{"id":598,"date":"2020-04-10T11:10:16","date_gmt":"2020-04-10T09:10:16","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/?p=598"},"modified":"2020-04-10T11:10:16","modified_gmt":"2020-04-10T09:10:16","slug":"il-cosmo-notturno-di-william-hope-hodgson","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2020\/04\/10\/il-cosmo-notturno-di-william-hope-hodgson\/","title":{"rendered":"Il cosmo notturno di William Hope Hodgson"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/04\/William-Hope-Hodgson.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-599\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/04\/William-Hope-Hodgson-201x300.png\" alt=\"William Hope Hodgson\" width=\"201\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/04\/William-Hope-Hodgson-201x300.png 201w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/04\/William-Hope-Hodgson.png 435w\" sizes=\"(max-width: 201px) 100vw, 201px\" \/><\/a>\u00c8 un simbolismo molto potente a legare due romanzi brevi di <strong>William Hope Hodgson<\/strong> usciti qualche tempo fa in libreria. Il primo \u00e8 <em>La casa sull\u2019abisso<\/em>, contenuto nell\u2019antologia mondadoriana <strong><em>I miti di Cthulhu<\/em><\/strong>, curata da <strong>Giuseppe Lippi<\/strong>, <strong>Gianfranco de Turris<\/strong> e <strong>Sebastiano Fusco<\/strong>. Se il racconto \u00e8 finito tra le storie che hanno anticipato o ripreso l\u2019orrore lovecraftiano, una ragione c\u2019\u00e8. Era, infatti, tra le narrazioni preferite dal Demiurgo di Providence, insieme a quelle di Edgar Poe, Ambrose Bierce, Robert Chambers, Matthew Phipps Shiel, Arthur Machen, Algernon Blackwood, Montague Rhodes James e Abraham Merritt. Uscito originariamente nel 1908 e riproposto nella traduzione di Maria Barbara Piccioli, <strong><em>La casa sull\u2019abisso<\/em><\/strong> \u00e8 un\u2019incursione, spaesante come poche altre, nell\u2019Altrove pi\u00f9 assoluto. La trama \u00e8 piuttosto nota. Nel corso di una gita fuori porta, seguendo le tracce di un fiume che s\u2019inabissa repentino nelle viscere della Terra, due amici giungono al cospetto di <strong>uno sperone roccioso proteso su un\u2019immensa voragine<\/strong>. Al suo culmine <strong>sono incastonate le rovine di una casa antichissima<\/strong>, che custodiscono un diario manoscritto, contenente sia la storia di quella dimora sia quella del suo padrone di un tempo, assediato da oscure creature provenienti dall\u2019abisso sottostante. Dopo aver respinto gli attacchi di quegli esseri demoniaci, forze ultraterrene provenienti da chiss\u00e0 quale bizzarra dimensione, il protagonista dello pseudo-diario \u2013 chiamato semplicemente il Recluso \u2013 compie due esplorazioni, la prima spaziale e la seconda temporale. Scopre che in cantina si apre <strong>una botola spalancata sulla voragine sottostante<\/strong>, dal diametro di un centinaio di metri, nella quale si gettano ruggendo i fiumi sotterranei, creando un pandemonio spumeggiante, un gorgogliare che sembra provenire dal centro della Terra.<\/p>\n<p>L\u2019uomo decide di avventurarsi in quegli anfratti, operando una <em>catabasi<\/em>, una discesa agli inferi, affrontando la solitudine di \u00ablugubri caverne mai illuminate dalla luce del sole\u00bb. Giunto sul ciglio della voragine, ne percorre la circonferenza, provando a illuminarla con le poche candele che ha con s\u00e9: <strong>\u00abEra come se quindici minuscole stelle brillassero attraverso la notte sotterranea\u00bb<\/strong>, costituendo un firmamento ctonio, una volta stellata nel buio della caverna schiumante. \u00c8 un\u2019immagine molto eloquente, che ritroveremo anche nell\u2019altro racconto di cui parleremo.