{"id":682,"date":"2021-11-18T00:57:13","date_gmt":"2021-11-17T23:57:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/?p=682"},"modified":"2021-11-18T00:57:13","modified_gmt":"2021-11-17T23:57:13","slug":"tatiana-niculescu-nae-ionescu-tra-faust-e-mefistofele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2021\/11\/18\/tatiana-niculescu-nae-ionescu-tra-faust-e-mefistofele\/","title":{"rendered":"Tatiana Niculescu: \u00abNae Ionescu, tra Faust e Mefistofele\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2021\/11\/Nae-Ionescu-Castelvecchi.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-684\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2021\/11\/Nae-Ionescu-Castelvecchi-217x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"217\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2021\/11\/Nae-Ionescu-Castelvecchi-217x300.jpeg 217w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2021\/11\/Nae-Ionescu-Castelvecchi-742x1024.jpeg 742w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2021\/11\/Nae-Ionescu-Castelvecchi-768x1060.jpeg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2021\/11\/Nae-Ionescu-Castelvecchi.jpeg 900w\" sizes=\"(max-width: 217px) 100vw, 217px\" \/><\/a>Il 17 marzo 1940 si tengono i funerali del filosofo <strong>Nae Ionescu<\/strong>, mentore della \u201cgiovane generazione\u201d scomparso cinquantenne tre giorni prima. Reggono la bara del docente colleghi e amici, tra cui due illustri <strong>Mircea<\/strong>: <strong>Eliade<\/strong> e <strong>Vulc\u0103nescu<\/strong>. Quello stesso giorno <strong>Costantin Noica<\/strong> scrive a <strong>Emil Cioran<\/strong> qualcosa di definitivo: la morte del Maestro segna la fine di una fase storica, di un\u2019avventura dello spirito, di una stagione della vita. Nulla sar\u00e0 pi\u00f9 come prima. \u00abL\u2019ho sentito bestemmiare, ed era grande. L\u2019ho visto volgare, forse volutamente volgare, l\u2019ho udito ripetere ingiurie, offendere, ed era grande. <strong>\u00c8 l\u2019unico uomo che mi ha dato in vita la sensazione del leggendario<\/strong>\u00bb. Sono parole che racchiudono il profondo ascendente esercitato dal \u201cSocrate romeno\u201d su una generazione di intelletti fuori dal comune; celebrano una grandiosit\u00e0 spirituale, avvolta tuttavia da un alone enigmatico chiuso da sette sigilli. A sciogliere questo mistero contribuisce <strong><em>Nae Ionescu. Il seduttore di una generazione<\/em><\/strong> di <strong>Tatiana Niculescu<\/strong>, dato alle stampe da Castelvecchi a cura di <strong>Horia Corneliu Cicorta\u0219<\/strong> e <strong>Igor Tavilla<\/strong> (i quali, sempre di Ionescu, hanno tradotto due corsi universitari, usciti l\u2019anno scorso per Stamen con il titolo <em>Conoscenza metafisica ed esperienza religiosa<\/em>). \u00c8 la \u201cbiografia intima\u201d di un personaggio carismatico e controverso, la cui personalit\u00e0 ha suscitato e continua a suscitare accesi dibattiti, legati soprattutto alla sua vicinanza intellettuale alla <strong>Legione dell\u2019Arcangelo Michele<\/strong>, fondata da <strong>Corneliu Zelea Codreanu<\/strong>. Una vita ricostruita attraverso un\u2019imponente mole di informazioni e testimonianze, che restituiscono i chiaroscuri di un uomo in bilico tra Faust e Mefistofele (con una spiccata predilezione per il secondo). Ionescu era \u00abun amico, un maestro, un santo, un demone\u00bb disse un suo ex alunno di liceo, aggiungendo: \u00abAveva qualcosa di satanico, ma sapeva che la forza della vita consta di serenit\u00e0, tradizioni e cose semplici, eterne\u00bb. Secondo Maria Cantacuzino-Enescu, \u00abil Maligno si sovrapponeva al professore\u00bb; aveva <strong>\u00abuno sguardo abissale in cui non mancava qualche bagliore d\u2019acciaio\u00bb<\/strong> (Octav Onicescu); \u00abil volto dai tratti mefistofelici e gli occhi penetranti sotto spesse sopracciglia turche conferivano ai suoi giudizi <strong>accenti di magia nera<\/strong>\u00bb (Nichifor Crainic). L\u2019immagine goethiana