{"id":647,"date":"2020-11-17T10:36:53","date_gmt":"2020-11-17T09:36:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/?p=647"},"modified":"2020-11-17T10:36:53","modified_gmt":"2020-11-17T09:36:53","slug":"scienza-e-fantastico-la-terra-cava-di-john-uri-lloyd","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2020\/11\/17\/scienza-e-fantastico-la-terra-cava-di-john-uri-lloyd\/","title":{"rendered":"Scienza e fantastico: la Terra Cava di John Uri Lloyd"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/11\/Etidorhpa_Diana.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-648\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/11\/Etidorhpa_Diana-196x300.jpg\" alt=\"\" width=\"196\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/11\/Etidorhpa_Diana-196x300.jpg 196w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/11\/Etidorhpa_Diana.jpg 435w\" sizes=\"(max-width: 196px) 100vw, 196px\" \/><\/a>\u00c8 un assolato pomeriggio estivo del 1902, siamo a Los Angeles, nella gigantesca sala del Westminster Hotel, vittoriano e un po\u2019 kitsch come solo certi alberghi americani sanno essere. Lo scienziato <strong>John Uri Lloyd <\/strong>(1849-1936) sta presentando il suo romanzo <strong><em>Etidorhpa<\/em> <\/strong>\u2013 per la cronaca, <em>Aphrodite<\/em> al contrario \u2013, cronaca di un\u2019<strong>esplorazione fisica e metafisica di mondi sotterranei<\/strong>. Gli viene chiesto quali siano le fonti della sua prodigiosa fantasia, ma Lui smentisce: \u00abNon ho immaginazione. <strong>Mi limito a ricordare.<\/strong> Scrivo da immense distanze, dal punto di vista del tempo\u00bb. E aggiunge, sibillino: \u00abSono solo gli eventi a farsi pi\u00f9 chiari, anno dopo anno\u00bb. Ma il pubblico non \u00e8 contento. Vuole saperne di pi\u00f9, lo incalza: \u00abDir\u00f2 solo che lo scorso anno, sette anni dopo la sua pubblicazione, ha venduto pi\u00f9 che mai\u00bb risponde. \u00abForse il suo intento sar\u00e0 pi\u00f9 chiaro tra mezzo secolo\u00bb. Sugli intenti si pu\u00f2 discutere, ma rimane il fatto che stiamo parlando di un grande successo editoriale. Pubblicato a spese dell\u2019autore nel 1895, dapprima distribuito privatamente, nei primi decenni del Novecento spopoler\u00e0, anche grazie alle magnifiche illustrazioni di J. Augustus Knapp. Ai dati \u201cufficiali\u201d \u2013 diciotto edizioni in una manciata di anni, sette traduzioni \u2013 si aggiungono aneddoti ancora pi\u00f9 eloquenti: Club del Libro dedicati unicamente a quell\u2019opera, groppuscoli che ne fanno una sorta di Vangelo, un boom all\u2019anagrafe di infanti chiamate Etidorhpa\u2026 Alle molte edizioni straniere del romanzo visionario ora se ne aggiunge finalmente una italiana, pubblicata dalla casa editrice <strong>Diana<\/strong> nell\u2019eccellente traduzione di <strong>Monica Paiano<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00abDi tutti i romanzi sul mondo interno che ho letto, nessuno \u00e8 pi\u00f9 straordinario e bizzarro di <em>Etidorhpa<\/em>\u00bb. A scrivere queste parole \u00e8 uno che dell\u2019argomento se ne intendeva, vale a dire il <strong>Walter<\/strong> <strong>Kafton-Minkel<\/strong> di <strong><em>Mondi sotterranei<\/em><\/strong> (Mediterranee, 2012), tra gli studi pi\u00f9 esaustivi dedicati al mito della Terra Cava. In effetti, il <em>topos<\/em> letterario di un viaggio sotterraneo alla scoperta di un mondo che il viaggiatore di turno scopre essere \u201cvuoto\u201d \u00e8 assai diffuso. Basti pensare a opere settecentesche come il <em>Nicolai Klimii iter subterraneum<\/em> di <strong>Ludvig Holberg<\/strong> (1741) o il monumentale <em>Icosam\u00e9ron<\/em>, in cui <strong>Giacomo Casanova<\/strong> parla di una razza di nani \u2013 detti M\u00e9gamicri \u2013 che vivono all\u2019interno della Terra. Ma \u00e8 l\u2019Ottocento il \u201csecolo della terra cava\u201d, con opere come <em>Symzonia: A Voyage of Discovery<\/em> di un certo \u201c<strong>Capitano Adam Seaborn<\/strong>\u201d (1823), <em>The Narrative of Arthur Gordon Pym of Nantucket<\/em> di <strong>Edgar Poe<\/strong> (1838), <em>Viaggio al centro della Terra<\/em> di <strong>Jules Verne<\/strong> (1864), <em>La razza ventura<\/em> di <strong>Edward