Vince la metapolitica

Chi meglio dello stratega degli strateghi, l’uomo che ha sconfitto da solo l’universo liberal statunitense e accompagnato Donald Trump alla Casa Bianca, traghettando il popolo americano nello scontro frontale con la power elite, poteva analizzare, fiutare, comprendere, spiegare le dinamiche sociali italiane nel quadro di un terremoto elettorale occidentale? Insomma ve lo sarete chiesti che ci faceva Steve Bannon a Roma qualche giorno prima delle votazioni. Il giorno prima delle elezioni, intervistato dal Corriere della Sera, aveva previsto tutto: “Siamo come prima dell’elezione di Trump […] Sia Lega che Cinque Stelle (e lo stesso Berlusconi) si erano espressi a favore […]

  

Votare Le Pen non è più tabù

Porte de Vincennes (Parigi) – Emmanuel Macron vince il ballottaggio con oltre il 60 per cento dei consensi. Nel quartier generale del Front National non basta il canto della “marsigliese” a nascondere l’amarezza dei sostenitori accorsi nella capitale. Marine Le Pen è arrivata solo pochi minuti dopo l’annuncio ufficiale in diretta televisiva. “E’ un risultato storico e di massa, i francesi hanno scelto un’alleanza di patrioti come prima forza all’opposizione”, ha detto davanti ai giornalisti presenti nella sala Le Chalet du Luc. Con 11 milioni di voti i sovranisti scavalcano Les Républicains e il Parti de Gauche confermandosi secondo partito […]

  

In Francia tutto è ancora possibile

Tutti, o quasi, contro Marine Le Pen. Il “fronte repubblicano” – l’unione della destra e della sinistra contro il Front National – non è più unito come una volta. Rispetto al 2002 quando il padre Jean Marie arrivò al ballottaggio con Jacques Chirac gli slogan sono cambiati radicalmente tanto che la tradizionale retorica “antifascista” (in assenza di fascismo) non riesce a fare proseliti. A parte le indicazioni di voto scontate di François Fillon (Les Républicains) e Benoit Hamon (Parti Socialiste) a sostegno di Emmanuel Macron gli altri candidati hanno ribaltato il gioco delle alleanze. In un primo momento Jean Luc […]

  

Il problema americano

Sono bastati pochi giorni ad Angelo Panebianco, editorialista del Corriere della Sera, per dimenticare la doccia fredda riservatagli dagli studenti di Bologna. Lasciatosi alle spalle il capitolo sull’interventismo in Libia ora il “professore-martire” firma un altro articolo ancora più irresponsabile dal titolo “A noi europei conviene Hillary Clinton”. La prospettiva iniziale di lettura appare corretta: da italiani, guardiamo Oltreoceano, con la bussola dei nostri interessi nazionali e non badiamo più di tanto a come gli americani vedono se stessi. Poi Panebianco centra di nuovo il punto quando scrive che “il vero problema non è se il futuro presidente sarà di […]

  

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