torna anche nelle parole di uno dei suoi pi\u00f9 celebri allievi, Eliade, che lo ricorda tenere lezioni in universit\u00e0, \u00abvestito con elegante trascuratezza\u00bb. Mentre parla, decine di occhi ammaliati seguono dai banchi di legno gli arabeschi tracciati in aria dalle sue mani. La sua figura emana <strong>\u00abuna certa aria mefistofelica\u00bb<\/strong>, dietro a \u00abgrandi occhi di un azzurro intenso e metallico, straordinariamente brillanti\u00bb. Il giovane prende appunti, annotando queste parole pronunciate dal professore, indice della tensione verticale che ne anima il pensiero e il destino: <strong>\u00abSai solo ci\u00f2 di cui tu fai esperienza; porti frutto solo nella misura in cui scopri te stesso. Ogni via \u00e8 buona, se conduce nell\u2019intimo del tuo essere, ma soprattutto le vie sotterranee, le grandi esperienze organiche, i rischi, l\u2019avventura. Una sola cosa \u00e8 essenziale: che tu rimanga te stesso, che tu sia autentico, che tu non tradisca il tuo uomo spirituale\u00bb.<\/strong> Il futuro storico delle religioni ne far\u00e0 una divisa esistenziale. Quelle citate sono solo alcune delle testimonianze riportate nel volume. Noica, Oninescu, Eliade, Cioran, Vulc\u0103nescu\u2026 Sono loro l\u2019eredit\u00e0 spirituale di Nae, il corpo vivo dei suoi insegnamenti: l\u2019eterogeneit\u00e0 dei loro percorsi successivi \u2013 dall\u2019ontologia alla storia delle religioni, dalla matematica alla letteratura \u2013 traccer\u00e0 sempre il volto enigmatico di Ionescu, indagato da Tatiana Niculescu, la quale ci ha concesso una breve intervista (la traduzione \u00e8 di Horia Corneliu Cicorta\u0219; la versione in romeno \u00e8 disponibile <a href=\"http:\/\/www.orizonturiculturale.ro\/ro_intalniri_Tatiana-Niculescu-interviu.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">a questo indirizzo<\/a>).<\/p>\n<p><em>Il suo \u201cdebutto\u201d nel nostro Paese coincide con la traduzione di <\/em><strong>Confessione a Tanacu<\/strong><em> (Hacca, 2013), da cui \u00e8 stato tratto il film <\/em>Oltre le colline<em> di Cristian Mungiu. Dopodich\u00e9 si \u00e8 dedicata alla stesura di biografie di personaggi storici, pur non essendo tecnicamente uno storico \u201cdi professione\u201d. Cosa l\u2019ha spinta, in particolare, a occuparsi di Nae Ionescu?<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2021\/11\/Tatiana-Niculescu.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-683\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2021\/11\/Tatiana-Niculescu-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2021\/11\/Tatiana-Niculescu-200x300.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2021\/11\/Tatiana-Niculescu.jpg 584w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Il testo con cui ho esordito, tradotto in italiano nel 2013 dopo che la sua \u201cversione cinematografica\u201d (<em>Oltre le colline<\/em>) \u00e8 stata premiata a Cannes, \u00e8 di fatto un libro di <em>non-fiction<\/em>. \u00c8 la storia di un fatto di cronaca, avvenuto in Romania nel 2005, la biografia di una giovane ignota ai pi\u00f9. <strong>\u00c8 stato definito un <em>A sangue freddo<\/em> romeno<\/strong>, riprendendo il titolo del celebre romanzo di Truman Capote (1965). Ora, se scrivo biografie, \u00e8 proprio perch\u00e9 non sono uno storico. Lo storico \u00e8 interessato agli avvenimenti, alle decisioni politiche e alle loro conseguenze; analizza fenomeni e situazioni dal punto di vista critico dei posteri. Si dice spesso, d\u2019altronde, che la storia viene scritta solo da quanti non l\u2019hanno vissuta. Come autrice, mi interessano le vite degli uomini; amo comprenderne i destini. Ma non \u00e8 tutto: <strong>a stimolare la mia curiosit\u00e0 sono in particolare le vite degli uomini <\/strong><strong>\u201c<\/strong><strong>schedati<\/strong><strong>\u201d<\/strong>, per cos\u00ec dire, etichettati in un modo o nell\u2019altro, dei quali crediamo di sapere tutto. \u00c8 il caso di Nae Ionescu, che in Romania \u00e8 una vera e propria celebrit\u00e0. Tornando alla sua domanda, il mio metodo di lavoro \u00e8 agli antipodi rispetto a quello di uno storico: non valuto la vita di un personaggio secondo i criteri e i valori della <em>mia<\/em> epoca, ma ne ricostruisco la vita, cercando di vedere il suo mondo con i suoi occhi.