Bulwer-Lytton<\/strong>, pubblicato anonimo nel 1871 e edito in italiano da Arktos, il satirico <em>A Strange Manuscript Found in a Copper Cylinder<\/em> di <strong>James De Mille<\/strong> (1888) e <em>Mizora: a Prophecy<\/em> di <strong>Mary E. Bradley<\/strong> (1890). Per poi non parlare delle opere a carattere esoterico, legate al Vril, ad Agarttha, alla \u201cstoria segreta\u201d\u2026<\/p>\n<p>Fino al singolare <em>Etidorhpa<\/em>, romanzo (molto apprezzato, sembrerebbe, da H. P. Lovecraft) che mescola stili e registri diversi, dalla narrativa di viaggio al poliziesco, dalla fantascienza al fantastico, fino alla scienza \u201cdura e pura\u201d. Un <em>m\u00e9lange<\/em> che riflette la personalit\u00e0 del suo stesso autore. Chimico farmaceutico, presidente della Lloyd Brothers Pharmacists Inc. e, per un certo periodo, della Societ\u00e0 Farmaceutica Americana, docente a Cincinnati di \u201cMedicina Eclettica\u201d, John Uri Lloyd estrasse farmaci dalle piante e speriment\u00f2 l\u2019impiego di sostanze vegetali a fine medico (inclusi funghi allucinogeni e cocaina). Ma, accanto a queste attivit\u00e0 \u201cdiurne\u201d, pass\u00f2 tutta la vita a studiare <strong>alchimia, spiritualismo e occultismo<\/strong>. Nulla di strano, verrebbe da dire: non furono di certo pochi quei ricercatori \u201cbifronti\u201d, divisi tra razionalismo e mistero, \u201cluci\u201d e \u201combre\u201d del sapere.<\/p>\n<p>Sennonch\u00e9 Lloyd intraprese l\u2019ardua missione di <strong>coniugare questi due ambiti, gli emisferi destro e sinistro del <em>Nous<\/em> cosmico<\/strong>. Ad esempio, credeva all\u2019esistenza di poteri non ancora classificati dalla scienza ufficiale, n\u00e9 comprensibili dalla mente umana. In futuro, scrisse proprio in <em>Etidorhpa<\/em>, \u00abgli uomini acquisiranno un controllo dei sensi periferici, per mezzo di facolt\u00e0 latenti\u00bb. Allora, \u00abnello studioso della natura vi sar\u00e0 uno sviluppo inconscio di nuove forze mentali\u00bb. Da queste parole emerge quella che \u00e8 un\u2019apertura senza pari sui misteri del cosmo: se adeguatamente praticata \u2013 ci\u00f2 \u00e8 fondamentale \u2013, la scienza condurr\u00e0 a un livello ulteriore rispetto a quello della realt\u00e0 che siamo soliti frequentare tutti i santi giorni. <strong>\u00abCi\u00f2 che \u00e8 esoterico diventer\u00e0 essoterico\u00bb<\/strong>. Sembra di leggere <strong>Colin Wilson<\/strong> o lo storico delle religioni <strong>Ioan Petru Culianu<\/strong>, quando in <em>Eros e magia nel Rinascimento<\/em> parl\u00f2 dei <strong>\u00absottili processi della magia, scienza del passato, del presente e del futuro\u00bb<\/strong>. Soprattutto, in queste righe \u00e8 condensato il passaggio dall\u2019Ottocento materialistico al Novecento quantistico, ambiguo e relativista, all\u2019insegna del principio d\u2019indeterminazione di Heisenberg. Un secolo in cui <strong>il fantastico risorge nel cuore di quella stessa scienza che aveva creduto ingenuamente di esorcizzarlo<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/11\/Etidorhpa_Funghi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-650\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/11\/Etidorhpa_Funghi-184x300.jpg\" alt=\"\" width=\"184\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/11\/Etidorhpa_Funghi-184x300.jpg 184w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/11\/Etidorhpa_Funghi-628x1024.jpg 628w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/11\/Etidorhpa_Funghi.jpg 756w\" sizes=\"(max-width: 184px) 100vw, 184px\" \/><\/a>Se le cose stanno cos\u00ec, scrive Lloyd, fenomeni come poteri \u201cultrasensoriali\u201d, spettri ed ectoplasmi non sono \u201cfantasie infantili\u201d o \u201cresidui di epoche premoderne\u201d, ma piani del reale che la scienza non ha ancora indagato. Non per questo vanno esclusi dal campo d\u2019indagine, come secondo la dogmatica del pi\u00f9 bieco positivismo, che giudicava reale solo ci\u00f2 che entrava negli angusti spazi di una provetta. Non c\u2019\u00e8 contraddizione in questo atteggiamento: la realt\u00e0 \u00e8 che <strong>Lloyd era <em>un vero scienziato<\/em>, e come tale ammetteva l\u2019esistenza anche di quanto