<\/p>\n<p>Alla riemersione segue un altro viaggio, di natura ben diversa. Il tempo accelera sempre pi\u00f9, le nuvole attraversano convulsamente il cielo, insieme al Sole e alla Luna, che disegnano scie luminose sulla volta celeste, le lancette dei minuti vorticano sul quadrante dell\u2019orologio innanzi al protagonista sbigottito, cui verr\u00e0 rivelato <strong>il futuro della nostra galassia<\/strong>, milioni di anni pi\u00f9 avanti. \u00abPi\u00f9 veloce, sempre pi\u00f9 veloce, girava vorticosamente il mondo\u00bb: intorno a lui tutto decade, il suo cane Pepper e sua sorella muoiono. Ma qualcosa lo tiene in vita, lo <em>costringe<\/em> a <em>vedere<\/em> uno spettacolo che, in un certo senso, \u00e8 destinato a lui e a lui soltanto (analogamente a quanto accade al Vecchio Marinaio della mitica <em>Ballata<\/em> di <strong>Samuel Taylor Coleridge<\/strong>: \u00ab<em>And yet I could not die<\/em>\u00bb). Questo viaggio in avanti \u00e8 in un certo senso analogo alla discesa nel pozzo: una <strong>catabasi siderea, pellegrinaggio tra le immense distanze dell\u2019universo<\/strong>. Il protagonista ritrova, infatti, l\u2019oscurit\u00e0 della voragine nella profezia di un futuro lontano avviluppato nel buio cosmico di un Sole Nero, di un Sole che si \u00e8 spento. \u00abI vagabondaggi dello spirito del narratore attraverso infiniti anni-luce di spazio cosmico e immensi cicli di eternit\u00e0, e la sua testimonianza sulla distruzione finale del sistema solare\u00bb, scrisse <strong>Howard Phillips Lovecraft<\/strong> <em>nel saggio<\/em><em> The Weird Work of William Hope Hodgson, risalente all\u2019agosto del 1934, \u00ab<\/em>costituiscono qualcosa di pressoch\u00e9 unico in letteratura\u00bb.<\/p>\n<p>Ma HPL non fu l\u2019unico a rimanere impressionato dal racconto, del cui simbolismo si occup\u00f2 anche lo storico dell\u2019alchimia <strong>Serge Hutin<\/strong>, nel suo <strong><em>La tradition alchimique<\/em><\/strong> (1979). Nel capitolo dedicato alla <em>Conoscenza totale del ciclo terrestre<\/em>, dopo aver parlato del racconto di Jules Verne <em>L\u2019eterno Adamo<\/em>, dedicato ai Nuovi Inizi dell\u2019umanit\u00e0 futura, scrisse:<\/p>\n<p><strong>\u00abUn altro scrittore, William Hope Hodgson, nel suo romanzo breve <em>La casa sull\u2019abisso<\/em> d\u00e0 un affresco apocalittico dalle risonanze ancora pi\u00f9 lontane, poich\u00e9 ci descrive \u2013 a seguito della scomparsa di ogni forma di vita nel nostro pianeta \u2013 la fine del sistema solare e persino dell\u2019intera galassia, nella sua totalit\u00e0\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>E prosegue:<\/p>\n<p><strong>\u00abHodgson era tra gli alti gradi della societ\u00e0 segreta dell\u2019Alba d\u2019Oro: se sappiamo leggere tra le righe, ne possiamo dedurre che abbia ottenuto le sue profezie attraverso un\u2019operazione di magia cerimoniale (la descrizione della vasta caverna misteriosa \u00e8 infatti quella \u2013 codificata \u2013 del tempio sotterraneo nel quale Hodgson aveva compiuto il proprio rituale)\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>In realt\u00e0, l\u2019autore non fece parte dell\u2019<strong><em>Hermetic Order of the Golden Dawn<\/em> <\/strong>(di cui furono membri scrittori e poeti come William Butler Yeats, Blackwood e Machen, giusto per fare qualche esempio) e il sovrannaturale innegabilmente presente nelle sue opere non ha una struttura sistematica, derivante da approfonditi studi e\/o pratiche. \u00c8 un\u2019apertura piuttosto vaga e <em>sui generis<\/em>, riflesso di tematiche allora molto diffuse, a livello letterario e non. Ma questo non rende <em>La casa sull\u2019abisso<\/em> meno interessante, da un punto di vista simbolico. Anzi.