{"id":626,"date":"2020-07-14T20:04:10","date_gmt":"2020-07-14T18:04:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/?p=626"},"modified":"2020-07-14T20:04:10","modified_gmt":"2020-07-14T18:04:10","slug":"mishima-arte-azione-narrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2020\/07\/14\/mishima-arte-azione-narrazione\/","title":{"rendered":"Mishima: arte, azione, narrazione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/07\/Yukio_Mishima_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-627\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/07\/Yukio_Mishima_1-300x200.jpg\" alt=\"Yukio_Mishima_1\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/07\/Yukio_Mishima_1-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/07\/Yukio_Mishima_1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/07\/Yukio_Mishima_1.jpg 1170w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il 6 e il 9 agosto 1945 gli americani radono al suolo <strong>Hiroshima<\/strong> e <strong>Nagasaki<\/strong>. Sei giorni dopo, il 15, a mezzogiorno in punto l\u2019imperatore <strong>Hirohito<\/strong> parla alla radio, e per la prima volta milioni di cittadini sentono la voce di chi era ancora considerato un\u2019emanazione divina, discendente della Dea del Sole Amaterasu-\u014cmikami. Utilizzando un raffinato linguaggio di corte che in molti forse nemmeno capiscono, Hirohito parla di \u00abcondizioni non necessariamente favorevoli\u00bb, un eufemismo che cela l\u2019ultimatum di Roosevelt e Churchill, un aut aut tra la resa immediata e la distruzione totale. Distruzione di cui gli attacchi incendiari a Tokyo (il 40% della capitale ridotto in cenere, oltre centomila morti), secondo il copione Dresda-Norimberga tristemente noto anche in Europa, e le devastazioni in sessantaquattro citt\u00e0 del Paese sono solo un piccolo antipasto, per poi non parlare dei due funghi atomici. Scioccati dall\u2019aver udito la parola divina di Hirohito, insieme al terribile messaggio, decine di giapponesi si <strong>suicidano<\/strong>. Un\u2019escalation di morti che raggiunge il suo apice l\u20191 gennaio 1946, quando il sovrano celeste, in ossequio ai \u201cprincipi\u201d delle forze di occupazione statunitensi capeggiate dal generale Douglas MacArthur, firma e diffonde la famigerata <strong><em>Dichiarazione della natura umana<\/em><\/strong>, in cui smentisce la propria origine divina, cos\u00ec rinnegando la superiorit\u00e0 del popolo giapponese sugli altri. \u00c8 un omaggio ideologico tributato ai vincitori, una resa non solo materiale ma anche e soprattutto morale, un ossequio che cela un\u2019autoumiliazione senza precedenti, offerto ai nuovi arrivati da una civilt\u00e0 che fa piazza pulita della propria tradizione millenaria solo per entrare in <strong>un\u2019altra sfera d\u2019influenza, consumista e globalista, i cui valori sono sinistramente condensati nei nomignoli delle due bombe che distrussero Hiroshima e Nagasaki: <em>Little Boy<\/em> e <em>Fat Man<\/em><\/strong>. A partire dal 1946 l\u2019Imperatore non \u00e8 pi\u00f9 un simbolo divino ma dello Stato. La transizione tra due epoche \u2013 che in Europa ha richiesto secoli e secoli per radicarsi, dando origine alle celebri \u201cteologie politiche\u201d (Schmitt) \u2013 in Giappone si \u00e8 verificata in un pugno di mesi, concludendosi nel 1952, anno in cui terminano formalmente sia l\u2019occupazione militare sia una rieducazione improntata ai principi democratici ed egualitari del Mondo Nuovo, imposti a un popolo stremato da una guerra perduta.<\/p>\n<p>Il repulisti democratico e l\u2019umanizzazione dell\u2019Imperatore scioccarono un\u2019intera generazione. Uno dei casi emblematici \u00e8 costituito dal \u201csamurai moderno\u201d <strong>Yukio Mishima<\/strong>, che il 25 novembre del 1970 commise <em>seppuku<\/em>, il suicidio rituale, dopo aver inneggiato proprio all\u2019Imperatore (<em>Tenn\u014d heika, banzai!