{"id":590,"date":"2020-03-20T13:54:36","date_gmt":"2020-03-20T12:54:36","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/?p=590"},"modified":"2020-03-20T13:54:36","modified_gmt":"2020-03-20T12:54:36","slug":"eduard-limonov-i-contorni-di-una-nuova-civilta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2020\/03\/20\/eduard-limonov-i-contorni-di-una-nuova-civilta\/","title":{"rendered":"Eduard Limonov: \u00abI contorni di una nuova civilt\u00e0\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/03\/Ed_Limonov1.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-593\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/03\/Ed_Limonov1-300x278.png\" alt=\"Ed_Limonov1\" width=\"300\" height=\"278\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/03\/Ed_Limonov1-300x278.png 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/03\/Ed_Limonov1.png 668w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Aprile 2001: <strong>Eduard Limonov<\/strong> \u2013 scomparso qualche giorno fa all\u2019et\u00e0 di settantasette anni \u2013 viene rinchiuso nella fortezza-carcere moscovita di Lefortovo. All\u2019ombra delle sue sbarre finiscono, tra gli altri, nemici dello Stato, guerriglieri ceceni e terroristi di vario tipo. Arrestato con l\u2019accusa di cospirare contro lo Stato, un articolo uscito su \u00abLimonka\u00bb, rivista del Movimento Nazional-Bolscevico che presiede, suggerisce alle autorit\u00e0 che lui e i suoi vogliano tentare un colpo di mano (armata) per invadere il Kazakistan. Assolto da tutte le accuse \u2013 salvo che per la detenzione di armi \u2013 nel corso di quello che agli occhi di molti \u00e8 e rimane un processo farsesco, verr\u00e0 liberato definitivamente il 30 giugno 2013, soprattutto grazie alla mobilitazione internazionale intervenuta a suo favore. Il carcere, tuttavia, non lo mette affatto a tacere, se \u00e8 vero che Limonov fa in tempo a scrivere ben otto libri (tra cui lo splendido<\/em> <strong>Trionfo della metafisica<\/strong><em>, tradotto in italiano per Salani nel 2013). Il testo che proponiamo, in memoria di uno degli ultimi spiriti liberi di questo nostro disgraziato tempo, \u00e8 l\u2019ultimo capitolo di <\/em><strong>Un\u2019altra Russia<\/strong> <em>(<\/em>Drugaja Rossija<em>), scritto tra il 2001 e il 2002 ma pubblicato solo nel 2003. \u00c8 stato pubblicato originariamente in appendice al pamphlet firmato da <strong>Yurii Colombo<\/strong> (che ringraziamo per averne concesso la riproposizione qui) <\/em><strong>Nazbol. Eduard Limonov, la sinistra e la Russia in cui viviamo<\/strong><em> (Erranze, 2005), dedicato alla prima edizione del limonoviano<\/em> Diario di un fallito<em>, edito l\u2019anno prima da Odradek. A lui si deve la traduzione de <\/em>I contorni di una nuova civilt\u00e0<em>, ultimo atto un vero e proprio \u00abmanifesto politico\u00bb nel quale, come ha scritto qualche giorno fa lo stesso Colombo (che, tra l\u2019altro, ha intervistato Limonov in pi\u00f9 occasioni, sulle colonne de \u00abil Manifesto\u00bb), ricordando l\u2019autore in occasione della sua scomparsa, <strong>\u00abmescol\u00f2 Julius Evola e Lenin, Drieu la Rochelle e Gorky\u00bb<\/strong>. Un cammino trasversale, insomma, allergico ai tic e ai tab\u00f9 e ai conformismi, di ieri e oggi.