<\/p>\n<p><em>Il suo libro si basa soprattutto su memorie, lettere e testimonianze personali. Che criteri ha seguito per la selezione delle fonti?<\/em><\/p>\n<p>Sono una grande ammiratrice delle biografie scritte in stile britannico. Ho vissuto a lungo a Londra e lavorato quindici anni alla BBC World Service. Quando mi metto al lavoro, utilizzo diari, carteggi, le memorie del personaggio su cui scrivo o dei suoi contemporanei, archivi di famiglia e fotografie \u2013 in misura minore, libri di storia o di critica letteraria. Per me, <strong>la stesura di una biografia \u00e8 come un lavoro archeologico<\/strong>: faccio \u201cscavi\u201d, trovo frammenti di vita, cerco di portarli alla luce e ricostruire un destino e un\u2019epoca. Preparo centinaia di schede e schemi per avvicinarmi il pi\u00f9 possibile alla persona di cui mi trovo a scrivere. Dopo la fase di documentazione, arriva il momento pi\u00f9 difficile: mettersi nei panni del personaggio, vivere la sua vita, nella misura in cui lo permettano l\u2019immaginazione e la mole di documenti raccolti. Nel narrare la sua esistenza, la regola principale che seguo consiste nel non anticipare gli eventi, evitando insomma di finire nella prospettiva di chi \u201csa gi\u00e0\u201d come andr\u00e0 a finire. Voglio scoprire e comprendere, non giudicare.<\/p>\n<p><em>Tornando a Ionescu, quali sono le letture che pi\u00f9 hanno influenzato la sua \u201cvisione del mondo\u201d filosofica e politica?<\/em><\/p>\n<p>Nae leggeva parecchio in tedesco, italiano e francese, ed era ben informato sui libri e le riviste di filosofia che uscivano all\u2019estero. D\u2019altronde, per il dottorato aveva studiato in Germania. \u00c8 difficile gerarchizzare le sue letture, dal momento che sono state molto diverse nei vari periodi della sua vita. Semplificando molto, \u00e8 possibile dire che i suoi corsi erano spesso ispirati dalla filosofia di <strong>Oswald Spengler<\/strong>, autore de <strong><em>Il tramonto dell\u2019Occidente<\/em><\/strong> (1918-1923) e di <em>Anni della decisione<\/em> (1933), mentre la sua concezione politica era debitrice di un libro che lui stesso suggeriva come lettura agli studenti che gli erano pi\u00f9 vicini: <strong><em>I fondamenti del XIX secolo<\/em><\/strong> (1899) di <strong>Houston Stewart Chamberlain<\/strong>. Da adolescente, lesse l\u2019anarchico russo <strong>P\u00ebtr Alekseevi\u010d Kropotkin<\/strong>. Pi\u00f9 tardi, insieme a <strong>Immanuel Kant<\/strong>, <strong>Max Stirner<\/strong>, <strong>Edmund Husserl<\/strong> e <strong>Martin Heidegger<\/strong>, studi\u00f2 i Padri della Chiesa nella <strong><em>Patrologia<\/em><\/strong> di Jacques Paul Migne e impar\u00f2 l\u2019ebraico, essendosi interessato alla <strong>Kabbalah<\/strong>.<\/p>\n<p><em>Ha avuto modo di consultare le carte e i libri della biblioteca del Professore, o almeno di sapere che fine hanno fatto?<\/em><\/p>\n<p><strong>La casa di Nae Ionescu \u00e8 stata confiscata dopo la sua morte<\/strong> e una parte dei suoi libri di patristica e teologia \u00e8 stata recuperata dal Patriarcato ortodosso romeno. Altri volumi sono stati, forse, tratti in salvo da suo figlio. Non esiste un inventario completo n\u00e9 approssimativo della sua biblioteca.<\/p>\n<p><em>Il suo libro ha venduto molto in Romania, nonostante la pandemia. Come hanno reagito i critici, in genere?