio di decenni i macelli di Hiroshima e Nagasaki?<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/01\/Irene-Hillel-Erlanger.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-578\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/01\/Irene-Hillel-Erlanger-229x300.jpg\" alt=\"Pearl White - c. 1915-1920\" width=\"229\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/01\/Irene-Hillel-Erlanger-229x300.jpg 229w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/01\/Irene-Hillel-Erlanger.jpg 584w\" sizes=\"(max-width: 229px) 100vw, 229px\" \/><\/a>Nessuno lo sapr\u00e0 mai. E chi sa \u00e8 meglio che non dica nulla. Concludo con un piccolo aneddoto: nel 1971, <strong>Jacques Bergier<\/strong> pubblic\u00f2 in Francia <strong><em>I libri maledetti<\/em><\/strong>, tradotto in italiano l\u2019anno dopo sempre ne \u201cla Biblioteca dei Misteri\u201d. La tesi del libro \u00e8 molto semplice: dall\u2019inizio dei tempi, esisterebbe una misteriosa congrega (<strong>gli Uomini in Nero<\/strong>) che si occuperebbe di far sparire dalla circolazione quei libri che potrebbero portare l\u2019umanit\u00e0 a un repentino sviluppo evolutivo. Altro che censori! Considerando la scarsa responsabilit\u00e0 mostrata da certi uomini di potere alle prese con gli enigmi della materia, i membri della setta, in sostanza, avrebbero come compito quello di <strong>salvare l\u2019umanit\u00e0 da se stessa<\/strong>. Ebbene, nel Fondo Jacques Bergier (Biblioteca di Saint-Germain en Laye) \u00e8 contenuto il manoscritto dell\u2019indice originario del libro, pubblicato da <strong>Marc Saccardi<\/strong> nel suo ricco libro <strong><em>Amateur d\u2019insolite et scribe des miracles<\/em><\/strong> (L\u2019OEil du Sphynx, Paris 2008). Nel manoscritto compaiono tutti i capitoli poi finiti nell\u2019edizione stampata. Tutti, salvo uno, cancellato nervosamente a penna dall\u2019autore. Ecco il suo titolo: <strong>\u00ab<em>Chapitre IX. Le \u201ckal\u00e9idoskope\u201d d\u2019Irene Erlanger<\/em>\u00bb<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La sera del 21 marzo 1919, a Parigi viene presentato un singolare poema in prosa dadaista, dal titolo Voyages en Kal\u00e9idoskope. Pubblicato cinque mesi prima dalla casa editrice di Georges Cres e tutt\u2019ora inedito in italiano, \u00e8 firmato da Irene Hillel-Erlanger, poetessa ebrea gi\u00e0 autrice di varie antologie con lo pseudonimo di Claude Lorrey nonch\u00e9 collaboratrice di Germaine Dulac, regista del cinema muto francese. Nata il 30 giugno 1878, era tra le promotrici del neonato movimento dadaista, amica di Breton e Aragon (si vocifera, tra l\u2019altro, che il racconto erotico, firmato dal secondo, Le con d\u2019Ir\u00e8ne, fosse dedicato proprio a [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2020\/01\/21\/libri-che-uccidono-alchimia-ed-energia-atomica\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1084,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[191088,170693,8992],"tags":[121884,53914,371232,371229,191159,371231,371228,371230],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/577"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1084"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=577"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/577\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":580,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/577\/revisions\/580"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=577"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=577"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=577"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}