<\/em><\/p>\n<p>Dietro alle sbarre di <strong>una cella della prigione di Lefortovo<\/strong>, quando ci si trova dominati dal comando di un odioso potere statale, tutto il gran chiasso borghese-comunista sul conflitto capitale-lavoro appare completamente miserabile. \u00abTogliamo ai ricchi per dare un\u2019inezia ai poveri\u00bb, \u00abvotate per noi, e vi daremo quattromila rubli al mese, mentre il partito X ve ne offre solo duemila\u00bb\u2026 <strong>Capitalismo e socialismo condividono la stessa bocca e le stesse spalle, come mostriciattoli siamesi. Litigano tra loro, come due vecchi bavosi.<\/strong> \u00c8 da tempo evidente che i filistei e l\u2019aggressiva minoranza d\u2019eroi hanno due concezioni della felicit\u00e0 e del piacere di vivere completamente contrapposti tra loro. <em>De facto<\/em>, dovrebbero vivere in Stati diversi. Anche i giovani e gli anziani avrebbero bisogno ognuno di un proprio Stato. Pu\u00f2 darsi che tali obiettivi possano essere raggiunti solo dagli uomini di domani.<\/p>\n<p><strong>Non importa ci\u00f2 che vuole e pensa la maggioranza.<\/strong> Gi\u00e0 da tempo \u00e8 diventato necessario smettere di adulare la massa, gli elettori, le maggioranze. Le rifiutiamo in blocco. La maggioranza della gente non ha neppure un proprio pensiero. Rileggete il mio libro <em>Disziplinarij sanatorij<\/em>. L\u2019importante \u00e8 invece <strong>orientarsi al soddisfacimento degli interessi degli eroi, di quella percentuale di superuomini della popolazione del pianeta<\/strong>. La maggioranza vi si adatter\u00e0. Quest\u2019ultima, la massa, non la dimenticheremo. Ci occuperemo anche di essa. Vuole solo aumenti salariali, che siano in dollari o rubli non importa. La minoranza ha necessit\u00e0, al contrario, di pi\u00f9 libert\u00e0, di mettere a frutto la propria aggressivit\u00e0. Per questo <strong>intendiamo orientare la nostra civilt\u00e0 verso la minoranza aggressiva, verso i marginali<\/strong>. Essi sono il sale della terra. Invochiamo una Seconda Russia, che non sia solo dei russi, ma di tutti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/03\/NazBol1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-595\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/03\/NazBol1-300x199.jpg\" alt=\"NazBol1\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/03\/NazBol1-300x199.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/03\/NazBol1.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Qualcuno potr\u00e0 dire: \u00abNon \u00e8 mai esistita\u00bb. \u00c8 vero che non \u00e8 mai esistita, ma esister\u00e0. C\u2019\u00e8 stato anche un tempo in cui non c\u2019era nulla. Ci vuole audacia. I fondatori del sionismo, gli Herzl, gli Jabotinskij, vennero derisi quando esposero la dottrina del sionismo, la quale sosteneva che Israele aveva bisogno di un territorio per un suo Stato. Gli fu proposto, come noto, il Madagascar, Stalin garant\u00ec agli ebrei una provincia autonoma. Ma loro preferirono conquistarsi uno Stato in Palestina. Negli anni Venti iniziarono ad emigrarvi i primi seguaci. Gli ebrei in Palestina erano al pi\u00f9 qualche migliaio, meno di quanti siamo noi del Partito Nazional-Bolscevico, e presumibilmente si sbagliavano, anche perch\u00e9 \u00e8 lecito pensare che la Gerusalemme della Bibbia fosse Costantinopoli. Ma la forza della fede, la pi\u00f9 potente delle convinzioni, a dispetto di tutte le volont\u00e0 delle nazioni europee, li aiut\u00f2 a vincere. Nel 1948 Ben Gurion pot\u00e9 dichiarare la nascita dello Stato di Israele in Palestina. Noi annunciamo la fondazione di una nostra Seconda Russia. Non importa assolutamente chi la annunci, sia esso Limonov o un suo seguace. <strong>Io credo in ci\u00f2 che dico e questa mia fede risuona in questa cella, attraversa le serrature, fa tintinnare le catene, giunge nelle cucine del carcere, nei cortili dell\u2019ora d\u2019aria.