trascendeva la scienza stessa<\/strong>, non lasciando che lo scientismo soffocasse la sua smisurata curiosit\u00e0, che qualcuno mettesse un giogo alla sua vasta immaginazione. Una visione del mondo che lo port\u00f2 a superare anche l\u2019opposizione tra scienze \u201cpositive\u201d e \u201cocculte\u201d, come scrisse in <em>Etidorhpa<\/em>, anticipando di sette anni le teorie di <strong>Henri Hubert<\/strong> e <strong>Marcel Mauss<\/strong> in <em>Esquisse d\u2019une th\u00e9orie g\u00e9n\u00e9rale de la magie<\/em>: <strong>\u00abNell\u2019alchimia vi \u00e8 la genesi di tutte le scienze di oggi. L\u2019alchimia \u00e8 la culla in cui esse sono state dondolate. Nutrite dalla necromanzia, dall\u2019astrologia, dall\u2019occultismo e da tutta l\u2019eredit\u00e0 del sogno mistico, le scienze appena nate hanno lottato per l\u2019esistenza attraverso epoche oscure, custodite dall\u2019alchimista un tempo perseguitato e ora calunniato. Il mondo di oggi deve un monumento agli eroi ermetici\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 proprio su questi presupposti che si basa il racconto di cui stiamo parlando. In quello che di fatto \u00e8 un romanzo nel romanzo, uno scienziato parla di un viaggio nelle viscere della Terra, una missione compiuta per espiare il peccato di aver diffuso alcune conoscenze \u201cesoteriche\u201d apprese durante la frequentazione di una confraternita alchemica. Viene perseguitato dai suoi membri, che, dopo avergli fatto cambiare magicamente aspetto, gli intimano di scegliere tra il manicomio e la missione ipogea. Questa narrazione, tra l\u2019altro, \u00e8 la trasposizione di un fatto realmente accaduto, oggi finito nel dimenticatoio, il \u201ccaso Morgan\u201d del 1826, quando un tale <strong>William Morgan<\/strong>, entrato tra i newyorchesi Massoni di Batavia, ne diffuse i segreti in un libercolo, intitolato <em>Illustrations of Masonry<\/em>. Qualche giorno dopo Morgan spar\u00ec e la tipografia che stamp\u00f2 il suo libro venne data alle fiamme da ignoti \u2013 fatto che scaten\u00f2 un\u2019ondata antimassonica mantenutasi per decenni. Il protagonista di <em>Etidorhpa<\/em> non fa la sua fine, scegliendo la partenza per quel viaggio sotterraneo e seguendo una via molto simile a quella dell\u2019<em>Ancient Mariner <\/em>della celebre <em>Ballata<\/em> di Coleridge: <strong>\u00abNon sarai ucciso perch\u00e9 hai un compito da svolgere, e continuerai a esistere molto tempo dopo che altri della tua et\u00e0 saranno morti\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, nella <em>wilderness<\/em> del Kentucky l\u2019ex adepto, accompagnato da una misteriosa creatura anfibia, si addentra nelle viscere della Terra. Dopo aver percorso infiniti cunicoli oscuri, i due giungono in una zona luminosa, intravedendo una sorprendente luce provenire dal centro della Terra. Man mano che scendono nelle profondit\u00e0 ctonie, il loro peso decresce e le funzioni corporee rallentano \u2013 il cuore batte pi\u00f9 lentamente, fame e sete svaniscono. L\u2019aria, dapprima stantia e soffocante, si rivela piena di una febbrile forza vitale, che li ritempra. Seguono paesaggi degni del <em>Viaggio al centro della terra<\/em> di Verne: distese di funghi enormi, un ampio mare, maestose architetture geologiche\u2026 <strong>Sono tutti piani dell\u2019Io, tappe di un viaggio iniziatico, di una catabasi che conduce il protagonista alla visione di una serie di stati dell\u2019Essere, fino alla rivelazione finale.<\/strong> Tra l\u2019altro, scrive il Nostro, non \u00e8 da escludere che un giorno <em>tutta<\/em> l\u2019umanit\u00e0 dovr\u00e0 compiere questo <em>iter<\/em>, quando la scienza avr\u00e0 provveduto a rendere la Terra un luogo inabitabile, generando <strong>\u00abterribili cambiamenti climatici\u00bb<\/strong>. Siamo nel 1895\u2026<\/p>\n<p>Come molti difensori della vera scienza, infatti, lo stesso Lloyd non si tirava indietro quando si trattava di criticare quella contemporanea, improntata a un materialismo senza pari. I suoi adepti, scrive, aboliscono il corpo, l\u2019anima e il cielo; <strong>\u00abvanno come pestilenza e carestia, mano nella mano, negando tutto ci\u00f2 che l\u2019umanit\u00e0 considera sacro e non offrendo alcun ritorno tangibile se non un materialistico presente. Questa stessa scienza che sembra fare cos\u00ec tanto per l\u2019umanit\u00e0 continuer\u00e0 ad esaltare la cosiddetta civilt\u00e0 materiale, fino a quando il pensiero scientifico creer\u00e0 le condizioni per estinguere se stesso e distruggere la civilt\u00e0 che ha creato\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/11\/John_Uri_Lloyd_ritratto.