<\/p>\n<p>A scandire la narrazione, ad ogni modo, rimane il contenuto tragico di queste profezie. Ad attendere l\u2019umanit\u00e0 a venire \u00e8 un\u2019interminabile tenebra: \u00abIl mondo aveva preso una terrificante sfumatura oscura, come se davvero fosse giunto l\u2019ultimo giorno del creato. <strong>Il Sole stava morendo<\/strong>\u00bb. Sulla Terra agonizzante, il protagonista assiste, nel corso di una lunga r\u00eaverie a occhi aperti, a un evento epocale come pochi altri, alla chiusura di un ciclo: \u00abTutto ci\u00f2 che rimaneva del grande, glorioso sole, era un immenso disco morto, bordato da un sottile anello di luce rosso bronzeo\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/04\/I-miti-di-Cthulhu.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-602\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/04\/I-miti-di-Cthulhu-208x300.jpg\" alt=\"I miti di Cthulhu\" width=\"208\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/04\/I-miti-di-Cthulhu-208x300.jpg 208w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/04\/I-miti-di-Cthulhu.jpg 333w\" sizes=\"(max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><\/a>Una distruzione radicale, un inesorabile conto alla rovescia testimoniato anche da due divinit\u00e0, che fanno capolino nella narrazione, vale a dire l\u2019oscuro dio egizio <strong>Seth<\/strong>, fratello di Osiride, figlio di Geb (la terra) e Nut (il cielo), e la dea <strong>K\u0101l\u012b<\/strong>. Se \u00e8 per questo, la divinit\u00e0 hindu \u00e8 presente anche nel primo racconto scritto e pubblicato da Hodgson, <strong><em>La Dea della Morte<\/em><\/strong>, associata alla misteriosa e controversa setta dei <strong>Thug<\/strong>. L\u2019uso letterario di questa divinit\u00e0, come ha notato Pietro Guarriello, riflette una moda abbastanza diffusa nella narrativa avventurosa e fantastica del tempo, con Kipling in testa, ma ha anche un valore simbolico rispetto alla notte di cui stiamo parlando. Come noto, K\u0101l\u012b \u00e8 associata alla fase discendente dei cicli, all\u2019Epoca Oscura (<strong>K\u0101l\u012b-Yuga<\/strong>). L\u2019iconografia non mente: \u00e8 nera, colore che implica la sua assoluta alterit\u00e0 e trascendenza rispetto agli enti materiali. \u00c8 <strong>divoratrice del tempo<\/strong>, del fluire delle cose. \u00c8 nuda, spoglia di ogni determinazione qualitativa. \u00c8 adornata da <strong>cinquanta teste spiccate<\/strong>, cinquanta teschi che simboleggiano le lettere dell\u2019alfabeto sanscrito, a loro volta simboli delle potenze creatrici (nel mondo tradizionale, <strong>il linguaggio<\/strong> non \u00e8 un mezzo tra gli altri o una diavoleria neuro-scientifica, ma <strong>un dispositivo narrativo fantastico capace di generare e dissolvere universi<\/strong>). Ebbene, \u00e8 questa la divinit\u00e0 che patrocina idealmente la narrativa di Hodgson, tutta improntata a una \u201cstoria notturna\u201d, che ne <em>La casa sull\u2019abisso<\/em> diventa anche sinistra profezia:\u00a0<strong>\u00abIn quell\u2019attimo di supremo futuro, il mondo, buio e intensamente silente, viaggi\u00f2 nella sua oscura orbita, intorno alla greve massa del sole morto\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>Uscito su \u00abThe Royal Magazine\u00bb nell\u2019aprile 1904, il racconto dedicato a K\u0101l\u012b \u00e8 tra gli <em>Incubi ritrovati<\/em> de <strong><em>Il sogno di X<\/em><\/strong>, libro hodgsoniano dato alle stampe da <strong>il Palindromo<\/strong> a cura di <strong>Pietro