<\/strong> Non solo percepisco di scrivere frasi profetiche, ma so che il destino mi ha scelto per annunciare il futuro. Ci sar\u00e0 una Seconda Russia: s\u2019imporr\u00e0 una nuova civilt\u00e0, il rifugio di una nuova civilt\u00e0; ci sar\u00e0 una libera terra promessa.<\/p>\n<p>I principi fondamentali della vecchia civilt\u00e0 erano i principi del lavoro e della religione protestante, che parlavano il linguaggio dell\u2019industriosit\u00e0. In tal guisa, si prometteva all\u2019uomo una vita tranquilla e agiata fino al raggiungimento della pi\u00f9 veneranda et\u00e0, una vita noiosa come quella di un animale domestico. I principi fondamentali della nuova civilt\u00e0 dovranno essere <strong>una vita integrale, eroica, perigliosa, all\u2019interno di comunit\u00e0 nomadi armate<\/strong>, la comunanza degli uomini e delle donne basata sulla fratellanza, sul libero amore e sull\u2019educazione sociale dei bambini.<\/p>\n<p><strong>Le gelide citt\u00e0 dovranno essere chiuse e la loro popolazione dispersa.<\/strong> Il modello di vita nomade si presenter\u00e0 pi\u00f9 o meno cos\u00ec: una grande Comune si sceglier\u00e0 un luogo e vi si trasferir\u00e0 in elicottero; se sar\u00e0 un\u2019isola, con trasporti fluviali; sulla terraferma, con autocarri. Nel futuro, con l\u2019abbandono e l\u2019esodo dalle citt\u00e0, lo stile di vita urbano si estinguer\u00e0, e insieme ad esso si estingueranno gli oggetti collegati al modello di vita urbano. Non ci saranno divani, armadi; non ci sar\u00e0 pi\u00f9 necessit\u00e0 di mobili e utensili casalinghi. Cos\u00ec come <strong>la citt\u00e0 \u00e8 fondamentalmente qualcosa di arcaico<\/strong>, anche il legame economico, politico e territoriale che schiavizza l\u2019uomo in un dato luogo per molto tempo sar\u00e0 vietato, superando la necessit\u00e0 di un\u2019edilizia basata su costruzioni permanenti. Tutta l\u2019edilizia sar\u00e0 volta alla produzione di calde e leggere abitazioni per genti nomadi, capaci di tenere insieme i membri delle comuni: gli individui, i loro utensili, le loro armi. Verr\u00e0 fortemente sviluppata l\u2019industria aeronautica, la progettazione e produzione impetuosa di grandi macchine sul genere dell\u2019elicottero (in grado di decollare verticalmente). Sar\u00e0 anche sviluppata la produzione d\u2019imbarcazioni fluviali e marittime, immaginate per il modello nomade di vita di ogni singola comune.<\/p>\n<p>La sfera della produzione, nella nuova civilt\u00e0, sar\u00e0 significativamente limitata. Come gi\u00e0 detto, sar\u00e0 data preferenza alle macchine aeronautiche sul genere dell\u2019elicottero. Il trasporto automobilistico sar\u00e0 sviluppato limitatamente. La preferenza sar\u00e0 data a robusti autocarri. Le ferrovie saranno controllate dalle Comuni e non funzioneranno continuamente, ma con l\u2019obiettivo di distruggere le infrastrutture tradizionali, orientate sulle citt\u00e0. Non sar\u00e0 pi\u00f9 necessario produrre molti tipi di beni, come per esempio una cos\u00ec grande quantit\u00e0 di abiti, come avviene ora. Tutta la Cina comunista, seguendo le tradizioni dell\u2019antica Cina, si vest\u00ec per molte generazioni con pantaloni e giacche blu di cotone, e calz\u00f2 un singolo paio di pantofole. D\u2019inverno i pantaloni e le giacche erano ovattati, e nulla pi\u00f9. Il grande Timoniere Mao, per tutta la vita, indoss\u00f2 gli stessi tipi di abiti. <strong>Nella societ\u00e0 del futuro ci si limiter\u00e0 a vestire jeans neri, giacche nere e scarponcini anch\u2019essi neri. Tale tipo d\u2019abbigliamento, tra l\u2019altro, era prescritto da giornale \u00abLimonka\u00bb ai primi nazional-bolscevichi.