<\/em><\/p>\n<p>Il genere biografico che cerco di promuovere rappresenta una novit\u00e0 in Romania; di solito, la critica non sa bene dove collocarlo, perch\u00e9 non si tratta n\u00e9 di biografie romanzate n\u00e9 di monografie storiche. La qualit\u00e0 sottolineata da molti critici \u00e8 una particolare \u201cvitalit\u00e0\u201d del libro e la sua formula letteraria \u201cinsolita\u201d. Il principale rimprovero mosso allo studio \u00e8 stato di non aver dato pi\u00f9 spazio alla filosofia vitalista di Nae Ionescu e alla sua fede cristiano-ortodossa. Una curiosa tautologia: avrei scritto della sua vita senza concedere troppo spazio al suo vitalismo\u2026<\/p>\n<p><em>Nessun secolo come il XX ha conosciuto l\u2019incontro-scontro tra \u201cpolitica\u201d e \u201cintellettuali\u201d (penso a <strong>Heidegger<\/strong>, <strong>Giovanni Gentile<\/strong>, <strong>Miguel de Unamuno<\/strong>\u2026). Nel caso di Nae Ionescu, in che rapporto stanno <strong>filosofia e impegno politico<\/strong>, \u201ccontemplazione\u201d e \u201cazione\u201d, per cos\u00ec dire?<\/em><\/p>\n<p>Da un lato, il coinvolgimento politico rientra nella sua stessa concezione, finalizzata a recuperare la dimensione esperienziale del \u201cvissuto\u201d rispetto al \u201cpensiero\u201d, che di solito caratterizza la vita di un intellettuale. Dall\u2019altro, nel suo caso ci troviamo di fronte a <strong>una concezione romantica della politica, della nazione e della comunit\u00e0<\/strong>. Al pari di molti altri pensatori, concepiva la politica in termini ideali e idealisti, e per questa ragione era predisposto al pensiero utopico. In genere, si pu\u00f2 dire che fosse una personalit\u00e0 complessa, istrionica e magneticamente attratta dal potere.<\/p>\n<p><em>Lei definisce Ionescu \u00abun illusionista geniale e un talentuoso prestigiatore di parole, in grado di controllare, attraverso il raffinato fascino di maschere scambiate con grazia erotica, anime sensibili e menti assetate di conoscenza\u00bb. <\/em><em>Qual \u00e8 stato, secondo lei, l\u2019errore che ha fatto inceppare tutto? <\/em><\/p>\n<p>A Nae Ionescu \u00e8 successo ci\u00f2 che accade spesso ai pensatori utopisti: cercando di mettere in pratica teorie e grandi costruzioni speculative, si scontrano, presto o tardi, con il cosiddetto <em>reality test<\/em>. <strong>L\u2019impatto dell\u2019ideale con il reale \u00e8 un po\u2019 come un brusco risveglio.<\/strong> Orbene, come diceva C. S. Lewis, la realt\u00e0 \u00e8 sempre iconoclasta nei confronti delle idee preconcette a cui vogliamo sottoporla.<\/p>\n<p><em>Dal 1933 in poi, i destini di Nae Ionescu e <strong>Corneliu Zelea Codreanu<\/strong> si intrecciano sempre pi\u00f9. Lei ha dedicato una biografia al Capitano, uscita pochi mesi prima della pubblicazione, sempre per i tipi di Humanitas, della monografia di <strong>Oliver Jens Schmitt<\/strong> <\/em>Corneliu Zelea Codreanu. Ascensiunea \u0219i dec\u0103derea \u201cC\u0103pitanului\u201d <em>(<\/em>Corneliu Zelea Codreanu. Ascesa e declino del \u201cCapitano\u201d<em>), che inquadra la Legione dell\u2019Arcangelo Michele nella prospettiva dei fascismi europei. Che ritratto ne ha fatto? Cosa differenzia il suo lavoro da quello dello storico svizzero?<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2021\/11\/Corneliu-Zelea-Codreanu.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-685\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2021\/11\/Corneliu-Zelea-Codreanu-210x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2021\/11\/Corneliu-Zelea-Codreanu-210x300.jpeg 210w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2021\/11\/Corneliu-Zelea-Codreanu-717x1024.jpeg 717w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2021\/11\/Corneliu-Zelea-Codreanu-768x1096.jpeg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/files\/2021\/11\/Corneliu-Zelea-Codreanu.jpeg 954w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a>La principale differenza tra il mio approccio e quello di Oliver Jens Schmitt, oltre al gi\u00e0 citato scarto che oppone uno storico a uno scrittore, \u00e8 che lui vede il movimento legionario e Codreanu come prodotti originali della cultura cristiano-ortodossa romena. Io, invece, ritengo di avere motivi fondati per considerarlo un movimento <em>sincretico<\/em>, nato in un periodo