Guarriello<\/strong>, nella traduzione di <strong>Giuseppe Aguanno<\/strong>. Oltre a una selezione di racconti, alla raccolta poetica <strong><em>Il richiamo del mare<\/em><\/strong> tradotta di <strong>Maria Ceraso<\/strong>, il libro contiene la prima edizione italiana de <em>Il sogno di X<\/em> (1912), versione ridotta del monumentale romanzo <em>La Terra dell\u2019Eterna Notte<\/em>. Proposto con venti immaginifiche illustrazioni di <strong>Stephen E. Fabian<\/strong>, non \u00e8 una mera riduzione del romanzo \u2013 di cui comunque mantiene le cupe atmosfere \u2013 ma una versione del tutto autonoma, il cui scenario ci riporta al viaggio temporale compiuto dal Recluso. L\u2019ambientazione del racconto \u2013 basato, come <em>La casa sull\u2019abisso<\/em>, su un manoscritto ritrovato \u2013 \u00e8 <strong>una Terra precipitata in una notte senza fine<\/strong>, interrotta di tanto in tanto da misteriosi e sinistri fuochi. A seguito di una serie di <strong>terribili mutamenti nella biosfera<\/strong> di cui nulla sappiamo, a popolare il nostro pianeta troviamo mostruosit\u00e0 dall\u2019origine incerta, creature che paiono sfidare le tre dimensioni, impegnate nel perenne assedio di quello che \u00e8 l\u2019ultimo baluardo della razza umana, impaurita e agonizzante, che non ricorda quasi nulla del proprio passato, relegandolo tra le brume di miti e leggende. Si tratta dell\u2019<strong>\u00abUltima Ridotta, l\u2019enorme Piramide di metallo grigio in cui gli ultimi milioni di abitanti del mondo avevano trovato riparo\u00bb<\/strong>. Alta tredici chilometri, edificata in 7070 anni, la Ridotta ha 1320 piani, ognuno dei quali ospita una citt\u00e0. Al di sotto di essa si staglia un\u2019altra piramide, con trecentosei giardini sotterranei, necessari al sostentamento della costruzione superiore.<\/p>\n<p>La struttura \u00e8 cinta e protetta da un cerchio di Corrente Tellurica, tratta dalle viscere terrestri, che si esaurir\u00e0 nel Giorno del Giudizio. In quel momento, la luce (agente frenante, <strong><em>katechon<\/em><\/strong>) si spegner\u00e0 del tutto e la Terra precipiter\u00e0 per sempre in balia delle tenebre e degli esseri che le popolano. Sar\u00e0 un\u2019Apocalisse senza Rivelazione, definitiva battuta d\u2019arresto della Storia, conclusione di un ciclo non scandito da albe e tramonti, n\u00e9 originato dal <em>Fiat lux<\/em> biblico, ma da un oscuramento originario. Una \u201cstoria notturna\u201d, appunto, cominciata <strong>milioni di anni prima<\/strong>, \u00abdall\u2019et\u00e0 che la gente di quell\u2019Era concepiva come<strong> i primordi della Terra, quando il sole, nel cielo notturno del mondo, forse divenne opaco e poi si oscur\u00f2<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/04\/Il-sogno-di-X-Fabian.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-603\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/04\/Il-sogno-di-X-Fabian-191x300.png\" alt=\"Il sogno di X - Fabian\" width=\"191\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/04\/Il-sogno-di-X-Fabian-191x300.png 191w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/04\/Il-sogno-di-X-Fabian.png 369w\" sizes=\"(max-width: 191px) 100vw, 191px\" \/><\/a>\u00c8 un singolare ribaltamento di prospettiva. Il futuro spegnimento del sole de <em>La casa sull\u2019abisso<\/em> qui \u00e8 un evento verificatosi in un lontanissimo passato. La <em>fine<\/em> di una storia, per cos\u00ec dire, coincide con l\u2019<em>inizio<\/em> dell\u2019altra. Una struttura contrapposta e speculare, la cui dialettica ricorda quella tra la casa e l\u2019abisso e le due piramidi. Eppure, a un certo punto, X sospetta che l\u2019irruzione dell\u2019Altrove sulla Terra abbia preceduto l\u2019avvento del Sole Nero, legandosi all\u2019azione delle <strong>scienze moderne<\/strong>, che\u00a0<strong>\u00abavevano interferito con gli incommensurabili Poteri Esterni, consentendo ad alcuni Mostri e a certi esseri Ab-umani \u2013 che nel Presente conducono la propria esistenza separati dalla realt\u00e0 a noi conosciuta \u2013 di attraversare la Barriera che preservava le nostre Vite\u00bb.