{"id":667,"date":"2021-05-21T05:32:01","date_gmt":"2021-05-21T03:32:01","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/?p=667"},"modified":"2021-05-21T05:32:01","modified_gmt":"2021-05-21T03:32:01","slug":"ioan-petru-culianu-francois-furet-e-la-rivoluzione-francese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2021\/05\/21\/ioan-petru-culianu-francois-furet-e-la-rivoluzione-francese\/","title":{"rendered":"Ioan Petru Culianu: \u00abFran\u00e7ois Furet e la Rivoluzione francese\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2021\/05\/Ioan-Petru-Culianu.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-669\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2021\/05\/Ioan-Petru-Culianu-300x191.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"191\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2021\/05\/Ioan-Petru-Culianu-300x191.png 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2021\/05\/Ioan-Petru-Culianu-768x489.png 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2021\/05\/Ioan-Petru-Culianu.png 992w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Esattamente tre decenni fa, il <strong>21 maggio 1991<\/strong>, la quiete della Divinity School dell\u2019Universit\u00e0 di Chicago veniva turbata da un colpo di pistola. Il poco pi\u00f9 che quarantenne Ioan Petru Culianu, geniale allievo ed erede letterario di <strong>Mircea Eliade<\/strong>, veniva ucciso da una mano tutt\u2019ora ignota. Un omicidio politico, come documentato da Ted Anton nel libro-inchiesta <\/em><strong>Eros, magia e l\u2019omicidio del professor Culianu<\/strong><em> (Settimo Sigillo, 2007), che toglieva la vita a un geniale studioso capace di cimentarsi con mondi diversi, dal giornalismo alla narrativa, esplorando la letteratura dell\u2019Immaginario e Jorge Luis Borges, la metafisica di <\/em>Twin Peaks<em> e Giordano Bruno, la gnosi e i dualismi, capace di organizzare conferenze internazionali e la sera stessa fare i Tarocchi ad amici e studenti, scrivere di sciamanesimo e fisica quantistica, politica e cyberspazio\u2026 Insomma, quel 21 maggio di trent\u2019anni fa, la storia si prese una terribile rivincita sull\u2019immaginario. Per riaprire la partita, a tre decenni da quei fatti enigmatici, sono state organizzate varie iniziative, tra cui il numero monografico della rivista <strong>\u00abAntar\u00e8s\u00bb, <\/strong><\/em><strong>Ioan Petru Culianu, Argonauta della Quarta Dimensione<\/strong><em>. Curato da Horia Corneliu Cicorta\u0219, Roberta Moretti e Andrea Scarabelli, raccoglie testimonianze e saggi, nonch\u00e9 svariati inediti, carteggi e interviste. Per ricordare lo studioso, pubblichiamo qui <strong>un suo testo inedito in lingua italiana<\/strong>, uscito sulla rivista <\/em><em>\u00abLumea liber<\/em><em>\u0103\u00bb<\/em> <em>(n. 110, 10 novembre 1990) e ora raccolto nel volume <\/em>P\u0103catul \u00eempotriva spiritului<em> (Polirom, Ia\u0219i 2005). La traduzione \u00e8 di <strong>Igor Tavilla<\/strong>, che ringraziamo per averne concesso la pubblicazione su questo blog, nell\u2019auspicio che tutte queste iniziative possano segnare l\u2019inizio di una nuova stagione negli studi italiani su IPC, <strong>demiurgo dell\u2019Immaginario ed esploratore dei mondi mentali<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><em>A.S.<\/em><\/p>\n<p>Nel 1989, bicentenario della Rivoluzione francese del 1789, il marxismo ha perso anche l\u2019ultima battaglia: la battaglia ideologica nel Paese che era stato, forse ancor pi\u00f9 dell\u2019Italia, il bastione dell\u2019ortodossia comunista nell\u2019Europa occidentale. L\u2019uomo che ha assaporato la vittoria \u00e8 stato lo storico Fran\u00e7ois Furet, l\u2019eroe del giorno.<\/p>\n<p>Furet era finito al centro delle polemiche riguardanti la Rivoluzione francese fin dal 1978, dopo essere stato bersagliato, per molti anni, dagli attacchi degli storici marxisti. Eppure, se la sua voce era isolata fino a poco tempo fa, nel 1989 la posizione espressa nella sua opera <strong><em>Penser la R\u00e9volution Fran\u00e7aise<\/em><\/strong> (1978) ha smesso di essere minoritaria. Attraverso una resistenza durata dieci anni, in questi ultimi Furet \u00e8 riuscito a rivoluzionare la Rivoluzione francese e sconfiggere <strong>l\u2019armata reazionaria dei teologi marxisti<\/strong>. Solo qualche anno fa, una vittoria simile sarebbe sembrata tanto impossibile quanto la caduta del Muro di Berlino. E forse, dopotutto, \u201cil crollo\u201d della Rivoluzione francese \u00e8 solo uno dei molteplici effetti del crollo del muro. Infatti, come lo stesso Furet nota nella sua acuta opera, la Rivoluzione francese assume un\u2019importanza particolare per la sua associazione con la rivoluzione bolscevica dell\u2019ottobre 1917, a cui accorda una certa legittimit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel rigido sistema di interpretazione leninista-stalinista della storia, usato dalla maggioranza degli storici francesi del secondo dopoguerra, la Rivoluzione francese era \u201cla rivoluzione borghese-democratica\u201d e, come tale, precedeva necessariamente la rivoluzione finale, quella comunista. Nelle teorie sovietiche, la Rivoluzione francese giocava un ruolo unico ed insostituibile. Ma la Rivoluzione francese \u00e8 stata davvero una \u201crivoluzione borghese-democratica\u201d? Il grande teologo marxista Albert Soboul, il maggiore critico di Furet, riempie mille pagine per dimostrare come la rivoluzione sia un\u2019\u201cesplosione delle contraddizioni\u201d di classe accumulate per oltre mille anni dalla \u201csociet\u00e0 feudale\u201d francese. In altre parole, secondo la <strong>Bibbia marxista<\/strong>, la rivoluzione <em>doveva <\/em>scoppiare necessariamente per lasciar spazio ai rapporti capitalisti e al modo di produzione capitalista.