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-649\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/11\/John_Uri_Lloyd_ritratto-211x300.jpg\" alt=\"\" width=\"211\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/11\/John_Uri_Lloyd_ritratto-211x300.jpg 211w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/11\/John_Uri_Lloyd_ritratto-720x1024.jpg 720w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/11\/John_Uri_Lloyd_ritratto-768x1093.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2020\/11\/John_Uri_Lloyd_ritratto.jpg 1050w\" sizes=\"(max-width: 211px) 100vw, 211px\" \/><\/a>A pronunciare queste parole, di un antimodernismo radicale, non era un reazionario, un senile nemico del presente e cantore dei bei tempi che furono, ma uno <em>scienziato<\/em>. E quella da lui criticata non era la scienza <em>tout court<\/em> ma la scienza ottocentesca, che negava la molteplicit\u00e0 dei piani del reale. Concludendo: <strong>\u00abDiffida del materialismo, la fine della scienza dell\u2019uomo\u00bb<\/strong>. Nell\u2019introduzione all\u2019edizione italiana di <em>Etidorhpa<\/em> \u00e8 inserito un insolito ritratto di Lloyd: \u00e8 seduto nella sua biblioteca, sommerso dai libri, con uno scheletro appoggiato alla spalla. Accanto a lui s\u2019intravede la tavola scientifica di una pianta, passione di una vita. Ma a colpire \u00e8 il suo sguardo, che pare assente, quasi non si accorgesse di essere l\u00ec. \u00abSembra lontano mille miglia\u00bb ha scritto R. J. Smith (<em>John Uri Lloyd: To Infinity and Beyond<\/em>, \u00abCincinnati Magazine\u00bb, 7 aprile 2015), \u00abintento a sognare temi eterni, visualizzando ci\u00f2 che unisce una foglia di sassofrasso alla polvere di stelle morte\u00bb. Uno sguardo forse fisso su Etidorhpa, ansioso di farvi ritorno, insieme a nuovi scienziati, pionieri dell\u2019Altrove e argonauti della Quarta Dimensione, il cui motto potrebbe essere costituito da queste parole, contenute in quello che \u00e8 e rimane un romanzo straordinario: <strong>\u00abNello studio di qualsiasi ramo della scienza gli uomini iniziano e finiscono con l\u2019Ignoto\u00bb<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 un assolato pomeriggio estivo del 1902, siamo a Los Angeles, nella gigantesca sala del Westminster Hotel, vittoriano e un po\u2019 kitsch come solo certi alberghi americani sanno essere. Lo scienziato John Uri Lloyd (1849-1936) sta presentando il suo romanzo Etidorhpa \u2013 per la cronaca, Aphrodite al contrario \u2013, cronaca di un\u2019esplorazione fisica e metafisica di mondi sotterranei. Gli viene chiesto quali siano le fonti della sua prodigiosa fantasia, ma Lui smentisce: \u00abNon ho immaginazione. Mi limito a ricordare. Scrivo da immense distanze, dal punto di vista del tempo\u00bb. E aggiunge, sibillino: \u00abSono solo gli eventi a farsi pi\u00f9 chiari, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2020\/11\/17\/scienza-e-fantastico-la-terra-cava-di-john-uri-lloyd\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1084,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[191088,170693,7500],"tags":[121884,371284,371287,371282,371283,371288,371285,13630,371281],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/647"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1084"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=647"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/647\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":651,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/647\/revisions\/651"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=647"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=647"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=647"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}