Populismo senza rivoluzione

Che l’Unione Europea debba essere smantellata siamo d’accordo e lo diciamo da molto prima di quei “sovranisti” che oggi fanno gli anti-elitari ma che ieri accoglievano in pompa magna Maastricht e la moneta unica. Ora il punto è un altro ed è compito di chi fa “avanguardia culturale” quello di far luce, spesso con riflessioni impopolari, sui pericoli dei prossimi anni che sono decisivi per tutti noi. Bene che esista un populismo globale ma che sia ragionato, in particolare qui in Europa. L’elezione di Trump è stato un primo passo importante che però nutre forti contraddizioni come tutti i movimenti […]

  

I limiti dei “sovranisti”

In questo ultimo decennio due elementi hanno fatto da collante tra i poli opposti della politica: la rivendicazione della sovranità nazionale e il populismo come nuova forma consensuale. La nascita o il successo elettorale di schieramenti partitici programmati per combattere lo status quo (atlantista e/o europeista) è riuscito a minacciare improvvisamente il sistema delle élite senza però vincere il duello democratico. La capacità del potere costituito di rigenerarsi di fronte all’avanzata dei “populismi” (vedi la nomina di Matteo Renzi in Italia) ha demoralizzato quelle forze politiche che dal nulla sono riuscite a conquistare la doppia cifra percentuale (dallo Ukip di […]

  

Così i secessionismi europei fanno il gioco di Bruxelles

Se prima, a partire dalla Rivoluzione Francese, le centrali del potere erano a favore – in chiave anti-clericale e anti-imperiale – dei nazionalismi in Europa, oggi queste mirano alla distruzione della sovranità degli Stati per forgiare il “villaggio capitalistico globale”. Di conseguenza sorge questa domanda: per combattere l’ordine precostituito non diventa dunque necessario sostenere il concetto di “nazione” in quanto parametro filosofico-culturale di riferimento che non è l’unico possibile ma risulta quello strategicamente più pertinente? Oggi i Veneti, domani i Triestini, i Lombardi, i Friulani, e poi ancora i Calabresi, i Siciliani, i Sardi.  L’Italia rischia di implodere per due motivi: […]

  

Così l’Occidente sorge e tramonta ad Atene

Il premier greco Alexis Tsipras aveva giocato una partita di scacchi perfetta. L’alleanza trasversale con Anel (destra anti-euro) dopo la vittoria alle elezioni politiche, la nomina alle Finanze di un engagé irriducibile e scostumato come Yanis Varoufakis, i rapporti costanti con la Russia di Vladimir Putin, infine la decisione di far scegliere al popolo ellenico se accettare o meno le misure draconiane imposte da Bruxelles. Dopo i colloqui iniziali però sono arrivati i primi passi indietro che in politica si chiamano umiliazioni. E per quanto possano essere personaggi freddi, i burocrati di Bruxelles, rimangono degli esseri umani in carne ed […]

  

Il blog di Sebastiano Caputo © 2021
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