Geopolitica dell’idiozia

Una giornata surreale. Ero stato invitato da un’associazione studentesca per intervenire sul tema della guerra in Siria all’università di Bologna. Improvvisamente, la mattina stessa, diversi collettivi hanno alzato le barricate occupando l’aula in cui doveva svolgersi la conferenza convincendo alla fine il Rettore ad annullare l’incontro. L’argomento di questi individui? “Se si deve parlare di Siria si deve parlare della rivoluzione in Rojava” (fonte: pagina Facebook del Collettivo Autonomo Universitario Bologna). Arrivato in stazione ho chiesto agli organizzatori di accompagnarmi fuori dall’università per vedere coi miei occhi questi “squadristi della subcultura” col rischio di farmi linciare, io, un giornalista sottopagato che […]

  

Alcune guerre sono #pop

E’ interessante studiare il tema “Oriente e Occidente” sul piano della comunicazione perché le guerre oggi non si vincono solo con il kalashnikov ma anche a colpi di #hashtag. Nel “nostro” immaginario non tutti i combattenti per la libertà, nemici del terrorismo, sono uguali. Prendiamo come esempio Kobane, la città siriana che sorge vicina al confine con la Turchia, che ha visto nel 2014 le milizie del PYD e le soldatesse del Rojava respingere l’assedio di Daesh. Sulla “nuova Stalingrado” sono state scritte intere paginate, girati documentari, pubblicati fumetti a colori. Insomma, i militari curdi, a differenza di altri, hanno […]

  

Contro Sansal

Troppo facile spostare le lancette del tempo in avanti. Troppo scomodo tornare indietro di due secoli. Chi sono i padroni dell’Occidente? Non chiedetelo a George Orwell ma a Boualem Sansal, scrittore algerino e autore del romanzo “2084. La fine del mondo” in uscita in Italia per Neri Pozza. Quello che in Francia è stato un caso editoriale racconta un Paese del futuro nato sulle ceneri di una grande guerra contro la miscredenza, l’Abistan, in cui si parla solo in abilang, una lingua  che ha soppiantato tutte le precedenti, e dove la religione del dio Yolah e del suo messaggero, il profeta […]

  

L’Iran come non lo conosciamo

La Persia contemporanea spiegata a  Giulia Innocenzi (“popolo di molestatori”), Matteo Salvini (“popolo che legittima le spose bambine”) e Philippe Daverio (“popolo di pecorai”).   Non ci si può sbarazzare della Repubblica Islamica d’Iran con una retorica che esiste soltanto da un paio di secoli: quella dei diritti umani. Qualsiasi storia plurimillenaria merita di essere raccontata sotto la lente di Claude Lévi-Strauss, l’antropologo francese che teorizzò “il relativismo culturale”. Prima di giudicare aprioristicamente una società è bene conoscere le ragioni di un sistema valoriale (usi, costumi, tradizioni, riti) per comprenderne in un secondo momento la significatività e la coerenza. La Persia […]

  

Noi e la Siria. Perché l’Occidente si è sbagliato

Prima dello scoppio della crisi siriana, Bashar Al Assad veniva accolto con il tappeto rosso da tutte le cancellerie occidentali, sua moglie Asma invece era definita “icona glamour del Medio Oriente”. “È difficile non rimanere colpiti dalla straordinaria bellezza di questo Paese e dalla genuina ospitalità del suo popolo […] esprimo il mio apprezzamento per l’esempio di laicità e apertura che la Siria offre in Medio Oriente e per la tutela delle libertà assicurate alle antiche comunità cristiane qui residenti […] Non ho dubbi che la vicinanza e la viva simpatia tra i nostri popoli contribuirà a raggiungere risultati sempre […]

  

“Allahu akbar” è un brand che abbiamo inventato “noi”

Ora che spuntano fuori i primi passaporti dei criminali,  tireranno fuori qualche versetto del Corano, ci racconteranno la favola del “cattivo musulmano” e diranno che questo è l’Islam nella sua totalità. Nessuno però spiegherà alle famiglie delle vittime innocenti che “Allahu akbar” è un brand inventato da “noi”. I terroristi dell’Isis – che celebrano i fatti di Parigi minacciando Roma, Londra e Washington – sono stati addestrati, armati e finanziati dalle stesse potenze occidentali che ora rischiano di essere colpite da nuovi attentati. I criminali europei che inneggiano alla Jihad sono il riflesso di una cultura europea profondamente sradicata: vestono […]

  

La svolta filo-russa del Movimento 5 Stelle

Da italiani, la russofobia lascia il tempo che trova di fronte ad un principio inviolabile, quello della realtà. Lo ha ribadito lo stesso Vladimir Putin nel corso della sua recente visita all’Expò di Milano, sottolineando come il nostro Paese rimane il secondo partner commerciale in Europa (dopo la Germania) e il quarto a livello mondiale. Nel 2013, infatti, l’Italia esportava nella Federazione Russa per 10,4 miliardi di euro (fonte), ma quando sono state ratificate le sanzioni, il commercio tra i due è diminuito del 20 per cento (mentre il commercio tra Usa e Russia è aumentato del 15 per cento!). […]

  

L’Eid, quella festa di fine Ramadam che sfida il terrorismo

Nel Corano non appare solo Gesù Cristo, adoratissimo profeta per i musulmani, ma anche l’Arcangelo Gabriele, che nell’immaginario islamico rivela a Maometto la “retta direzione e la via della salvezza”. Teologia vuole che a celebrare l’annuncio della rivelazione sia un digiuno (sawm) di una trentina di giorni, il Ramadan, durante il quale tutti i fedeli hanno il dovere morale di astenersi – dall’alba al tramonto – dal bere, mangiare, fumare e dal praticare attività sessuali. Un rituale che non si allontana tanto dalla Quaresima cristiana, quei quaranta giorni che precedono la morte in croce e che ricordano i quaranta giorni trascorsi […]

  

Oltre l’anti-germanismo, per un asse Roma-Berlino-Mosca

La Germania è un Paese schizofrenico. Gli strumenti della ragione non bastano per esaminarla, ecco perché diviene necessario ricorrere a quelli della psicologia. La sconfitta della Seconda Guerra Mondiale ha lasciato in eredità un senso di colpa che induce la classe dirigente e, a sua volta il popolo tedesco, a sentirsi colpevole per tutte le disgrazie del mondo. Per questo motivo, ad esempio, il Paese germanico regala regolarmente armi e sommergibili a titolo gratuito ad Israele. Ad infierire su questo sentimento popolare di “odio verso sé stessi” è una strategia culturale elaborata da una certa intellighenzia, che attraverso la damnatio memoriae […]

  

Il blog di Sebastiano Caputo © 2021
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