<\/em>). Sulla cui figura era gi\u00e0 tornato quattro anni prima, nello splendido <strong><em>La voce degli spiriti eroici<\/em><\/strong> (ultimo volume della trilogia comprendente <em>Patriottismo<\/em> e <em>Crisantemi del decimo giorno<\/em>), dove, facendo parlare idealmente i piloti kamikaze, aveva scritto:<\/p>\n<p><strong>\u00abQuando l\u2019Imperatore dichiar\u00f2 \/ di essere una creatura umana, \/ gli spiriti che sacrificarono \/ la vita per un Dio \/ vennero spogliati del loro nome. \/ Non ebbero pi\u00f9 templi \/ in cui essere venerati \/ e dai petti ormai vuoti \/ zampill\u00f2 nuovo sangue. \/ Non v\u2019\u00e8 requie per loro, \/ neppure nel mondo degli spiriti [\u2026]. \/ Nel biasimo, nelle ingiurie della gente \/ Sua Maest\u00e0, in solitudine, \/ avrebbe dovuto custodire \/ la divinit\u00e0 della sua persona \/ senza osar proclamare \/ che era illusoria, mendace\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>Tra l\u2019altro, il quel fatidico 1945 Mishima si era sottoposto a una visita per l\u2019arruolamento ed era stato giudicato \u2013 erroneamente \u2013 inidoneo. Aveva meditato di suicidarsi, facendo addirittura testamento. Negli anni successivi avrebbe dichiarato di essere sopravvissuto a quel periodo solo esteriormente. Come il suo Paese, potremmo aggiungere.<\/p>\n<p>Drammaturgo e poeta, culturista e attore, autore di saggi di filosofia e romanziere, nel cinquantenario della morte la sua figura \u00e8 ricordata in <strong><em>Mishima martire della bellezza<\/em><\/strong>, appena edito da <strong>Alcatraz<\/strong> a cura di <strong>Alex Pietrogiacomi<\/strong> (oltre alla versione distribuita, segnaliamo duecento copie fuori commercio con <em>variant cover<\/em> cartonata, ordinabili scrivendo direttamente alla casa editrice). Il volume condensa in una serie di brani scelti il pensiero dello scrittore, riassumendo la tensione esistenziale di un intellettuale che prov\u00f2 a sintetizzare corpo e spirito, pensiero e azione, a lungo scissi da una certa cultura. Un uomo che fece del corpo un fenomeno sacro, un trampolino per lo spirito (\u00abSenza alcun preliminare atto di culto\u00bb scrisse, \u00abil corpo viene offerto all\u2019asta infangato dallo spirito mercantile\u00bb) e non la sua prigione, artefice di una <strong>\u00abletteratura della spada, non della penna\u00bb<\/strong>, come scrisse lui stesso in <em>Abito da sera<\/em> (1967).<\/p>\n<p>Al secolo Kimitake Hiraoka, lo pseudonimo destinato a immortalarlo nella letteratura novecentesca \u2013 tanto da fargli sfiorare per ben tre volte il Nobel \u2013 gli fu suggerito dal suo insegnante di giapponese, Shimizu Fumio, anche se il padre dir\u00e0 che lo scelse a caso, pescando da un elenco telefonico, un po\u2019 stupito dal genio precoce di quel figlio ribelle che scelse la letteratura al posto di una comoda carriera ministeriale. Lo us\u00f2 per la prima volta nel 1941, mantenendolo fino alla fine dei suoi giorni.<\/p>\n<p>Prima di essere rivelazione di un carattere, maturazione di un uomo e scoperta di un destino, nonch\u00e9 esercizio stilistico come pochi altri, la letteratura di Mishima \u00e8 un termometro capace di misurare gli ultimi decenni di una civilt\u00e0 intera, coincidendo, come ha scritto <strong>Mitsuharu Hirose<\/strong> (<em>Letteratura e azione<\/em>, in \u00abAntar\u00e8s\u00bb, n. 2, 2012), con\u00a0\u00abla presa di coscienza delle proporzioni dell\u2019<strong>ondata di occidentalizzazione <\/strong>in atto: la costrizione a rinnegare la discendenza divina da parte dell\u2019imperatore,<strong> la stesura di una Costituzione scritta su modello americano<\/strong>, accettata dal Parlamento con il benestare delle rappresentanze politiche ed il mancato riconoscimento formale di un Esercito Nazionale\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/07\/Mishima-Martire-della-Bellezza.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-629\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/07\/Mishima-Martire-della-Bellezza-194x300.jpg\" alt=\"Mishima Martire della Bellezza\" width=\"194\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/07\/Mishima-Martire-della-Bellezza-194x300.jpg 194w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/07\/Mishima-Martire-della-Bellezza-662x1024.jpg 662w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/07\/Mishima-Martire-della-Bellezza.