“È un accordo di portata storica. Il fatto che sia avvenuto con il benestare dell’America nonostante le dichiarazioni rabbiose di Israele, vuol dire che anch’essa vuole dare una svolta alla sua politica estera in Medio Oriente. Non sempre gli Stati Uniti ragionano in maniera monolitica, lo abbiamo potuto verificare con la crisi siriana, c’è una parte che rema in una direzione, e un’altra parte legata ad alcune lobby che invece va dall’altra parte. Così è avvenuto anche per l’accordo sul nucleare”. Così Federico Capnist, giornalista del quotidiano online L’Intellettuale Dissidente, ha commentato ai microfoni di IRIB, la radio in lingua […]