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/03\/NazBol.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-592\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/03\/NazBol-195x300.png\" alt=\"NazBol\" width=\"195\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/03\/NazBol-195x300.png 195w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/03\/NazBol.png 499w\" sizes=\"(max-width: 195px) 100vw, 195px\" \/><\/a>Le fabbriche che produrranno gli elicotteri, le navi, le automobili, le armi e i prodotti tessili della nuova civilt\u00e0 potranno essere installate nelle periferie delle citt\u00e0 abbandonate. Alla stessa maniera potranno vivere gli operai salariati, che vorranno lavorare in fabbrica. Tali fabbriche saranno limitate numericamente allo stretto necessario. La struttura urbana controlla l\u2019uomo in maniera totalizzante. Per realizzare l\u2019<em>uomo nuovo <\/em>bisogna, dunque, lasciare la citt\u00e0. <strong>Bisogna tornare al tradizionalismo, nel suo significato pi\u00f9 profondo. Le Comuni armate saranno come fiammelle nel buio. Questo sar\u00e0 il nostro tradizionalismo.<\/strong> Le Comuni saranno amministrate dal Consiglio della Comune. Al posto di Comuni, si potrebbero chiamare anche Orde. Non si dovranno temere le contraddizioni che potranno sorgere tra Comuni, n\u00e9 temere scontri. <strong>L\u2019aggressivit\u00e0 creativa dei separatismi \u00e8 preferibile all\u2019ordine carcerario del globalismo.\u00a0<\/strong>Non ne consegue che bisogna concepire la nuova civilt\u00e0 come un salto indietro nel passato. Non ne consegue che noi predichiamo la lotta contro lo sviluppo della scienza, la lotta contro gli utili e intelligenti raggiungimenti del progresso tecnico. No. Svilupperemo sia internet sia la genetica, e una nuova super-televisione. Televisione e internet collegheranno insieme le Comuni armate in un\u2019unica civilt\u00e0 di liberi cittadini.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i metodi di distruzione della vecchia civilt\u00e0, tale distruzione non sar\u00e0 raggiunta attraverso uno scontro frontale. Non contrapporremo eserciti a eserciti con i loro corollari di trincee, carri armati e bombe atomiche, n\u00e9 faremo alla maniera dei talebani. La distruggeremo dall\u2019interno. <strong>Creeremo immediatamente alcune decine di focolai insurrezionali all\u2019interno dei Paesi tradizionali.<\/strong> Cos\u00ec agiremo. La distruzione immediata della loro potenza militare \u00e8 impossibile. <strong>Ma dal punto di vista spirituale la loro civilt\u00e0 \u00e8 morta. \u00c8, fino in fondo, spiritualmente logora.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Aprile 2001: Eduard Limonov \u2013 scomparso qualche giorno fa all\u2019et\u00e0 di settantasette anni \u2013 viene rinchiuso nella fortezza-carcere moscovita di Lefortovo. All\u2019ombra delle sue sbarre finiscono, tra gli altri, nemici dello Stato, guerriglieri ceceni e terroristi di vario tipo. Arrestato con l\u2019accusa di cospirare contro lo Stato, un articolo uscito su \u00abLimonka\u00bb, rivista del Movimento Nazional-Bolscevico che presiede, suggerisce alle autorit\u00e0 che lui e i suoi vogliano tentare un colpo di mano (armata) per invadere il Kazakistan. 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