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/><\/a>Eppure, la dimensione politica innegabilmente presente nell\u2019opera di Mishima non \u00e8 mai cronachistica, n\u00e9 si appiattisce sulla mera attualit\u00e0, ma tende sempre a spingersi oltre, abbracciando ciclicit\u00e0 pi\u00f9 ampie e percorrendo tragitti imprevisti e meta-politici. Avverso ai valori della modernit\u00e0 e innamorato del Giappone tradizionale, Mishima decise di fare della propria vita la testimonianza di un modo d\u2019essere alternativo al presente: <strong>\u00abMi limito a ripetere come un pappagallo gli antichi ideali, che ora sono andati perduti\u00bb<\/strong>, recita uno degli aforismi raccolti da Pietrogiacomi. Ne deriv\u00f2 un\u2019attenzione particolare nei confronti dell\u2019arte e della bellezza, svalutate dal modernismo rampante, segni di un estetismo che considera il reale alla stregua di potenziale opera d\u2019arte, facendo di questa bellezza un compito a cui rispondere e di cui rispondere. <strong>Il destino come obiettivo, l\u2019azione come mezzo, la storia come trampolino. <\/strong>\u00c8 questa triade a misurare il temperamento di Mishima, risolvendo le apparenti aporie e contraddizioni presenti nella sua letteratura:<strong> \u00abL\u2019essenza dell\u2019azione \u00e8 infrangere con energie irrazionali il limite a cui \u00e8 approdata la razionalit\u00e0\u00bb.<\/strong> Se l\u2019apparire della contraddizione misura il limite estremo raggiunto dalla ragione, spetta all\u2019azione superarlo, sintetizzando i contrari entro uno slancio eroico che trascende e, al tempo stesso, realizza la parola scritta. Da questo punto di vista, \u00e8 possibile vedere nel <em>seppuku<\/em> del 25 novembre la pi\u00f9 riuscita opera di Mishima, a partire dalla quale leggere tutte le altre, come lui stesso avrebbe voluto.<\/p>\n<p>Quella del \u201cpoeta samurai\u201d \u00e8 una volont\u00e0 tesa a dissolvere il reale dopo averlo convertito in poesia, solo per mettere alla prova il proprio Io, ricordandogli che \u00e8 stato lui stesso a creare il mondo, anche se ne ha perso memoria. Corollario di questa visione eroica dell\u2019esistenza \u00e8 l\u2019idea di <strong>un ininterrotto mettersi alla prova<\/strong>, un continuo esigere da s\u00e9, le arti marziali come disciplina del corpo e un volo a bordo di un F-104 come modo di verificare la propria tenuta esistenziale (<strong><em>Sole e acciaio<\/em><\/strong>, 1968), il mito a risorgere anche dove \u00e8 la tecnica a dominare.<\/p>\n<p>Anche secondo <strong>Marguerite Yourcenar<\/strong> (<em>Mishima o la visione del vuoto<\/em>, 1981), l\u2019arco temporale coperto da una vita esemplare come la sua abbraccia una civilt\u00e0 \u00abpassata dall\u2019eroismo dei campi di battaglia all\u2019accettazione passiva dell\u2019occupazione, riconvertendo le sue energie in quell\u2019altra forma di imperialismo che \u00e8 l\u2019occidentalizzazione a oltranza e lo sviluppo economico a ogni costo\u00bb. Da questa identificazione nacque una critica spietata della classe dirigente del Giappone post-bellico e democratico, che lo spinse a dialogare con <strong>il gruppo degli studenti comunisti dell\u2019Universit\u00e0 di Tokyo<\/strong>, uniti nel combattere il nemico unico dell\u2019omogeneizzazione a stelle e strisce. Il biografo di Mishima Henry Scott-Stokes riporta alcune delle considerazioni espresse dallo scrittore a caldo, subito dopo quell\u2019incontro universitario: \u00abHo scoperto di avere molti punti in comune con loro, l\u2019ideologia rigorosa e l\u2019inclinazione per la violenza fisica, ad esempio. Rappresentiamo un nuovo tipo di Giappone. <strong>Siamo come amici separati da un filo spinato; ci sorridiamo senza poterci abbracciare<\/strong>\u00bb. Per poi aggiungere, chiudendo il cerchio: <strong>\u00abI nostri scopi si assomigliano, ma io possiedo