\u00a0<\/strong>Per il tramite degli scienziati, <strong>apprendisti stregoni<\/strong> alle prese con forze ignote e sovraumane, \u00abqueste grottesche e spaventose Creature si erano dunque materializzate, in certi casi accrescendo le proprie dimensioni\u00bb. La loro azione non fu solamente materiale, agendo al tempo stesso <strong>\u00absullo spirito degli uomini. Ci\u00f2 ebbe conseguenze disastrose: il mondo intero sprofond\u00f2 nel caos e nella degenerazione\u00bb<\/strong>. Siamo di fronte a un <em>topos<\/em> letterario molto diffuso, tanto in Lovecraft quanto in autori come Chambers e Machen: giocando prometeicamente con l\u2019<em>infinitamente grande<\/em> e l\u2019<em>infinitamente piccolo<\/em> che sgomentavano Pascal, gli scienziati aprono faglie nella realt\u00e0, nella Grande Muraglia (<strong>Gu\u00e9non<\/strong>), facendovi entrare forze che poi non sono pi\u00f9 in grado di controllare.<\/p>\n<p>Eppure, nell\u2019esatto istante in cui le Potenze delle Tenebre fanno irruzione nel destino dell\u2019Uomo, sorgono altre forze. Mentre l\u2019astro si ottenebra, nascono nuove luci, <strong>nuovi soli a squarciare l\u2019oscurit\u00e0 ipogea di un mondo abbandonato a se stesso<\/strong>. \u00c8 quanto accade agli uomini rimasti immuni alle influenze delle creature evocate dalle \u201cscienze positive\u201d, che si riuniscono e si barricano nell\u2019Ultima Ridotta: <strong>\u00abTutto questo accadde al crepuscolo del mondo, che corrispose all\u2019Alba di una nuova Era\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 percorrendo questa Notte Eterna che il protagonista tenta di raggiungere la <strong>Ridotta Minore<\/strong>, un\u2019altra piramide che nessuno ha mai visto, attraversando un pianeta popolato da esseri che si cibano degli sventurati che osano decifrarne gli enigmi. S\u2019imbatte in scenari mozzafiato, su cui aleggia il senso di una minaccia sempre incombente, di qualcosa annidato nell\u2019ombra perennemente in procinto di ghermire il lettore. Come ha scritto <strong>Andy Sawyer<\/strong>, vi si affaccia un \u00ab<strong>un cosmo di orrori inesplicabili<\/strong> in cui il mondo materiale \u00e8 solo un\u2019ombra di ulteriori e pi\u00f9 inquietanti piani dell\u2019esistenza\u00bb. Un orrore \u2013 al tempo stesso fisico e metafisico, materiale e spirituale \u2013 che, comunque, non impedisce a X di partire, compiendo la propria missione nel cuore notturno della storia cosmica. Non cedendo al terrore, scrive sempre Lovecraft,<\/p>\n<p><strong>\u00absi avventura fuori della piramide in una ricerca attraverso quel regno di morte in cui nessun uomo si era spinto da milioni di anni, e dalla sua lenta avanzata attraverso inconcepibili leghe di tenebra immemore scaturisce un senso d\u2019alienazione cosmica, di mistero mozzafiato che non ha rivali in tutto l\u2019arco della letteratura\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/04\/Hodgson-Il-sogno-di-X.