colmo di iniziative ecumeniche europee, spronate dagli esiti disastrosi della Prima guerra mondiale. Codreanu, del resto, non aveva solo radici romene. Suo padre si chiamava Zelinski, mentre sua madre era di origine tedesca. Nel mio libro <em>Mistica rug\u0103ciunii \u0219i a revolverului. Via\u021ba lui Corneliu Zelea Codreanu<\/em> (<strong><em>Mistica della preghiera e della pistola. Vita di Corneliu Zelea Codreanu<\/em><\/strong>) ho dimostrato che il breviario pi\u00f9 celebre dei giovani legionari \u2013 <em>C\u0103rticica \u0219efului de cuib <\/em>(<strong><em>Il Capo di Cuib<\/em><\/strong>) \u2013 trae ispirazione da <em>Il pellegrinaggio del cristiano<\/em> (1678) di John Bunyan, tradotto in romeno agli inizi del XX secolo. Poich\u00e9 la Romania era governata da una monarchia germanico-britannica, il modello militare prussiano e il <strong>movimento scout<\/strong>, fondato dal generale Baden-Powell \u2013 assimilato in seguito anche da movimenti di estrema destra \u2013, erano divenuti, ai tempi della carriera scolastica di Codreanu, un modello educativo nelle scuole elitarie, come quella in cui aveva studiato lui. Alla vigilia della Grande Guerra, il primo comandante delle legioni di <em>cerceta\u0219i <\/em>(boy scout) romeni \u00e8 stato il Principe erede Carol, ossia il futuro Re Carol II.<\/p>\n<p><em>Per concludere, in base alla mole di documentazione che ha avuto modo di raccogliere, che idea si \u00e8 fatta di Ionescu? Qual era la sua \u201caura\u201d, per cos\u00ec dire?<\/em><\/p>\n<p>Per me, Nae Ionescu \u00e8 <strong>una personalit\u00e0 contraddittoria, tanto affascinante quanto tragica<\/strong>. Alla sua morte, nel 1940, alcuni lo hanno rimproverato di essere un filosofo senza opera, altri di essere un pensatore privo di lucidit\u00e0 politica. Come tanti intellettuali, si \u00e8 lasciato attirare dai fantasmi del potere politico-religioso. <strong>Se dobbiamo parlare di \u201caura\u201d, nel caso di Ionescu non era certamente troppo luminosa<\/strong>. Le sue contraddizioni interne emergono ovunque, nel corso della sua esistenza. Ma, che piaccia o no, \u00e8 stato il <strong>mentore faustiano<\/strong> della brillante generazione interbellica: Mircea Eliade, Emil Cioran, Mihail Sebastian, Eugen Ionescu, Mircea Vulc\u0103nescu&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il 17 marzo 1940 si tengono i funerali del filosofo Nae Ionescu, mentore della \u201cgiovane generazione\u201d scomparso cinquantenne tre giorni prima. Reggono la bara del docente colleghi e amici, tra cui due illustri Mircea: Eliade e Vulc\u0103nescu. Quello stesso giorno Costantin Noica scrive a Emil Cioran qualcosa di definitivo: la morte del Maestro segna la fine di una fase storica, di un\u2019avventura dello spirito, di una stagione della vita. Nulla sar\u00e0 pi\u00f9 come prima. \u00abL\u2019ho sentito bestemmiare, ed era grande. L\u2019ho visto volgare, forse volutamente volgare, l\u2019ho udito ripetere ingiurie, offendere, ed era grande. \u00c8 l\u2019unico uomo che mi ha [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/2021\/11\/18\/tatiana-niculescu-nae-ionescu-tra-faust-e-mefistofele\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1084,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[23335,7500,64,8992],"tags":[259301,371308,320009,191170,371302,32404,371306,371305],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/682"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1084"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=682"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/682\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":688,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/682\/revisions\/688"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=682"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=682"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/scarabelli\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=682"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}