un atout che essi non hanno: l\u2019Imperatore\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel titolo della sua precoce autobiografia <strong><em>Confessioni di una maschera<\/em><\/strong>, del 1948, \u00e8 forse racchiusa la lacerazione che percorre la scrittura di Mishima, che continua a interrogare se stessa, facendo dialogare inchiostro e carne, riunendo intorno a un <em>d\u00e0imon<\/em> cui restare fedeli quelle che solo un occhio esterno pu\u00f2 identificare come \u201ccontraddizioni\u201d: <strong>\u00ab\u00c8 un difetto frequente della fanciullezza credere che, se si trasforma il demone in eroe, il demone sar\u00e0 soddisfatto\u00bb<\/strong>. In queste parole c\u2019\u00e8 tutto Mishima, dalle nebbie di un\u2019adolescenza inquieta fino al suicidio rituale del 1970.<\/p>\n<p>Le sue opere \u2013 come sottolinea Pietrogiacomi introducendo la selezione dei brani \u2013 finiscono per allontanarsi dalla vita, immortalandola in una narrazione che costituisce un algido universo a s\u00e9 stante. D\u2019altronde la scrittura, soprattutto se autobiografica, ha il fastidioso vizio di mentire, da un lato facendo di esperienze quotidiane un\u2019epica, dall\u2019altro derubricando la stessa vita ordinaria a una mascherata. Ma \u00e8 una menzogna di cui \u00e8 intessuto il reale stesso, al di l\u00e0 delle sue mitologizzazioni. E cos\u00ec la maschera si confessa: <strong>\u00abA lungo andare la \u201crecita\u201d \u00e8 diventata una parte integrante della mia natura. Sto diventando una di quelle persone incapaci di credere a nulla che non sia contraffatto\u00bb<\/strong>. Ad affacciarsi in queste pagine non \u00e8 la squallida \u201ccompensazione\u201d di cui ha parlato un certo freudismo, ma la necessit\u00e0 di <strong>far di s\u00e9 uno stile in un mondo che di stile non ne ha pi\u00f9<\/strong>, di offrire uno sguardo mitico su una realt\u00e0 che ha rinnegato i miti, fondare le possibilit\u00e0 di un\u2019azione in una societ\u00e0 che ha finito per annichilire ogni slancio verticale, rinvenire il sacro dove trionfa il materialismo, optando per \u00abuna rivoluzione che sappia eternamente rinnovarsi\u00bb. Quello di Mishima \u2013 e il titolo del volume di Alcatraz coglie nel segno \u2013 \u00e8 il martirio della Bellezza in un mondo che ha negato strenuamente la bellezza. \u00c8 il cimentarsi con le contraddizioni risolvendole nell\u2019<em>azione<\/em>.<\/p>\n<p>\u00c8 sempre in questa prospettiva che va inquadrata la <em>Tatenokai<\/em>, la mitica <strong>Associazione degli Scudi<\/strong> fondata e finanziata da Mishima con i suoi diritti d\u2019autore, un piccolo esercito costituito da cento uomini che avrebbe dovuto ispirare la ricostituzione dell\u2019esercito giapponese, il cui scioglimento fu una delle condizioni della resa incondizionata post-\u201945. Cos\u00ec Mishima la present\u00f2, un anno dopo la sua fondazione: <strong>\u00abL\u2019Associazione degli Scudi \u00e8 un esercito pronto a intervenire in qualsiasi momento. \u00c8 impossibile prevedere quando entrer\u00e0 in azione. Forse mai. O forse domani stesso. Parteciper\u00e0 soltanto allo scontro decisivo\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>Come base ideologica della <em>Tatenokai<\/em>, Mishima stende una \u201cversione moderna\u201d di <strong><em>Hagakure<\/em><\/strong> (\u00e8 uscita in italiano per Bompiani, con il titolo <strong><em>La via del samurai<\/em><\/strong>), opera del monaco guerriero Yamamoto Tsunetomo caduta nell\u2019oblio dopo la sconfitta della Seconda guerra mondiale. Ne resuscita alcuni passaggi, adattandoli al presente, usandoli come cartina di tornasole per <strong>diagnosticare la decadenza<\/strong> di un Paese in cui nessuna voce \u2013 n\u00e9 politica, n\u00e9 militare \u2013 si oppone alla colonizzazione dell\u2019Immaginario ad opera degli americani, rinnegando un\u2019identit\u00e0 legata a un tipo umano ben preciso:\u00a0<strong>\u00abPer noi giapponesi il samurai \u00e8 l\u2019immagine di un antenato. Per gli occidentali \u00e8 la figura di un nobile selvaggio. Dobbiamo sentirci fieri di essere selvaggi\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/07\/Yukio_Mishima_2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-628\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/07\/Yukio_Mishima_2-300x233.jpg\" alt=\"Yukio_Mishima_2\" width=\"300\" height=\"233\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/07\/Yukio_Mishima_2-300x233.