<\/p>\n<p>Contro la tesi marxista, Furet mostra quanto segue: anzitutto, la societ\u00e0 francese di fine Settecento non era pi\u00f9 \u201cfeudale\u201d, ma basata su un complesso sistema di opposizione in cui l\u2019istituto monarchico garantiva mobilit\u00e0 sociale e scendeva a patti non con i proprietari terrieri (affittuari), ma con la borghesia.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2021\/05\/Antare\u0300s_Ioan-Petru-CUlianu.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-668\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2021\/05\/Antare\u0300s_Ioan-Petru-CUlianu-208x300.png\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2021\/05\/Antare\u0300s_Ioan-Petru-CUlianu-208x300.png 208w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2021\/05\/Antare\u0300s_Ioan-Petru-CUlianu.png 506w\" sizes=\"(max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><\/a>Riprendendo la tesi di <strong>Alexis de Tocqueville<\/strong>, Furet mostra come <strong>la Rivoluzione, lungi dall\u2019interrompere il programma di riforme previsto dalla monarchia, non faccia che continuarlo<\/strong>. In questo senso, la Rivoluzione sembra non esser servita a nulla, dal momento che fa parte di un processo di trasformazione della societ\u00e0 francese in atto da cent\u2019anni. Per spiegare lo scoppio della Rivoluzione, tuttavia, Furet ricorre alla tesi di uno storico dimenticato da tutti, il giovane <strong>Augustin Cochin<\/strong>, che perse la vita a quarant\u2019anni durante la Prima guerra mondiale. Secondo Cochin, la Rivoluzione \u00e8 frutto degli innumerevoli club politico-intellettuali dell\u2019Illuminismo, che chiama <em>soci\u00e9t\u00e9s de pens\u00e9e<\/em>, \u201csociet\u00e0 di pensiero\u201d. Di queste fanno parte non solo i massoni, ma anche altre innumerevoli societ\u00e0 letterarie, eccetera, spesso semi-clandestine. Secondo Cochin, la caratteristica principale di queste societ\u00e0 \u00e8 l\u2019abolizione di qualsiasi distinzione di classe. I loro membri si riuniscono per accordarsi su un sistema di governo ottimale; una volta raggiunto questo accordo razionale, cominciano a metterlo in pratica. L\u2019idea di queste societ\u00e0 \u00e8 agli antipodi dell\u2019idea di \u201clotta di classe\u201d; il loro obiettivo \u00e8 la realizzazione di un utopico \u201cbene comune\u201d.<\/p>\n<p>Ma <em>chi<\/em> ha compiuto la Rivoluzione? Anche qui, Furet si discosta da tutte le interpretazioni accettate, rifiutandosi di optare per un eroe o un altro \u2013 Robespierre contro Danton, ad esempio, o viceversa. Secondo lui, <strong>la Rivoluzione \u00e8 dotata di un meccanismo impersonale e i suoi capi non sono altro che marionette manovrate dalla logica del potere stesso<\/strong>. E questa logica ha a che fare col gruppo che, in un dato momento, ha pi\u00f9 possibilit\u00e0 di pretendere di rappresentare quell\u2019entit\u00e0 astratta e misteriosa chiamata \u201cpopolo\u201d. Un\u2019entit\u00e0, di fatto, inesistente e inventata dalle \u201csociet\u00e0 di pensiero\u201d illuministe.<\/p>\n<p>Con Fran\u00e7ois Furet <strong>si \u00e8 conclusa la semplificazione marxista<\/strong>. Era ora, dopotutto, che accadesse. Ma \u00e8 sintomatico che soltanto il fallimento della rivoluzione sovietica abbia portato con s\u00e9 una nuova ottica nell\u2019interpretazione della Rivoluzione francese, senza cui \u201cla grande rivoluzione\u201d di ottobre non avrebbe avuto alcuna giustificazione\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Esattamente tre decenni fa, il 21 maggio 1991, la quiete della Divinity School dell\u2019Universit\u00e0 di Chicago veniva turbata da un colpo di pistola. Il poco pi\u00f9 che quarantenne Ioan Petru Culianu, geniale allievo ed erede letterario di Mircea Eliade, veniva ucciso da una mano tutt\u2019ora ignota. Un omicidio politico, come documentato da Ted Anton nel libro-inchiesta Eros, magia e l\u2019omicidio del professor Culianu (Settimo Sigillo, 2007), che toglieva la vita a un geniale studioso capace di cimentarsi con mondi diversi, dal giornalismo alla narrativa, esplorando la letteratura dell\u2019Immaginario e Jorge Luis Borges, la metafisica di Twin Peaks e Giordano Bruno, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2021\/05\/21\/ioan-petru-culianu-francois-furet-e-la-rivoluzione-francese\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1084,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[191088,17018,64,165849],"tags":[371197,346338,371300,191170,371302,165987,32404,371301],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/667"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1084"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=667"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/667\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":671,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/667\/revisions\/671"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=667"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=667"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=667"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}