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-601\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/04\/Hodgson-Il-sogno-di-X-237x300.jpg\" alt=\"Hodgson - Il sogno di X\" width=\"237\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/04\/Hodgson-Il-sogno-di-X-237x300.jpg 237w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/04\/Hodgson-Il-sogno-di-X.jpg 546w\" sizes=\"(max-width: 237px) 100vw, 237px\" \/><\/a>Come ha notato Pietro Guarriello, (magistrale) curatore della prima edizione italiana del racconto, si potrebbero vedere le avventure di X come <strong>\u00abuna sorta di <em>Odissea<\/em> orrorifica\u00bb<\/strong>, dove l\u2019eroe deve compiere un viaggio periglioso all\u2019insegna dell\u2019imprevisto, sottoponendosi a dure prove per liberare la sua amata e far ritorno a casa, ripercorrendo le tappe descritte da <strong>Joseph Campbell<\/strong> nel suo immortale <em>L\u2019eroe dai mille volti<\/em>. Un viaggio archetipico, insomma, simile alla \u201ccerca\u201d medievale, il cui protagonista incarna <strong>\u00abl\u2019antico cavaliere errante che parte alla ricerca di un amore idealizzato, muovendosi in un paesaggio arcano costellato d\u2019incubi e chimere, creature e mostri degni di un bestiario gotico. Un\u2019impossibile missione cavalleresca, che intreccia amor cortese, battaglie epiche e cupe descrizioni di terre inospitali solcate dalle forze del male\u00bb.<\/strong> E, come ogni avventura degna di questo nome, \u00e8 \u00abuna sorta di<strong> viaggio mitico e iniziatico, un \u201crito di passaggio\u201d al cui richiamo non ci si pu\u00f2 sottrarre<\/strong>, e di cui si trovano illustri precedenti nell\u2019epopea di Gilgamesh, nelle leggende arturiane o nel viaggio di Dante\u00bb. Un viaggio possibile anche dove la tenebra s\u2019addensa; anzi, forse mai come in quel momento.<\/p>\n<p>\u00abLuce!\u00bb esclama il Recluso de <em>La casa sull\u2019abisso<\/em>, presentendo gli effetti dei secoli di oscurit\u00e0 squadernati dalla sua visione. \u00abBisogna passare un\u2019eternit\u00e0 avvolti in una notte senza suoni, per comprendere tutto l\u2019orrore di esserne privi\u00bb. Eppure, la sapienza degli Antichi indica altre vie per affrontare l\u2019abisso, vie legate alla <strong>memoria di aver visto la luce prima di immergersi nel terrore ipogeo<\/strong>, basate sull\u2019attivazione di una luce differente da quella che viene meno. Una luce necessaria tanto nelle notti \u201cquotidiane\u201d quanto in quelle storiche (<strong>anche la storia ha solstizi ed equinozi\u2026<\/strong>). Ebbene, \u00e8 questa luce a promanare dalle pagine dei due racconti, fuochi accesi nella notte, che invitano alla custodia di una scintilla nel culmine della disperazione, facendo dell\u2019abisso un nuovo firmamento e del \u00abSole delle Tenebre\u00bb, che splende sulla Terra deserta, la premessa di un\u2019ultima impresa eroica, un\u2019estrema avventura tra le volute di un\u2019oscurit\u00e0 sempre pi\u00f9 impenetrabile. <strong>Un\u2019ultima, solstiziale, \u201ccerca del Graal\u201d<\/strong>, forse la pi\u00f9 importante, prima che la notte si estenda su tutto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 un simbolismo molto potente a legare due romanzi brevi di William Hope Hodgson usciti qualche tempo fa in libreria. Il primo \u00e8 La casa sull\u2019abisso, contenuto nell\u2019antologia mondadoriana I miti di Cthulhu, curata da Giuseppe Lippi, Gianfranco de Turris e Sebastiano Fusco. Se il racconto \u00e8 finito tra le storie che hanno anticipato o ripreso l\u2019orrore lovecraftiano, una ragione c\u2019\u00e8. Era, infatti, tra le narrazioni preferite dal Demiurgo di Providence, insieme a quelle di Edgar Poe, Ambrose Bierce, Robert Chambers, Matthew Phipps Shiel, Arthur Machen, Algernon Blackwood, Montague Rhodes James e Abraham Merritt. 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