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/07\/Yukio_Mishima_2.jpg 512w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>A emergere dalle sue pagine \u00e8 una rivolta contro il mondo contemporaneo, contro \u00abil terribile virus della democrazia del dopoguerra e dell\u2019ipocrisia che ha generato\u00bb (<em>I miei ultimi venticinque anni<\/em>, 1970), \u00abun\u2019epoca di vasta libert\u00e0 e di estesi diritti individuali [\u2026] in cui ciascuno si sente autorizzato a sostenere a gran voce le proprie opinioni immature o insulse\u00bb (<em>Lezioni spirituali per giovani samurai<\/em>, 1969). Una rivolta innervata da un genio stilistico, estetico e vitalistico (termini qui indistinguibili), che emerge appieno nei frammenti raccolti in <em>Martire della bellezza<\/em>. Ecco qualche esempio: \u00abLe cose perdonabili sono, in verit\u00e0, pochissime\u00bb; \u00abNiente mi pu\u00f2 appagare, subito mi tedia qualsiasi novit\u00e0 terrestre\u00bb; <strong>\u00abUn giorno decisi di incominciare a coltivare alacremente il mio orto. Usai sole e acciaio\u00bb<\/strong>; \u00abPi\u00f9 la letteratura \u00e8 di buona qualit\u00e0 e pi\u00f9 ci comunica l\u2019idea che l\u2019essere umano \u00e8 condannato\u00bb; \u00abUna donna non pu\u00f2 essere lo specchio di un\u2019altra donna: possiamo vederci soltanto un uomo, soprattutto se senza cuore\u00bb; \u00abAmavo tutti i giovani che venivano uccisi\u00bb; <strong>\u00abLe tue sono le pupille di uno che ha fissato il sole, e vedono un alone giallo intorno a qualsiasi cosa guardino\u00bb<\/strong>; \u00abTemiamo il futuro perch\u00e9 lo valutiamo in rapporto all\u2019accumulo dei ricordi del passato\u00bb; \u00ab\u00c8 solo nella vita militare che il volto degli uomini diventa bello\u00bb.<\/p>\n<p>Come gi\u00e0 accennato, vita e arte, stile e azione, entreranno in suprema congiunzione il 25 novembre 1970, quando Mishima, insieme a quattro membri dell\u2019Associazione degli Scudi, occuper\u00e0 l\u2019ufficio del generale Mashita. Poco prima di commettere <em>seppuku<\/em>, legger\u00e0 il suo <em>Proclama<\/em>. Eccone un estratto:<\/p>\n<p><strong>\u00abNon possiamo pi\u00f9 attendere. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 motivo di attendere coloro che continuano a profanare se stessi. Insorgeremo insieme ed insieme moriremo per l\u2019onore. Avete tanto cara la vita da sacrificarle l\u2019esistenza dello spirito? Noi ora testimonieremo a tutti voi l\u2019esistenza di un valore pi\u00f9 alto del rispetto per la vita. Questo valore non \u00e8 la libert\u00e0, non \u00e8 la democrazia. \u00c8 il Giappone. Il Paese della nostra amata storia, delle nostre tradizioni: il Giappone. Non c\u2019\u00e8 nessuno tra voi disposto a morire per scagliarsi contro la Costituzione che ha disossato la nostra patria? Se esiste, che sorga e muoia con noi!\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>Dopodich\u00e9 entr\u00f2 nell\u2019ufficio e si apr\u00ec il ventre, non prima di aver inneggiato all\u2019Imperatore, all\u2019Imperatore celeste, naturalmente, ben diverso da quello \u201cnuovo\u201d, simbolo dello Stato, costretto dai barbari a deporre il proprio scettro nel fango dell\u2019attualit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il 6 e il 9 agosto 1945 gli americani radono al suolo Hiroshima e Nagasaki. Sei giorni dopo, il 15, a mezzogiorno in punto l\u2019imperatore Hirohito parla alla radio, e per la prima volta milioni di cittadini sentono la voce di chi era ancora considerato un\u2019emanazione divina, discendente della Dea del Sole Amaterasu-\u014cmikami. 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